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IL CONTRATTO DI LAVORO DEI LAVORATORI DEL COMMERCIO E SERVIZI
Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro

PER I DIPENDENTI DA AZIENDE DEL TERZIARIO DELLA DISTRIBUZIONE E DEI SERVIZI

L'anno 1999, il giorno 22 settembre in Roma

tra


- la Confederazione Italiana Esercenti Attività Commerciali Turistiche e dei Servizi rappresentata dal Presidente Marco Venturi e dal Segretario generale Gaetano Orrico con una delegazione: Mauro Bussoni, Paolo Bellini, Angelo Battisti, Gaetano Pergamo, Elvira Massimiano, Mario Zecchini, Giovanni Tallone, Enrico Landini, Roberto Pietrangeli, Renato Mongillo, Massimiliano Marcucci, Fabio D'Onofrio, Mario Selicato, Renzo Grassi, Mauro Covino, Giovanni Prignano, Maurizio Bruni, Franco Bertini, Giuseppe Bagnolesi, Pietro Rosa Gastaldo, Francesco Miscioscia, Francesco Centra, Giorgio Calabrò, Teodosio Gallotta, Lino Busà, Carlo Massaro, Adriana Papaleo, Gianpaolo Maremmi, Norina Vieri, Giovanni Alfredo Ricci, Giuseppe Gregori, Lina Tragni, Enrico Voplones, Massimo Vivoli, Antonio Carta, Sergio Ferrari, Roberto Orengo, Gian Bruno Barbieri, Pier Giorgio Piccioli, Maurizio Franceschi, Stefano Bollettinari, Giorgio Cappelli, Gian Carlo Morghen, Nicola Rossi, Massimo Biagioni, Sandro Gulino, Francesco Filippetti, Bernardo Marinelli, Paolo Perazzoli, Beniamino Orfanelli, Enzo Giammarino, Graziano D'Agostino, Salvatore Migliaccio, Mauro Felici, Carmine Lucciola, Cosimo Callisto, Michele Avena, Giuseppe Carella, Raffaele Carucci, Giuseppe Margiotta, Domenico Bilotta, Pasquale Capelluto, Margherita Scuderi, Iulo Cosentino, Carlo Abis, Paolo Saba

e


- la Federazione Italiana Lavoratori Commercio Alberghi
-Mense e Servizi (FILCAMS
-CGIL) rappresentata dal Segretario generale Ivano Corraini, dai Segretari Antonia Franceschini, Carmelo Caravella, Marinella Meschieri, Bruno Perin, Carmelo Romeo, Claudio Treves, dal Presidente del Comitato direttivo Bruno Rastelli e dai componenti del Comitato direttivo nazionale Luisa Albanella, Livio Anelli, Dalida Angelini, Lucia Anile, Alfonso Argeni, Assunta Aurisicchio, Otello Belli, Alessandro Beltrami, Vincenzo Belzaino, Giovanni Benazzo, Paola Berfonzi, Moreno Bertelli, Marco Bertolotti, Ennio Bianchi, Stefano Bianco, Virgilio Biscaro, Luigi Bittarelli, Dino Bonazza, Adriano Bonetti, Giuliano Calvani, Walter Calzavarra, Ramona Campari, Francesco Capasso, Daniela Cappelli, Roberto Cappellieri, Vito Carchia, Maura Carli, Maddalena Carnevale, Giovanni Carpino, Fabio Castagnini, Monica Cavallini, Orfeo Cecchini, Elena Ceschin, Eda Ciccarelli, Canio Cioffi, Sergio Codonesu, Alessandro Collini, Luigi Coppini, Antonio Coppola, Luigi Corazzesi, Giovanni Cotzia, Santo Crescimone, Anna Cuntrò, Giancarlo D'Andrea, Loredana De Checchi, Carla Della Volpe, Elio Dota, Lucia Dragone, Gabriella Fanesi, Paolo Favetta, Tiziana Ferroci, Giordano Fiorani, Gastone Fiori, Cinzia Folli, Enrico Folloni, Piergiorgio Forti, Sergio Franceschini, Franco Franceschini, Gualtiero Francisconi, Armando Galati, Mario Galati, Fabio Giunti, Lorenza Giuriolo, Marzio Govoni, Vincenza Grasso, Angelo Guerriero, Gabriele Guglielmi, Tiziana Gusmerini, Elena Hoo, Leandro Innocenti, Antonio Lareno, Elena Lattuada, Vincenzo Limonta, Maurizia Losi, Patrizia Maestri, Luca Magnani, Maria Mancini, Gianfranco Mancini, Giuseppe Mancini, Mario Mangili, Corrado Manneschi, Antonio Marchese, Giancarlo Marchi, Gabriele Marchi, Piero Marconi, Cristina Maroni, Elena Martis, Roberto Mati, Manlio Mazziotta, Rosa Giulia Melidoni, Massimo Melotti, Lucia Merlo, Adriana Merola, Cono Minnì, Carmela Minniti, Tiziana Mordeglia, Gaetano Morgese, Mauro Moriconi, Silvana Morini, Giusi Muchon, Luciano Nacinovich, Carmine Nesi, Massimo Nozzi, Antonio Palazzo, Gennaro Pannozzo, Lora Parmiani, Santo Pellegrino, Sergio Pestelli, Luigi Piacenti, Antonello Pirastru, Rocco Pisanello, Santino Pizzamiglio, Lauro Pregnolato, Michele Presta, Fausto Quattrini, Massimo Re, Pierino Ricci, Gianni Roncaccia, Patrizia Rosini, Fiorella Rossi, Marco Roverano, Alessandra Salvato, Domenico Sarti, Anna Schiano, Giuseppe Scognamillo, Egidio Serafini, Giuseppe Sforza, Walter Sgargi, Giuseppe Silvestro, Fabio Sormanni, Antonio Stancampiano, Rosario Stornaiuolo, Francesco Taddei, Paola Tegner, Stefano Tordini, Antonio Terenzi, Anna Tornari, Gianni Trinchero, Rosa Veccia, Gino Vennettillo, Cesare Ventrone, Andrea Vitagliano, Christine Walzl, Renato Zanieri, Roberto Zapparoli, Leonardo Zucchini, con l'intervento della Confederazione Generale Italiana Lavoratori (CGIL) rappresentata dalla Segretaria confederale Carla Cantone

e


- la Federazione Italiana Sindacati Addetti ai Servizi Commerciali Affini e del Turismo (FISASCAT
-CISL) rappresentata dal Segretario generale Gianni Baratta, dai Segretari nazionali Pierangelo Raineri, Pietro Giordano, Mario Piovesan, Giovanni Pirulli, da Antonio Michelagnoli, Salvatore Falcone, Mario Marchetti, Marcello Pasquarella, Daniela Rondinelli, dell'Ufficio Sindacale unitamente a una delegazione trattante composta da: Giovanni Agostini, Annalisa Albertazzi, Antonio Albiniano, Giusy Amadasi, Cecilia Andriolo, Patrizia Antonini, Antonio Bacci, Giuliana Baretti, Matteo Barrella, Dario Battuello, Alberto Bizzochi, Sante Blasi, Luciana Bommassar, Claudio Bosio, Paola Botti, Lidia Brachelente, Rita Brandalise, Mauro Brinati, Gianfranco Brotto, Camillo Buffa, Roberta Cabrelle, Renato Calì, Giuseppe Calzaghe, Dario Campeotto, Riccardo Camporese, Felice Cappa, Malgara Cappelli, Donato Cappiello, Rosalba Carai, Piero Caredda, Sergio Carminati, Silvia Carrara, Elmina Castiglioni, Antonio Castrignano, Giovanna Catizzone, Alfredo Cattaruzza, Alberto Cavalloni, Mirco Ceotto, Milena Cesca, Stefania Chirico, Franco Ciccolini, Antonio Cinosi, Bruno Cordiano, Roberto Corona, Carlo Costantini, Patrizio Cusano, Amelio Custodi, Mario Dal Soler, Giovanni D'Angelo, Carla De Stefanis, Adriano Degioanni, Marco Dell'Infante, Marco Demurtas, Ester Di Domenico, Ermanno Di Gennaro, Pancrazio Di Leo, Gennaro Di Micco, Carlo Di Paola, Ulrike Egger, Battistino Guido Fabiano, Giovanni Fabrizio, Quinto Fantini, Domenico Ferrigni, Francesco Ferroni, Antonio Fiorenza, Ferruccio Fiorot, Ilda Fittipaldi, Giuseppe Foti, Loredana Franco, Andrea Gaggetta, Adriano Giacomazzi, Giovanni Giudice, Rocco Golino, Erminio Gomiero, Luca Grazioli, Daniele Grieco, Alessandro Gualtieri, Davide Guarini, Aldo Guardone, Pietro Ianni, Alessandro Ingrosso, Angela Kalaydjian, Fabio Laritonda, Angela Lazzaro, Carmela Licenziato, Rosario Lo Proto, Luca Maestripieri, Alfredo Magnifico, Ottilia Mair, Iride Manca, Gilberto Mangone, Danilo Manini, Riccardo Mantovani, Aldo Manzini, Fabio Marcatili, Luca Marcazzan, Maurizio Marcolin, Giovanni Marini, Viviana Masi, Tiziana Mastrangelo, Gianfranco Mazza, Renata Mazzacco, Amedeo Meniconi, Biagio Montefusco, Aniello Montuoso, Iris Morassi, Raffaella Moretto, Bice Musocchi, Erika Naretto, Nicola Nesticò, Ivano Orsuni, Rosa Palmieri, Silvano Pandolfo, Ugo Parisi, Sabrina Parutta, Paolo Perazzoli, Ferruccio Petri, Luigino Pezzuolo, Giorgio Piacentini, Leonardo Piccino, Antonio Pirozzi, Pietro Pizzingrilli, Alberto Pluda, Luigi Polinesi, Rosetta Raso, Roberto Ricciardi, Vincenzo Riglietta, Maurizia Rizzo, Tina Saglia, Daniele Salvador, Francesco Sanfile, Luciano Santigli, Bruno Sassi, Santo Schiappacasse, Rolando Sirni, Lorena Soffritti, Selena Soleggiati, Francesco Spanò, Mario Testoni, Giuseppe Tirelli, Giuseppe Tognacca, Giuseppe Tognarini, Fernando Toma, Giancarlo Trotta, Oscar Turati, Michael Untergasser, Mauro Urli, Costantino Vaidanis, Elena Vanelli, Francesco Varagona, Floriana Vissà, Giovanni Zambelli; con l'intervento della Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori (CISL) rappresentata dal Segretario confederale Luigi Bonfanti

e


- l'Unione Italiana Lavoratori Turismo Commercio e Servizi (UILTuCS
-UIL) rappresentata dal Segretario generale Brunetto Boco, dal Presidente Raffaele Vanni, dai Segretari nazionali: Gianni Rodilosso, Emilio Fargnoli, Caterina Fulciniti, Marco Marroni, Parmenio Stroppa; da Antonio Vargiu del Dipartimento sindacale; dai componenti del Comitato direttivo nazionale Amari Sergio, Andreani Paolo, Angrisano Antonio, Ardau Cristiano, Ardenna Alessia, Baio Pietro, Baldini Giuliana, Ballato Giuseppe, Bardi Enzo, Belletti Giuseppina, Bentivegna Gaetano, Bettocchi Bruno, Boscaro Luigino, Bove Salvatore, Broglia Roberto, Callegaro Gianni, Cappadona Osvaldo, Casadei Maurizio, Castiglione Agata, Ceccarelli Roberto, Chisin Grazia, Cieri Nicola, Cioccoloni Gianluca, Cusi Rosario, D'Angelo Mario, De Mitri Pugno Luigi, De Simone Michele, Del Zotto Sergio, Della Luna Rocco, Diecidue Sergio, Fanzone Alessandro, Fanzone Salvatore, Fiorino Gabriele, Flauto Marianna, Franzoni Stefano, Gazzo Giovanni, Giammella Cataldo, Giannetti Giuliano, Giorgio Giovanni, Guidi Giancarlo, Gullone Luciano, Ierulli Cesare, Ilarda Antonino, La Torre Pietro, La Volta Cosimo, Luchetti Maria Ermelinda, Maestrelli Roberto, Marchetti Massimo, Massari Gilberta, Milandri Maurizio, Morandi Ivano, Moretta Milva, Musu Roberta, Napoletano Antonio, Nomade Raffaella, Ortelli Francesco, Pace Leonardo, Pellegrini Aurelio, Petrelli Antonio, Pezzetta Giannantonio, Pilo Bruno, Poma Paolo, Proietti Paolo, Regazzoni Maurizio, Rovatti Ennio, Sagliocco Giuseppe, Sama Carlo, Sastri Pasquale, Scardaone Luigi, Scarpinelli Fabio, Sciascia Luciano, Serri Riccardo, Servadio Remigio, Servidei Fabio, Silvestro Giuseppe, Sorgia Elisabetta, Strazzullo Gennaro, Veronese Ivana, Verrino Antonio, Vurruso Angelo, Zarfati Angelo, Zimmari Giuseppe; da una rappresentanza del settore cooperazione composta da: Enrica Buono, Silvio Cerù, Marco Conficconi, Francesco Crispo, Fausta Dessì, Emilio Di Natale, Ernesto Lombardo, Claudio Moretti, Rosalia Murazzi, Mario Rapposelli, Gianluigi Renna, Carlo Salvadori; e con la partecipazione dell'Unione Italiana del Lavoro (UIL) nella persona del Segretario confederale Lamberto Santini

visti


- il CCNL per i Dipendenti da Aziende del Terziario della Distribuzione e dei Servizi 8.11.94;
- il rinnovo della parte economica 20.1.97;
- il relativo Accordo nazionale di rinnovo 22.9.99;
- l'Accordo 3.7.01 per il rinnovo della parte economica;
- il Verbale d'intesa 27.6.02

si è stipulato

il presente CCNL per i Dipendenti da Aziende del Terziario della Distribuzione e dei Servizi.

Letto, approvato e sottoscritto dai rappresentanti di tutte le Organizzazioni stipulanti.



PREMESSA GENERALE

Il presente CCNL, nell'assumere come proprio lo spirito del "Protocollo sulla politica dei redditi e dell'occupazione, sugli assetti contrattuali, sulle politiche del lavoro e sul sostegno al sistema produttivo" del 23.7.93, ne realizza, per quanto di competenza del CCNL, le finalità e gli indirizzi in materia di relazioni sindacali.

A tal fine le Parti concordano di regolare l'assetto della contrattazione collettiva secondo i termini e le procedure specificamente indicati dal presente contratto.

Le Parti, inoltre, s'impegnano ad intervenire perché a tutti i livelli le relazioni sindacali si sviluppino secondo le regole fissate.

Le Parti, in coerenza con quanto stabilito dal Protocollo 23.7.93, ritengo no necessaria l'emanazione di un apposito provvedimento legislativo inteso a garantire il conseguimento della normalizzazione delle condizioni di concorrenza tra le aziende dei settori rappresentati mediante l'estensione generalizzata del presente sistema normativo contrattuale in tutte le sue articolazioni.

In questo quadro, le Parti s'impegnano a proseguire la loro azione congiunta presso il Governo e le istituzioni per conseguire l'approvazione del suddetto provvedimento.

Le Parti s'impegnano ad intervenire congiuntamente per l'emanazione di un apposito provvedimento legislativo che applichi il particolare trattamento contributivo
-previdenziale, così come previsto per le erogazioni del 2° livello di contrattazione dal Protocollo 23.7.93.

Le Parti, nel rispetto della piena autonomia imprenditoriale e ferme restando le rispettive responsabilità delle Organizzazioni imprenditoriali e delle OOSS, consapevoli dell'importanza del ruolo delle relazioni sindacali per il consolidamento e lo sviluppo delle potenzialità del terziario, della distribuzione e dei servizi al mercato e alle imprese, sia sotto l'aspetto economico
- produttivo, sia con riferimento all'occupazione, convengono di realizzare un sistema di relazioni sindacali e di informazioni coerente con le esigenze delle aziende e dei lavoratori del settore e funzionale all'individuazione e all'esaltazione degli aspetti innovativi espressi nelle diverse tipologie settoriali e aziendali anche con riferimento ai riflessi sull'organizzazione del lavoro.

A tal fine, le Organizzazioni firmatarie esprimono l'intenzione di favorire corretti e proficui rapporti, attraverso l'approfondimento delle conoscenze dei problemi dei settori e dei comparti e la pratica realizzazione di un più avanzato sistema di relazioni sindacali e di strumenti di gestione degli accordi, anche al fine di garantire il rispetto delle intese e, quindi, prevenire l'eventuale conflittualità tra le Parti. Tale funzione è svolta anche attraverso la raccolta e lo studio di dati e informazioni utili a conoscere preventivamente le occasioni di sviluppo, realizzare le condizioni per favorirlo, individuare eventuali punti di debolezza per verificarne le possibilità di superamento.

Le Parti, tenuto conto delle imminenti scadenze a livello comunitario, concordano sull'esigenza di partecipare attivamente allo sviluppo del dialogo sociale, affinché vengano analizzati e approfonditi i percorsi di armonizzazione delle normative legislative e della contrattazione collettiva in tema di rapporto di lavoro negli Stati membri.

Le Parti infine convengono di elaborare interventi congiunti nei confronti degli Organi governativi interessati, al fine di realizzare un quadro di riferimento economico e istituzionale funzionale allo sviluppo del terziario e in particolare per porre in essere condizioni normative omogenee rispetto agli altri settori.

Le Parti si danno atto che, per la coerenza complessiva del nuovo sistema di relazioni sindacali, non potranno essere ripetute le materie previste ai vari livelli di contrattazione e non potranno richiedersi altre materie oltre a quelle previste per ciascun livello (ivi compreso quello della contrattazione aziendale), rispettando le procedure e le modalità di confronto previste nei vari capitoli.

Al fine di risolvere eventuali controversie e prima dell'attivazione della Commissione paritetica nazionale di cui all'art. 3, parte I, su richiesta anche di una delle Parti e nel rispetto di quanto previsto al comma 8, art. 10, parte I, si ricorrerà ad un confronto tra le Organizzazioni firmatarie del presente contratto, a livello territoriale prima e a livello nazionale poi, da esaurirsi entro 15 giorni dalla data di richiesta dei singoli incontri.

Trascorso tale periodo ed esperite le procedure, le Parti riprendono libertà di azione.



VALIDITÀ E SFERA DI APPLICAZIONE DEL CONTRATTO

Il presente CCNL disciplina in maniera unitaria, per tutto il territorio nazionale, i rapporti di lavoro a tempo indeterminato e, per quanto compatibile con le disposizioni di legge, i rapporti di lavoro a tempo determinato e interinale, tra tutte le aziende del terziario, della distribuzione e dei servizi che svolgano la propria attività con qualsiasi modalità, ivi comprese la vendita per corrispondenza e il commercio elettronico, appartenenti ai settori merceologici e categorie qui di seguito specificati e il relativo personale dipendente.

a) Alimentazione:


- commercio all'ingrosso di generi alimentari;
- supermercati, supermercati integrati, ipermercati, soft e hard discount;
- commercio al minuto di generi alimentari (alimentari misti), eccettuate le rivendite di pane e pasta alimentari annesse ai forni;
- salumerie, salsamenterie e pizzicherie;
- importatori e torrefattori di caffè;
- commercio all'ingrosso di droghe e coloniali; commercio al minuto di droghe e coloniali (droghe e torrefazioni);
- commercio all'ingrosso e al minuto di cereali, legumi e foraggi;
- commercio all'ingrosso di bestiame e carni macellate, macellerie, norcinerie, tripperie, spacci di carni fresca e congelata;
- commercio all'ingrosso di pollame, uova, selvaggina e affini;
- rivendite di pollame e selvaggina;
- commercio all'ingrosso e al minuto di prodotti della pesca;
- commercio all'ingrosso di formaggi, burro, latte, latticini e derivati in genere; commercio al dettaglio di latte (latterie non munite di licenza P.S.) e derivati;
- commercio all'ingrosso e in commissione di prodotti ortofrutticoli effettuati nei mercati; commercio al minuto di prodotti ortofrutticoli;
- commercio all'ingrosso e al minuto di prodotti vinicoli e affini (vini, mosti, spumanti, liquori, birra, aceto di vino); per quanto riguarda le aziende che esercitano il commercio all'ingrosso di vini, si precisa che s'intendono comprese:

(a) le aziende che acquistano uve e mosti, per la produzione di vini, anche tipici e la loro vendita; (b) le aziende che, oltre ad acquistare uve e mosti per la produzione di vini anche tipici e la successiva loro vendita, effettuano operazioni di acquisto e vendita di vini; (c) le aziende che esercitano attività di imbottigliamento e infiascamento;


- commercio all'ingrosso e al minuto di acque minerali e gassate e di ghiaccio;
- commercio all'ingrosso e al minuto di prodotti oleari (olii di oliva e di semi);
- aziende commerciali di stagionatura e conservazione dei prodotti lattiero
-caseari.

b) Fiori, piante e affini:


- commercio all'ingrosso e al minuto di fiori e piante ornamentali;
- commercio di piante aromatiche e officinali e di prodotti erboristici in genere;
- produttori, grossisti, esportatori e rappresentanti di piante medicinali e aromatiche.

c) Merci d'uso e prodotti industriali:


- grandi magazzini; magazzini a prezzo unico;
- tessuti di ogni genere, mercerie, maglierie, filati, merletti e trine; confezioni in biancheria e in tessuti di ogni genere; commercianti sarti e sarte; mode e novità; forniture per sarti e sarte; camicerie e affini; busterie, cappellerie, modisterie; articoli sportivi; commercianti in lane e materassi; calzature, accessori per calzature; pelliccerie; valigerie e articoli da viaggio; ombrellerie, pelletterie; guanti, calze; profumerie, bigiotteria e affini; trecce di paglia e cappelli di paglia non finiti; abiti usati; tappeti; saccherie, anche se esercitano la riparazione o il noleggio dei sacchi; corderie e affini;
- lane sudice e lavate, seme bachi, bozzoli, cascami di seta, fibre tessili varie (canapa, lino, juta, ecc.), stracci e residuati tessili, eccettuati i classificatori all'uso pratese;
- pelli crude e bovine nazionali, consorzi per la raccolta e salatura delle pelli; pelli crude, ovine e caprine nazionali; pelli crude esotiche non da pellicceria e da pellicceria; pelli conciate (suole, tomaie, ecc.), pelli grezze da pellicceria, pelli per pelletteria e varie, pelli per valigerie in genere, cuoio per sellerie;
- articoli casalinghi, specchi e cristalli, cornici, chincaglierie, ceramiche e maioliche, porcellane, stoviglie, terraglie, vetrerie e cristallerie;
- lastre e recipienti di vetro, vetro scientifico, materie prime per l'industria del vetro e della ceramica;
- articoli di elettricità, gas, idraulica e riscaldamento, eccettuate le aziende installatrici di impianti;
- giocattoli, negozi d'arte antica e moderna, arredamenti e oggetti sacri; prodotti artistici e dell'artigianato; case di vendita all'asta; articoli per regalo, articoli per fumatori;
- oreficerie e gioiellerie, argenterie, metalli preziosi, pietre preziose, perle; articoli di orologeria;
- librai (comprese le librerie delle case editrici e i rivenditori di libri usati); rivenditori di edizioni musicali; cartolai (dettaglianti di articoli di cartoleria, cancelleria e da disegno); grossisti di cartoleria e cancelleria; commercianti di carta da macero; distributori di libri giornali e riviste, biblioteche circolanti;
- francobolli per collezione;
- mobili, mobili e macchine per ufficio;
- macchine per cucire;
- ferro e acciai, metalli non ferrosi, rottami, ferramenta e coltellinerie; macchine in genere; armi e munizioni; articoli di ferro e metalli; apparecchi TV, radiofonici, elettrodomestici; impianti di sicurezza; strumenti musicali; ottica e fotografia; materiale chirurgico e sanitario; apparecchi scientifici; pesi e misure; pietre coti, per molino, pietra pomice e pietre litografiche; articoli tecnici (cinghie di trasmissione, fibra vulcanizzata, carboni elettrici, ecc.);
- autoveicoli (commissionari e concessionari di vendita, importatori, anche se esercitano il posteggio o il noleggio con o senza officine di assistenza e per riparazioni); cicli o motocicli (anche se esercitano il posteggio o il noleggio con o senza officine o laboratori di assistenza e per riparazioni); parti di ricambio e accessori per automotocicli; pneumatici; olii lubrificanti, prodotti petroliferi in genere (compreso il petrolio agricolo);
- gestori di impianti di distribuzione di carburante;
- aziende distributrici di carburante metano compresso per autotrazione;
- carboni fossili, carboni vegetali; combustibili solidi, liquidi e liquefatti;
- imprese di riscaldamento;
- laterizi, cemento, calce e gesso, manufatti di cemento, materiali refrattari, tubi gres e affini, marmi grezzi e pietre da taglio in genere, ghiaia, sabbia, pozzolana, pietre da murare in genere, pietrisco stradale, catrame, bitumi, asfalti; materiale da pavimentazione, da rivestimento, isolante e impermeabilizzante (marmette, mattonelle, maioliche, piastrelle di cemento e di gres); altri materiali da costruzione;
- tappezzerie in stoffa e in carta, stucchi;
- prodotti chimici, prodotti chimici per l'industria, colori e vernici;
- aziende distributrici di specialità medicinali e prodotti chimico
- farmaceutici;
- legnami e affini, sughero, giunchi, saggine ecc.;
- rivendite di generi di monopolio, magazzini di generi di monopolio;
- prodotti per l'agricoltura (fertilizzanti, anticrittogamici, insetticidi; materiale enologico; sementi da cereali, da prato, da orto e da giardino; mangimi e panelli; macchine e attrezzi agricoli; piante non ornamentali, altri prodotti di uso agricolo);
- commercio all'ingrosso delle merci e dei prodotti di cui al presente punto c).

d) Ausiliari del commercio e commercio con l'estero:


- agenti e rappresentanti di commercio;
- mediatori pubblici e privati;
- commissionari;
- stabilimenti per la condizionatura dei prodotti tessili (eccettuati quelli costituiti da industriali nell'interno e al servizio delle proprie aziende);
- fornitori di enti pubblici e privati (imprese di casermaggio, fornitori carcerari, fornitori di bordo, ecc.);
- compagnie di importazione ed esportazione e case per il commercio internazionale (importazioni ed esportazioni di merci promiscue);
- agenti di commercio preposti da case commerciali e/o da società operanti nel settore distributivo di prodotti petroliferi e accessori;
- imprese portuali di controllo.

e) Servizi alle Imprese/alle Organizzazioni, Servizi di rete, Servizi alle persone:


- imprese di leasing;
- recupero crediti, factoring;
- servizi di informatica, telematica, robotica, eidomatica, implementazione e manutenzione di hardware e produzione di software informatici;
- noleggio e vendita di audiovisivi;
- servizi di revisione contabile, auditing;
- servizi di gestione e amministrazione del personale;
- servizi di ricerca, formazione e selezione del personale;
- ricerche di mercato, economiche, sondaggi di opinione (*);
- telemarketing, televendite, call center;
- consulenza di direzione e organizzazione aziendale (**);
- agenzie di relazioni pubbliche;
- agenzie di informazioni commerciali;
- servizi di design, grafica, progettazione, e allestimenti di interni e vetrine;
- servizi di ricerca, collaudi, analisi, certificazione tecnica e controllo qualità;
- società per lo sfruttamento commerciale di brevetti, invenzioni e scoperte;
- agenzie pubblicitarie;
- concessionarie di pubblicità;
- aziende di pubblicità;
- agenzie di distribuzione e consegna di materiale pubblicitario;
- promozione vendite;
- agenzie fotografiche;
- uffici Residences;
- società di organizzazione e gestione congressi, esposizioni, mostre e fiere (***);
- intermediazione merceologica;
- recupero e risanamento ambiente;
- altri servizi alle imprese e alle organizzazioni, quali fornitura di servizi generali, logistici e tecnologici, gestione parcheggi;
- autorimesse e autoriparatori non artigianali;
- società di carte di credito;
- uffici cambi extrabancari;
- servizi fiduciari;
- buying office;
- agenzie di brokeraggio;
- attività di garanzia collettiva fidi;
- aziende e agenzie di consulenza, intermediazione e promozione immobiliare, amministrazione e gestione beni immobili;
- agenzie di operazioni doganali;
- servizi di richiesta certificati, disbrigo pratiche di dattilografia, imputazione dati e fotocopiatura (****);
- servizi di traduzioni e interpretariato;
- agenzie di recapiti, corrispondenza, stampa e plichi;
- vendita di multiproprietà;
- autoscuole;
- agenzie di servizi matrimoniali;
- agenzie di scommesse;
- servizi di ricerca e consulenza meteorologica;
- altri servizi alle persone.

Le parti si danno atto che il presente contratto, che per tutto il periodo della sua validità deve essere considerato un complesso normativo unitario e inscindibile, nel realizzare maggiori benefici per i lavoratori è globalmente migliorativo e, pertanto, sostituisce e assorbe ad ogni effetto le norme di tutti i precedenti contratti collettivi e accordi speciali riferentesi alle medesime categorie, sopra elencate. Sono fatte salve le condizioni di miglior favore previste dalla legge e dalla contrattazione integrativa di cui agli artt. 12 e 15, parte I del presente contratto.

Al sistema contrattuale così disciplinato corrisponde l'impegno delle parti di rispettare la sfera di applicazione e far rispettare ai propri iscritti, per il periodo di loro validità, il contratto generale e le norme aziendali stipulate in base ai criteri da esso previsti.

Per quanto non previsto dal presente contratto, valgono le disposizioni di legge vigenti in materia.

(*) Comprende anche la classe "marketing" del CCNL del 1990. (**) Comprende la categoria "progettazione e consulenza professionale e/o organizzativa" del CCNL del 1990. (***) Comprende la categoria "mostre e fiere" del CCNL del 1990. (****) Comprende anche la classe "agenzie pratiche auto" contenuta nel CCNL del 1990.



Parte I
- SISTEMI DI RELAZIONI SINDACALI

Titolo I
- RELAZIONI SINDACALI A LIVELLO NAZIONALE

Art. 1
- Procedure per il rinnovo del CCNL.

La piattaforma per il rinnovo del CCNL sarà presentata in tempo utile per consentire l'apertura delle trattative 3 mesi prima della scadenza.

Durante i 3 mesi precedenti la scadenza e nel mese successivo e, comunque, per un periodo complessivamente pari a 4 mesi dalla data di presentazione della piattaforma, le Parti non assumeranno iniziative unilaterali, né procederanno ad azioni dirette.

In assenza di accordo, dopo un periodo di 3 mesi dalla data di scadenza del CCNL e, comunque, dopo un periodo di 3 mesi dalla data di presentazione della piattaforma di rinnovo, se successiva alla scadenza del CCNL, sarà corrisposto ai lavoratori dipendenti un elemento provvisorio della retribuzione (cosiddetta indennità di vacanza contrattuale
-IVC).

L'importo di tale elemento sarà pari al 30% del tasso d'inflazione programmato, applicato ai minimi retributivi contrattuali vigenti, inclusa l'ex indennità di contingenza. Dopo 6 mesi, sempre in assenza di accordo, detto importo sarà pari al 50% dell'inflazione programmata. Tale meccanismo sarà unico per tutti i lavoratori.

La violazione delle disposizioni di cui al comma 2 del presente articolo comporterà come conseguenza, a carico della Parte che vi avrà dato causa, l'anticipazione o lo slittamento di 3 mesi del termine a partire dal quale decorre la IVC.

Nell'accordo di rinnovo del CCNL le Parti definiranno tempi e modalità di cessazione della IVC eventualmente erogata.



Art. 2
- Diritti di informazione.

Annualmente, di norma entro il 1° quadrimestre, CONFESERCENTI e le OOSS nazionali dei lavoratori s'incontreranno al fine di effettuare un esame congiunto del quadro economico e produttivo del comparto, delle sue dinamiche strutturali, delle prospettive di sviluppo, dei più rilevanti processi di ristrutturazione, di terziarizzazione, di affiliazione, di concentrazione, di internazionalizzazione e di innovazione tecnologica.

Saranno altresì presi in esame i processi di sviluppo e riorganizzazione di comparti merceologici o di settori strutturalmente omogenei.

Nel corso dell'incontro saranno oggetto di informazioni e di esame congiunto, sia globalmente che per comparti e settori omogenei:

(a) lo stato e la dinamica qualitativa e quantitativa dell'occupazione derivante anche dall'utilizzo dell'apprendistato e dei CFL, nonché l'andamento qualitativo e quantitativo dell'occupazione femminile, con le possibili azioni positive in linea con la Raccomandazione CEE n. 635/84 e con la legge n. 125/91; (b) le conseguenze dei suddetti processi di ristrutturazione e innovazione tecnologica sull'occupazione e sulle caratteristiche professionali dei lavoratori interessati; (c) la formazione e riqualificazione professionale; (d) la struttura dei comparti e settori, nonché le prevedibili evoluzioni della stessa; (e) i problemi relativi al processo di razionalizzazione del settore commerciale sia globalmente che articolato per comparti omogenei, nonché lo stato di applicazione delle principali leggi sul settore e l'opportunità di eventuali loro modifiche e le politiche dirette a riforme di settore e alla regolamentazione di orari commerciali.



Art. 3
- Strumenti nazionali.

Le parti, per la realizzazione degli obiettivi previsti nella premessa, concordano sull'opportunità di istituire:

(1) il Gruppo di lavoro per le Pari opportunità; (2) l'Osservatorio nazionale; (3) la Commissione paritetica nazionale.

Il gruppo di lavoro per le Pari Opportunità, l'Osservatorio nazionale, la Commissione paritetica nazionale sono composti ciascuno da 6 membri, dei quali 3 designati da CONFESERCENTI e 3 designati da FILCAMS
-CGIL, FISASCAT
- CISL e UILTuCS
-UIL. Per ogni membro effettivo può essere nominato un supplente.



Art. 4
- Tutela delle lavoratrici.

Le parti dichiarano di considerare prioritaria la necessità di adottare, a norma della Risoluzione CEE 29.5.90, misure volte a migliorare le condizioni di vita e di lavoro del personale femminile, al fine dell'effettiva integrazione delle donne nel mercato del lavoro.

Il Gruppo di lavoro per le pari opportunità, di cui all'art. 2, parte I, è deputato ad elaborare un codice di condotta sulla tutela della dignità della persona nel mondo del lavoro, per lo sviluppo di una politica positiva appropriata sulla materia.

Tale codice di condotta potrà essere recepito nell'ambito della regolamentazione aziendale ove potrà costituire titolo per l'individuazione di misure tese a garantire un clima di rispetto reciproco dell'integrità umana, nell'ambiente di lavoro. Ciò con particolare riferimento al rispetto della dignità della persona che possa essere offesa da qualsiasi tipo di comportamento indesiderato.



Art. 5
- Pari opportunità.

Le parti convengono sull'opportunità di realizzare, in attuazione della Raccomandazione CEE 13.12.84 n. 635 e delle disposizioni legislative in tema di parità uomo
-donna, interventi che favoriscano parità di opportunità uomo
-donna nel lavoro anche attraverso attività di studio e di ricerca finalizzate alla promozione e attivazione di azioni positive ai vari livelli contrattuali e di confronto (nazionale, territoriale, aziendale) a favore delle lavoratrici.

Al Gruppo di lavoro per le pari opportunità sono assegnati i seguenti compiti:

(1) svolgere attività di studio e di ricerca, nell'ambito delle attività dell'Osservatorio sul mercato del lavoro ai vari livelli, anche al fine di acquisire elementi conoscitivi per analizzare l'andamento dell'occupazione femminile nei settori, utilizzando a tal fine dati disaggregati per sesso, livello d'inquadramento professionale e tipologia dei rapporti di lavoro;

(2) studiare la legislazione vigente e le esperienze in materia, a livello nazionale e comunitario, con particolare riferimento alle modalità di utilizzo dei finanziamenti previsti dal Fondo Sociale Europeo;

(3) studiare convenzioni tipo in base alla legge n. 56/87 per favorire il reinserimento nel mercato del lavoro di donne che desiderino riprendere l'attività dopo una interruzione dell'attività lavorativa per una delle cause che saranno individuate dal Gruppo di lavoro stesso;

(4) predisporre schemi di progetti di azioni positive finalizzati anche a favorire l'occupazione femminile e la crescita professionale.

L'eventuale adesione delle aziende agli schemi di progetto di formazione professionale concordemente definiti e recepiti dalle Organizzazioni stipulanti il contratto nazionale, di cui le parti promuoveranno la conoscenza, costituisce titolo per l'applicazione di benefici previsti dalle disposizioni di legge vigenti in materia.

Il Gruppo di cui al presente articolo si riunirà di norma trimestralmente e annualmente riferirà sull'attività svolta alle Organizzazioni stipulanti.



Art. 6
- Ente Bilaterale Nazionale per il Terziario (EBNT).

L'EBNT ha i seguenti scopi:

(a) promuovere la costituzione degli enti bilaterali a livello territoriale e coordinarne l'attività, verificandone la coerenza con gli accordi nazionali; (b) incentivare e promuovere studi e ricerche sul settore terziario, con particolare riguardo all'analisi dei fabbisogni di formazione; (c) promuovere, progettare e/o gestire anche attraverso convenzioni, iniziative in materia di formazione continua, formazione e riqualificazione professionale, anche in collaborazione con le istituzioni nazionali, europee, internazionali, nonché con altri Organismi orientati ai medesimi scopi; (d) attivare, direttamente o in convenzione, le procedure per accedere ai programmi comunitari ispirati e finanziati dai fondi strutturali, con particolare riferimento al Fondo Sociale Europeo e gestirne, direttamente o in convenzione, la realizzazione; (e) istituire e gestire l'Osservatorio nazionale, di cui all'art. 6, parte I, CCNL 8.11.94, per i dipendenti da aziende del terziario della distribuzione e dei servizi, nonché coordinare l'attività degli Osservatori territoriali; (f) promuovere e attivare le iniziative necessarie al fine di favorire l'incontro tra la domanda e offerta di lavoro; (g) favorire, anche attraverso azioni formative, le pari opportunità per le donne, in vista della piena attuazione della legge n. 125/91, nonché il loro reinserimento nel mercato del lavoro dopo l'interruzione dovuta alla maternità; (h) seguire lo sviluppo del lavoro interinale nell'ambito delle norme stabilite dalla legislazione e delle intese tra le parti sociali; (i) ricevere dalle Organizzazioni territoriali gli accordi realizzati a livello territoriale o aziendale curandone l'analisi e la registrazione secondo quanto stabilito dalla legge n. 936/86 di riforma del CNEL; (l) ricevere la notizia della elezione delle RSU all'atto della loro costituzione; (m) promuovere lo sviluppo e la diffusione di forme integrative nel campo della previdenza e dell'assistenza, secondo le intese tra le parti sociali; (n) promuovere studi e ricerche relative alla materia della salute e della sicurezza sul lavoro nell'ambito delle norme stabilite dalla legislazione e dalla contrattazione collettiva, nonché assumere funzioni operative in materia, previe specifiche intese tra le parti sociali; (o) valorizzare in tutti gli ambiti significativi le specificità delle relazioni sindacali del terziario e delle relative esperienze bilaterali; (p) individuare e adottare iniziative che rispondano all'esigenza di una costante ottimizzazione delle risorse interne all'EBNT stesso; (q) attuare gli altri compiti che le parti, a livello di contrattazione collettiva nazionale, decideranno congiuntamente di attribuire all'EBNT.

L'EBNT provvederà a formulare uno schema di regolamento per gli Enti bilaterali territoriali.



Art. 7
- Analisi di problemi settoriali da parte dell'Ente bilaterale nazionale.

L'EBNT, inoltre, istruisce, su istanza di una delle parti stipulanti, la ricognizione di problemi sorti, a livello di singoli settori compresi nella sfera di applicazione del presente contratto, e relativi agli effetti derivanti dall'attuazione delle norme contrattuali, in particolare con riferimento a classificazione, sistemi di flessibilità dell'orario anche in conseguenza di nuove modalità di svolgimento dell'attività settoriale, organizzazione del lavoro, innovazioni tecnologiche e le altre materie affidate dalle parti.

L'istruttoria avviene attraverso la costituzione di una apposita Commissione paritetica bilaterale composta da rappresentanti delle parti stipulanti e dei settori interessati.

Le risultanze del lavoro svolto saranno presentate nel corso di apposito incontro alle parti stipulanti al fine di consentire, attraverso la sottoscrizione di specifico accordo, l'inserimento delle stesse nel contesto del presente contratto.

La medesima procedura potrà essere attivata per l'esame di contributi presentati a livello territoriale o di singole categorie in merito all'individuazione di nuove figure professionali di 2° livello per le quali consentire l'instaurazione del rapporto di apprendistato.



Art. 8
- Osservatorio nazionale.

L'Osservatorio nazionale è lo strumento dell'EBNT per lo studio e la realizzazione di tutte le iniziative ad esso demandate sulla base di accordi tra le parti sociali in materia di occupazione, mercato del lavoro, formazione e qualificazione professionale.

A tal fine, l'Osservatorio attua ogni utile iniziativa, e in particolare:

(a) programma e organizza relazioni sul quadro economico e produttivo del comparto e le relative prospettive di sviluppo, sullo stato e sulle previsioni occupazionali, anche coordinando indagini e rilevazioni, elaborando stime e proiezioni anche al fine di fornire alle parti il supporto tecnico necessario alla realizzazione degli incontri di cui all'art. 2, parte I; (b) elabora proposte in materia di formazione e qualificazione professionale, anche in relazione a disposizioni legislative nazionali e comunitarie e in collaborazione con le Regioni e gli altri Enti competenti, finalizzate anche a creare le condizioni più opportune per una loro pratica realizzazione a livello territoriale; (c) riceve ed elabora, anche a fini statistici, i dati forniti dagli Osservatori provinciali sulla realizzazione, e l'utilizzo degli accordi in materia di CFL e apprendistato, nonché dei contratti a termine; (d) riceve dalle Organizzazioni territoriali gli accordi realizzati a livello territoriale o aziendale curandone l'analisi e la registrazione; (e) predispone i progetti formativi per singole figure professionali, al fine del migliore utilizzo dei CFL; (f) svolge le funzioni previste dal titolo VI, art. 25, parte I, (Contratti a tempo determinato), dal titolo VI, art. 28, parte I, (Contratti di formazione e lavoro) e dal titolo V, parte II (Apprendistato).

La realizzazione delle finalità sopra indicate avviene attraverso le modalità e con gli strumenti di cui agli allegati 2 e 3.



Art. 9
- Commissione Paritetica Nazionale (CPN).

La CPN costituisce l'Organo preposto a garantire il rispetto delle intese intercorse e a proporre alle Organizzazioni stipulanti l'aggiornamento del contratto su quanto previsto all'ultimo comma del presente articolo.

A tal fine:

a) con le modalità e le procedure previste dall'art. 10, parte I, esamina
- ad esclusione della materia delle sanzioni disciplinari
- tutte le controversie d'interpretazione e di applicazione di interi istituti o di singole clausole contrattuali, ivi comprese quelle relative al rispetto delle modalità, delle procedure e dei temi previsti dalla presente parte I del contratto;

b) in apposita sottocommissione:

(1) individua figure professionali non previste nell'attuale classificazione, in relazione a processi d'innovazione tecnologica/organizzativa di particolare rilevanza. La Commissione si riunirà su richiesta di una delle parti a fronte di un'esigenza emersa anche in sede di confronto territoriale. La Commissione procederà all'esame del contenuto delle figure professionali e del relativo inquadramento, sulla base dei criteri contrattuali e ricorrendo a elementi di valutazione congiuntamente ritenuti idonei. Nello svolgimento della sua attività la Commissione dedicherà particolare attenzione alle problematiche relative alle professionalità emergenti nel settore dei servizi. Le conclusioni della Commissione dovranno essere sottoposte alle parti stipulanti e, se accolte, integreranno il presente CCNL;

(2) sviluppa l'esame della classificazione, al fine di ricercare coerenza tra le attuali declaratorie e le relative esemplificazioni, formulando alle Organizzazioni stipulanti eventuali proposte di aggiornamento. Annualmente, di norma nel 2° semestre, la Commissione riporterà alle parti stipulanti, in uno specifico incontro, i risultati degli studi compiuti. Tre mesi prima della scadenza contrattuale, la Commissione presenterà alle parti un rapporto conclusivo;

(3) esamina, in occasione dei rinnovi contrattuali, le eventuali proposte avanzate dalle parti contraenti ed elabora nuove proposte in materia di classificazione, sottoponendole successivamente alle parti stipulanti per il loro inserimento nel testo contrattuale.



Art. 10
- Commissione Paritetica Nazionale
- Procedure.

Per l'espletamento di quanto previsto dall'art. 9, parte I, lett. a) e b), si applicano le procedure di seguito indicate.

La Segreteria della CPN ha sede presso CONFESERCENTI e provvede alla verbalizzazione delle riunioni e delle deliberazioni assunte, che dovranno essere sottoscritte dai componenti della Commissione stessa.

La CPN si riunisce su istanza presentata, a mezzo di raccomandata a/r, dalle Organizzazioni stipulanti il presente contratto o dalle OOSS locali facenti capo alle predette OONN, autonomamente o per conto di un prestatore di lavoro, o dalle aziende aderenti a CONFESERCENTI tramite le Associazioni locali o nazionali di categoria.

All'atto della presentazione dell'istanza di cui al comma precedente, la parte interessata rimetterà alla CPN tutti gli elementi utili all'esame della controversia.

Le riunioni della CPN avranno luogo di norma presso la sede di CONFESERCENTI. La data della convocazione sarà fissata d'accordo tra le parti entro 15 giorni dalla presentazione dell'istanza di cui al precedente comma 4 e l'intera procedura deve esaurirsi entro i 30 giorni successivi.

La Commissione, prima di deliberare, può convocare le parti in controversia per acquisire ogni informazione e osservazione utile all'esame della controversia stessa.

Le deliberazioni della CPN sono trasmesse in copia alle parti interessate, alle quali incombe l'obbligo di uniformarvisi e, ove ne ricorrano gli estremi, di darvi attuazione, trasferendone i contenuti in un verbale di conciliazione, ai sensi e per gli effetti degli artt. 411, comma 3, e 412 CPC e 2113 CC, comma 4, come modificati dal D.lgs. 31.3.98 n. 80 e dal D.lgs. 29.10.98 n. 387.

In pendenza di procedura presso la CPN, le OOSS e le parti interessate non potranno prendere alcuna altra iniziativa sindacale né legale.

Ove la controversia e relativa procedura abbiano riguardato questioni attinenti al sistema di relazioni sindacali (nazionale o di 2° livello di cui all'art. 13, parte I), la parte, il cui diritto di Organizzazione sindacale al rispetto di quanto in materia previsto risulti leso, sulla base della deliberazione della CPN, ovvero, in assenza di detta deliberazione, sulla base di oggettivi riscontri, potrà decidere, previo confronto tra le Organizzazioni stipulanti (confronto da esaurirsi entro 10 giorni) di non ottemperare a sua volta alle procedure e modalità previste al riguardo.

Per tutto quanto relativo al funzionamento della CPN, potrà provvedere la Commissione stessa, con proprie deliberazioni.



Art. 11
- Previdenza complementare.

Dichiarazione sulla previdenza integrativa.

Le Parti, nell'esprimere la propria valutazione positiva circa la diffusione di forme di previdenza integrativa volontaria, si danno reciprocamente atto della disponibilità a definire, in un quadro normativo che lo consenta, una soluzione della materia per settore.

Le Parti s'impegnano a promuovere proprie iniziative presso il Governo e le Istituzioni, per sollecitare una diversa normativa in grado di agevolare realmente il decollo dei Fondi pensione integrativi del sistema pubblico, adeguato alle esigenze dei lavoratori e compatibile con i costi previdenziali a carico delle aziende. A tal fine verrà insediata una Commissione paritetica di esperti che esaminerà le problematiche connesse.

La predetta Commissione, composta da 12 membri, verrà insediata entro settembre 2001 e dovrà concludersi entro 3 mesi.



Art. 12
- Assistenza sanitaria integrativa.

Tra le materie oggetto della contrattazione di 2° livello aziendale e/o territoriale è inclusa l'assistenza sanitaria integrativa.

Le parti convengono di istituire una Commissione bilaterale a livello nazionale per individuare strumentazioni e schemi applicativi, nonché eventuali rapporti fra offerte di servizio e modalità di finanziamento.

Resta inteso che i costi relativi vanno ricompresi nelle erogazioni previste dal punto 2 (Assetti contrattuali) dell'Accordo 23.7.93 e dalla Premessa e dagli artt. 13 e 14 del titolo II (2° livello di contrattazione), parte I del presente contratto, nonché dall'art. 4, Accordo di rinnovo 20.1.97 e ne mantengono le caratteristiche e le specificità.



Titolo II
- 2° LIVELLO DI CONTRATTAZIONE

Premessa.

Le Parti, nel ribadire quanto affermato nella Premessa generale al presente contratto, si danno reciprocamente atto che il 2° livello di contrattazione, nel rispetto di quanto previsto al punto 3), capitolo "Assetti contrattuali", Protocollo 23.7.93, che s'intende integralmente richiamato, riguarda materie e istituti diversi e non ripetitivi rispetto a quelli propri del CCNL ed è realizzato in conformità con le modalità definite dalle Parti.

Gli accordi di tale livello, secondo quanto previsto dal Protocollo 23.7.93, hanno durata quadriennale.

Le erogazioni di 2° livello devono avere caratteristiche tali da consentire l'applicazione del particolare trattamento contributivo
- previdenziale previsto dalla normativa di legge emanata in attuazione del Protocollo 23.7.93.

Tali importi sono variabili e non predeterminabili e non sono utili ai fini di alcun istituto legale e contrattuale, ivi compreso il TFR.

In occasione della contrattazione di 2° livello, per un periodo di 2 mesi dalla presentazione della piattaforma rivendicativa e comunque fino a 2 mesi successivi alla scadenza dell'accordo precedente, saranno garantite condizioni di normalità sindacale con esclusione, in particolare, del ricorso ad agitazioni relative alla predetta piattaforma.

Dichiarazione congiunta.

Con particolare riferimento alla fase di avvio del 2° livello di contrattazione territoriale, e al fine di evitare che, a seguito di esso, possano verificarsi fenomeni di concorrenza sleale fra le aziende del settore, le parti riconfermano l'impegno, reciprocamente assunto con il rinnovo del CCNL 8.11.94, a svolgere ogni azione, nei riguardi del Governo, tendente all'emanazione di un apposito provvedimento legislativo che estenda l'efficacia generalizzata del sistema normativo contrattuale in tutte le sue articolazioni, in coerenza con quanto stabilito al punto 5, lett. f), Accordo 23.7.93. Le OOSS dei lavoratori s'impegnano, in particolare, a supportare la propria azione anche attraverso l'intervento diretto delle rispettive confederazioni CGIL, CISL e UIL.



Art. 13
- Contrattazione territoriale (*).

a) Criteri guida.

Le parti riconfermano tutto quanto espressamente indicato nel CCNL 8.11.94, titolo II, in materia di 2° livello di contrattazione e ribadiscono, in particolare, i seguenti criteri guida che dovranno essere seguiti nell'ambito di tale confronto:


- diversità e non ripetitività delle materie e degli istituti rispetto a quelli propri del CCNL;
- alternatività rispetto alla contrattazione aziendale;
- materie di accordi previste dall'art. 16.

Le erogazioni di 2° livello devono avere le caratteristiche tali da consentire l'applicazione del particolare trattamento contributivo
- previdenziale previsto dalla normativa di legge emanata in attuazione dal Protocollo 23.7.93 e in particolare dall'art. 5, DL 24.9.96 n. 499.

Tali importi sono variabili e non predeterminabili e non utili, anche agli effetti dell'art. 3, legge 29.7.96 n. 402, ai fini di alcun istituto legale e contrattuale, ivi compreso, ai sensi della legge 29.5.82 n. 297, il TFR.

Al fine della valutazione di tali elementi, le parti avranno, a titolo esemplificativo, quali punti di riferimento:


- l'andamento della composizione del tessuto imprenditoriale esistente sul territorio con particolare riferimento alle fasce dimensionali;
- l'andamento della composizione dell'occupazione e la relativa articolazione per livelli contrattuali;
- i livelli di qualità raggiunti nell'erogazione dei servizi;
- i riflessi dell'applicazione delle nuove tecnologie nello sviluppo delle imprese;
- le valutazioni finali dei consumatori sull'offerta dei servizi esistenti sul territorio.

(*) CCNL 8.11.94
- Art. 11
- Contrattazione territoriale.

Le Parti, riconosciuto il carattere di novità e sperimentalità di un 2° livello alternativo a quello dell'art. 12, parte I, convengono di istituire un'apposita Commissione nazionale, che verrà insediata entro il 30.11.94 con il compito di definire criteri e parametri certi per le erogazioni economiche, nel rispetto di quanto previsto al punto 3 del capitolo "Assetti contrattuali", Protocollo 23.7.93. tenuto conto della alternatività rispetto alla contrattazione aziendale, oltreché dei seguenti elementi:


- modalità di presentazione delle piattaforme e di svolgimento del confronto;
- modalità di verifica del rispetto dei criteri guida al livello nazionale;
- monitoraggio.

La suddetta Commissione, al fine di acquisire elementi di conoscenza comune utili, si avvarrà del contributo degli Enti bilaterali e degli Osservatori che dovranno far pervenire sia analisi su:


- la composizione del tessuto imprenditoriale esistente sul territorio con particolare riferimento alle fasce dimensionali;
- la composizione dell'occupazione e la sua articolazione per livelli contrattuali;

sia analisi su:


- i livelli di qualità raggiunti nell'erogazione dei servizi;
- i riflessi dell'applicazione delle nuove tecnologie nello sviluppo delle imprese;
- le valutazioni finali dei consumatori sull'offerta dei servizi esistenti sul territorio.

Entro il 31.12.95 la Commissione presenterà alle parti il risultato dei propri lavori. In caso di mancato accordo, la materia sarà definita in occasione del rinnovo biennale dei minimi contrattuali. In ogni caso, le relative piattaforme non potranno essere presentate prima dell'1.7.97, fermo restando che gli effetti economici degli accordi non potranno avere decorrenza anteriore all'1.1.98.

b) Procedure.

b.1) Modalità di presentazione della piattaforma.

Al fine di avviare le trattative per il 2° livello di contrattazione territoriale, la piattaforma sarà presentata in tempo utile per consentire l'apertura delle trattative 2 mesi prima della scadenza.

Durante tale periodo e comunque fino a 2 mesi successivi alla scadenza dell'accordo precedente, saranno garantite condizioni di normalità sindacale con esclusione, in particolare, del ricorso ad agitazioni relative alla predetta piattaforma. In caso di ritardo nella presentazione della piattaforma, il periodo complessivo di 4 mesi di cui ai precedenti commi si applica dalla data di effettiva presentazione della piattaforma medesima.

In fase di 1a applicazione il periodo complessivo di 4 mesi si applica dalla data di presentazione delle piattaforme.

Le piattaforme saranno presentate dalle OOSS territoriali, alle Associazioni imprenditoriali di pari livello, nonché alle OOSS nazionali di FILCAMS
-CGIL, FISASCAT
-CISL, UILTuCS
-UIL e a CONFESERCENTI, al fine di consentire la verifica del rispetto dei criteri guida definiti a livello nazionale e lo svolgimento della fase di monitoraggio prevista dall'art. 11, parte I, CCNL 8.11.94 (vedi nota 1).

b.2) Modalità di verifica.

Ricevute le piattaforme, CONFESERCENTI e le OOSS nazionali dei lavoratori procederanno, anche disgiuntamente, alla verifica del rispetto delle procedure per la presentazione delle piattaforme e dei criteri guida fissati a livello nazionale. L'esame per la verifica dovrà esaurirsi entro 15 giorni dalla data di ricevimento della piattaforma.

In caso di controversia, su iniziativa anche di una sola delle Parti, si applicano le procedure previste dal penultimo comma della Premessa generale al presente contratto, procedendo direttamente al confronto a livello nazionale, da esaurirsi entro 15 giorni dalla data della richiesta.

In caso di permanenza della controversia si potrà procedere al ricorso presso la CPN prevista dagli artt. 9 e 10 della prima parte del presente contratto.



Art. 14
- Contrattazione aziendale.

Nelle aziende che abbiano, anche in più unità decentrate nell'ambito di una stessa provincia, più di 30 dipendenti potranno essere concordate particolari norme riguardanti:


- turni o nastri orari, distribuzione dell'orario di lavoro attraverso uno o più dei seguenti regimi d'orario: turni continui, turni spezzati, fasce differenziate;
- eventuali forme di flessibilità;
- part
-time;
- determinazione dei turni feriali ai sensi dell'art. 89, parte II;
- contratti a termine;
- tutela della salute e dell'integrità fisica dei lavoratori, ambiente e sicurezza nei luoghi di lavoro;
- parità di opportunità nel lavoro uomo
-donna secondo quanto previsto dall'art. 5, parte I;
- modalità di svolgimento dell'attività dei patronati;
- quanto delegato alla contrattazione dagli artt. 20 e 21, legge n. 300/70 (Statuto dei lavoratori);
- erogazioni economiche strettamente correlate ai risultati conseguiti nella realizzazione di programmi aziendali, aventi come obiettivo incrementi di produttività, di qualità, altri elementi rilevanti ai fini del miglioramento della competitività, nonché ai risultati legati all'andamento economico dell'impresa;
- laddove a livello aziendale sussistano erogazioni economiche comunque denominate, anche parzialmente variabili, dovrà essere ricondotta nell'ambito delle nuove erogazioni sopra specificate la parte variabile, mentre la parte fissa sarà conservata in cifra;
- l'assistenza sanitaria integrativa;
- altre materie espressamente demandate dagli articoli dei singoli istituti del presente CCNL.

In materia di classificazione del personale possono essere oggetto di esame, ove già non siano previste nel presente contratto, le eventuali qualifiche specifiche dell'azienda; per le figure d'interesse aziendale, sempre che non siano previste nella classificazione di cui all'art. 3, parte II, e che assumano significato e valenza generali, così come previsto nell'art. 9, parte I, le parti riporteranno all'apposita Commissione di cui all'art. 9, punto b), parte I, le valutazioni in merito, anche fornendo adeguate proposte.

Le Parti, nel confermare la validità degli accordi aziendali realizzati, e in particolare le parti relative all'esercizio dei diritti d'informazione, nonché i sistemi di relazioni sindacali in atto, si danno altresì atto che problemi relativi all'organizzazione del lavoro, all'occupazione e alle condizioni di lavoro, potranno essere affrontati e definiti, in occasione degli incontri per la contrattazione aziendale, in riferimento a programmi di innovazione, riorganizzazione e ristrutturazione.

Inoltre potranno essere concordati interventi di formazione e riqualificazione connessi ad iniziative o direttive dei pubblici poteri anche a livello nazionale e comunitario.

Le eventuali richieste relative ai punti suddetti, presentate alle aziende dalle strutture sindacali ai vari livelli saranno altresì trasmesse per conoscenza dalle OOSS nazionali o territoriali di FILCAMS
-CGIL, FISASCAT
- CISL e UILTuCS
-UIL a CONFESERCENTI o all'Associazione competente per territorio ad essa aderente.

La relativa contrattazione dovrà svolgersi con l'intervento delle OOSS locali aderenti o facenti capo alle OONN stipulanti e, per i datori di lavoro, dell'Associazione territoriale a carattere generale aderente a CONFESERCENTI.



Titolo III
- RELAZIONI SINDACALI A LIVELLO TERRITORIALE

Art. 15
- Diritti di informazione.

Annualmente, a livello regionale e provinciale, di norma entro il 1° quadrimestre, le Associazioni imprenditoriali territoriali e le corrispondenti OOSS s'incontreranno al fine di procedere ad un esame congiunto
- articolato per comparti merceologici e settori omogenei
- sulle dinamiche strutturali, sulle prospettive di sviluppo, sui più rilevanti processi di ristrutturazione, riorganizzazione, terziarizzazione, affiliazione, concentrazione, internazionalizzazione, esternalizzazione, innovazione tecnologica e sviluppo in atto e sui loro effetti sulla professionalità, nonché sullo stato e sulla dinamica quantitativa e qualitativa dell'occupazione, con particolare riferimento all'occupazione giovanile e femminile.

Nello stesso incontro saranno esaminati la dinamica evolutiva della rete commerciale e i conseguenti effetti sull'occupazione, le problematiche inerenti alla legislazione commerciale e di disciplina dell'orario di apertura dei negozi, anche con riferimento al D.lgs. n. 114/98, nonché ai nuovi processi in tema di mercato del lavoro, come disciplinati dal presente CCNL.



Art. 16
- Materie di accordi territoriali.

Anche con riferimento agli incontri di cui al precedente art. 2, parte I, al livello di competenza le Associazioni imprenditoriali territoriali e le corrispondenti OOSS realizzeranno confronti finalizzati al raggiungimento di accordi in materia di politiche attive del lavoro con particolare riferimento a:


- interventi di formazione e riqualificazione professionale connessi ad iniziative o direttive dei pubblici poteri anche a livello nazionale o comunitario;
- funzioni attribuite alle parti sociali dall'art. 17, legge 28.2.87 n. 56, in materia di convenzioni tra imprese e Commissioni regionali o circoscrizionali per l'impiego;
- altre iniziative che le parti dovessero attivare in relazione a quanto previsto dalla stessa legge n. 56/87 in tema di mercato del lavoro, in particolare al titolo II;
- definizione di accordi in materia di apprendistato e CFL, sulla base di quanto ad esse delegato dagli articoli di cui al titolo VI, art. 28, parte I (CFL) e titolo V, parte II (Apprendistato) del presente contratto;
- definizione di accordi in materia di assistenza sanitaria integrativa.

Potranno, inoltre, essere realizzate, in attuazione della Raccomandazione CEE 13.12.84 n. 635 e delle disposizioni legislative in tema di parità uomo
-donna e di pari opportunità, attività di studio e di ricerca finalizzate alla promozione di azioni positive a favore del personale femminile; le eventuali intese conseguenti saranno coerenti con quanto convenuto in materia a livello nazionale.

In materia di classificazione del personale e in coerenza con quanto definito dall'art. 9, lett. b), parte I, verranno svolte analisi e avanzate proposte tese ad evidenziare alla CPN le istanze emergenti nelle realtà locali.

Per tutti i compiti sopra individuati, le Associazioni imprenditoriali territoriali e le corrispondenti OOSS potranno avvalersi del supporto degli strumenti previsti al seguente art. 18, parte I, anche costituiti
- previo specifico accordo
- in apposito ente.

In relazione alle particolari esigenze del settore del commercio e del terziario al fine del miglioramento della qualità dei servizi offerti al consumatore tenuto anche conto delle esigenze dei dipendenti, a livello territoriale di competenza, potranno essere effettuati incontri per il confronto su provvedimenti di carattere legislativo o amministrativo in materia di orari commerciali e su quelli di fatto in vigore.

Al medesimo livello, infine, potranno essere effettuati incontri per il confronto su quanto previsto dai seguenti articoli:


- dall'art. 41, parte II, in materia di articolazione dell'orario settimanale;
- dall'art. 44, parte II, in materia di procedure per l'articolazione dell'orario settimanale;
- dall'art. 46, parte II, in materia di flessibilità dell'orario.

A tal fine potranno essere utilizzate le notizie in possesso degli Osservatori territoriali ai sensi del successivo art. 18, lett. d), parte I, ovvero i dati fatti oggetto d'informazione alle OOSS nel corso degli incontri di cui all'art. 15, parte I.



Art. 17
- Congelamento contratti e accordi provinciali.

I contratti e accordi provinciali integrativi del CCNL 31.7.70 non potranno essere rinnovati, integrati e modificati per tutto il periodo di validità del presente contratto.

Le norme contenute nei contratti e accordi provinciali vigenti, che non siano in contrasto con le norme del presente CCNL, seguiteranno ad avere efficacia fino alla scadenza di detto contratto.



Art. 18
- Enti bilaterali.

1) L'Ente bilaterale istituisce l'Osservatorio, che svolge, a livello locale, le medesime funzioni dell'Osservatorio nazionale realizzando una fase d'esame e di studio idonea a cogliere gli aspetti peculiari delle diverse realtà presenti nel territorio. A tal fine, l'Osservatorio:

(a) programma e organizza, al livello di competenza, relazioni sulle materie previste alla lett. a), art. 8, parte I, inviandone i risultati, di norma a cadenza trimestrale, all'Osservatorio nazionale, anche sulla base di rilevazioni realizzate dalle Associazioni imprenditoriali in ottemperanza alle disposizioni di cui all'art. 9, legge n. 56/87; restano ferme, per le imprese, le garanzie previste dall'art. 4, comma 4, legge 22.7.61 n. 628; (b) ricerca ed elabora, anche a fini statistici, i dati relativi alla realizzazione e all'utilizzo degli accordi in materia di CFL e di apprendistato, inviandone i risultati, di norma a cadenza trimestrale, all'Osservatorio nazionale; (c) predispone i progetti formativi per le singole figure professionali, al fine del migliore utilizzo dei CFL; (d) riceve dalle Associazioni territoriali aderenti a CONFESERCENTI
- anche aggregandole per comparti merceologici e settori omogenei
- le comunicazioni di cui agli artt. 41, 44, 46, 47, 48, parte II; in questo quadro possono, inoltre, essere svolte indagini a campione sull'utilizzo dell'art. 45, parte II.

La realizzazione delle finalità sopra indicate avviene con modalità e strumenti coerenti con l'impostazione di cui all'art. 8, parte I e relativo allegato 5.

2) L'Ente bilaterale, inoltre, promuove e gestisce, a livello locale, iniziative in materia di formazione e qualificazione professionale anche in collaborazione con le Regioni e gli altri Enti competenti. In particolare, svolge le azioni più opportune affinché dagli Organismi competenti siano predisposti corsi di studio che, garantendo le finalità di contribuire al miglioramento culturale e professionale dei lavoratori, tutelato dal titolo XI, parte II del presente contratto, favoriscano l'acquisizione di più elevati valori professionali e siano appropriati alle caratteristiche delle attività del comparto.

3) Esso svolge attraverso apposite Commissioni paritetiche bilaterali, composte da almeno 3 membri rappresentanti, designati dalle OOSS territoriali aderenti alle parti stipulanti il presente contratto, le funzioni previste:


- dal titolo VI, art. 25, parte I (contratti a tempo determinato);
- dal titolo VI, art. 28, parte I (CFL);
- dal titolo X, parte I (Tutela della salute e dell'integrità fisica dei lavoratori);
- dal titolo V, parte II (Apprendistato);
- dal titolo VI, parte II (Orario di lavoro), relativamente alle procedure per la realizzazione dei sistemi di flessibilità plurisettimanali previsti negli artt. 46, 47, 48;
- dal titolo VII, parte II (Part
-time), relativamente al lavoro ripartito e ai contratti a tempo parziale della durata di 8 ore settimanali ovvero dagli eventuali accordi territoriali in materia.

4) Svolge le funzioni di ente promotore delle convenzioni per la realizzazione dei tirocini formativi ai sensi dell'art. 18, legge n. 196/97 e del DM 25.3.98 n. 142.

5) Svolge, in materia di apprendistato, le funzioni eventualmente ad esso affidate da nuove disposizioni di legge in materia.

6) Svolge le funzioni di supporto in materia di conciliazione e arbitrato previste dagli artt. 20 e 21, parte I.

7) Svolge le funzioni in materia di riallineamento retributivo ad esso affidate dagli accordi territoriali in materia.



Art. 19
- Finanziamento Enti bilaterali.

Ad integrazione e modifica dell'art. 1, Accordo sindacale 20.7.89 e dell'art. 3, Accordo di rinnovo 20.1.97, con decorrenza dall'1.1.00 il contributo da destinare in favore dell'Ente bilaterale territoriale è stabilito nella misura dello 0,10% a carico dell'azienda e dello 0,05% a carico del lavoratore su paga base e contingenza.

Le parti si danno atto che nel computo degli aumenti di cui all'art. 140, parte II della presente ipotesi di accordo, si è tenuto conto dell'obbligatorietà del contributo dello 0,10% su paga base e contingenza a carico delle aziende.

Conseguentemente, con decorrenza 1.1.00, l'azienda che ometta il versamento delle suddette quote è tenuta a corrispondere al lavoratore un EDR d'importo pari allo 0,10% di paga base e contingenza.

L'EDR di cui al comma precedente viene corrisposto per 14 mensilità e non è utile ai fini del computo di qualsiasi istituto legale e contrattuale, ivi compreso il TFR.

All'atto del 1° versamento all'Ente bilaterale provinciale il datore di lavoro è tenuto a rilasciare una dichiarazione di responsabilità attestante l'integrale applicazione del CCNL per i dipendenti da aziende del terziario della distribuzione e dei servizi in tutte le sue parti di carattere economico, normativo e obbligatorio.



Titolo IV
- COMPOSIZIONE DELLE CONTROVERSIE

Art. 20
- Procedure.

Ai sensi di quanto previsto dagli artt. 410 e ss. CPC, come modificati dal D.lgs. 31.3.98 n. 80 e dal D.lgs. 29.10.98 n. 387, per tutte le controversie individuali singole o plurime relative all'applicazione del presente contratto e di altri contratti e accordi comunque riguardanti rap porti di lavoro nelle aziende comprese nella sfera di applicazione del presente contratto, è previsto il tentativo obbligatorio di conciliazione in sede sindacale secondo le norme e le modalità di cui al presente articolo da esperirsi nella Commissione paritetica territoriale di conciliazione costituita presso l'Ente bilaterale territoriale del terziario.

La Commissione di conciliazione territoriale è composta:

(a) per i datori di lavoro, da 1 rappresentante di CONFESERCENTI competente per territorio;

(b) per i lavoratori, da 1 rappresentante della OS locale firmataria del presente contratto di FILCAMS
-CGIL, FISASCAT
-CISL o UILTuCS
-UIL, cui il lavoratore sia iscritto o abbia conferito mandato.

La parte interessata alla definizione della controversia è tenuta a richiedere il tentativo di conciliazione tramite l'Organizzazione sindacale alla quale sia iscritta e/o abbia conferito mandato.

L'Associazione imprenditoriale ovvero la OS dei lavoratori che rappresenta la parte interessata deve a sua volta denunciare la controversia alla Commissione paritetica territoriale di conciliazione per mezzo di lettera raccomandata a/r, trasmissione a mezzo fax o consegna a mano in duplice copia o altro mezzo idoneo a certificare la data di ricevimento.

Ricevuta la comunicazione, la Commissione paritetica territoriale provvederà entro 20 giorni alla convocazione delle parti fissando il giorno e l'ora in cui sarà esperito il tentativo di conciliazione. Il tentativo di conciliazione deve essere espletato entro il termine previsto dall'art. 37, D.lgs. n. 80/98.

Il termine previsto dall'art. 37, D.lgs. n. 80/98, decorre dalla data di ricevimento o di presentazione della richiesta da parte dell'Associazione imprenditoriale o della OS a cui il lavoratore conferisce mandato.

La Commissione paritetica territoriale esperisce il tentativo di conciliazione ai sensi degli artt. 410, 411 e 412 CPC come modificati dalla legge n. 533/73 e dai D.lgs. nn. 80/98 e 387/98.

Il processo verbale di conciliazione o di mancato accordo viene depositato a cura della Commissione di conciliazione presso la Direzione provinciale del lavoro competente per territorio e a tal fine deve contenere:

(1) il richiamo al contratto o accordo collettivo che disciplina il rapporto di lavoro al quale fa riferimento la controversia conciliata; (2) la presenza dei rappresentanti sindacali le cui firme risultino essere depositate presso la Direzione provinciale del lavoro; (3) la presenza delle parti personalmente o correttamente rappresentate.

Qualora le parti abbiano già trovato la soluzione della controversia tra loro insorta, possono richiedere, attraverso spontanea comparizione, di conciliare la stessa ai fini e per gli effetti del combinato disposto degli artt. 2113, comma 4 CC, 410 e 411 CPC, come modificati dalla legge n. 533/73 e dal D.lgs. n. 80/98, e dal D.lgs. n. 387/98 in sede di Commissione paritetica territoriale di conciliazione.

Le decisioni assunte dalla Commissione paritetica territoriale di conciliazione non costituiscono interpretazione autentica del presente contratto, che pertanto resta demandata alla Commissione paritetica nazionale di cui all'art. 9, parte I.

In caso di richiesta del tentativo di conciliazione per una controversia relativa all'applicazione di una sanzione disciplinare, questa verrà sospesa fino alla conclusione della procedura.

Dichiarazione a verbale.

Le parti convengono che le procedure di cui al presente articolo avranno decorrenza a far data dall'1.1.00, fatti salvi gli accordi già in atto in materia.



Art. 21
- Collegio arbitrale.

Ove il tentativo di conciliazione di cui all'art. 410 CPC o all'art. 20, parte I del presente contratto, non riesca o comunque sia decorso il termine previsto per il suo espletamento e ferma restando la facoltà di adire l'autorità giudiziaria, secondo quanto previsto dalla legge 11.8.73 n. 533, ciascuna delle parti può promuovere il deferimento della controversia ad un Collegio arbitrale, secondo le norme previste dal presente articolo.

A tal fine è istituito, a cura delle Associazioni territoriali aderenti alle Organizzazioni stipulanti, un Collegio di arbitrato che dovrà pronunciarsi sulle istanze previste al precedente comma 1. Il Collegio di arbitrato competente è quello del luogo in cui è stato promosso il tentativo di conciliazione.

L'istanza della parte, avente medesimo oggetto e contenuto dell'eventuale precedente tentativo di conciliazione e contenente tutti gli elementi utili a definire le richieste, sarà presentata, attraverso l'Organizzazione cui la parte stessa aderisce e/o conferisce mandato, alla Segreteria del Collegio di arbitrato e contemporaneamente all'altra parte. L'istanza sottoscritta dalla parte promotrice sarà inoltrata, a mezzo raccomandata a/r o raccomandata a mano, entro 30 giorni successivi alla conclusione del tentativo obbligatorio di conciliazione. L'altra parte è tenuta a manifestare la propria eventuale adesione al Collegio arbitrale entro il termine di 15 giorni dal ricevimento dell'istanza, con facoltà di presentare contestualmente o fino alla 1a udienza uno scritto difensivo. Entrambe le parti possono manifestare la propria volontà di rinunciare alla procedura arbitrale con dichiarazione scritta da recapitare alla segreteria del Collegio fino al giorno antecedente alla 1a udienza.

Il Collegio è composto da 3 membri, uno dei quali designato dalla Organizzazione imprenditoriale di CONFESERCENTI territorialmente competente, un altro designato dalla OS territoriale FILCAMS, FISASCAT e UILTuCS a cui il lavoratore sia iscritto o conferisca mandato, un terzo con funzioni di presidente, nominato di comune accordo dalle predette Organizzazioni territoriali.

I 2 membri designati in rappresentanza di ciascuna delle parti possono coincidere con coloro che hanno esperito la conciliazione nell'interesse delle stesse parti.

In caso di mancato accordo sulla designazione del presidente del Collegio, quest'ultimo verrà sorteggiato tra i nominativi compresi in una apposita lista di nomi non superiori a 6, preventivamente concordata o, in mancanza di ciò, sarà designato, su richiesta di una o di entrambe le Organizzazioni predette, dal presidente del tribunale competente per territorio.

Il presidente del Collegio nominato di comune accordo dura in carica 1 anno ed è rinnovabile.

Il presidente del Collegio, ricevuta l'istanza, provvede a fissare entro 15 giorni la data di convocazione del Collegio, il quale ha facoltà di procedere ad una fase istruttoria secondo modalità che potranno prevedere:

(a) l'interrogatorio libero delle parti e di eventuali testi; (b) l'autorizzazione al deposito di documenti, memorie e repliche a cura delle parti o dei procuratori di queste; (c) eventuali ulteriori elementi istruttori.

Il Collegio emetterà il proprio lodo entro 45 giorni dalla data della 1a riunione, dandone tempestiva comunicazione alle parti interessate, salva la facoltà del presidente di disporre una proroga fino ad un massimo di ulteriori 15 giorni, in relazione a necessità inerenti lo svolgimento della procedura.

I compensi per gli arbitri saranno stabiliti in misura fissa. La Segreteria del Collegio è istituita presso l'Ente bilaterale.

Le parti si danno atto che il Collegio arbitrale ha natura irrituale ed è istituito ai sensi e per gli effetti della legge 11.8.73 n. 533 e successive modificazioni e integrazioni, e svolge le proprie funzioni sulla base di apposito Regolamento.

Il lodo arbitrale acquista efficacia di titolo esecutivo, osservate le disposizioni dell'art. 412 quater.

Dichiarazione a verbale.

Le parti convengono che le procedure di cui al presente articolo avranno decorrenza a far data dall'1.1.00, fatti salvi gli accordi già in atto in materia.



Art. 22
- Tentativo di composizione per i licenziamenti individuali.

Nel caso di controversie relative a licenziamenti individuali, di cui alla legge 15.7.66 n. 604 e alla legge 20.5.70 n. 300, come modificate dalla legge 11.5.90 n. 108, non derivanti da provvedimento disciplinare, devono ugualmente essere esperiti i tentativi di composizione di cui ai precedenti articoli.



Art. 23
- Funzionamento delle Commissioni paritetiche.

A) I mezzi necessari al funzionamento della Commissione nazionale e delle Commissioni paritetiche territoriali di cui al CCNL del Terziario e allo svolgimento delle procedure inerenti saranno assicurate dalle OONN stipulanti ciascuna per la parte di propria competenza.

B) Per la pratica realizzazione di quanto previsto dalla lettera precedente, con riferimento al finanziamento delle spese della Commissione nazionale, nonché per le altre attività svolte in materia di rapporti di lavoro dalle parti contraenti e per assicurare l'efficienza delle loro strutture sindacali al servizio dei lavoratori e dei datori di lavoro, viene posto in riscossione un contributo di assistenza contrattuale denominato CORESI a carico dei datori di lavoro e dei lavoratori. La parte del contributo a carico dei datori di lavoro è di competenza di CONFESERCENTI, mentre la parte a carico dei lavoratori è di competenza delle OONN dei lavoratori stipulanti.

C) Il CORESI sarà riscosso per il tramite di un Istituto previdenziale o assistenziale in applicazione della legge 4.6.73 n. 311 e successive integrazioni.

D) Il CORESI di cui alla lett. B) dovrà essere calcolato mediante l'applicazione sulle retribuzioni corrisposte ai lavoratori dipendenti, delle aliquote percentuali appresso indicate:

(a) l'aliquota del contributo CORESI a carico dei datori di lavoro e di pertinenza di CONFESERCENTI; (b) l'aliquota a carico dei lavoratori e di pertinenza delle OOSS dei lavoratori stipulanti è fissata nella misura dello 0,10%.

E) I datori di lavoro porteranno espressamente a conoscenza dei loro dipendenti il contenuto del presente accordo. Le operazioni relative al calcolo e alla raccolta del contributo a carico dei lavoratori saranno effettuate mediante trattenuta da annotarsi sulla busta paga nei confronti di tutti i lavoratori compresi nella sfera di applicazione del contratto del terziario, ad eccezione di quelli che manifestino la loro contraria volontà a mezzo di singola dichiarazione scritta di proprio pugno rilasciata in duplice copia entro e non oltre il periodo immediatamente successivo all'assunzione. Una copia sarà conservata dal datore di lavoro e l'altra sarà trasmessa alla Commissione locale per le vertenze di lavoro presso la CONFESERCENTI territoriale. Le norme di cui alle lett. A, B, C, D ed E fanno parte integrante del Protocollo d'intesa 28.10.93 e non possono subire deroghe nei confronti dei soggetti ai quali il CCNL si riferisce.

F) L'ammontare dei contributi previsti dalla lett. B) sarà versato dai datori di lavoro all'Ente esattore, unitamente ai contributi obbligatori, utilizzando i moduli di versamento alle rispettive voci specificatamente previste per la quota a carico dei datori di lavoro e per la quota a carico dei lavoratori. Le spese di esazione del CORESI sono poste a carico di CONFESERCENTI.



Titolo V
- RELAZIONI SINDACALI A LIVELLO AZIENDALE

Art. 24
- Diritti di informazione.

Annualmente, di norma entro il 1° quadrimestre, le aziende di cui alla sfera di applicazione del presente contratto, che occupano complessivamente più di:

(a) 200 dipendenti se operano nell'ambito di una sola provincia; (b) 300 dipendenti se operano nell'ambito di una sola regione; (c) 400 dipendenti se operano nell'ambito nazionale;

s'incontreranno con le OOSS stipulanti ai rispettivi livelli per un esame congiunto delle prospettive di sviluppo dell'azienda; nella stessa occasione, o anche al di fuori delle scadenze previste, forniranno informazioni sui programmi che comportino processi rilevanti di ristrutturazione e di concentrazione, di internazionalizzazione, terziarizzazione, affiliazione, utilizzo di lavori atipici e di innovazione tecnologica che investono l'intero assetto aziendale e nuovi insediamenti nel territorio.

Qualora l'esame abbia per oggetto problemi e dimensioni di carattere regionale o nazionale, l'incontro si svolgerà ai relativi livelli, su richiesta di una delle parti, convocato dalle rispettive Organizzazioni imprenditoriali.

Nel corso di tale incontro l'azienda esaminerà con le OOSS le prevedibili implicazioni degli investimenti predetti, i criteri della loro localizzazione, gli eventuali problemi della situazione dei lavoratori, con particolare riguardo all'occupazione sia nei suoi aspetti qualitativi che quantitativi, interventi di formazione riqualificazione del personale connessi ad iniziative o direttive dei pubblici poteri a livello nazionale e comunitario.

In occasione di nuovi insediamenti nel territorio potrà essere avviato, su richiesta di una della parti, un confronto finalizzato all'esame congiunto dei temi indicati ai commi precedenti.



Titolo VI
- MERCATO DEL LAVORO

Premessa.

Le Parti, con la sottoscrizione del presente contratto, hanno inteso promuovere e potenziare le occasioni d'impiego conseguibili mediante il possibile ricorso a una pluralità di strumenti in grado di soddisfare le esigenze rispettive delle imprese e dei lavoratori.

Obiettivo condiviso è quello di valorizzare le potenzialità produttive e occupazionali del mercato del lavoro, con riferimento anche al personale femminile, mediante interventi che facilitino l'incontro tra domanda e offerta di lavoro e consentano una maggiore flessibilità nell'impiego dei lavoratori.

A tal fine, le parti confermano la validità dell'istituto del CFL, apportando allo stesso modifiche e arricchimenti, particolarmente per gli aspetti relativi alla formazione, allo scopo di promuovere l'effettiva qualificazione e lo stabile impiego dei lavoratori.

Convengono inoltre sulla necessità di poter disporre di altri strumenti che permettano di facilitare in particolare l'inserimento nel lavoro di fasce deboli di lavoratori.



Art. 25
- Contratti a tempo determinato.

Ai sensi dell'art. 23, legge 28.2.87 n. 56, le Parti individuano ipotesi per le quali sono consentite assunzioni con contratti di lavoro a termine di durata non inferiore a 1 mese e non superiore a 12 mesi, comunque prorogabili, ai sensi della legge 18.4.62 n. 230.

Le assunzioni ai sensi del precedente paragrafo potranno aver luogo in presenza di:

(a) incrementi di attività in dipendenza di ordini, commesse o progetti straordinari; (b) punte di più intensa attività non ricorrenti, derivate da richieste di mercato alle quali non si riesca a far fronte con i normali organici aziendali; (c) sostituzione di lavoratori assenti per ferie; (d) aspettative diverse da quelle già previste dall'art. 1, lett. b), legge n. 230/62.

Ai lavoratori assunti ai sensi del presente articolo si applica il diritto di priorità di cui all'art. 8 bis, legge n. 79/83.

Le imprese non potranno avere contemporaneamente alle loro dipendenze lavoratori assunti per le predette ipotesi di contratto a termine in numero superiore al 10% dell'organico in forza a tempo indeterminato in ogni unità produttiva. Nelle singole unità produttive che abbiano meno di 30 dipendenti è consentita in ogni caso la stipulazione dei predetti contratti per 3 lavoratori. Ai fini della percentuale predetta non si computano le assunzioni effettuate con contratto a termine nelle ipotesi previste direttamente dalla legge (legge n. 230/62; DL n. 876/77 convertito nella legge n. 18/78 e successive proroghe), con CFL.

Le assunzioni con contratto a tempo determinato sono inoltre consentite nelle ipotesi e con le modalità previste negli artt. 74 e 96, parte II.

Nell'ambito del 2° livello di contrattazione possono essere realizzate intese per il superamento dei limiti di cui al precedente comma.

Le aziende che intendono avvalersi del presente provvedimento sono tenute, pena la decadenza, a darne preventiva comunicazione scritta ad apposita Commissione costituita presso l'Ente bilaterale territoriale e, su richiesta di questa, a fornire indicazione analitica delle tipologie dei contratti a termine intervenuti per effetto di norme diverse da quelle del presente contratto. La Commissione, ove ritenga che con la richiesta venga a configurarsi un quadro di utilizzo anomalo dell'istituto del contratto a termine, ha facoltà di segnalare i casi alle parti stipulanti il presente contratto che, valutati anche in contraddittorio con l'impresa i programmi occupazionali e le prospettive di consolidamento dei contratti a termine, potranno, quando traggano conferma dell'anomalia segnalata, procedere alla sospensione della richiesta stessa, anche temporanea, nei confronti delle imprese interessate.

All'atto delle assunzioni di cui al presente punto l'azienda dovrà esibire un attestato dal quale risulti l'iscrizione ad Associazione aderente a CONFESERCENTI, nonché una dichiarazione d'impegno relativa all'applicazione del presente CCNL e all'assolvimento degli obblighi in materia di contribuzione e di legislazione sul lavoro.

Nelle unità produttive in cui sono in atto sospensioni dal lavoro con ricorso alla CIGS, la presente normativa non si applica per assunzioni con le medesime qualifiche dei lavoratori sospesi.

Gli accordi territoriali e aziendali in materia già in atto all'entrata in vigore del contratto sono confermati.



Art. 26
- Lavoro interinale.

Casi di ammissibilità.

Ai sensi dell'art. 1, comma 2, lett. a), legge 24.6.97 n. 196, le imprese possono ricorrere ai contratti di fornitura di lavoro temporaneo, in aggiunta ai casi previsti dalla predetta normativa, nelle seguenti ipotesi:

(1) adempimenti di pratiche o di attività di natura tecnico
-contabile
- amministrativa a carattere saltuario che non sia possibile espletare con l'organico in servizio;

(2) esigenze di lavoro temporaneo per l'organizzazione di fiere, mostre, mercati, nonché per le attività connesse;

(3) punte di più intensa attività temporanea dovuta a flussi straordinari di clientela o commesse di lavoro a cui non si possa far fronte con i normali assetti organizzativi aziendali. In tale fattispecie la stipula di contratti di lavoro temporaneo di durata superiore a 1 mese è subordinata alla preventiva verifica della disponibilità all'assunzione a tempo determinato dei lavoratori con la stessa qualifica nei cui confronti ricorrano le condizioni di cui all'art. 23, comma 2, legge n. 56/87 e che abbiano manifestato la volontà di esercitare il diritto di precedenza.

(4) necessità non programmabili connesse alla manutenzione straordinaria, nonché al ripristino della funzionalità e sicurezza degli impianti;

(5) assistenza specifica nel campo della prevenzione e sicurezza sul lavoro, in relazione a nuovi assetti organizzativi e/o produttivi e/o tecnologici;

(6) sostituzione di lavoratori temporaneamente inidonei a svolgere le mansioni assegnate, ai sensi del D.lgs. n. 626/94.

Individuazione delle qualifiche di esiguo contenuto professionale.

Le qualifiche di esiguo contenuto professionale, per le quali, ai sensi e per gli effetti dell'art. 1, comma 4, legge n. 196/97, è espressamente escluso il ricorso al lavoro temporaneo, sono tutte quelle appartenenti al 6° e 7° livello della classificazione del personale.

Percentuale di lavoratori assumibili.

I prestatori di lavoro temporaneo impiegati per le fattispecie individuate dalle parti nel paragrafo "casi di ammissibilità" del presente articolo non potranno superare il 13% mensile dei lavoratori occupati nella stessa unità produttiva con contratto di lavoro a tempo indeterminato, nonché i CFL confermati anticipatamente, con arrotondamento all'unità superiore dell'eventuale frazione superiore o uguale allo 0,5%.

In alternativa, è consentita la stipulazione di contratti di fornitura di lavoro temporaneo sino a 5 prestatori di lavoro temporaneo.

Rinvio alle leggi.

Per quanto non previsto dal presente articolo in tema di lavoro temporaneo valgono le norme di legge e i regolamenti vigenti.

Dichiarazione congiunta.

In conformità a quanto previsto dai commi 2 e 3 della "Validità e sfera di applicazione" del presente CCNL, le parti si danno atto che le norme di cui al presente articolo sono inscindibilmente collegate con tutte le altre disposizioni.



Art. 27
- Formazione e qualificazione professionale.

Considerata la realizzazione del Mercato Unico Europeo e anche alla luce delle indicazioni e dei principi che emergono dal Memorandum EUROFIET
-CECD in merito ai bisogni formativi nel settore del commercio al dettaglio, le parti concordano sulla necessità di realizzare una politica attiva della formazione professionale finalizzata al conseguimento dei seguenti obiettivi:

(1) migliorare il livello professionale degli occupati nei settori della distribuzione e dei servizi e più in generale attivare un processo di valorizzazione delle risorse umane; (2) adeguare l'offerta di prestazione lavorativa alle richieste delle aziende; (3) incrementare i livelli occupazionali, superando altresì le maggiori difficoltà di accesso al lavoro presenti nelle aree del Mezzogiorno e per alcune fasce sociali più deboli quali i lavoratori ultraventinovenni, extracomunitari e donne; (4) rispondere alle istanze di cambiamento dei profili e delle conoscenze professionali derivanti dai processi di innovazione tecnologica; (5) migliorare i livelli aziendali di competitività, il livello di servizio e di qualità offerto alla clientela e infine ottimizzare la produttività.

Le parti concordano che la realizzazione di quanto sopra è demandata al confronto regionale e aziendale, per la definizione di programmi e di attività formative tra le quali possono essere ricomprese:


- formazione nel settore della comunicazione sociale;
- formazione sui principi generali della distribuzione, sulle problematiche delle attività dei servizi, sul ruolo di tali settori nell'economia, sulla struttura d'impresa;
- formazione riguardante il mondo del lavoro e le sue regolamentazioni, la legislazione sulla salute e la sicurezza;
- formazione sul ruolo e sull'utilizzazione delle nuove tecnologie;
- formazione in marketing, vendite e servizi, acquisti e gestione di stock;
- formazione di contabilità;
- studio di una lingua della Comunità in aggiunta alla lingua madre.

Inoltre, coerentemente con le finalità sopra rappresentate,


- visto l'art. 15
-ter, legge n. 479/78 che recita: "I giovani che hanno stipulato contratti di formazione ai sensi dell'art. 7 o hanno frequentato i corsi di cui all'art. 16
-bis o i cicli formativi di cui all'art. 26
-bis della presente legge possono chiedere l'accertamento della qualifica professionale ai fini dell'iscrizione nelle liste di collocamento. L'accertamento è effettuato da una Commissione istituita presso ciascun Ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione composta da 4 esperti rispettivamente in rappresentanza del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, della Regione, dei datori di lavoro e dei lavoratori";


- visto l'art. 16
-quater, legge n. 479/78 che recita: "La Commissione di cui all'articolo precedente ha il compito di accertare, attraverso una prova tecnico
-pratica, la qualifica professionale dei giovani, avvalendosi delle attrezzature dei Centri di formazione professionale riconosciuti dalla Regione e delle attrezzature messe eventualmente a disposizione dalle aziende";


- visto l'art. 14, legge n. 56/87 che recita: "Ai fini dell'iscrizione nelle liste di collocamento, la Sezione circoscrizionale per l'impiego ha facoltà di effettuare l'accertamento della professionalità del lavoratore avvalendosi delle strutture e degli organismi di formazione professionale competenti, previsti dalla legge 21.12.78 n. 845, ovvero delle attrezzature messe a disposizione dalle imprese",

le parti, al fine di contribuire all'attuazione dei succitati disposti normativi, designando esperti e individuando aziende che intendono porre a disposizione le proprie attrezzature al fine di collaborare con le Direzioni provinciali del lavoro e le Sezioni circoscrizionali per l'impiego per l'accertamento della professionalità dei lavoratori, convengono di attribuire agli Enti bilaterali il compito di provvedere adeguatamente in merito.

Parimenti, al fine di conseguire soddisfacenti risultati per la qualificazione del personale femminile, le parti convengono di attribuire altresì agli Enti bilaterali le attività di studio e ricerca per le azioni positive, ai sensi dell'art. 18, parte I del presente contratto.



Art. 28
- Contratti di formazione e lavoro (CFL).

Premessa.

Nel quadro della più generale intesa tra CONFESERCENTI e FILCAMS
-CGIL, FISASCAT
-CISL e UILTuCS
-UIL per la definizione di nuove relazioni sindacali, le parti, ciascuna per le proprie competenze, convengono di attivare strumenti contrattuali e legislativi finalizzati all'utilizzo dell'istituto dei CFL.

CONFESERCENTI e le OOSS FILCAMS
-CGIL, FISASCAT
-CISL e UILTuCS
-UIL ravvisano nel CFL uno strumento idoneo a favorire l'incremento dell'occupazione, in particolare femminile e giovanile. Concordano inoltre nell'identificare l'attivazione di comuni interventi per affrontare i problemi della formazione e dell'aggiornamento professionale, come uno degli obiettivi prioritari da perseguire per fornire una risposta concreta alle esigenze di fluidità del mercato del lavoro.

Le parti, quindi, nel rispetto delle proprie autonomie e competenze, esprimono la volontà di recepire le disposizioni di legge vigenti al fine di incentivare le assunzioni di giovani e di assicurare agli stessi un'adeguata formazione, finalizzata all'acquisizione di professionalità conformi alle esigenze delle aziende dei settori rappresentati.

Normativa.

Possono essere stipulati, ai sensi della legge 19.7.94 n. 451, CFL mirati:


- CFL di tipo a.1) all'acquisizione di professionalità intermedie: (livelli 3, 4 e 5) con una durata di 24 mesi;


- CFL di tipo a.2) all'acquisizione di professionalità elevate: (Quadri, livelli 1 e 2) con una durata di 24 mesi;


- CFL di tipo b) all'inserimento professionale mediante un'esperienza lavorativa che consenta un adeguamento delle capacità professionali al contesto produttivo e organizzativo delle imprese: (tutti i livelli escluso il 7) con una durata di 12 mesi.

Il progetto di formazione deve indicare l'iter professionale dei lavoratori interessati, l'inquadramento iniziale, quello finale e la durata del CFL.

L'inquadramento previsto all'atto dell'assunzione potrà essere inferiore di un livello a quello previsto al termine del CFL.

Ai lavoratori assunti con CFL si applicano le disposizioni legislative che disciplinano i rapporti di lavoro subordinato, nonché la normativa, anche economica, del presente contratto e della contrattazione collettiva integrativa, laddove esistente.

L'assunzione dovrà risultare da atto scritto, che conterrà quanto previsto dall'art. 15, parte II, nonché il periodo di prova, nei termini previsti dall'art. 18, parte II.

La formazione, da effettuarsi in luogo della prestazione lavorativa, deve avere una durata di 130 ore per i contratti di tipo a.2), di 80 ore per contratti di tipo a.1) e di 20 ore per i contratti di tipo b).

Il contenuto dei progetti formativi esonerati dalla procedura di approvazione della competente autorità pubblica è definito dalle apposite Commissioni paritetiche competenti per territorio.

In attesa della definizione dei nuovi progetti formativi è consentito il ricorso ai progetti esistenti e definiti in base alla previgente disciplina, fatte salve le modificazioni automaticamente applicabili, conformemente alla legge n. 451/94 in materia di età, ore di formazione, retribuzione, durata e livello d'inquadramento.

L'iter formativo dovrà svilupparsi secondo lo schema di cui all'allegato 1 e il progetto sarà accompagnato da dichiarazione d'impegno al rispetto del vigente CCNL e delle norme di legge in materia di lavoro e sicurezza sociale.

Le cause di sospensione legale del rapporto comportano la prorogabilità del termine finale per un periodo di durata pari all'effettiva sospensione, secondo i criteri e con le modalità previsti dalla Sentenza della Corte Costituzionale n. 149 dell'1.4.93.

I progetti di formazione dovranno essere presentati alla specifica Commissione paritetica ai fini dell'assunzione.

Le aziende che abbiano già attivato CFL attraverso la procedura di cui al presente articolo sono tenute, in caso di richieste relative ad ulteriori assunzioni con CFL, a comunicare alla Commissione paritetica l'esito dei precedenti contratti anche con riferimento al comma 6, art. 8, legge n. 407/90, come modificato dall'art. 16, DL n. 299/94, convertito nella legge 19.7.94 n. 451.

Il parere deve essere emesso entro il limite massimo di 15 giorni dalla data di ricevimento, anche sulla base di specifici accordi applicativi territoriali. In tal senso le Organizzazioni firmatarie del presente contratto ratificano gli accordi territoriali in materia già in essere, ferma restando la procedura di cui sopra.

Le assunzioni dovranno essere attivate, ove non siano già pianificati i tempi di assunzione, entro 3 mesi dalla data del parere di conformità.

All'atto dell'assunzione l'azienda dovrà esibire un attestato dal quale risulti l'iscrizione dell'azienda stessa a una Associazione aderente a CONFESERCENTI.

Accordi applicativi, a livello aziendale, possono altresì essere realizzati nelle imprese che operino in più ambiti regionali. In tal caso, le imprese comunicheranno i contenuti delle intese raggiunte alle loro Associazioni territorialmente competenti, che provvederanno a trasmetterle agli Enti bilaterali interessati e all'Osservatorio nazionale.

Gli accordi in materia già in atto ai vari livelli all'entrata in vigore del contratto sono confermati, ferma restando la procedura di cui sopra.

Il presente titolo verrà notificato, a cura delle parti, al Ministero del lavoro per il relativo recepimento ai sensi e per gli effetti del comma 3, art. 3, legge n. 863/84, come modificato dalla legge n. 451/94.



Art. 29
- Procedure.

Alla conclusione del CFL l'azienda è tenuta ad attestare alle Sezioni circoscrizionali territorialmente competenti l'attività svolta e i risulta ti formativi conseguiti.

Dichiarazione a verbale.

Le parti si danno atto che nella provincia di Bolzano la formazione professionale, compreso l'istituto dei CFL, può essere disciplinata da leggi, regolamenti e contratti provinciali, anche in deroga a quanto previsto dal presente contratto.



Art. 30
- Lavoratori inabili.

Le parti convengono sull'obiettivo di favorire l'inserimento nel mondo del lavoro con CFL di giovani con ridotta capacità lavorativa per handicap intellettivo leggero, sulla base di convenzioni e/o delibere regionali in materia, di cui alla legge n. 56/87.

Le parti allo scopo convengono di promuovere, nelle Regioni nelle quali non siano vigenti specifiche convenzioni in materia, l'adozione di strumenti equivalenti secondo i seguenti criteri:

(a) i soggetti con ridotta capacità lavorativa per handicap intellettivo leggero devono essere riconosciuti tali dalle Commissioni preposte dagli Organi competenti e inseriti dalla Commissione provinciale (ex lege n. 482/68) nelle quote delle categorie protette di cui alla stessa legge;

(b) le offerte di lavoro
- anche per le deroghe previste dalla legge n. 56/87, art. 25
- devono riguardare:

(1) soggetti, individuati dalla Commissione competente come idonei al lavoro, che abbiano superato corsi prelavorativi effettuati presso gli Enti locali o, comunque, autorizzati dalle Regioni; (2) che gli stessi siano ritenuti idonei, dalla competente USL, all'offerta di lavoro proposta.

L'inserimento lavorativo seguirà il seguente iter:

"stage" di preinserimento in azienda da effettuare con le modalità fissate dalle convenzioni e al termine dello stage eventuale assunzione con ingresso nel livello iniziale del "CCNL del terziario della distribuzione e dei servizi" mediante CFL della durata di 24 mesi, in deroga a quanto previsto dal presente contratto.

Dichiarazione a verbale sul lavoro parasubordinato..

Le parti ribadiscono l'impegno a proseguire il confronto in riferimento alle problematiche relative ai rapporti di lavoro atipico o parasubordinato nell'intento di pervenire alla definizione di regole e normative specifiche in materia.



Titolo VII
- LICENZIAMENTI COLLETTIVI

Dichiarazione a verbale.

Le parti concordano che, in caso di licenziamenti collettivi, in linea con gli obiettivi indicati nella premessa al presente contratto e tenuto conto delle specificità del settore, le procedure adottate saranno conformi alla disciplina legislativa vigente, ivi compresa la legge 23.7.91 n. 223 e successive modificazioni.



Titolo VIII
- DIRITTI SINDACALI

Art. 31
- Dirigenti sindacali.

Agli effetti di quanto stabilito negli articoli seguenti, sono da considerarsi dirigenti sindacali i lavoratori che fanno parte:

(a) di Consigli o Comitati direttivi nazionali, regionali e provinciali o comprensoriali delle OOSS dei lavoratori stipulanti il presente CCNL;

(b) di RSA costituite ai sensi dell'art. 19, legge 20.5.70 n. 300 (*), nelle imprese che nell'ambito dello stesso comune occupano più di 15 dipendenti, i quali risultino regolarmente eletti in base alle norme statutarie delle Organizzazioni stesse; (c) della RSU costituita in luogo delle RSA, ai sensi dell'Accordo interconfederale 8.6.95.

L'elezione dei lavoratori a dirigenti sindacali deve essere comunicata per iscritto con lettera raccomandata alla ditta e alla rispettiva Organizzazione dei datori di lavoro, per quanto riguarda i dirigenti di cui al comma 1, lett. a) e b), mentre per i dirigenti eletti in base al punto c) valgono le norme di cui all'art. 18, Accordo interconfederale 8.6.95.

I componenti dei Consigli o Comitati di cui alla lett. a) hanno diritto ai necessari permessi o congedi retribuiti, per partecipare alle riunioni degli Organi suddetti, nella misura massima di 75 ore annue.

Qualora il dirigente sindacale di cui al presente articolo sia contemporaneamente componente di più Consigli o Comitati di cui alla precedente lett. a), potrà usufruire di un monte ore non superiore globalmente a 130 ore annue.

(*) Come modificato dagli esiti referendari dell'11.6.95 nel seguente nuovo testo, in vigore dal 28.9.95: "rappresentanze sindacali aziendali possono essere costituite ad iniziativa dei lavoratori in ogni unita produttiva nell'ambito delle associazioni sindacali, che siano firmatarie di contratti collettivi applicati nell'unità produttiva. Nell'ambito di aziende con più unita produttive le rappresentanze sindacali possono istituire Organi di coordinamento."



Art. 32
- Permessi retribuiti RSA o CDA.

I componenti delle RSA di cui alla lett. b), art. 31, parte I, hanno diritto, per l'espletamento del loro mandato, a permessi retribuiti. Il diritto riconosciuto nel comma precedente spetta:

(a) a 1 dirigente per ciascuna RSA nelle unità che occupano fino a 200 dipendenti della categoria per cui la stessa è organizzata; (b) a 1 dirigente ogni 300 o frazione di 300 dipendenti per ciascuna RSA nelle unità che occupano fino a 3.000 dipendenti della categoria per cui la stessa è organizzata; (c) a 1 dirigente ogni 500 o frazione di 500 dipendenti della categoria per cui è organizzata la RSA nelle unità di maggiori dimensioni in aggiunta al numero minimo di cui alla lett. b).

I permessi di cui al presente articolo saranno complessivamente pari a 12 ore mensili nelle aziende di cui alla lett. b) e c) del comma precedente e a 1 ora e mezza all'anno per ciascun dipendente nelle aziende di cui alla lett. a).

Il lavoratore che intende esercitare il diritto di cui al comma 1 deve dare comunicazione scritta al datore di lavoro di regola 24 ore prima, tramite la RSA.

Le RSA hanno diritto di affiggere, su appositi spazi, che il datore di lavoro ha l'obbligo di predisporre in luoghi accessibili a tutti i lavoratori all'interno dell'unità aziendale, pubblicazioni, testi e comunicati inerenti a materie d'interesse sindacale e del lavoro.



Art. 33
- Compiti e funzioni delle RSU.

FILCAMS, FISASCAT, UILTuCS esercitano il loro potere contrattuale secondo le competenze e le prerogative che sono loro proprie, ferma restando la verifica del consenso da parte dei soggetti di volta in volta interessati all'ambito contrattuale oggetto del confronto con le controparti. Le RSU aziendali, rappresentative dei lavoratori in quanto legittimate dal loro voto e in quanto espressione dell'articolazione organizzativa dei sindacati categoriali e delle confederazioni svolgono, unitamente alle federazioni FILCAMS, FISASCAT, UILTuCS, le attività negoziali per le materie proprie del livello aziendale, secondo le modalità definite nel presente contratto, nonché in attuazione delle politiche confederali delle OOSS di categoria. Poiché esistono interdipendenze oggettive sui diversi contenuti della contrattazione ai vari livelli, l'attività sindacale affidata alla rappresentanza aziendale presuppone perciò il coordinamento con i livelli esterni della OS.



Art. 34
-Diritti, tutele, permessi sindacali e modalità d'esercizio delle RSU.

Ai sensi dell'art. 8, Accordo interconfederale 8.6.95, i componenti delle RSU subentrano ai dirigenti delle RSA e dei CdA nella titolarità dei poteri e nell'esercizio dei diritti, permessi e tutele già loro spettanti per effetto delle disposizioni di cui al titolo III, legge n. 300/70.

Sono fatte salve le condizioni di miglior favore eventualmente già previste nei confronti delle OOSS dagli accordi aziendali in materia di diritti, permessi e libertà sindacali.

Il monte ore delle assemblee va inteso come possibile utilizzo a livello esclusivamente di singola unità produttiva e quindi non cumulabile tra diverse unità produttive di una stessa azienda.

FILCAMS, FISASCAT e UILTuCS convengono di valutare periodicamente l'andamento e l'uso del monte ore.

Nelle unità produttive con più di 15 dipendenti in cui è costituita la RSU il monte ore per le assemblee dei lavoratori viene così ripartito: il 70% a disposizione delle RSU, il restante 30% sarà utilizzato pariteticamente da FILCAMS, FISASCAT e UILTuCS tramite la RSU.



Art. 35
- Numero dei componenti e permessi retribuiti RSU.

Fermo restando quanto previsto dal Protocollo 23.7.93, sotto il titolo rappresentanze sindacali, al punto b) (vincolo della parità di costi per le aziende), per quanto riguarda il numero dei componenti delle RSU e i relativi permessi retribuiti, si applicano le disposizioni di cui agli artt. 7 e 7 bis, Accordo interconfederale 8.6.95 (*).

(*) Art. 7
- Numero dei componenti RSU.

Fermo restando quanto previsto dal Protocollo 23.7.93, sotto il titolo rappresentanze sindacali, al punto b) (vincolo della parità di costi per le aziende), il numero dei componenti delle RSU sarà così determinato:

(a) 3 componenti per la RSU costituita nelle unità produttive che occupano fino a 200 dipendenti; (b) 3 componenti ogni 300 o frazione di 300 dipendenti nelle unità produttive che occupano fino a 3.000 dipendenti; (c) 3 componenti ogni 500 o frazione di 500 dipendenti nelle unità produttive di maggiori dimensioni, in aggiunta al numero di cui alla precedente lett. b).

In fase di 1a applicazione e comunque per un periodo non superiore alla vigenza del presente accordo, il numero dei componenti le RSU sarà determinato a titolo sperimentale nel seguente modo:

(a) 3 nelle unità produttive che occupano da 16 a 50 dipendenti (b) 4 nelle unità produttive che occupano da 51 a 90 dipendenti (c) 6 nelle unità produttive che occupano da 91 a 120 dipendenti (d) 8 nelle unità produttive che occupano da 121 a 200 dipendenti (e) 9 nelle unità produttive che occupano da 201 a 300 dipendenti (f) 11 nelle unità produttive che occupano da 301 a 600 dipendenti (g) 13 nelle unità produttive che occupano da 601 a 900 dipendenti (h) 15 nelle unità produttive che occupano da 901 a 1.200 dipendenti

Nelle unità produttive che occupano più di 1.200 dipendenti, la RSU è incrementata di 2 rappresentanti ulteriori ogni 1.000 dipendenti.

Le parti si incontreranno alla scadenza del presente accordo per verificare l'opportunità della riconferma della fase sperimentale di cui al comma 2.

Art. 7 bis.

Fermo restando quanto previsto dal successivo art. 8 e al sensi dell'art. 23, legge 20.5.70 n. 300, i componenti delle RSU hanno diritto, per l'espletamento del loro mandato, a permessi retribuiti.

Il diritto riconosciuto al comma precedente spetta almeno a:

(a) 3 componenti per la RSU costituita nelle unità produttive che occupano fino a 200 dipendenti; (b) 3 componenti ogni 300 o frazione di 300 dipendenti nelle unità produttive che occupano fino a 3.000 dipendenti; (c) 3 componenti ogni 500 o frazione di 500 dipendenti nelle unità produttive di maggiori dimensioni, in aggiunta al numero di cui alla precedente lett. b), salvo clausole più favorevoli dei contratti collettivi, eventualmente stipulati in epoca successiva all'entrata in vigore dei presente accordo.

In ciascuna unita produttiva non possono essere superati i limiti previsti dal precedente comma per il contemporaneo esercizio del diritto ai permessi per l'espletamento del mandato.



Art. 36
- Permessi non retribuiti RSA o RSU.

I dirigenti sindacali aziendali di cui al precedente art. 32, parte I, hanno diritto a permessi non retribuiti per la partecipazione a trattative sindacali o a congressi e convegni di natura sindacale, in misura non inferiore a 8 giorni all'anno.

I lavoratori che intendano esercitare il diritto di cui al comma precedente devono darne comunicazione scritta al datore di lavoro di regola 3 giorni prima tramite le RSA.

I lavoratori chiamati a ricoprire cariche sindacali provinciali e nazionali possono, a richiesta, essere collocati in aspettativa non retribuita, per tutta la durata del loro mandato.

Ai sensi dell'art. 8, Accordo interconfederale 8.6.95, i permessi di cui al comma 1 spettano anche ai componenti le RSU.



Art. 37
- Clausola di salvaguardia.

Ai sensi dell'art. 12, Accordo interconfederale 8.6.95, le OOSS dotate dei requisiti di cui all'art. 19, legge 20.5.70 n. 300, che siano firmatarie dei suddetto accordo o che, comunque, aderiscano alla disciplina in esso contenuta, partecipando alla procedura di elezione delle RSU, rinunciano formalmente ed espressamente a costituire RSA e/o CdA ai sensi della norma sopra citata e dichiarano automaticamente decadute le RSA e/o i CdA, precedentemente costituiti, al momento della costituzione della RSU.

Chiarimento a verbale.

Le parti ritengono che la stipula dell'accordo sulle RSU non modifica o sostituisce quanto stabilito dal titolo III, art. 19, legge n. 300/70 e successive modificazioni. Precisano inoltre che nelle unità produttive in cui le OOSS, dotate dei requisiti di cui all'art. 19, legge n. 300/70, che siano firmatarie del presente accordo e ne applichino la disciplina, al momento della presentazione delle liste per l'elezione delle RSU, rinunciano formalmente ed espressamente alla costituzione delle RSA e/o CDA nella stessa unità produttiva. Le RSA e/o CDA costituite in quella unità produttiva decadranno al momento dell'insediamento della RSU eletta.



Art. 38
- Chiarimento a verbale.

Le parti, nel ritenere che la stipula dell'accordo sulle RSU non modifica o sostituisce quanto stabilito dal titolo III, legge 20.5.70 n. 300 e successive modificazioni, in tal senso precisano che l'elezione della RSU comporta la rinuncia alla nomina delle RSA e/o CDA e, qualora eletti, la loro decadenza nella medesima unità produttiva al momento dell'insediamento.



Art. 39
- Assemblea.

Nelle unità nelle quali siano occupati normalmente più di 15 dipendenti, i lavoratori in forza nell'unità medesima hanno diritto di riunirsi per la trattazione di problemi d'interesse sindacale e del lavoro.

Dette riunioni avranno luogo su convocazioni singole o unitarie delle RSA costituite dalle Organizzazioni aderenti o facenti capo alle Associazioni nazionali stipulanti.

Nelle unità in cui siano costituite RSU ai sensi dell'Accordo interconfederale 8.6.95, le convocazioni avranno luogo in base a quanto previsto nell'ultimo comma del precedente art. 34.

La convocazione dovrà essere di norma comunicata alla Direzione dell'azienda entro la fine dell'orario di lavoro del 2° giorno antecedente la data di effettuazione, e con l'indicazione specifica dell'ordine del giorno.

Le riunioni potranno essere tenute fuori dell'orario di lavoro, nonché durante l'orario di lavoro, entro il limite massimo di 12 ore annue, per le quali verrà corrisposta la retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II.

Le riunioni potranno riguardare la generalità dei lavoratori in forza nell'unità o gruppi di essi.

Alle riunioni possono partecipare, previo preavviso al datore di lavoro, dirigenti esterni delle OOSS stipulanti il presente contratto.

Lo svolgimento delle riunioni durante l'orario di lavoro dovrà avere luogo comunque con modalità che tengano conto dell'esigenza di garantire la sicurezza delle persone, la salvaguardia dei beni e degli impianti e il servizio di vendita al pubblico; tali modalità saranno concordate aziendalmente con l'intervento delle OOSS locali aderenti o facenti capo alle OONN stipulanti.



Art. 40
- Referendum.

Il datore di lavoro deve consentire nell'ambito aziendale lo svolgimento, fuori dall'orario di lavoro, di referendum, sia generali che per categoria, su materie inerenti all'attività sindacale, indetti da tutte le RSA tra i lavoratori, con diritto di partecipazione di tutti i lavoratori appartenenti all'unità aziendale e alla categoria particolarmente interessata.

Ulteriori modalità per lo svolgimento del referendum saranno stabilite nei contratti collettivi, anche aziendali.

Per quanto non previsto espressamente dal presente contratto in materia di esercizio dell'attività sindacale e di tutela dei dirigenti sindacali, si rinvia alla legge 20.5.70 n. 300.

Nota a verbale.

Le Parti dichiarano che la disciplina delle RSU costituisce materia di livello interconfederale, attualmente regolamentata dall'Accordo 8.6.95 (allegato 10).



Art. 41
- Trattenuta contributi sindacali.

Ferma restando la norma di cui all'art. 23, parte I, l'azienda provvederà altresì alla trattenuta del contributo associativo sindacale ai dipendenti che ne facciano richiesta mediante consegna di una lettera di delega debitamente sottoscritta dal lavoratore.

La lettera di delega conterrà l'indicazione dell'ammontare del contributo da trattenere e la OS a cui l'azienda dovrà versarlo.

L'azienda trasmetterà l'importo della trattenuta al sindacato di spettanza.

L'impegno assunto dal lavoratore con lettera di delega riguarda anche ogni eventuale variazione del contributo associativo sindacale, debitamente segnalata dalla OS all'azienda, con lettera raccomandata, salvo dichiarazione espressa in senso contrario.



Titolo IX
- DELEGATO AZIENDALE

Art. 42
- Delegato aziendale.

In relazione anche alle norme contenute nel CCNL 28.6.58, esteso 'erga omnes' ai sensi della legge 14.7.59 n.741, nelle aziende che occupano da 11 sino a 15 dipendenti, le OOSS stipulanti possono nominare congiuntamente un delegato aziendale, su indicazione dei lavoratori, con compiti di intervento presso il datore di lavoro per l'applicazione dei contratti e delle leggi sul lavoro.

Il licenziamento di tale delegato per motivi inerenti all'esercizio delle sue funzioni è nullo ai sensi della legge.



Titolo X
- TUTELA DELLA SALUTE E DELL'INTEGRITÀ FISICA DEI LAVORATORI

Art. 43
- Condizioni ambientali.

Al fine di migliorare le condizioni ambientali di lavoro, nelle aziende che occupano più di 15 dipendenti, il Consiglio dei delegati, e in mancanza la Rappresentanza aziendale, può promuovere, ai sensi dell'art. 9, legge 20.5.70 n. 300, la ricerca, l'elaborazione e l'attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la salute e l'integrità fisica dei lavoratori.



Art. 44
- Sicurezza sul lavoro.

Le Parti, in attuazione della Direttiva n. 89/391 CEE del 12.6.89, riguardante l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori, hanno stipulato il 20.11.96 l'Accordo interconfederale applicativo del D.lgs. n. 626/94, che è parte integrante del presente CCNL (allegato 12).

Dichiarazione a verbale sul dialogo sociale europeo e le convenzioni OIL.

Le Parti, entro ottobre, s'incontreranno allo scopo di valutare il coordinamento del sistema di relazioni sindacali con il dialogo sociale europeo e le convenzioni OIL.



Parte II
- DISCIPLINA DEL RAPPORTO DI LAVORO

Titolo I
- CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE

Art. 1
- Premessa.

La classificazione unica del personale delle aziende commerciali è strutturata in conformità dei livelli di cui al seguente art. 3, parte II, e non modifica le norme contenute nel CCNL 31.7.70 e nei contratti collettivi nazionali, per i relativi periodi di vigore.

Anche in relazione a quanto stabilito dalla legge n. 190/85, infatti, la distinzione tra quadri, personale con mansioni impiegatizie e personale con mansioni non impiegatizie, viene mantenuta agli effetti di tutte le norme (legislative, regolamentari, contrattuali, sindacali, ecc.) che prevedono un trattamento differenziato o che comunque fanno riferimento a tali qualifiche.

I diversi trattamenti di cui al precedente capoverso conservano la loro efficacia sia nell'ambito di ciascun istituto e delle singole norme, che nell'ambito dell'intero contratto.

La nuova classificazione non modifica le sfere di applicazione di leggi, regolamenti e norme amministrative che comportano differenziazioni tra mansioni impiegatizie e mansioni non impiegatizie richiamate e non richiamate nel precedente CCNL 31.7.70, quali il trattamento per richiamo alle armi, l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e ogni altra normativa in vigore ed emananda.

Quanto sopra rappresenta il comune presupposto valido per la stipulazione delle norme di classificazione unica, e pertanto le parti si danno atto che eventuali azioni giudiziarie intese ad ottenere estensioni di trattamenti normativi ed economici oltre i limiti stabiliti nella presente sede contrattuale avranno come conseguenza l'automatico scioglimento della Confederazione Italiana del Commercio, del Turismo e dei Servizi e delle aziende da essa rappresentate, dalle obbligazioni assunte.



Art. 2
- Evoluzione della classificazione.

Le parti hanno convenuto di istituire uno strumento per una gestione più flessibile e dinamica della classificazione del personale al fine di identificare ed eventualmente definire nell'ambito della classificazione nazionale quelle peculiarità nuove ed emergenti che assumono significato e valenza generale in relazione ai processi di trasformazione e innovazione tecnologica e organizzativa e alla dinamica professionale nelle aree e nei comparti che fanno riferimento al sistema d'inquadramento del presente CCNL.

Inoltre ha il compito di sviluppare l'esame della classificazione, al fine di ricercare coerenza tra le attuali declaratorie e le relative esemplificazioni, formulando alle Organizzazioni stipulanti eventuali proposte di aggiornamento, con le modalità e le procedure previste dall'art. 10, parte I.

La pratica attuazione di quanto sopra è definita negli articoli da 9 a 10, parte I.



Art. 3
- Classificazione.

Livello 1.

A questo livello appartengono i lavoratori con funzioni ad alto contenuto professionale anche con responsabilità di direzione esecutiva, che sovrintendono alle unità produttive o ad una funzione organizzativa con carattere d'iniziativa e di autonomia operativa nell'ambito delle responsabilità ad essi delegate, e cioè:

(1) capo di servizio e di ufficio tecnico, amministrativo, commerciale (vendita o acquisti), legale; capo centro EDP; (2) gestore o gerente di negozio , di filiale, o di supermercato alimentare anche se integrato in un grande magazzino o magazzino a prezzo unico; (3) responsabile laureato in chimica
-farmacia previsto dalle leggi sanitarie per magazzini all'ingrosso di prodotti farmaceutici e specialità medicinali; (4) analista sistemista; (5) gerente o capo di officina o di sede assistenziale con la completa responsabilità sia tecnica che amministrativa; (6) responsabile di elaborazione e realizzazione di progetti; (7) responsabile marketing nelle aziende di pubblicità; (8) responsabile pubbliche relazioni nelle aziende di pubblicità; (9) responsabile ricerche di mercato nelle aziende di pubblicità; (10) responsabile ufficio studi nelle aziende di pubblicità; (11) responsabile commerciale testate nelle concessionarie di pubblicità con compiti di promozione, coordinamento, supporto e controlli produttori; (12) copywriter nelle agenzie di pubblicità; (13) art director nelle agenzie di pubblicità; (14) producer
-tv
-cine
-radio nelle agenzie di pubblicità; (15) account executive nelle agenzie di pubblicità; (16) media planner nelle agenzie di pubblicità; (17) public relation executive nelle agenzie di pubblicità; (18) research executive nelle agenzie di pubblicità; (19) tecnico stampa responsabile di un servizio produzione nelle agenzie di pubblicità; (20) product manager; (21) coordinatore di prodotto nelle aziende di ricerche di mercato; (22) esperto di sviluppo organizzativo; (23) direttore con responsabilità di più agenzie scommesse con compiti di controllo gestione; (24) altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella predetta elencazione.

Livello 2.

Appartengono a questo livello i lavoratori di concetto che svolgono compiti operativamente autonomi e/o con funzioni di coordinamento e controllo, nonché il personale che esplica la propria attività con carattere di creatività nell'ambito di una specifica professionalità tecnica e/o scientifica, e cioè:

(1) ispettore; (2) cassiere principale che sovrintenda a più casse; (3) propagandista scientifico; (4) corrispondente di concetto con o senza conoscenza di lingue estere; (5) addetto all'esecuzione di progetti o di parti di essi; (6) capo di reparto o settore anche se non addetto ad operazioni di vendita; (7) contabile con mansioni di concetto; (8) segretario di direzione con mansioni di concetto; (9) consegnatario responsabile di magazzino; (10) agente acquisitore nelle aziende di legname; (11) agente esterno consegnatario delle merci; (12) determinatore di costi; (13) estimatore nelle aziende di arte e antichità; (14) spedizioniere patentato: (15) enotecnico diplomato, enologo e tecnico oleario; (16) chimico di laboratorio; (17) capitano di rimorchiatore; (18) tecnico chimico anche con funzioni di vendita nel settore commercio chimico; (19) interprete o traduttore simultaneo; (20) creatore di bozzetti, creatore
-redattore di testi pubblicitari; (21) collaudatore e/o accettatore: il lavoratore che in piena autonomia provvede ad effettuare la prova e la diagnosi dell'autoveicolo, predispone il piano di lavorazione, effettua il controllo di accettazione e quello di delibera, provvede a valutare il costo della riparazione e ad intrattenere con la clientela rapporti rappresentativi nell'ambito della sua specifica funzione; (22) impaginatore di concessionarie di pubblicità che definisce il menabò di impaginazione del giornale o strumento equivalente, in contatto o collegamento con la redazione dell'editore anche tramite sua tipografia; (23) segretario di produzione di concessionarie di pubblicità con mansioni di concetto e funzioni di coordinamento e controllo; (24) programmatore di pubblicità cinema nelle concessionarie di pubblicità; (25) art
-buyer nelle agenzie di pubblicità; (26) organizzatore traffic (progress) nelle agenzie di pubblicità; (27) visualizer nelle agenzie di pubblicità; (28) assistente copywriter nelle agenzie di pubblicità; (29) assistente art director nelle agenzie di pubblicità; (30) assistente account executive nelle agenzie di pubblicità; (31) assistente media planner nelle agenzie di pubblicità; (32) tecnico stampa nelle agenzie di pubblicità; (33) capo piazzale: coordina su specifico incarico del gestore il personale e le vendite in quegli impianti che per struttura e importanza richiedono tale funzione; svolge inoltre le normali mansioni di pompista specializzato; (34) programmatore analista; (35) programmatore di officina: il lavoratore che svolge congiuntamente i seguenti compiti: coordina l'attività di più linee di accettazione e, sulla base di piani di lavorazione sulle singole commesse predisposte dai vari accettatori, pianifica, in piena autonomia operativa, l'attività dell'officina, ne predispone il piano di lavoro stabilendo la sequenza degli interventi sui singoli autoveicoli, determina autonomamente i relativi tempi di consegna e fornisce i dati e le relative imputazioni dei costi per la contabilità di officina; (36) supervisore di processo nelle aziende di ricerche di mercato; (37) supervisore di rilevazione nelle aziende di ricerche di mercato; (38) assistente del product manager; (39) internal auditor; (40) EDP auditor; (41) specialista di controllo di qualità; (42) revisore contabile; (43) analista di procedure organizzative; (44) responsabile di agenzia scommesse; (45) altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella predetta elencazione.

Livello 3.

A questo livello appartengono i lavoratori che svolgono mansioni di concetto o prevalentemente tali che comportino particolari conoscenze tecniche e adeguata esperienza, e i lavoratori specializzati provetti che, in condizioni di autonomia operativa nell'ambito delle proprie mansioni, svolgono lavori che comportano una specifica e adeguata capacità professionale acquisita mediante approfondita preparazione teorica e tecnico
-pratica comunque conseguita, e cioè:

(1) steno
-dattilografo in lingue estere; (2) disegnatore tecnico; (3) figurinista; (4) vetrinista; (5) creatore o redattore di rapporti negli istituti di informazioni commerciali, con discrezionalità di valutazione dei dati informativi; (6) commesso stimatore di gioielleria; (7) ottico diplomato da scuola riconosciuta a norma dell'art. 140, RD 27.7.34 n. 1265; ottico patentato a norma degli artt. 30, 31, 32, RD 31.5.28 n. 1334; (8) meccanico ortopedico ed ernista munito di patente a norma di legge; (9) commesso di libreria che abbia la responsabilità tecnica per il rifornimento librario dell'azienda o di un reparto di essa, che sappia provvedere alla corrispondenza inerente al rifornimento stesso e che abbia sufficiente conoscenza di una lingua estera e della bibliografia; (10) addetto a pratiche doganali e valutarie; (11) operaio specializzato provetto; (12) addetto alla vendita di autoveicoli con funzioni di stima dell'usato; (13) operaio specializzato provetto nel settore automobilistico: il meccanico riparatore di gruppo/i (elettrico e/o meccanico e/o idraulico e/o alimentazione), nonché l'addetto alla carrozzeria (lattoniere, verniciatore), che svolgono le mansioni in autonomia operativa, sulla base di cognizioni teoriche e pratiche approfondite, anche mediante l'uso appropriato di specifiche strumentazioni, individuando, dal punto di vista tecnico economico, nell'ambito di specifiche direttive aziendali, le opportunità e le modalità di esecuzione, d'intervento e di definizione delle cause dei difetti e ne effettuano la delibera funzionale; (14) operaio specializzato provetto nelle concessionarie di pubblicità: tecnico cine
-TV; tecnico proiezione; (15) sportellista nelle concessionarie di pubblicità; (16) commesso specializzato provetto anche nel settore alimentare: personale con mansioni di concetto, di comprovata professionalità derivante da esperienza acquisita in azienda, al quale è riconosciuta autonomia operativa e adeguata determinante iniziativa, con l'incarico di svolgere congiuntamente i seguenti compiti: fornire attive azioni di consulenza per il buon andamento dell'attività commerciale, assicurare nell'ambito delle proprie mansioni l'ottimale gestione delle merceologie affidategli, intervenendo sulla composizione degli stocks e sulla determinazione dei prezzi, intrattenere rapporti commerciali e di vendita al pubblico anche attraverso opportune azioni promozionali, espletare operazioni di incasso, porre la sua esperienza al fine dell'addestramento e della formazione professionale degli altri lavoratori; (17) operatore di elaboratore con controllo di flusso; (18) schedulatore flussista; (19) contabile/impiegato amministrativo: personale che in condizioni di autonomia operativa e di adeguata determinante iniziativa nell'ambito delle proprie mansioni, sulla base di istruzioni e applicando procedure operative complesse relative al sistema contabile e/o amministrativo adottato nell'ambito dello specifico campo di competenza, è incaricato di svolgere congiuntamente i seguenti compiti: rilevare, riscontrare, imputare, contabilizzare dati e chiudere conti, elaborare situazioni contabili ed effettuare operazioni anche funzionali a bilanci preventivi o consuntivi, evidenziare posizioni irregolari e gestire i conseguenti interventi operativi; (20) programmatore minutatore di programmi; (21) addetto al controllo del materiale in entrata e uscita che organizza lo stoccaggio dei prodotti e le attività dei preparatori di commissioni, nelle aziende commerciali dei settori ferro e acciai, metalli non ferrosi e rottami; (22) operaio specializzato provetto, nelle aziende commerciali dei settori ferro e acciai, metalli non ferrosi e rottami:

(a) il manutentore meccanico, il manutentore elettrico, l'aggiustatore, il riparatore che, in condizioni di autonomia operativa, con l'interpretazione critica del disegno o dello schema, individua e valuta i guasti, sceglie la successione e le modalità degli interventi ed esegue qualsiasi intervento di elevato grado di difficoltà per aggiustaggio, riparazione, manutenzione di macchine o impianti, curandone la messa a punto ed effettuandone la delibera funzionale; (b) il 1° operatore di linea di comprovata professionalità derivante da esperienza acquisita nel settore, incaricato, oltre che dei compiti propri della mansione, di svolgere congiuntamente, in condizioni di autonomia operativa i seguenti compiti: operare, scegliendo il lavoro da compiere, interventi su organi, apparati e/o impianti con la relativa prova di avviamento, effettuare eventualmente su qualsiasi tipo di apparecchiatura operazioni consistenti in sostanziali riparazioni, messe a punto, verifiche e manutenzioni, contribuire con la sua esperienza all'addestramento e alla formazione professionale degli altri operatori;

(23) addetto alla distribuzione dei fascettari, nell'ambito dei reparti di lavorazione con controllo delle spedizioni, nelle aziende di distribuzione di libri e stampe periodiche; (24) conducente di autotreni e di autoarticolati pesanti che, in condizioni di autonomia operativa, svolge anche funzioni di manutenzione e riparazione dell'automezzo in dotazione; (25) operatore specialista di processo nelle aziende di ricerche di mercato; (26) rilevatore di mercato nelle aziende di ricerche di mercato; (27) tecnico riparatore del settore elettrodomestici: l'aggiustatore e il riparatore che, in condizione di autonomia operativa, con interpretazione critica del disegno e dello schema, individua e valuta i guasti, sceglie la successione e le modalità degli interventi ed esegue qualsiasi intervento di elevato grado di difficoltà per l'aggiustaggio, la riparazione e la manutenzione di apparecchiature complesse curandone la messa a punto ed effettuandone la delibera funzionale, anche presso il domicilio del cliente; compila, se del caso, la necessaria documentazione relativa alla prestazione effettuata e incassa il corrispettivo previsto dalle tariffe dell'azienda; (28) tecnico riparatore del settore macchine per ufficio: l'aggiustatore e il riparatore che, in condizione di autonomia operativa, con interpretazione critica del disegno e dello schema, individua e valuta i guasti, sceglie la successione e le modalità degli interventi ed esegue qualsiasi intervento di elevato grado di difficoltà per l'aggiustaggio, la riparazione e la manutenzione di macchine e apparecchiature complesse curandone la messa a punto ed effettuandone la delibera funzionale, anche presso il domicilio del cliente; compila, se del caso, la necessaria documentazione relativa alla prestazione effettuata e incassa il corrispettivo previsto dalle tariffe dell'azienda; (29) macellaio specializzato provetto: è il lavoratore con specifiche e adeguate capacità professionali acquisite mediante approfondita preparazione teorico e tecnico
-pratica che, in autonomia operativa, nell'ambito delle mansioni assegnate, esegue con perizia tutte le seguenti fasi di lavoro: taglio anatomico, disossatura, sfesatura, rimondatura, taglio a filo, a mano e a macchina, presentazione in vassoio, rifilatura dei tagli e riconfezionamento delle confezioni ritirate dal banco; (30) vice responsabile di agenzia scommesse; (31) altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella predetta elencazione.

Livello 4.

Al livello 4 appartengono i lavoratori che eseguono compiti operativi anche di vendita e relative operazioni complementari, nonché i lavoratori adibiti ai lavori che richiedono specifiche conoscenze tecniche e particolari capacità tecnico
-pratiche comunque acquisite, e cioè:

(1) contabile d'ordine; (2) cassiere comune; (3) traduttore (adibito alle sole traduzioni scritte); (4) astatore; (5) controllore di settore tecnico di CED, compreso il settore delle telecomunicazioni; (6) operatore meccanografico; (7) commesso alla vendita al pubblico; (8) addetto alle operazioni ausiliarie alla vendita nelle aziende a integrale libero servizio (grandi magazzini, magazzini a prezzo unico, supermercati ed esercizi similari): addetto all'insieme delle operazioni ausiliarie alla vendita, intendendosi per tale l'esercizio promiscuo delle funzioni di incasso e relativa registrazione, di preparazione delle confezioni, di prezzatura, di marcatura, di segnalazione dello scoperto dei banchi , di rifornimento degli stessi, di movimentazione fisica delle merci (*); (9) addetto all'insieme delle operazioni nei magazzini di smistamento, centro di distribuzione e/o depositi nelle aziende a integrale libero servizio (grandi magazzini, magazzini a prezzo unico, supermercati ed esercizi similari); (10) commesso di rosticceria, friggitoria e gastronomia, anche se addetto normalmente alla preparazione e confezione; (11) magazziniere; magazziniere anche con funzioni di vendita; (12) indossatrice; (13) estetista, anche con funzioni di vendita; (14) stenodattilografo; addetto a mansioni d'ordine di segreteria; (15) propagandista di prodotti con mansioni che non richiedono cognizioni di carattere scientifico; (16) esattore, esclusi i fattorini e portapacchi autorizzati a riscuotere l'importo della merce all'atto della consegna; (17) pittore o disegnatore esecutivo; (18) allestitore esecutivo di vetrine e display; (19) addetto al ricevimento ed esecuzione delle mansioni di bordo; (20) autotrenista conducente di automezzi pesanti; (21) banconiere di spacci di carne; (22) operaio specializzato; (23) specialista di macelleria gastronomia, salumeria, pescheria, formaggi, pasticceria, anche con funzioni di vendita; (24) allestitore di commissioni nei magazzini di ingrosso medicinali con conoscenza delle specialità farmaceutiche; (25) telefonista addetto agli ordini nei magazzini di ingrosso medicinali con conoscenza delle specialità farmaceutiche anche con digitazione del calcolatore; (26) addetto al controllo delle partite di resa in arrivo da distributori e da rivenditori delle aziende di distribuzione di libri e stampe periodiche; (27) addetto al collaudo: lavoratore che effettua prove sull'autoveicolo e operazioni di semplice collaudo sempre su istruzioni del capo officina o del collaudatore senza compiti di diagnosi; (28) pompista specializzato: attende all'erogazione dei carburanti e alla vendita di tutti i prodotti esitati dal punto di vendita; attende ai servizi di assistenza tecnica, piccola manutenzione e ricambi nei confronti dell'utenza; provvede alla riscossione con responsabilità di cassa, alla fatturazione, alla pulizia del proprio posto di lavoro; fornisce informazioni e assistenza; (29) operaio specializzato nelle aziende commerciali dei settori ferro e acciai, metalli non ferrosi e rottami:

(a) il 1° operatore alle linee di spianatura e taglio trasversale e/o longitudinale, il 1° operatore su cesoia a ghigliottina o pressa a piega con alimentazione e scarico automatico, l'operatore di macchina ossitaglio a pantografo automatica, il 1° operatore di linea di taglio e foratura travi, il 1° operatore di linea a bandellare o di profilatura, i quali tutti con comprovata professionalità derivante da esperienza acquisita nel settore, operando in condizioni di relativa autonomia, su istruzioni di massima ricevute, scegliendo la successione delle operazioni, dei mezzi e delle modalità di esecuzione, compiono lavori di preparazione, di avviamento e di conduzione dell'impianto, affidato eventualmente anche ad altro personale, con la predisposizione di strumenti di misura e intervento durante la lavorazione per la correzione di eventuali anomalie; (b) addetto ai mezzi di trasporto e movimento: il manovratore di autogru che effettua manovre di precisione per il sollevamento, trasporto, carico e scarico di materiali; il conduttore di carrello elevatore appositamente attrezzato per il sollevamento, trasporto, carico e scarico di materiali alloggiati su cantilever; il conduttore di locomotore (anche in collegamento con le FFSS) per il trasporto di materiali su vagoni che effettua anche semplici interventi di registrazioni e manutenzione con i mezzi disponibili a bordo; il manovratore di gru a carroponte o a cavalletto, per la movimentazione di materiali, attrezzato con mezzi speciali che richiedono grande precisione ed elevata complessità per il sollevamento, trasporto, ribaltamento, posizionamento dei materiali (ragni per rottame, grandi elettromagneti, pinze ribalta coils, pinze graffa coils, oppure con altre attrezzature, quando ciò avvenga con equivalente capacità professionale tale da conseguire gli stessi risultati consentiti dall'uso dei mezzi speciali di cui sopra); (c) il montatore di coltelli per linea di taglio longitudinale che scegliendo la successione delle operazioni
- sulla scorta delle disposizioni ricevute
- provvede al montaggio dei coltelli circolari formando e predisponendo la testata per il taglio dei coils; (d) il demolitore alla fiamma nel settore dei rottami che, con comprovata professionalità derivante da esperienza acquisita nel settore, operando in condizioni di relativa autonomia, su istruzioni di massima ricevute, scegliendo la successione delle operazioni, dei mezzi e delle modalità di esecuzione, effettua la demolizione dei capannoni industriali o di altre strutture complesse che richiedano interventi di analogo contenuto professionale; (e) operatore alla presso
-cesoia nel settore dei rottami; (f) operatore al frantoio nel settore dei rottami; (g) il qualificatore di prodotti metalsiderurgici che, con comprovata professionalità derivante da esperienza acquisita nel settore, operando in condizioni di relativa autonomia, su istruzioni di massima ricevute, esegue oltre le rilevazioni dimensionali, prove di normale difficoltà per il controllo delle caratteristiche fisiche dei materiali scegliendo i mezzi e le modalità di esecuzione e con l'ausilio di apparecchiature mobili, da predisporre, se del caso, e provvede alla registrazione dei dati; (h) il manutentore meccanico, elettrico, aggiustatore, riparatore che con cognizioni tecnico
-pratiche comunque acquisite, individuando guasti di normale rilevazione, esegue lavori di media complessità per la riparazione, la manutenzione elettrico e/o meccanica, la messa a punto di macchine o di impianti;

(30) addetto alle variazioni dei servizi diffusionari nelle aziende di distribuzione di libri e stampe periodiche; (31) operatore di processo nelle aziende di ricerche di mercato; (32) altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella predetta elencazione.

(*) L'esercizio delle funzioni di incasso e relativa registrazione non sono determinanti ai fini dell'attribuzione di questa figura al livello 4 nei tempi stabiliti dal presente contratto.

Livello 5.

A questo livello appartengono i lavoratori che eseguono lavori qualificati per la cui esecuzione sono richieste normali conoscenze e adeguate capacità tecnico
-pratiche, comunque conseguite e cioè:

(1) fatturista; (2) preparatore di commissioni; (3) informatore negli istituti di informazioni commerciali; (4) addetto di biblioteca circolante; (5) addetto al controllo delle vendite; (6) addetto ai negozi o filiali di esposizioni; (7) addetto al riscontro, controllo e conteggio presso le aziende di distribuzione di libri, riviste e giornali e le agenzie giornalistiche; (8) pratico di laboratorio chimico; (9) dattilografo; (10) archivista, protocollista; (11) schedarista; (12) codificatore (traduce in codice dati contabili, statistici, ecc.); (13) operatore di macchine perforatrici e verificatrici; (14) campionarista, prezzista (addetto alla compilazione dei listini dell'azienda); (15) addetto all'applicazione dei prezzi unitari sulle copie delle note di accompagnamento presso le aziende di distribuzione di giornali, libri e riviste; (16) addetto alla materiale distribuzione di giornali e riviste nelle agenzie giornalistiche; (17) addetto al controllo e alla verifica delle merci; (18) addetto al centralino telefonico; (19) aiuto
-commesso nelle aziende di vendita di prodotti della alimentazione generale (salumeria, pizzicheria, alimentari misti, negozi e rivendite di ortaggi e frutta, negozi e spacci di prodotti della pesca, esercizi al dettaglio di latte e derivati); (20) aiuto banconiere di spacci di carne; (21) aiutante commesso (*); (22) conducente di autovetture; (23) addetto alle operazioni ausiliarie alla vendita nelle aziende a integrale libero servizio (grandi magazzini, magazzini a prezzo unico, supermercati ed esercizi similari); addetto all'insieme delle operazioni ausiliarie alla vendita, intendendosi per tali l'esercizio promiscuo delle funzioni di incasso e relativa registrazione, di preparazione delle confezioni, di prezzatura, di marcatura, di segnalazione dello scoperto dei banchi, di rifornimento degli stessi, di movimentazione fisica delle merci, per i primi 18 mesi di servizio; (24) addetto all'insieme delle operazioni nei magazzini di smistamento, centri di distribuzione e/o depositi nelle aziende ad integrale libero servizio (grandi magazzini, magazzini a prezzo unico, supermercati ed esercizi similari), per i primi 18 mesi di servizio; (25) operaio qualificato; (26) operaio qualificato nelle aziende commerciali dei settori ferro e acciai, metalli non ferrosi e rottami:

(a) il 2° operatore alle linee di spianatura e taglio trasversale e/o longitudinale, il 2° operatore alla cesoia a ghigliottina o pressa a piega con alimentazione e scarico automatico, il 2° operatore alla linea di taglio e foratura travi, il 2° operatore alla linea a bandellare o profilare, i quali tutti, sorvegliando le macchine operatrici, compiono anche operazioni di preparazione, avviamento e conduzione coadiuvando il 1° operatore; (b) l'operatore su macchine operatrici non richiedenti elevate capacità professionali, che provvede, sulla base di dettagliate istruzioni, ad effettuare manovre di normale difficoltà per la realizzazione del ciclo di lavorazione, il tagliatore alle seghe meccaniche anche con avanzamento automatico, il tagliatore con ossitaglio manuale o semi
- automatico, l'addetto alle presse, il sagomatore di tondo per cemento armato, l'addetto alla piegatrice e l'addetto alla cesoia a ghigliottina; il tagliatore alla fiamma; (c) l'operatore su impianti di legatura e impilamento automatico; (d) il manovratore di gru a ponte e di gru a cavalletto con normali attrezzature per il sollevamento, trasporto, carico e scarico di materiali; (e) l'addetto alla manovra vagoni; (f) il conduttore di carrelli elevatori; (g) il pesatore che provvede, con qualsiasi tipo di pesa, a pesare il materiale e alle relative registrazioni di peso; (h) il manutentore meccanico o elettrico che esegue le operazioni di manutenzione e semplici riparazioni di guasti ripetitivi;

(27) addetto alla preparazione e/o suddivisione del fascettario nelle aziende di distribuzione di libri e stampe periodiche; (28) addetto all'emissione tickets scommesse e al pagamento delle stesse previa autorizzazione anche meccanografica/informatica; (29) altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella predetta elencazione.

(*) L'aiutante commesso è il lavoratore addetto alla vendita che non ha compiuto l'apprendistato nel settore merceologico nel quale è chiamato a prestare servizio (o perché ha superato l'età o perché proviene da altri settori). L'aiutante commesso permane al livello 5 per un periodo di 18 mesi.

Livello 6.

A questo livello appartengono i lavoratori che compiono lavori che richiedono il possesso di semplici conoscenze pratiche, e cioè:

(1) dimostratore (addetto alla propaganda e dimostrazione con mansioni prevalentemente manuali); (2) usciere; (3) imballatore; (4) impaccatore; (5) conducente di motofurgone; (6) conducente di motobarca; (7) guardiano di deposito; (8) fattorino; (9) portapacchi con o senza facoltà di esazione; (10) custode; (11) avvolgitore; (12) fascettatore e tagliatore di testate nelle aziende di distribuzione di giornali; (13) portiere; (14) ascensorista; (15) addetto al carico e scarico; (16) operaio comune; (17) pompista comune senza responsabilità di cassa; lavatore; asciugatore; (18) operaio comune nelle aziende commerciali dei settori ferro e acciaio, metalli non ferrosi e rottami:

(a) l'imbragatore che esegue l'imbragaggio di merci e/o materiali guidandone il sollevamento, il trasporto, il deposito; (b) il legatore che provvede alla legatura del materiale anche con apparecchiature manuali;

(19)altre qualifiche di valore equivalente non espressamente comprese nella predetta elencazione.

Nota a verbale.

Per gli addetti al carico e scarico manuale dei colli pesanti si applica la deroga di cui all'art. 1, comma 4, legge 9.12.77 n. 903.

Livello 7.

A questo livello appartengono i lavoratori che svolgono mansioni di pulizia o equivalenti e cioè:

(1) addetto alle pulizie anche con mezzi meccanici; (2) garzone.



Titolo II
- QUADRI

Art. 4
- Declaratoria.

Appartengono alla categoria dei Quadri, in ottemperanza a quanto previsto dalla legge 13.5.85 n. 190, i prestatori di lavoro subordinato, esclusi i dirigenti, che svolgano con carattere continuativo funzioni direttive loro attribuite di rilevante importanza per lo sviluppo e l'attuazione degli obiettivi dell'impresa nell'ambito di strategie e programmi aziendali definiti, in organizzazioni di adeguata dimensione e struttura anche decentrata e quindi:


- abbiano poteri di discrezionalità decisionale e responsabilità gestionali anche nella conduzione e nel coordinamento di risorse e persone, in settori o servizi di particolare complessità operativa

ovvero


- siano preposti, in condizioni di autonomia decisionale, responsabilità ed elevata professionalità di tipo specialistico, alla ricerca e alla definizione di progetti di rilevante importanza per lo sviluppo e l'attuazione degli obiettivi dell'impresa, verificandone la fattibilità economico
-tecnica, garantendo adeguato supporto sia nella fase di impostazione sia in quella di sperimentazione e realizzazione, controllandone la regolare esecuzione e rispondendo dei risultati.



Art. 5
- Formazione e aggiornamento.

Con riferimento alle specifiche responsabilità e alla conseguente esigenza di realizzare un continuo miglioramento delle capacità professionali dei Quadri, le aziende favoriranno la formazione e l'aggiornamento di tale categoria di lavoratori, in base a quanto previsto dal successivo art. 13, parte II.

Le giornate di formazione scelte dall'azienda per l'aggiornamento e lo sviluppo professionale dei singoli Quadri saranno
- come eventuali costi di viaggio e permanenza
- a carico dell'azienda e le giornate stesse considerate lavorative.

Le giornate di formazione scelte dal Quadro saranno
- sia per l'eventuale costo di viaggio e permanenza sia come giornate da considerarsi detraibili dal monte ferie individuale
- a carico del singolo fruitore.



Art. 6
- Assegnazione della qualifica.

L'assegnazione del lavoratore alle mansioni superiori di Quadro, che non sia avvenuta in sostituzione di lavoratori assenti con diritto alla conservazione del posto, diviene definitiva quando si sia protratta per il periodo di 6 mesi.



Art. 7
- Polizza assicurativa.

Ai Quadri viene riconosciuta, attraverso apposita polizza assicurativa, la copertura delle spese e l'assistenza legale in caso di procedimenti civili o penali per cause non dipendenti da colpa grave o dolo e relative a fatti direttamente connessi con l'esercizio delle funzioni svolte.

L'azienda è tenuta altresì ad assicurare i Quadri contro il rischio di responsabilità civile verso terzi, conseguente a colpa nello svolgimento delle proprie funzioni.



Art. 8
- Orario.

Ai sensi dell'art. 1, RDL 15.3.23 n. 692, ai Quadri si applicano le disposizioni di cui all'art. 54, parte II del presente CCNL.



Art. 9
- Trasferimenti.

Fermo restando quanto previsto dagli artt. 106 e 107, parte II, il trasferimento dei Quadri che determini il cambiamento di residenza verrà di norma comunicato per iscritto agli interessati con un preavviso di 45 giorni ovvero di 70 giorni per coloro che abbiano familiari a carico.

In tale ipotesi ai lavoratori di cui al comma precedente sarà riconosciuto, per un periodo massimo di 12 mesi, il rimborso dell'eventuale differenza del canone effettivo di locazione per un alloggio dello stesso tipo di quello occupato nella località di provenienza.

Il Quadro che abbia compiuto il 55° anno d'età, può opporsi al trasferimento disposto dal datore di lavoro esclusivamente in caso di gravi e comprovati motivi.

Ove il datore di lavoro intenda confermare il trasferimento, il Quadro può fare ricorso al Collegio di conciliazione e arbitrato previsto al successivo art. 10, parte II.



Art. 10
- Collegio di conciliazione e arbitrato.

È istituito a cura delle Associazioni territoriali competenti, aderenti alle Organizzazioni stipulanti, un Collegio di arbitrato che dovrà pronunciarsi sui ricorsi previsti dall'ultimo comma dell'articolo precedente.

Il Collegio è composto da 3 membri, uno dei quali designato dalla Organizzazione imprenditoriale di CONFESERCENTI territorialmente competente, un altro designato congiuntamente da FILCAMS, FISASCAT e UILTuCS, un terzo, con funzioni di presidente, nominato di comune accordo dalle predette Organizzazioni territoriali.

In caso di mancato accordo sulla scelta del presidente del Collegio arbitrale, quest'ultimo sarà designato su richiesta di una o di entrambe le Organizzazioni predette, dal presidente del Tribunale competente per territorio. Alla designazione del supplente del presidente si procede con gli stessi criteri sopra indicati.

Il Collegio dura in carica 1 anno ed è rinnovabile.

Ognuno dei rappresentanti delle rispettive Organizzazioni può essere sostituito di volta in volta.

Le spese relative al Collegio saranno ripartite al 50% fra le parti. La segreteria del Collegio è istituita presso l'Associazione imprenditoriale.

L'istanza della parte sarà presentata dall'Organizzazione cui aderisce e/o conferisce mandato. La citata Organizzazione inoltrerà al Collegio, a mezzo raccomandata a/r, il ricorso, sottoscritto dal dipendente, entro i 20 giorni successivi alla data della conferma del trasferimento di cui al comma 4 del precedente art. 9, parte II.

Il presidente, ricevuto l'incarico, provvede a fissare entro 15 giorni la data di convocazione del Collegio, il quale è tenuto a pronunciarsi entro i 30 giorni successivi.



Art. 11
- Indennità di funzione.

A decorrere dall'1.7.87 o se successiva, dalla data di attribuzione della categoria di Quadro da parte dell'azienda, verrà mensilmente corrisposta ai lavoratori interessati un'indennità di funzione pari a £ 60.000 lorde per 14 mensilità, assorbibili al 40% da indennità similari, da eventuali superminimi individuali, nonché da elementi retributivi concessi con clausole espresse di assorbimento ovvero a titolo di acconto o di anticipazione sul presente contratto.

A decorrere dall'1.1.91 l'indennità di funzione è incrementata a £ 100.000 lorde per 14 mensilità.

L'aumento di cui al precedente comma non è assorbibile.

A decorrere dall'1.1.95 l'indennità di funzione è incrementata di £ 150.000 lorde per 14 mensilità assorbibili al 50% secondo le modalità di cui al comma 1.

A decorrere dall'1.1.00 l'indennità di funzione è incrementata di £ 100.000 lorde per 14 mensilità assorbibili al 50% secondo le modalità di cui al comma 1.



Art. 12
- Assistenza sanitaria integrativa.

Ai Quadri del settore del Terziario, della Distribuzione e dei Servizi verrà riconosciuta un'assistenza sanitaria integrativa. Le Parti stipulanti il presente contratto, ne stabiliranno, entro ottobre 2001, le modalità e i criteri di attuazione con apposito Protocollo d'intesa.



Art. 13
- Investimenti formativi.

Al fine di valorizzare l'apporto dei Quadri e il loro sviluppo professionale e per mantenere nel tempo la loro partecipazione ai processi produttivi e gestionali, le parti convengono sull'opportunità di favorire la realizzazione di adeguati investimenti formativi, anche attraverso l'attivazione di progetti collegati ai programmi europei con particolare riferimento al dialogo sociale.

Analogo impegno viene assunto per quanto concerne i sistemi di comunicazione, al fine di trasferire a tali figure professionali tutte le conoscenze relative all'impresa.

Quanto sopra indicato verrà realizzato in coerenza con gli impegni assunti nel titolo VI
-B, parte I del presente contratto e favorendo la parità di sviluppo professionale del personale femminile nell'impresa.

Allo scopo di offrire ai Quadri opportunità di formazione nell'ambito delle finalità di cui al comma 1 le parti verificheranno la possibilità di realizzare un istituto per lo sviluppo e la formazione dei Quadri del terziario.

A tal fine, a le parti destineranno un contributo annuo di £ 80.000, di cui £ 50.000 a carico dell'azienda e £ 30.000 a carico del lavoratore, da versare secondo le modalità che verranno determinate dal costituendo Istituto.



Art. 14
- Osservatorio.

Le parti convengono di istituire presso il costituendo Istituto per la formazione dei Quadri, un Osservatorio nazionale composto pariteticamente da CONFESERCENTI, FILCAMS
-CGIL, FISASCAT
-CISL e UILTuCS
-UIL, al fine di elaborare indagini e rilevazioni sull'occupazione nazionale dei Quadri nel settore, progetti professionali di formazione, aggiornamento e riqualificazione, anche con riferimento a nuove professionalità.

Dichiarazione a verbale.

Le parti dichiarano che con l'individuazione dei criteri per l'attribuzione della qualifica di Quadro e con la presente disciplina, per tale personale, è stata data piena attuazione a quanto disposto dalla legge 13.5.85 n. 190.



Titolo III
- ASSUNZIONE

Art. 15
- Assunzione.

L'assunzione del personale sarà effettuata secondo le norme di legge in vigore sulla disciplina della domanda e dell'offerta di lavoro. L'assunzione dovrà risultare da atto scritto, da consegnarsi in copia al lavoratore, contenente le seguenti indicazioni:

(a) data di assunzione; (b) sede di assegnazione; (c) tipologia e durata del rapporto di lavoro; (d) durata del periodo di prova; (e) inquadramento, livello e qualifica attribuiti al lavoratore; (f) trattamento economico.



Art. 16
- Documentazione.

Per l'assunzione sono richiesti i seguenti documenti:

(a) certificato di nascita; (b) certificato o diploma degli studi compiuti, oppure diploma o attestato dei corsi di addestramento frequentati; (c) attestato di conoscenza di una o più lingue estere per le mansioni che implichino tale requisito; (d) certificato di servizio eventualmente prestato presso altre aziende; (e) libretto di lavoro o tesserino di disoccupazione; (f) documenti relativi alle assicurazioni sociali per i lavoratori che ne siano provvisti; (g) libretto di "idoneità sanitaria" per il personale da adibire alla preparazione, manipolazione e vendita di sostanze alimentari, di cui all'art. 14, legge 30.4.62 n. 283 e all'art. 37, DPR 26.3.80 n. 327, concernente il regolamento di esecuzione della legge stessa; (h) documentazione e dichiarazione necessarie per l'applicazione delle leggi previdenziali e fiscali; (i) dichiarazione di responsabilità dalla quale risulti il numero dei giorni di malattia indennizzati nel periodo precedente la data di assunzione, dell'anno di calendario in corso; (j) dichiarazione di responsabilità per i lavoratori assunti con contratto a termine, dalla quale risulti il numero delle giornate lavorate nei 12 mesi immediatamente precedenti la data di assunzione; ciò ai fini di quanto previsto dall'art. 5, legge 11.11.83 n. 638; (k) eventuali altri documenti e certificati.

Il datore di lavoro è tenuto a rilasciare ricevuta dei documenti ritirati e a restituirli all'atto della cessazione del rapporto di lavoro.



Art. 17
- Esclusione dalle quote di riserva.

Ai sensi del comma 2, art. 25, legge 23.7.91 n. 223, non sono computabili, ai fini della determinazione della riserva:


- le assunzioni dei lavoratori cui sia assegnata una qualifica ricompresa nei livelli Quadro, 1, 2, 3, nonché 4 e 5 a condizione che questi ultimi abbiano già prestato servizio presso imprese del terziario e siano stati interessati da processi di mobilità, crisi aziendale o diminuzioni di organico.

Sono comunque esclusi i lavoratori assunti da adibire a mansioni di custodia, fiducia e sicurezza.

I lavoratori assunti tra le categorie riservatarie previste dal comma 5, art. 25, legge n. 223/91, saranno computabili ai fini della copertura dell'aliquota di riserva di cui ai commi 1 e 6 dell'art. 25 citato, anche quando vengano inquadrati nelle qualifiche precedentemente individuate.



Titolo IV
- PERIODO DI PROVA

Art. 18
- Periodo di prova.

La durata massima del periodo di prova non potrà superare i seguenti limiti:

livello Quadri e 1 6 mesi 2 e 3 60 giorni 4 e 5 45 giorni 6 e 7 30 giorni

Ai sensi dell'art. 4, RDL 13.11.24 n. 1825, convertito in legge 18.3.26 n. 562, il periodo indicato per Quadri e livello 1 deve essere computato in giorni di calendario. I giorni indicati per i restanti livelli devono intendersi di lavoro effettivo.

Durante il periodo di prova la retribuzione del lavoratore non potrà essere inferiore al minimo contrattuale stabilito per la qualifica attribuita al lavoratore stesso.

Nel corso del periodo di prova il rapporto di lavoro potrà essere risolto in qualsiasi momento da una parte o dall'altra, senza preavviso e con diritto al TFR e ai ratei delle mensilità supplementari e delle ferie.

Trascorso il periodo di prova senza che nessuna delle parti abbia dato regolare disdetta, l'assunzione del lavoratore s'intenderà confermata, e il periodo stesso sarà computato nell'anzianità di servizio.

Dichiarazione a verbale.

Le parti si danno atto che le norme di cui al presente articolo costituiscono nel loro complesso una condizione di miglior favore rispetto a tutti i precedenti CCNL del settore.



Titolo V
- APPRENDISTATO

PREMESSA

Le parti, considerato che è in corso una revisione e razionalizzazione dei rapporti di lavoro con contenuto formativo in conformità con le direttive UE, alla luce delle nuove normative introdotte, a seguito del Patto per il lavoro 24.9.96, della legge 19.7.97 n. 196 in materia di promozione dell'occupazione, e in particolare in adempimento all'art. 16 che disciplina l'apprendistato, riconoscono in tale istituto uno strumento prioritario per l'acquisizione delle competenze utili allo svolgimento della prestazione lavorativa e un percorso orientato tra sistema scolastico e mondo del lavoro utile a favorire l'incremento dell'occupazione giovanile, in un quadro che consenta di promuovere lo sviluppo del settore e la sua capacità competitiva nei mercati internazionali, anche in considerazione dei processi di trasformazione e di informatizzazione che rendono necessario un costante aggiornamento rispetto alle mutevoli e diversificate esigenze della clientela.

A tal fine le parti, condividendo la necessità di armonizzare la disciplina legale e la disciplina contrattuale anche in relazione alla fase formativa, concordano di identificare l'attivazione di interventi congiunti per affrontare i problemi della formazione, come uno degli obiettivi prioritari da perseguire per fornire una risposta adeguata alle esigenze delle aziende dei settori rappresentati e finalizzata all'acquisizione di professionalità conformi da parte degli apprendisti.

Le parti s'impegnano, altresì, a realizzare e a presentare congiuntamente un progetto pilota, da finanziarsi tramite il Fondo Sociale Europeo e/o altre risorse nazionali allo scopo stanziate, per la sperimentazione dei nuovi modelli formativi dell'apprendistato.

In questo quadro le parti concordano sulla necessità che il Ministero del lavoro e le Regioni si attivino per un'adeguata offerta formativa programmata e finanziata dalle pubbliche istituzioni.



Art. 19
- Sfera di applicazione.

L'apprendistato ha lo scopo di consentire al giovani lavoratori di apprendere le mansioni per le quali occorra un certo tirocinio.

L'apprendistato è ammesso per tutte le qualifiche e mansioni comprese nei livelli 4 e 5, con le seguenti eccezioni:

(a) lavori di scrittura, archivio e protocollo (corrispondenti alle qualifiche di "archivista" e "protocollista"); (b) lavori di dattilografia ( corrispondenti alla qualifica di "dattilografo") purché il relativo personale risulti in possesso di specifico diploma di scuola professionale di dattilografia, legalmente riconosciuta; (c) mansioni per le quali è richiesta la patente di abilitazione.

Ai sensi ed alle condizioni previste dall'art. 16, comma 2, legge n. 196/97, è possibile instaurare rapporti di apprendistato anche con giovani in possesso di titolo di studio post
-obbligo o di attestato di qualifica professionale idonei rispetto all'attività da svolgere, con i limiti di un impegno formativo ridotto, così come previsto dall'art. 31 ter, parte II.



Art. 20
- Proporzione numerica.

Ai sensi dell'art. 2, legge 19.1.55 n. 25, come modificato dalla legge 2.4.68 n. 424, il numero degli apprendisti nelle singole aziende non potrà superare la proporzione di 1 apprendista per ogni 3 lavoratori non apprendisti, comprendendo in tale numero anche quelli che appartengono a categorie per le quali l'apprendistato non è ammesso.

Secondo quanto disposto dall'art. 21, legge 28.2.87 n. 56, è tuttavia consentita l'assunzione fino a 3 apprendisti anche nelle aziende che abbiano fino a 8 lavoratori alle proprie dipendenze, nonché in quelle nelle quali il lavoro è svolto dall'imprenditore e dai suoi familiari senza l'ausilio di personale subordinato.



Art. 21
- Limiti di età.

Le parti convengono che, in applicazione di quanto previsto dall'art.16, comma 1, legge n. 196/97 possono essere assunti come apprendisti i giovani d'età non inferiore a 16 anni e non superiore a 24, ovvero 26 nelle aree indicate nel citato comma 1, art. 16. Qualora l'apprendista sia portatore di handicap, i limiti d'età di cui al presente comma sono elevati di 2 anni.

Nelle aziende commerciali di armi e munizioni l'età minima per l'assunzione di apprendisti è il 18° anno compiuto.



Art. 22
- Assunzione.

Il datore di lavoro deve ottenere l'autorizzazione dell'Ispettorato del lavoro territorialmente competente, cui dovrà precisare le condizioni della prestazione richiesta agli apprendisti, il genere di addestramento al quale saranno adibiti e la qualifica che esse potranno conseguire al termine del rapporto.

Dichiarazione congiunta.

Le parti s'impegnano a promuovere iniziative congiunte presso le Istituzioni al fine di snellire le procedure burocratiche attualmente in vigore relative al rilascio della autorizzazione dell'Ispettorato del lavoro per l'avviamento dell'apprendista, valorizzando il ruolo degli Enti bilaterali.



Art. 23
- Periodo di prova.

La durata massima del periodo di prova per gli apprendisti è fissata in 30 giorni di lavoro effettivo, durante i quali è reciproco il diritto di risolvere il rapporto senza preavviso.

Compiuto il periodo di prova, l'assunzione dell'apprendista diviene definitiva.



Art 24
- Riconoscimento precedenti periodi di apprendistato.

Il periodo di apprendistato effettuato presso altre aziende sarà computato presso la nuova, ai fini del completamento del periodo prescritto dal presente contratto, purché l'addestramento si riferisca alle stesse attività e non sia intercorsa, tra un periodo e l'altro, un'interruzione superiore a 1 anno.



Art. 25
- Obblighi del datore di lavoro.

Il datore di lavoro ha l'obbligo di:

(a) impartire o fare impartire nella sua azienda, all'apprendista alle sue dipendenze, l'insegnamento necessario perché possa conseguire la capacità per diventare lavoratore qualificato;

(b) non sottoporre l'apprendista a lavorazioni retribuite a cottimo, né in genere a quelle a incentivo;

(c) non adibire l'apprendista a lavori di manovalanza e di produzione in serie e di non sottoporlo comunque a lavori superiori alle sue forze fisiche o che non siano attinenti alla lavorazione o al mestiere per il quale è stato assunto;

(d) accordare all'apprendista, senza operare trattenuta alcuna sulla retribuzione, i permessi occorrenti per la frequenza obbligatoria dei corsi di insegnamento complementare e per i relativi esami, nei limiti di tre ore settimanali per non più di otto mesi l'anno;

(e) accordare i permessi retribuiti necessari per gli esami relativi al conseguimento di titoli di studio;

(f) informare periodicamente, e comunque ad intervalli non superiori a 6 mesi, la famiglia dell'apprendista o chi esercita legalmente la patria potestà, dei risultati dell'addestramento.

Agli effetti di quanto richiamato alla precedente lett. c), non sono considerati lavori di manovalanza quelli attinenti alle attività nelle quali l'addestramento si effettua in aiuto a un lavoratore qualificato sotto la cui guida l'apprendista è addestrato, quelli di riordino del posto di lavoro e quelli relativi a mansioni normalmente affidate a fattorini, sempre che lo svolgimento di tale attività non sia prevalente e, in ogni caso, rilevante, in rapporto ai compiti affidati all'apprendista.



Art. 26
- Doveri dell'apprendista.

L'apprendista deve:

(a) seguire le istruzioni del datore di lavoro o della persona da questi incaricata della sua formazione professionale e seguire col massimo impegno gli insegnamenti che gli vengono impartiti;

(b) prestare la sua opera con la massima diligenza;

(c) frequentare con assiduità e diligenza i corsi d'insegnamento complementare;

(d) osservare le norme disciplinari generali previste dal presente contratto e le norme contenute negli eventuali regolamenti interni di azienda, purché questi ultimi non siano in contrasto con le norme contrattuali e di legge.

L'apprendista è tenuto a frequentare i corsi di cui alla lett. c) del presente articolo, anche se in possesso di un titolo di studio.



Art. 27
- Trattamento normativo.

L'apprendista ha diritto, durante il periodo di apprendistato, allo stesso trattamento normativo previsto dal presente contratto per i lavoratori della qualifica per la quale egli compie il tirocinio.

Le ore d'insegnamento di cui alla lett. d) del precedente art. 25, parte II, sono comprese nell'orario di lavoro.

Nel rapporto di apprendistato il lavoro a tempo parziale avrà durata non inferiore al 60% della prestazione di cui all'art. 40 e ss., parte II, ferme restando le ore di formazione medie annue di cui all'art. 31, parte II e le durate di cui agli artt. 30, 34 e 39, parte II.

Sono fatti salvi, altresì, gli accordi in materia già esistenti alla data di stipula del presente CCNL.



Art. 28
- Trattamento economico.

Le retribuzioni degli apprendisti risultano costituite dalle seguenti componenti:

(a) paga base tabellare:


- per la 1a metà del periodo di apprendistato il 70% della paga base tabellare corrisposta ai lavoratori qualificati;
- per la 2a metà del periodo di apprendistato l'85% della paga base tabellare corrisposta ai lavoratori qualificati.

(b) indennità di contingenza secondo le misure appresso indicate:

liv. 1a metà del 2a metà del periodo periodo £ E £ E 2 821.882 424,47 830.014 428,67 3 814.726 420,77 822.787 424,93 4 809.038 417,83 817.043 421,97 5 806.079 416,31 813.482 420,13 6 802.159 414,28 810.095 418,38

Alla fine dell'apprendistato al dipendente spetta la stessa retribuzione tabellare del lavoratore che abbia la stessa qualifica alla quale è stato assegnato o per la quale ha svolto l'apprendistato.



Art. 29
- Malattia.

Durante il periodo di malattia l'apprendista avrà diritto:

(a) per i primi 3 giorni di malattia, limitatamente a 3 eventi morbosi in ragione d'anno, a un'indennità pari al 60% della retribuzione lorda cui avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento del rapporto;

(b) in caso di ricovero ospedaliero e per tutta la durata dello stesso, entro i limiti di cui all'art. 111, parte II, a un'indennità a carico del datore di lavoro, pari al 60% della retribuzione lorda cui avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento del rapporto.

Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano a decorrere dal termine del 3° mese dall'inizio del rapporto di lavoro.



Art. 30
- Durata dell'apprendistato.

Salvo quanto previsto dall'art. 34, parte II, il rapporto di apprendistato si estingue alla scadenza del termine di 18 mesi per le qualifiche comprese nel livello 5 e di 24 mesi per le qualifiche comprese nel livello 4.

Il datore di lavoro è tenuto a comunicare entro 10 giorni al competente Centro per l'impiego di cui al D.lgs. n. 469/97, i nominativi degli apprendisti ai quali sia stata attribuita la qualifica.

Il datore di lavoro è tenuto altresì a comunicare al competente Centro per l'impiego i nominativi degli apprendisti di cui per qualunque motivo sia cessato il rapporto di lavoro, entro il termine di 5 giorni dalla cessazione stessa.



Art. 31
- Formazione: durata.

L'impegno formativo dell'apprendista è regolato sulla base della correlazione tra la qualifica professionale, la mansione da conseguire e il titolo di studio in possesso dell'apprendista secondo le seguenti modalità:

titolo di studio ore di formazione medie annue scuola dell'obbligo 120 attestato di qualifica professionale 100 diploma di scuola media superiore 80 diploma universitario 60 diploma di laurea 60

Al 2° livello di contrattazione potrà essere stabilito un differente impegno formativo e specifiche modalità di svolgimento della formazione interna ed esterna, in coerenza con le cadenze dei periodi lavorativi, tenendo conto delle esigenze determinate dalle fluttuazioni stagionali dell'attività.

Le attività formative svolte presso più datori di lavoro, così come quelle svolte presso gli Istituti di formazione o gli Enti bilaterali, si cumulano ai fini dell'assolvimento degli obblighi formativi.

È in facoltà dell'azienda anticipare in tutto o in parte le ore di formazione previste per gli anni successivi.

Le ore di formazione di cui al presente articolo sono comprese nell'orario normale di lavoro.



Art. 32
- Formazione: contenuti.

Per la formazione degli apprendisti, ai sensi del DM 20.5.99, attuativo dell'art. 16, legge n. 196/97, le aziende faranno riferimento ai contenuti formativi elaborati a titolo sperimentale dalle parti stipulanti il presente CCNL.

Le attività formative sono articolate in contenuti a carattere trasversale e contenuti a carattere professionalizzante.

In particolare sia i contenuti a carattere trasversale sia quelli a carattere professionalizzante andranno predisposti per gruppi di profili omogenei della categoria in modo da consentire l'acquisizione delle conoscenze e competenze necessarie di base per adibire proficuamente l'apprendista nell'area di attività aziendale di riferimento.

Le attività formative di cui all'art. 2, lett. A), Decreto del ministro del lavoro 8.4.98, dovranno perseguire gli obiettivi formativi definiti nel DM 20.5.99 e articolati nelle seguenti 4 aree di contenuti:


- competenze relazionali;
- organizzazione ed economia;
- disciplina del rapporto di lavoro;
- sicurezza sul lavoro

secondo il modello sperimentale (allegato 14) che costituisce parte integrante del presente CCNL.

I contenuti di cui all'art. 2, lett. B), Decreto del ministro del lavoro 8.4.98 e le competenze da conseguire mediante esperienza di lavoro dovranno essere definiti sulla base dei seguenti obiettivi formativi, individuati nel DM 20.5.99:


- conoscere i prodotti e servizi di settore e contesto aziendale;
- conoscere e saper applicare le basi tecnico
-scientifiche della professionalità;
- conoscere e saper utilizzare tecniche e metodi di lavoro;
- conoscere e saper utilizzare strumenti e tecnologie di lavoro (attrezzature, macchinari e strumenti di lavoro);
- conoscere e utilizzare misure di sicurezza individuale e tutela ambientale;
- conoscere le innovazioni di prodotto, di processo e di contesto secondo il modello sperimentale (allegato 14) che costituisce parte integrante del presente CCNL.

Il recupero eventuale di conoscenze linguistico/matematiche sarà effettuato all'interno dei moduli trasversali e professionalizzanti.

Le parti firmatarie del presente CCNL considerano altresì valide ai fini della sperimentazione le eventuali offerte formative realizzate tra Regioni/Province e associazioni territoriali datoriali e sindacali competenti, con particolare riferimento alle iniziative formative promosse congiuntamente attraverso gli Enti bilaterali.

Dichiarazione a verbale.

Le Parti, considerato il carattere sperimentale della normativa prevista dal precedente art. 32, parte II, convengono sulla opportunità di costituire un'apposita Commissione per la definizione dei contenuti dell'attività formativa degli apprendisti nell'ambito dell'Ente bilaterale nazionale del terziario.



Art. 33
- Tutor.

Le parti s'impegnano ad attivare iniziative congiunte presso le Istituzioni al fine di ottenere le agevolazioni contributive previste ai sensi dell'art. 16, comma 3, legge n. 196/97 e dell'art. 4, DM 8.4.98 per i lavoratori impegnati in qualità di tutore, comprendendo fra questi anche i titolari, o i loro familiari coadiutori, delle imprese con meno di 15 dipendenti.



Art. 34
- Durata dell'apprendistato nel settore alimentare e prodotti freschi.

Nelle aziende o singoli reparti di esse del settore alimentare, che trattano prodotti, freschi e non, da vendersi a taglio e peso, il periodo di apprendistato per il raggiungimento delle qualifiche di cui al n. 23 del livello 4 è fissato in 36 mesi.

Al livello di competenza tra le Associazioni imprenditoriali territoriali e le corrispondenti OOSS, possono essere realizzate intese da trasmettersi agli Enti bilaterali interessati e all'Osservatorio nazionale che determinino, per specifiche figure professionali, periodi di apprendistato più ampi di quelli previsti all'art. 30, parte II, fino ad un massimo di 36 mesi.

I datori di lavoro che intendono assumere apprendisti in base agli accordi previsti dal precedente comma 2 devono presentare
- prima dell'inoltro della richiesta dell'autorizzazione all'Ispettorato del lavoro
- domanda alla specifica Commissione dell'Ente bilaterale, prevista dall'art. 18, parte I, competente per territorio, la quale, esaminate le condizioni obiettive relative al rapporto di apprendistato, esprime parere vincolante di congruità.



Art. 35
- Rinvio alla legge.

Per quanto non disciplinato dal presente contratto in materia di apprendistato e d'istruzione professionale, le parti fanno espresso riferimento alle disposizioni di legge e regolamentari vigenti in materia.

Dichiarazione a verbale.

Le parti si danno atto che nella provincia di Bolzano l'istituto dell'apprendistato può essere disciplinato da leggi provinciali, regolamenti e contratti provinciali, anche in deroga a quanto previsto dal presente contratto.

Dichiarazione a verbale al titolo V.

Le parti s'incontreranno per decidere le modalità di armonizzazione delle norme concernenti i CFL e i contratti di apprendistato con le disposizioni in corso di emanazione ai sensi dell'art. 45, legge n. 144 del 17.5.99.



Parte SPECIALE (Articoli così modificati dall'Accordo 27.6.02).

Art. 36
- Percentuale di conferma.

La disciplina di cui agli artt. 37, 38 e 39 non è applicabile ai datori di lavoro che, al momento della domanda alla specifica Commissione dell'Ente bilaterale prevista dai medesimi articoli, risultino non avere mantenuto in servizio almeno il 60% dei lavoratori il cui contratto di apprendistato, stipulato ai sensi degli artt. 37, 38 e 39, sia già venuto a scadere nei 24 mesi precedenti. A tale fine non si computano i lavoratori che si siano dimessi, quelli licenziati per giusta causa e quelli che, al termine del rapporto di apprendistato, abbiano rifiutato la proposta di rimanere in servizio con rapporto di lavoro a tempo indeterminato. La limitazione di cui al presente comma non si applica quando nel biennio precedente sia venuto a scadere un solo contratto di apprendistato.



Art. 37
- Sfera di applicazione.

L'apprendistato è ammesso per tutte le qualifiche e mansioni comprese nei livelli 3, 4 e 5 della classificazione del personale, con esclusione delle figure professionali individuate nei punti 21), 23) e 24) del livello 5. È inoltre ammesso per le seguenti qualifiche e mansioni appartenenti al 2° livello (nn. 3, 4, 5, 13, 18, 28, 29, 30, 31, 38), con esclusione delle figure con funzione di coordinamento e controllo, è inoltre ammesso per quelle individuate nei punti 1), 6) e 18) del livello 6.

Al 2° livello di contrattazione potranno essere individuate ulteriori figure professionali appartenenti ai livelli 2 e 6.

I datori di lavoro che intendano assumere apprendisti devono presentare
- prima dell'inoltro della richiesta dell'autorizzazione all'Ispettorato del lavoro
- domanda alla specifica Commissione dell'Ente bilaterale, prevista dall'art. 18, parte I, competente per territorio, la quale esprimerà il proprio parere di conformità in rapporto alle norme previste dal CCNL in materia di apprendistato e ai programmi di formazione indicati dall'azienda.



Art. 38
- Proporzione numerica.

Considerato che la legge 19.7.97 n. 196 prevede la partecipazione degli apprendisti alle iniziative di formazione, le parti convengono che il numero di apprendisti che l'imprenditore ha facoltà di occupare nella propria azienda non può superare il 100% dei lavoratori specializzati e qualificati in servizio presso l'azienda stessa.

In deroga a quanto disposto dal comma precedente, ai sensi dell'art. 21, legge n. 56/87, l'imprenditore che non ha alle proprie dipendenze lavoratori qualificati o specializzati, o ne ha meno di 3, può assumere apprendisti in numero non superiore a 3.

Dichiarazione a verbale.

Le parti si danno atto che le norme di cui al presente articolo costituiscono nel loro complesso una condizione di miglior favore rispetto a tutti i precedenti CCNL del settore.



Art. 39
- Durata.

In alternativa a quanto previsto dal precedente art. 30, il rapporto di apprendistato si estingue in relazione alle qualifiche da conseguire secondo le scadenze di seguito indicate:

2 36 mesi 3 36 mesi 4 36 mesi 5 24 mesi 6 18 mesi

Con riferimento al solo livello 6, al termine dei 12 mesi di apprendistato il datore di lavoro è tenuto a comunicare l'esito dei risultati formativi sino a quel momento conseguiti in relazione all'eventuale conferma in servizio, al termine dell'intero periodo di 18 mesi previsto, del lavoratore interessato.

Al livello di competenza tra le Associazioni imprenditoriali territoriali e le corrispondenti OOSS, possono essere realizzate intese
- da trasmetter si agli Enti bilaterali interessati e all'Osservatorio nazionale
- che determinino, per specifiche figure professionali, periodi di apprendistato più ampi di quelli previsti dal presente articolo.

Per gli apprendisti assunti prima della data di sottoscrizione del presente accordo valgono le precedenti disposizioni in materia di durata.

Sono fatte salve altresì maggiori durate previste dalla contrattazione di 2° livello già vigenti.

Nota a verbale.

Per tutto ciò che non è diversamente regolato dalla presente parte speciale valgono le norme contrattuali contenute nella parte generale in materia di apprendistato.



Art. 39 bis
- Accordi applicativi territoriali.

Gli accordi applicativi territoriali prevedono che il datore di lavoro deve inoltrare la richiesta del parere di conformità, predisposto secondo lo schema di cui all'allegato 15, alla Commissione paritetica costituita in seno all'Ente bilaterale territoriale, per consentire alla Commissione la verifica della congruità del rapporto numerico fra apprendisti e lavoratori qualificati, l'ammissibilità del livello contrattuale d'inquadramento, nonché il rispetto della condizione di cui al comma 3, art. 36, relativamente al biennio precedente.

Tali accordi applicativi dovranno altresì prevedere la partecipazione obbligatoria dell'apprendista a un modulo formativo "di ingresso", valido per tutte le figure professionali e con contenuto di carattere trasversale, di complessive 8 ore, preliminari e aggiuntive a quanto previsto dall'art. 31, parte II.

Tale modulo formativo "di ingresso", elaborato secondo un progetto quadro predisposto dall'Ente bilaterale nazionale, verrà realizzato a livello territoriale. Gli Enti bilaterali territoriali provvederanno a specificare i contenuti e le modalità di svolgimento in relazione alle esigenze specifiche esistenti sul territorio e a rilasciare la relativa validazione del modulo formativo d'ingresso effettuato.

Gli accordi applicativi territoriali prevedono, inoltre, l'impegno da parte del datore di lavoro di informare annualmente la Commissione costituita presso l'Ente bilaterale circa l'effettuazione delle ore di formazione di cui all'art. 31, parte II, nonché attestare, al termine del rapporto, l'attività svolta e i risultati conseguiti dal lavoratore.

Successivamente all'emanazione del parere, l'Ente bilaterale è tenuto a notificare l'esito alla Direzione provinciale del lavoro, al fine dei necessari controlli sulla corretta applicazione delle disposizioni contrattuali contenute nel presente titolo.



Titolo VI
- ORARIO DI LAVORO

Art. 40
- Orario normale settimanale.

La durata normale del lavoro effettivo, per la generalità delle aziende commerciali, è fissata in 40 ore settimanali (vedi art. 85, parte II), salvo quanto disposto dall'art. 55, parte II.

Per i dipendenti da gestori di impianti di distribuzione di carburante esclusivamente autostradali e per i dipendenti da aziende distributrici di carburante metano compresso per autotrazione l'orario di lavoro è fissato in 40 ore settimanali (*).

Sempre nel limite dell'orario settimanale, è consentito al datore di lavoro di chiedere prestazioni giornaliere eccedenti le 8 ore.

Per lavoro effettivo s'intende ogni lavoro che richiede un'applicazione assidua e continuativa; non sono considerati come lavoro effettivo il tempo per recarsi al posto di lavoro, i riposi intermedi presi sia all'interno che all'esterno dell'azienda, le soste comprese tra l'inizio e la fine dell'orario di lavoro giornaliero.



Art. 41
- Articolazione dell'orario settimanale.

In relazione alle particolari esigenze del settore del commercio e del terziario, al fine di migliorare il servizio al consumatore, con particolare riferimento ai flussi di clientela e di utenza, anche nelle singole unità, l'azienda potrà ricorrere, con le procedure indicate nel successivo art. 44, parte II, anche per singole unità produttive e tenuto conto delle esigenze dei lavoratori, alle seguenti forme di articolazione dell'orario settimanale di lavoro:

(a.1) 40 ore settimanali.

Si realizza mediante la concessione di mezza giornata di riposo in coincidenza con la chiusura infrasettimanale prevista dalle norme locali in vigore, e per le restanti 4 ore mediante la concessione di un'ulteriore mezza giornata a turno settimanale.

Tenuto conto delle aspirazioni dei lavoratori di usufruire di una delle mezze giornate congiuntamente alla domenica, le parti concordano di costituire a livello territoriale le Commissioni paritetiche al fine di cercare adeguate soluzioni.

Nelle aziende o nelle singole unità delle stesse, non soggette alla disciplina legislativa sull'orario di apertura e chiusura dei negozi, nelle quali
- prima dell'entrata in vigore del presente contratto
- l'orario di lavoro settimanale era distribuito in 5 giorni, restano immutate le situazioni di fatto esistenti.

Negli altri casi, e sempre con riferimento alle aziende o a singole unità delle stesse non soggette alla disciplina legislativa sull'orario di apertura e chiusura dei negozi, le parti concordano di esaminare
- in sede di Commissione di cui al comma 2 della presente lett. a.1)
- la pratica realizzazione della settimana lavorativa di 40 ore mediante la concessione di un'intera giornata di riposo.

(a.2) 40 ore settimanali con opzione e utilizzo di flessibilità.

Nel caso in cui l'azienda faccia ricorso al sistema di flessibilità previsto dall'art. 45, parte II, il monte ore di permessi di cui al comma 3, art. 85, parte II, sarà, per l'anno di riferimento, incrementato di 8 ore. Il suddetto monte ore sarà disciplinato con i criteri e le modalità previste dall'art. 85, parte II.

(b) 39 ore settimanali.

Si realizza attraverso l'assorbimento di 36 ore di permesso retribuito di cui al comma 3, art. 85, parte II.

Le rimanenti ore di cui all'art. 85, parte II, sono disciplinate con i criteri e le modalità previste dallo stesso articolo, ferma restando l'applicabilità dell'art. 45, parte II.

(c) 38 ore settimanali.

Si realizza attraverso l'assorbimento di 72 ore di permesso retribuito delle quali 16 al comma 1, art. 85, parte II e 56 al comma 3, art. 85, parte II.

Le rimanenti ore sono disciplinate con i criteri e con le modalità dell'art. 85, parte II, ferma restando l'applicabilità dell'art. 45, parte II.

(*)Le 40 ore settimanali per i dipendenti da gestori di impianti di distribuzione di carburante esclusivamente autostradali e per i dipendenti da aziende distributrici di carburante metano compresso per autotrazione sono state concesse con le seguenti decorrenze:


- fino al 30.11.97: 42 ore settimanali;
- dall'1.12.97: 41 ore settimanali con l'assorbimento di 24 ore dei permessi di cui all'art. 68, comma 3, parte II, CCNL 8.11.94 ora art. 85, parte II;
- dall'1.12.98: 40 ore settimanali, ferma restando l'assorbimento delle 24 ore dei permessi di cui all'art. 68, comma 3, parte II, CCNL 8.11.94 ora art. 85, parte II.



Art. 42
- Orario medio settimanale per specifiche tipologie.

Fermo restando quanto previsto dal comma 1, art. 40, parte II, le aziende che esercitano l'attività di vendita al pubblico nei grandi magazzini, magazzini a prezzo unico, supermercati alimentari, cash & carry e ipermercati realizzeranno l'articolazione dell'orario medio settimanale di 38 ore, utilizzando le 56 ore di permessi di cui all'art. 85, comma 3, parte II, e le ulteriori 16 ore di cui al successivo comma 4, art. 85, parte II.

Sono fatti salvi gli accordi aziendali vigenti in materia alla data di stipula del presente contratto.

Per le aziende che esercitano l'attività di vendita al pubblico secondo le tipologie di cui al comma 1 del presente articolo, che alla data d'entrata in vigore del presente contratto non applichino l'articolazione dell'orario medio settimanale di 38 ore ivi prevista, tale regime medio settimanale sarà applicato a decorrere dall'1.1.96, fatte salve eventuali diverse pattuizioni realizzate a livello aziendale.

Per le catene di discount che occupino più di 400 dipendenti l'applicazione del comma 1 di cui al presente articolo avverrà con la seguente gradualità:


- dall'1.7.96 distribuzione dell'orario di lavoro medio settimanale su 39 ore attraverso l'assorbimento di 36 ore di permessi retribuiti di cui all'art. 85;


- dall'1.7.97 distribuzione dell'orario di lavoro medio settimanale su 38 ore attraverso l'assorbimento di ulteriori 36 ore di permessi retribuiti di cui all'art. 85 (per complessive 72 ore);

sono fatte salve eventuali diverse pattuizioni realizzate a livello aziendale.



Art. 43
- Retribuzione ore eccedenti l'articolazione dell'orario di lavoro.

Le ore di lavoro eccedenti l'articolazione dell'orario di lavoro di cui all'art. 41, parte II, lett. b) e c) e all'art. 42, parte II, fino al raggiungimento dell'orario normale settimanale previsto dall'art. 40, parte II, verranno retribuite con le maggiorazioni previste dall'art. 77, parte II.

Dichiarazione a verbale.

Il nuovo sistema di calcolo di cui al presente articolo decorre dall'1.1.00.



Art. 44
- Procedure per l'articolazione dell'orario settimanale.

L'eventuale variazione dell'articolazione dell'orario in atto, tra quelle previste al precedente art. 41, parte II, che deve essere realizzata dal datore di lavoro armonizzando le istanze del personale con le esigenze dell'azienda, sarà comunicata entro il 30 novembre di ciascun anno dal datore di lavoro ai dipendenti interessati secondo le modalità di cui al successivo art. 53, parte II, e contestualmente, per iscritto, all'Osservatorio della provincia di competenza, di cui all'art. 18, parte I, tramite la corrispondente Associazione territoriale aderente a CONFESERCENTI.

L'articolazione dell'orario settimanale prescelta avrà vigore dal 1° gennaio dell'anno successivo e, al fine di favorire la realizzazione di una reale programmazione della distribuzione dell'orario, avrà validità annua.

Nel corso degli incontri di cui all'art. 18, parte I, i dati aggregati relativi all'applicazione di quanto sopra, articolati per settore, saranno oggetto d'informazione alle OOSS anche al fine di consentire il confronto di cui all'ultimo capoverso dell'art. 16, parte I.



Art. 45
- Flessibilità dell'orario.

Fatto salvo il confronto in materia previsto in sede di contrattazione aziendale dall'art. 14, parte I, per far fronte alle variazioni dell'intensità lavorativa dell'azienda, questa potrà realizzare diversi regimi d'orario, rispetto all'articolazione prescelta, con il superamento dell'orario contrattuale in particolari periodi dell'anno sino al limite di 44 ore settimanali, per un massimo di 16 settimane.

Nell'ambito del 2° livello di contrattazione possono essere realizzate intese per il superamento dei limiti di cui al precedente comma sino ad un massimo di 48 ore settimanali per un numero di 24 settimane.

A fronte della prestazione di ore aggiuntive ai sensi dei precedenti commi, l'azienda riconoscerà ai lavoratori interessati, nel corso dell'anno e in periodi di minore intensità lavorativa, una pari entità di ore di riduzione, con la stessa articolazione per settimana prevista per i periodi di superamento dell'orario contrattuale, in particolare, ove le ore da recuperare nella settimana siano 4, queste saranno fruite raggruppate in mezza giornata.

I lavoratori interessati percepiranno la retribuzione relativa all'orario settimanale contrattuale, sia nei periodi di superamento che in quelli di corrispondente riduzione dell'orario contrattuale.

Resta inteso che, per quanto riguarda il lavoro straordinario, nel caso di ricorso a regimi d'orario plurisettimanale, esso decorre dalla 1a ora successiva all'orario definito.

L'azienda provvederà a comunicare per iscritto ai lavoratori interessati il programma annuale di applicazione della flessibilità; le eventuali variazioni dovranno essere tempestivamente comunicate per iscritto.

Ai fini dell'applicazione del presente articolo, per anno s'intende il periodo di 12 mesi seguente la data di avvio del programma annuale di flessibilità.



Art. 46
- Flessibilità dell'orario
- ipotesi aggiuntiva A).

Fatto salvo il confronto in materia previsto in sede di contrattazione aziendale dall'art. 14, parte I e di quanto stabilito in materia di accordi territoriali dall'art. 16, parte I CCNL, per far fronte alle variazioni dell'intensità lavorativa dell'azienda questa potrà realizzare, in aggiunta alle ipotesi di cui al precedente art. 45, parte II, i seguenti regimi d'orario con le seguenti modalità:

(1) per le aziende di cui all'art. 41, lett. a.2), parte II:

superamento dell'orario contrattuale in particolari periodi dell'anno sino al limite di 44 ore settimanali per un massimo di 16 settimane. Ai lavoratori a cui si applica tale criterio di flessibilità verrà riconosciuto, in luogo di quanto previsto dall'art. 41, lett. a.2), parte II, un incremento del monte ore annuo dei permessi retribuiti di cui all'art. 85, parte II, pari a 45 minuti per ciascuna settimana di superamento dell'orario normale settimanale;

(2) per le aziende di cui all'art. 41, lett. b) e c), parte II:

superamento dell'orario contrattuale in particolari periodi dell'anno sino al limite di 44 ore settimanali per un massimo di 16 settimane. Ai lavoratori a cui si applica tale criterio di flessibilità verrà riconosciuto un incremento del monte ore annuo dei permessi retribuiti di cui all'art. 85, parte II, pari a 45 minuti per ciascuna settimana di superamento dell'orario normale settimanale. A fronte della prestazione di ore aggiuntive, l'azienda riconoscerà ai lavoratori interessati nel corso dell'anno una pari entità di riduzione dell'orario di lavoro.

Il 50% delle ore da recuperare sarà articolato secondo il programma di flessibilità.

Il restante 50% delle ore suddette verrà contabilizzato nella banca delle ore e utilizzato dal lavoratore con riposi compensativi.



Art. 47
- Flessibilità dell'orario
- ipotesi aggiuntiva B).

Nell'ambito del 2° livello di contrattazione, per far fronte alle variazioni dell'intensità lavorativa, le aziende di cui all'art. 41, lett. a.2), b) e c) potranno realizzare accordi, in aggiunta alle ipotesi di cui al precedente art. 45, parte II, sui seguenti regimi d'orario con le seguenti modalità:

(1) superamento dell'orario contrattuale in particolari periodi dell'anno sino al limite di 44 ore settimanali per un massimo di 24 settimane;

(2) superamento dell'orario contrattuale in particolari periodi dell'anno sino al limite di 48 ore settimanali per un massimo di 24 settimane.

Ai lavoratori a cui si applica il precedente criterio di flessibilità sub 1) verrà riconosciuto un incremento del monte ore annuo dei permessi retribuiti di cui all'art. 85, parte II, pari a 45 minuti per ciascuna settimana di superamento dell'orario normale settimanale.

Ai lavoratori a cui si applica il precedente criterio di flessibilità sub 2) verrà riconosciuto un incremento del monte ore annuo dei permessi retribuiti di cui all'art. 85, parte II, pari a 70 minuti per ciascuna settimana di superamento dell'orario normale settimanale.

A fronte della prestazione di ore aggiuntive, l'azienda riconoscerà ai lavoratori interessati nel corso dell'anno una pari entità di riduzione dell'orario di lavoro.

Il 50% delle ore da recuperare sarà articolato secondo il programma di flessibilità.

Il restante 50% delle ore suddette verrà contabilizzato nella banca delle ore e utilizzato dal lavoratore con riposi compensativi.



Art. 48
- Procedure.

Le modalità operative della flessibilità sono disciplinate dal presente articolo.

I lavoratori interessati percepiranno la retribuzione relativa all'orario settimanale contrattuale, sia nei periodi di superamento che in quelli di corrispondente riduzione dell'orario contrattuale.

Resta inteso che, per quanto riguarda il lavoro straordinario, nel caso di ricorso a regime d'orario plurisettimanale, esso decorre dalla 1a ora successiva all'orario definito per ciascuna settimana.

In caso di mancata fruizione dei riposi compensativi individuali di cui agli artt. 46 e 47, le ore di maggior lavoro prestate e contabilizzate nella banca delle ore saranno liquidate con la maggiorazione prevista per le ore di straordinario corrispondente entro e non oltre il 31 dicembre dell'anno successivo a quello di maturazione.

Le ore liquidate a tale titolo devono rientrare nei limiti previsti dall'art. 76, parte II.

Al fine di consentire il confronto di cui al comma 1, artt. 46 e 47, parte II, le aziende con contrattazione aziendale provvederanno a comunicare il programma di flessibilità alle RSA/RSU e alle OOSS territoriali. Le altre imprese effettueranno analoga comunicazione all'Ente bilaterale competente per territorio.

L'azienda provvederà altresì a comunicare per iscritto, con congruo preavviso, ai lavoratori interessati il programma definito di applicazione della flessibilità; le eventuali variazioni dovranno essere tempestivamente comunicate per iscritto.

Ai fini dell'applicazione della flessibilità di cui agli artt. 46 e 47, parte II, per anno s'intende il periodo di 12 mesi seguenti la data di avvio del programma annuale di flessibilità.



Art. 49
- Banca delle ore.

Le parti, riconoscendo l'opportunità che i lavoratori siano messi in condizione di utilizzare i riposi compensativi di cui all'ultimo comma degli artt. 46 e 47, parte II, che sono a disposizione del singolo lavoratore, convengono di istituire la banca delle ore la cui fruizione avverrà con le seguenti modalità:


- i lavoratori che potranno assentarsi contemporaneamente dall'unità produttiva per usufruire dei riposi compensativi, non dovranno superare la percentuale del 10% della forza occupata ed escludendo dai periodi dell'anno interessati all'utilizzo dei permessi i mesi di luglio, agosto e dicembre. Per la giornata di sabato o quella di maggiore intensità lavorativa nell'arco della settimana, la percentuale non dovrà superare il 5% della forza occupata. Per le unità produttive al di sotto dei 30 dipendenti, tale diritto sarà goduto individualmente e a rotazione tra tutto il personale interessato;


- i riposi compensativi saranno normalmente goduti in gruppi di 4 o 8 ore;


- per rispondere a particolari esigenze aziendali, diverse modalità potranno essere concordate nell'ambito dei confronti previsti in sede decentrata aziendale o territoriale.

Al 31 dicembre di ogni anno l'azienda fornirà al lavoratore l'estratto conto individuale delle ore depositate nella banca, con i relativi movimenti.

Il prelievo delle ore maturate avverrà con preavviso scritto di 5 giorni.

Ai fini del diritto di precedenza fa fede la data della richiesta.



Art. 50
- Assorbimenti
- Divieto.

I riposi compensativi, nonché i permessi retribuiti aggiuntivi di cui agli artt. 46 e 47, non possono essere assorbiti da altri trattamenti aziendali in atto in materia di riduzione, permessi e ferie.

Sono fatti salvi eventuali accordi collettivi in essere in materia di flessibilità.



Art. 51
- Decorrenza dell'orario per i lavoratori comandati fuori sede.

Qualora il lavoratore sia comandato per lavoro fuori della sede ove egli presta normalmente servizio, l'orario di lavoro avrà inizio sul posto indicatogli.

In tale ipotesi, ove gli venga richiesto di rientrare in sede alla fine della giornata lavorativa, il lavoro cesserà tanto tempo prima della fine del normale orario di lavoro, quanto è strettamente necessario al lavoratore
- in rapporto alla distanza e al mezzo di locomozione
- per raggiungere la sede.

Le spese di trasporto, di vitto e di pernottamento saranno rimborsate dal datore di lavoro secondo le norme contenute nell'ultimo comma del successivo art. 104, parte II.



Art. 52
- Orario di lavoro dei minori.

L'orario di lavoro dei minori, come individuati dall'art. 5, D.lgs. n. 345/99, non può durare senza interruzione più di 4 ore e 30 minuti.

L'orario di lavoro non potrà comunque superare le 8 giornaliere e le 40 settimanali, per i minori tra i 15 e i 18 anni.



Art. 53
- Fissazione dell'orario.

Fermi i limiti di durata massima e le disposizioni del presente contratto in materia, il datore di lavoro fisserà gli orari di lavoro armonizzando le istanze del personale con le esigenze dell'azienda.

Ai sensi dell'art. 12, RD 10.9.23 n. 1955 (*), l'articolazione dell'orario di lavoro deve risultare da apposita tabella collocata in posizione ben visibile a tutto il personale interessato.

Gli orari di lavoro praticati nell'azienda devono essere comunicati a cura del datore di lavoro all'Ispettorato del lavoro.

(*) Regolamento per l'applicazione del RDL 15.3.23 n. 692, relativo alla limitazione dell'orario di lavoro per gli operai e impiegati delle aziende industriali o commerciali, approvato con RD 10.9.23 n. 1955 (GU 28.9.23 n. 228), art. 12: "In ogni azienda industriale o commerciale e in ogni altro luogo di lavoro soggetto alle disposizioni del presente regolamento, dovrà essere esposto, in modo facilmente visibile e in luogo accessibile a tutti i dipendenti interessati, l'orario di lavoro con le indicazioni dell'ora d'inizio e di termine del lavoro del personale occupato e dell'ora e della durata degli intervalli di riposo accordati durante il periodo di lavoro. Quando l'orario non è comune per tutto il personale, le indicazioni di cui al comma precedente dovranno essere riportate sull'orario di lavoro per reparto o categoria professionale o personale. Quando il lavoro è disimpegnato a squadre, dovranno riportarsi le indicazioni suaccennate per ciascuna squadra. Quando non sia possibile esporre l'orario nel posto di lavoro per essere questo esercitato all'aperto, dovrà essere in ogni caso esposto nel luogo dove viene eseguita la paga. L'orario di lavoro, firmato dal datore di lavoro o da un suo legale rappresentante, sarà trasmesso al competente Circolo dell'Ispettorato dell'industria e del lavoro, al quale saranno anche comunicate tutte le successive modificazioni. Sul libro paga, vidimato dall'Istituto assicurazioni infortuni o dall'Istituto di previdenza sociale se l'azienda non è soggetta alla legge infortuni degli operai sul lavoro, deve essere annotato, giornalmente per ciascun lavoratore, il numero di ore di lavoro straordinario, distintamente da quelle delle ore normali. Per ogni periodo di paga su tale libro deve risultare distinto l'importo pagato per le ore normali di lavoro da quello pagato per lavoro straordinario. Il libro paga deve essere presentato ad ogni richiesta degli ispettori e funzionari incaricati della vigilanza".



Art. 54
- Disposizioni speciali.

Al personale preposto alla direzione tecnica o amministrativa dell'azienda o di un reparto di essa con la diretta responsabilità dell'andamento dei servizi
- e cioè i gerenti, i direttori tecnici o amministrativi, i capi ufficio e i capi reparto che partecipano eccezionalmente alla vendita o al lavoro manuale
- che per il tempo necessario al regolare funzionamento dei servizi ad esso affidati, presta servizio anche fuori dell'orario normale di lavoro, non è dovuto alcun compenso speciale salvo per i servizi di notte o nei giorni festivi per i quali saranno riconosciuti i seguenti trattamenti:


- la sola maggiorazione del 30% sulla quota oraria della normale retribuzione di cui all'art. 132, parte II, per le ore prestate di domenica;


- la quota oraria della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II, e la maggiorazione del 30% da calcolare sulla quota oraria della normale retribuzione di cui all'art. 132, parte II, per le ore di lavoro straordinario prestate nelle festività;


- la quota oraria della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II, e la maggiorazione del 50% da calcolare sulla quota oraria della normale retribuzione di cui all'art. 132, parte II, per le ore di lavoro straordinario prestate di notte, non in turni regolari di servizio.

Possono essere eseguiti oltre i limiti del normale orario giornaliero o settimanale i lavori di riparazione, costruzione, manutenzione, pulizia e sorveglianza degli impianti e quegli altri servizi che non possono compiersi durante l'orario normale senza inconvenienti per l'esercizio o pericolo per gli addetti, nonché le verifiche e prove straordinarie e la compilazione dell'inventario dell'anno.

Norma transitoria.

Il sistema di computo di cui al presente articolo decorre dall'1.11.84.



Art. 55
- Lavoratori discontinui.

La durata normale del lavoro per il seguente personale discontinuo o di semplice attesa o custodia addetto prevalentemente alle mansioni che seguono:

(1) custodi; (2) guardiani diurni o notturni; (3) portieri; (4) personale addetto all'estinzione degli incendi; (5) uscieri; (6) personale addetto al carico e allo scarico; (7) commessi di negozio, nei comuni fino a 5.000 abitanti (in caso di contestazione si farà ricorso ai dati ufficiali forniti dal sindaco del rispettivo comune); (8) personale addetto alla sorveglianza degli impianti frigoriferi; (9) personale addetto agli impianti di riscaldamento, ventilazione e inumidimento; (10)pompisti dipendenti da gestori di impianti di distribuzione di carburanti

è fissata nella misura di 45 ore settimanali, purché nell'esercizio dell'attività lavorativa eventuali abbinamenti di più mansioni abbiano carattere marginale, non abituale e non comportino comunque continuità di lavoro e fatta salva la normativa prevista dall'art. 129, parte II, in tema di mansioni promiscue.

L'orario di lavoro non potrà comunque superare le 8 giornaliere e le 40 settimanali, per i minori tra i 15 e i 18 anni.

Restano ferme le condizioni di miglior favore in atto.

Dichiarazioni a verbale.

Sono fatti salvi gli accordi aziendali in tema d'orario di lavoro.

Resta inteso altresì che eventuali modifiche delle condizioni contrattualmente definite in tema d'orario di lavoro potranno avvenire solo previo confronto in sede aziendale in base all'art. 14, parte I, sulla contrattazione aziendale.



Titolo VII
- PART
-TIME

Art. 56
- Premessa.

Le parti, ritenendo che il rapporto di lavoro a tempo parziale possa essere considerato mezzo idoneo ad agevolare l'incontro fra domanda e offerta di lavoro, nell'intento di garantire ai lavoratori a tempo parziale un corretto ed equo regime normativo, concordano nel merito quanto segue.

Per lavoro a tempo parziale s'intende il rapporto di lavoro prestato con orario ridotto rispetto a quello stabilito dal presente contratto.

Il rapporto di lavoro a tempo parziale ha la funzione di consentire: flessibilità della forza lavoro in rapporto ai flussi di attività nell'ambito della giornata, della settimana, del mese o dell'anno; risposta ad esigenze individuali dei lavoratori, anche già occupati.



Art. 57
- Rapporto a tempo parziale.

L'instaurazione del rapporto a tempo parziale dovrà risultare da atto scritto (vedi legge 19.12.84 n. 863, art. 5, comma 2), nel quale siano indicati:

(1) il periodo di prova per i nuovi assunti;

(2) la durata della prestazione lavorativa ridotta e le relative modalità da ricondurre ai regimi d'orario esistenti in azienda. La prestazione individuale sarà fissata fra datore di lavoro e lavoratore in misura non inferiore ai seguenti limiti:

(a) 16 ore, nel caso di orario ridotto rispetto al normale orario settimanale; (b) 64 ore, nel caso di orario ridotto rispetto al normale orario mensile; (c) 532 ore, nel caso di orario ridotto rispetto al normale orario annuale.

Potranno essere realizzati contratti di lavoro a tempo parziale della durata di 8 ore settimanali per la giornata di sabato cui potranno accedere studenti e/o lavoratori occupati a tempo parziale e indeterminato presso altro datore di lavoro. Diverse modalità relative alla collocazione della giornata di lavoro potranno essere definite previo accordo aziendale ovvero previo parere vincolante di conformità dell'Ente bilaterale territoriale;

(3) il trattamento economico e normativo secondo criteri di proporzionalità all'entità della prestazione lavorativa.

La prestazione lavorativa giornaliera fino a 4 ore non potrà essere frazionata nell'arco della giornata.



Norma transitoria.

In caso di nuove assunzioni a tempo parziale con orario di lavoro settimanale pari al limite minimo di cui al punto 2), lett. a), i lavoratori già in forza occupati nello stesso profilo professionale, con orario tra 12 e 15 ore, avranno priorità di accesso nella posizione.

La priorità indicata al comma precedente si applica altresì ai lavoratori assunti per la durata di 8 ore ai sensi del presente articolo dal momento in cui cessa la condizione di studente.

Le modifiche di cui al presente articolo si applicano a decorrere dalla data di stipula del presente accordo.



Art. 58
- Genitori di portatori di handicap.

I genitori di portatori di handicap grave, comprovato dai Servizi sanitari competenti per territorio, che richiedano il passaggio a tempo parziale, hanno diritto di precedenza rispetto agli altri lavoratori.



Art. 59
- Disciplina del rapporto a tempo parziale.

Il rapporto a tempo parziale sarà disciplinato secondo i seguenti principi:

(a) volontarietà di entrambi le parti;

(b) reversibilità della prestazione da tempo parziale a tempo pieno in relazione alle esigenze aziendali e quando sia compatibile con le mansioni svolte e/o da svolgere, ferma restando la volontarietà delle parti;

(c) priorità nel passaggio da tempo pieno a tempo parziale o viceversa dei lavoratori già in forza rispetto ad eventuali nuove assunzioni, per le stesse mansioni;

(d) applicabilità delle norme del presente contratto in quanto compatibili con la natura del rapporto stesso;

(e) volontarietà delle parti in caso di modifiche dell'articolazione dell'orario concordata.



Art. 60
- Relazioni sindacali aziendali.

Nel rispetto delle norme contrattuali che disciplinano le relazioni sindacali aziendali, potrà essere esaminata la corretta applicazione dei principi suddetti.



Art. 61
- Lavoro ripartito.

Il contratto di lavoro ripartito è il contratto con il quale 2 o più lavoratori assumono in solido un'unica obbligazione lavorativa subordinata.

Il contratto, stipulato in forma scritta, deve indicare la misura percentuale e la collocazione temporale del lavoro giornaliero, settimanale, mensile o annuale che si preveda venga svolto da ciascuno dei lavoratori interessati, ferma restando la possibilità per gli stessi lavoratori di determinare discrezionalmente, in qualsiasi momento, la sostituzione ovvero la modificazione consensuale della distribuzione dell'orario di lavoro.

Conseguentemente, la retribuzione verrà corrisposta a ciascun lavoratore in proporzione alla quantità di lavoro effettivamente prestato.

I lavoratori devono informare preventivamente il datore di lavoro sull'orario di lavoro di ciascun lavoratore con cadenza almeno settimanale.

Gli accordi individuali dovranno prevedere la garanzia per il datore di lavoro dell'adempimento dell'intera prestazione dovuta da ciascuno dei lavoratori solidalmente obbligati.

Entro il 20 febbraio di ogni anno, le imprese comunicheranno all'Ente bilaterale territoriale, il numero dei contratti di lavoro ripartito instaurati nell'anno precedente, utilizzando il modello appositamente predisposto dall'Ente stesso.

Dichiarazione a verbale.

Le parti, in considerazione del carattere di novità presentato dalla disciplina del lavoro ripartito, cui assegnano carattere sperimentale, s'impegnano ad esaminarne gli effetti in occasione del rinnovo del CCNL.



Art. 62
- Riproporzionamento.

Ai sensi del punto 3, art. 57, parte II, il riproporzionamento del trattamento economico e normativo del lavoratore assunto a tempo parziale si determina sulla base del rapporto fra orario settimanale o mensile ridotto e il corrispondente orario intero previsto dal presente contratto.

Con riferimento ai punti 2 e 3, art. 57, parte II, verrà adottato lo stesso criterio di proporzionalità anche per quanto riguarda il periodo di comporto.



Art. 63
- Quota giornaliera della retribuzione.

Fermo restando che, eccettuate le prestazioni occasionali o saltuarie, la retribuzione sia normale che di fatto dei lavoratori assunti a tempo parziale è in misura fissa mensile, la quota giornaliera di essa si ottiene, in tutti i casi, dividendo l'importo mensile determinato ai sensi dell'art. 62, parte II, per il divisore convenzionale 26, fatto salvo quanto previsto dall'art. 115, parte II.



Art. 64
- Quota oraria della retribuzione.

Per i lavoratori a tempo parziale, la quota oraria della retribuzione, sia normale che di fatto, si ottiene dividendo la retribuzione mensile che sarebbe spettata in caso di svolgimento del rapporto a tempo pieno per il divisore convenzionale orario previsto all'art. 137, parte II.



Art. 65
- Festività.

Fermo restando quanto previsto all'art. 135, parte II, in caso di coincidenza di una delle festività di cui all'art. 81, parte II, con una domenica, in aggiunta alla retribuzione mensile sarà corrisposto ai lavoratori occupati a tempo parziale un ulteriore importo pari alla quota giornaliera della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II.



Art. 66
- Permessi retribuiti.

Fermo restando il computo per 12simi dei permessi retribuiti di cui all'art. 85, parte II, con le modalità previste dallo stesso articolo, il numero di ore annuo dei permessi retribuiti spettanti al lavoratore a tempo parziale si determina utilizzando i criteri previsti dal precedente art. 62, parte II.



Art. 67
- Ferie.

Conformemente a quanto previsto all'art. 86, parte II, i lavoratori a tempo parziale hanno diritto a un periodo di ferie annuali nella misura di 26 giorni lavorativi, fermo restando che la settimana lavorativa
- quale che sia la distribuzione dell'orario di lavoro settimanale
- è comunque considerata di 6 giorni lavorativi dal lunedì al sabato agli effetti del computo delle ferie. La retribuzione relativa va commisurata alla prestazione di lavoro ordinario riferita al periodo di maturazione delle ferie. Nel solo caso di prestazione lavorativa configurata come alternanza di mesi lavorati a tempo pieno con altri non lavorati, in alternativa a quanto previsto al comma precedente, il periodo di ferie sarà calcolato proporzionalmente in relazione ai mesi lavorati nel periodo di maturazione, con corresponsione della retribuzione intera.



Art. 68
- Permessi per studio.

Per i lavoratori occupati a tempo parziale il numero di ore di permesso retribuito di cui agli artt. 95 e 98, parte II, è determinato utilizzando i criteri previsti dal precedente art. 62, parte II.



Art. 69
- Lavoro supplementare.

Per lavoro supplementare s'intende quello prestato fino al raggiungimento dell'orario di lavoro del personale a tempo pieno.

Ai sensi del comma 4, art. 5, legge n. 863/84, sono autorizzate, quando vi sia accordo tra datore di lavoro e lavoratore, prestazioni di lavoro supplementare, nella misura di 120 ore annue, con riferimento alle seguenti specifiche esigenze organizzative:


- compilazione degli inventari e dei bilanci o analoghe brevi necessità di intensificazione dell'attività lavorativa aziendale;


- particolari difficoltà organizzative derivanti da concomitanti assenze per malattia o infortunio di altri dipendenti.

Per i lavoratori che svolgono un rapporto di lavoro a tempo parziale in ragione di anno, con una prestazione che si articola per 1 o più mesi a tempo pieno è consentita, durante tali periodi, l'effettuazione di lavoro straordinario.

Le ore di lavoro supplementare verranno retribuite con la quota oraria della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II, secondo le modalità previste dall'art. 137, lett. a), parte II, e la maggiorazione forfettariamente e convenzionalmente determinata nella misura del 35%, comprensiva di tutti gli istituti differiti, ivi compreso il TFR, da calcolare sulla quota oraria della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II.

Tale maggiorazione, che non rientra nella retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II, esclude il computo della retribuzione del lavoro supplementare su ogni altro istituto.

Ferma restando l'applicabilità della presente norma, mantengono validità gli accordi aziendali già esistenti.

Saranno valide altresì intese a livello territoriale, aziendale o di unità che, alla luce di ulteriori specifiche esigenze organizzative, similari a quelle di cui sopra, prevedano quantità superiori a quelle indicate al comma 2 del presente articolo.

Dichiarazione a verbale.

Il nuovo sistema di calcolo del compenso per il lavoro supplementare decorre dall'1.1.00.



Art. 70
- Registro lavoro supplementare.

Le ore di lavoro supplementare saranno cronologicamente annotate, a cura dell'azienda, su apposito registro, che dovrà essere esibito in visione, a richiesta delle OOSS regionali, provinciali o comprensoriali, presso la sede della locale Associazione imprenditoriale, con l'obiettivo di consentire alle Parti, di norma annualmente, il monitoraggio circa l'utilizzo del lavoro supplementare, al fine di concordare il consolidamento di quota parte delle ore di lavoro supplementare. Ciò in rapporto all'organizzazione del lavoro o alle cause che l'abbiano reso necessario. Il registro di cui al precedente comma può essere sostituito da altra idonea documentazione nelle aziende che abbiano la contabilità meccanizzata autorizzata.



Art. 71
- Mensilità supplementari (tredicesima e quattordicesima).

Per i lavoratori a tempo parziale, in caso di trasformazione del rapporto nel corso dell'anno, l'importo della 13a e della 14a mensilità è determinato per 12simi, riproporzionando ciascuno di essi sulla base dei criteri previsti dal precedente art. 62, parte II.

Ogni 12simo è calcolato sulla base della retribuzione di fatto, di cui all'art. 134, parte II, spettante all'atto della corresponsione.



Art. 72
- Preavviso.

I termini di preavviso per i lavoratori occupati a tempo parziale hanno la stessa durata di quelli previsti per i lavoratori a tempo pieno e si calcolano in giorni di calendario indipendentemente dalla durata e dall'articolazione della prestazione lavorativa.

Essi decorrono dal 1° e dal 16° giorno di ciascun mese.



Art. 73
- Relazioni sindacali regionali.

Nel corso degli incontri previsti a livello regionale dall'art. 15, parte I, si procederà all'esame delle problematiche connesse all'istituto del rapporto a tempo parziale, considerando la specificità del settore.



Art. 74
- Part
-time post
-maternità.

Al fine di consentire ai lavoratori assunti a tempo pieno indeterminato l'assistenza al bambino fino al compimento del 3° anno d'età, le aziende accoglieranno, nell'ambito del 2% della forza occupata nell'unità produttiva, in funzione della fungibilità dei lavoratori interessati, la richiesta di trasformazione temporanea del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale da parte del genitore.

Nelle unità produttive che occupano da 30 a 49 dipendenti tale richiesta spetta a 1 solo lavoratore nel corso dell'anno.

La richiesta di passaggio a part
-time dovrà essere presentata con un preavviso di 60 giorni e dovrà indicare il periodo per il quale viene ridotta la prestazione lavorativa.

Per far fronte alla minore prestazione che si determina in tal modo, le aziende potranno fare ricorso a contratti a termine di durata pari al periodo di riduzione della prestazione lavorativa, anche superando le percentuali e la durata previste dalle assunzioni con contratto a tempo determinato di cui all'art. 25, lett. a), parte I del presente contratto.



Art. 75
- Condizioni di miglior favore.

Restano confermate eventuali condizioni di miglior favore, anche aziendali, in atto, con riferimento alla materia di cui al presente titolo.



Titolo VIII
- LAVORO STRAORDINARIO E LAVORO ORDINARIO NOTTURNO

Art. 76
- Norme generali lavoro straordinario.

Le mansioni di ciascun lavoratore debbono essere svolte durante il normale orario di lavoro fissato dal presente contratto.

Ai sensi delle vigenti disposizioni di legge, è facoltà del datore di lavoro di richiedere prestazioni d'opera straordinarie a carattere individuale nel limite di 200 ore annue.

Il lavoratore non può compiere lavoro straordinario ove non sia autorizzato dal datore di lavoro o da chi ne fa le veci.

Le clausole contenute nel presente articolo hanno valore di accordo permanente fra le parti ai sensi e per gli effetti dell'art. 5, RDL 15.3.23 n. 692 e dell'art. 9 del relativo regolamento.



Art. 77
- Maggiorazione lavoro straordinario.

Fermo restando quanto previsto dall'art. 5, RDL 15.3.23 n. 692, le ore di lavoro straordinario, intendendosi come tali quelle eccedenti l'orario normale di lavoro previsto dall'art. 40, parte II del presente contratto, verranno retribuite con la quota oraria della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II e con le seguenti maggiorazioni da calcolare sulla quota oraria della normale retribuzione di cui all'art. 132, parte II:


- 15% per le prestazioni di lavoro dalla 41a alla 48a ora settimanale;
- 20% per le prestazioni di lavoro eccedenti la 48a ora settimanale.

Salvo quanto disposto dal successivo art. 83, parte II, le ore straordinarie di lavoro prestato nei giorni festivi verranno retribuite con la quota oraria della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II, e con la maggiorazione del 30% sulla quota oraria della normale retribuzione di cui all'art. 132, parte II.

Le ore straordinarie di lavoro prestate per la notte
- intendendosi per tali quelle effettuate dalle ore 22 alle 6 del mattino, sempre che non si tratti di turni regolari di servizio
- verranno retribuite con la quota oraria della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II, e con la maggiorazione del 50% sulla quota oraria della normale retribuzione di cui all'art. 132, parte II.

Per i lavoratori retribuiti in tutto o in parte a provvigioni la maggiorazione del compenso per lavoro straordinario verrà computata sulla quota oraria della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II, tenendo conto, per il calcolo delle provvigioni, della media dell'ultimo semestre solare o del periodo di lavoro prestato, qualora questo sia inferiore a 6 mesi.

Le varie maggiorazioni previste dal presente articolo non sono cumulabili tra loro.

Norma transitoria.

Il sistema di computo di cui al presente articolo decorre dall'1.11.84.



Art. 78
- Registro del lavoro straordinario.

Le ore di lavoro straordinario saranno cronologicamente annotate, a cura dell'azienda, su apposito registro, la cui tenuta è obbligatoria, e che dovrà essere esibito in visione, a richiesta delle OOSS regionali e provinciali o comprensoriali, presso la sede della locale Associazione imprenditoriale.

Il registro di cui al presente capoverso può essere sostituito da altra idonea documentazione nelle aziende che abbiano la contabilità meccanizzata autorizzata.

La liquidazione del lavoro straordinario dovrà essere effettuata non oltre il mese successivo a quello in cui il lavoro è stato prestato.

Per quanto non previsto dal presente contratto in materia d'orario di lavoro e lavoro straordinario, valgono le vigenti norme di legge e regolamentari.

Norma transitoria.

Le parti stipulanti s'impegnano a favorire l'applicazione della normativa del presente titolo nello spirito informatore della stessa.

Le OOSS provinciali e le Associazioni provinciali a carattere generale aderenti a CONFESERCENTI s'incontreranno, almeno 1 volta all'anno, per l'esame della situazione generale, anche in relazione ad eventuali casi di palese e sistematica violazione delle norme contrattuali previste dal presente titolo.



Art. 79
- Lavoro ordinario notturno.

A decorrere dall'1.1.95, le ore di lavoro ordinario prestato di notte
- intendendosi per tali quelle effettuate dalle ore 22 alle 6 del mattino
- verranno retribuite con l'aliquota oraria della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II, maggiorata del 15%.

La maggiorazione di cui al presente articolo è assorbita, fino a concorrenza, da eventuali trattamenti aziendali in atto aventi la medesima funzione ed è comunque esclusa dalla retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II.



Titolo IX
- RIPOSO SETTIMANALE, FESTIVITÀ E PERMESSI RETRIBUITI

Art. 80
- Riposo settimanale.

Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale nei modi previsti dalle vigenti disposizioni di legge, alle quali il presente contratto fa esplicito riferimento.

Si richiamano in maniera particolare le norme riguardanti: le attività stagionali e quelle per le quali il funzionamento domenicale corrisponda a esigenze tecniche o a ragioni di pubblica utilità; le aziende esercenti la vendita al minuto o in genere attività rivolte a soddisfare direttamente bisogni del pubblico; i lavori di manutenzione, pulizia e riparazione degli impianti; la vigilanza delle aziende e degli impianti, la compilazione dell'inventario e del bilancio annuale.



Art. 81
- Festività.

Le festività che dovranno essere retribuite sono quelle sotto indicate:

festività nazionali:

(1) 25 aprile
- ricorrenza della Liberazione; (2) 1° maggio
- festa del Lavoro; (3) 2 giugno
- festa della Repubblica (*);

festività infrasettimanali:

(1) 1° giorno dell'anno; (2) Epifania; (3) lunedì dopo Pasqua; (4) 15 agosto
- Assunzione; (5) 1° novembre
- Ognissanti; (6) 8 dicembre
- Immacolata Concezione; (7) 25 dicembre
- Natale; (8) 26 dicembre
- S. Stefano; (9) la solennità del S. Patrono del luogo ove si svolge il lavoro.

(*) Festività ripristinata dalla legge 29.11.00 n. 336. La modifica decorre dall'1.6.00.

In relazione alla norma di cui al comma 1 del presente articolo, nessuna riduzione o trattenuta sarà operata sulla retribuzione di fatto ai lavoratori in conseguenza della mancata prestazione di lavoro nei giorni sopra indicati, sempreché non si tratti di prestazioni saltuarie e occasionali senza carattere di continuità. Nulla è dovuto ad alcun titolo al prestatore d'opera
- qualunque sia la misura e il sistema di retribuzione
- nel caso che la festività ricorra in un periodo di sospensione dalla retribuzione e dal servizio in conseguenza di provvedimenti disciplinari o di assenza ingiustificata e comunque derivante da ogni altra causa imputabile al lavoratore stesso.

In caso di coincidenza di una delle festività sopra elencate con una domenica, in aggiunta alla retribuzione mensile sarà corrisposto ai lavoratori un ulteriore importo pari alla quota giornaliera della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II.

Per la festività civile del 4 novembre, la cui celebrazione è stata spostata alla 1a domenica del mese, ai sensi dell'art. 1, comma 2, legge 5.3.77 n. 54, il lavoratore beneficerà del trattamento previsto per le festività che coincidono con la domenica.



Art. 82
- Retribuzione prestazioni festive.

Le ore di lavoro, a qualsiasi titolo richieste, prestate nei giorni festivi indicati nel precedente art. 81, parte II, dovranno essere compensate come lavoro straordinario festivo nella misura e con le modalità previste dagli artt. 77 e 137, parte II, di questo stesso contratto.



Art. 83
- Retribuzione prestazioni nel giorno di riposo settimanale di legge.

Le ore di lavoro prestate nei giorni di riposo settimanale di cui alla legge 22.2.34 n. 370, dovranno essere retribuite con la sola maggiorazione del 30% sulla quota oraria della normale retribuzione di cui all'art. 132, parte II, fermo restando il diritto del lavoratore di godere il riposo compensativo nel giorno successivo, avuto riguardo alle disposizioni di legge vigenti in materia.



Art. 84
- Lavoro ordinario domenicale per impianti di distribuzione di carburante autostradale.

Ai dipendenti da gestori di impianti di distribuzione di carburante esclusivamente autostradali che, ai sensi dell'art. 5, legge 22.2.34 n. 370, effettuino il riposo settimanale di legge in giornata diversa dalla domenica, verrà corrisposta per ciascuna ora di lavoro ordinario effettivamente prestato di domenica la sola maggiorazione del 10% della quota oraria della normale retribuzione di cui all'art. 132, parte II.

La maggiorazione di cui al presente articolo è assorbita, fino a concorrenza, da eventuali trattamenti aziendali in atto aventi la medesima funzione ed è comunque esclusa dalla retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II.

Dichiarazione a verbale.

Le Parti si danno atto che la disciplina contenuta nel presente articolo ha decorrenza dall'1.1.95.



Art. 85
- Permessi retribuiti.

Gruppi di 4 o di 8 ore di permesso individuale retribuito, in sostituzione delle 4 festività abolite dal combinato disposto della legge 5.3.77 n. 54 e del DPR 28.12.85 n. 792, verranno fruiti dai lavoratori, a partire dall'1.1.80.

I permessi saranno fruiti individualmente in periodi di minore attività e mediante rotazione dei lavoratori che non implichi assenze tali da ostacolare il normale andamento dell'attività produttiva.

Con le stesse modalità saranno fruiti ulteriori gruppi di permessi, salvo restando l'assorbimento fino a concorrenza di eventuali trattamenti non previsti nel presente contratto in materia di riduzione, permessi e ferie, per complessive 56 ore annuali (*) per le aziende fino a 15 dipendenti.

Per le aziende con più di 15 dipendenti i permessi individuali retribuiti sono incrementati di 6 ore:


- 4 ore a decorrere dal 10.1.92
- 4 ore a decorrere dal 10.1.93
- 8 ore a decorrere dal 10.1.94

Resta fermo, altresì, quanto previsto dalla lett. a.2), b) e c), art. 41, parte II.

I permessi non fruiti entro l'anno di maturazione decadranno e saranno pagati con la retribuzione di fatto, di cui all'art. 134, parte II, in atto al momento della scadenza, oppure potranno essere fruiti in epoca successiva e comunque non oltre il 30 giugno dell'anno successivo.

In caso di prestazione lavorativa ridotta, nel corso dell'anno di calendario al lavoratore verrà corrisposto 1/12 dei permessi di cui al presente articolo per ogni mese intero di servizio prestato, non computandosi, a tal fine, i periodi in cui non è dovuta, a carico del datore di lavoro, retribuzione secondo norma di legge e di contratto.

(*) Le 56 ore di permessi retribuiti sono state concesse con le seguenti decorrenze:


- 1° gennaio 1982: 24 ore
- 1° luglio 1984: 12 ore
- 1° gennaio 1985: 12 ore
- 1° gennaio 1986: 8 ore

Dichiarazione a verbale.

Le parti si danno atto che rientrano nei casi di cui all'ultimo comma del presente articolo: il servizio militare e il richiamo alle armi, l'assenza facoltativa 'post partum', i permessi e le aspettative non retribuiti anche se indennizzati da Istituti assistenziali o previdenziali, la sospensione con ricorso alla CIGS, nonché la malattia e l'infortunio, limitatamente ai periodi durante i quali non è posta a carico del datore di lavoro alcuna integrazione retributiva.

Chiarimento a verbale.

Le parti si danno atto che la presente regolamentazione e la norma di cui all'ultimo comma dell'art. 81, parte II, sostituiscono a tutti gli effetti quanto previsto dall'Accordo interconfederale 16.5.77, sulle festività abolite.

Norma di interpretazione autentica.

Le norme di cui al presente art. 85 si applicano ai Quadri e al personale di cui al comma 1, art. 54, parte II.

Per le aziende che avessero interpretato la presente norma in modo difforme, viene fatta salva la prassi finora adottata e le presenti disposizioni si applicano a decorrere dall'1.1.95.



Titolo X
- FERIE

Art. 86
- Ferie.

Il personale di cui al presente contratto ha diritto a un periodo di ferie annuali nella misura di 26 giorni lavorativi, fermo restando che la settimana lavorativa
- quale che sia la distribuzione dell'orario di lavoro settimanale
- è comunque considerata di 6 giorni lavorativi dal lunedì al sabato agli effetti del computo delle ferie.

Dal computo del predetto periodo di ferie vanno escluse le domeniche e le festività nazionali e infrasettimanali cadenti nel periodo stesso, e pertanto il periodo di ferie sarà prolungato di tanti giorni quante sono le domeniche e le festività nazionali e infrasettimanali in esso comprese.

Dichiarazione a verbale.

Le parti si danno atto reciprocamente che la disciplina della misura e del computo delle ferie di cui al presente articolo costituisce un complesso normativo inscindibile migliorativo della precedente disciplina in materia. Nei confronti dei lavoratori che al 30.6.73 già usufruivano di un periodo di ferie di 30 giorni lavorativi (anzianità di servizio oltre 20 anni) verranno mantenute le condizioni di miglior favore.

Chiarimento a verbale.

Nell'ipotesi di risoluzione del rapporto di lavoro, l'indennità sostitutiva delle ferie si calcola dividendo per 26 la retribuzione mensile di fatto di cui all'art. 134, parte II.



Art. 87
- Funzioni pubbliche elettive.

In conformità alla vigente legge 21.3.90 n. 53, in occasione di tutte le consultazioni elettorali disciplinate da leggi della Repubblica o delle Regioni, coloro che adempiono funzioni presso gli Uffici elettorali, ivi compresi i rappresentanti di lista o di gruppo di candidati nonché, in occasione di referendum, i rappresentanti dei partiti o gruppi politici e dei promotori del referendum, hanno diritto di assentarsi dal lavoro per tutto il periodo corrispondente alla durata delle relative operazioni.

I giorni di assenza dal lavoro compresi nel periodo di cui al precedente comma sono considerati, a tutti gli effetti, giorni di attività lavorativa.



Art. 88
- Cariche pubbliche elettive.

I lavoratori che siano eletti membri del Parlamento nazionale o di Assemblee regionali, ovvero siano chiamati ad altre funzioni pubbliche elettive possono, a richiesta, essere collocati in aspettativa non retribuita per tutta la durata del loro mandato.



Art. 89
- Determinazione periodo di ferie.

Compatibilmente con le esigenze dell'azienda, e tenuto conto di quelle dei lavoratori, è in facoltà del datore di lavoro stabilire il periodo delle ferie da maggio a ottobre, eccettuate le aziende fornitrici di apparecchiature frigorifere e di birra, acque minerali, bevande gassate, gelati e ghiaccio, nonché le aziende di raccolta e salatura di pelli grezze fresche che potranno fissare i turni di ferie in qualsiasi periodo dell'anno. Ferme restando le eccezioni sopra indicate, in deroga a quanto sopra, la determinazione dei turni feriali potrà avvenire anche in periodi diversi dell'anno in accordo tra le parti e mediante programmazione.

Le ferie potranno essere frazionate in non più di 2 periodi.

I turni di ferie non potranno avere inizio di domenica, né di giorno festivo e neppure nel giorno antecedente alla domenica o a quello festivo ad eccezione dei turni aventi inizio il 1° o il 16° giorno del mese.

Il decorso delle ferie resta interrotto nel caso di sopravvenienza, durante il periodo stesso, di malattia regolarmente denunciata e riconosciuta dalle strutture sanitarie pubbliche competenti per territorio.

Dichiarazione a verbale

Le parti si danno atto che, anche con riferimento alla normativa di cui al presente articolo, restano fermi gli obblighi di cui ai successivi artt. 109, comma 1, e 172, comma 1, parte II.



Art. 90
- Normativa retribuzione ferie.

Durante il periodo di ferie decorre a favore del lavoratore la retribuzione di fatto, di cui all'art. 134, parte II.

Al lavoratore retribuito in tutto o in parte a provvigione il datore di lavoro corrisponderà, durante il periodo di ferie, una quota pari alla media delle provvigioni percepite dagli altri colleghi del negozio o del reparto.

Nelle aziende con un solo dipendente o quando tutto il personale sia in ferie spetterà al singolo dipendente, durante il periodo di ferie, la media mensile delle provvigioni dallo stesso percepita negli ultimi 12 mesi o nel minor periodo di servizio prestato.

Se il dipendente retribuito a provvigione è in ferie e viene sostituito da altro dipendente estraneo al reparto, il lavoratore in ferie avrà diritto a una quota di provvigioni, a carico del datore di lavoro, pari a quella spettante al suo sostituto.



Art. 91
- Normativa per cessazione rapporto.

In caso di licenziamento o di dimissioni, spetteranno al lavoratore tanti 12simi del periodo di ferie al quale ha diritto, quanti sono i mesi di effettivo servizio prestato per l'anno di competenza.



Art. 92
- Richiamo lavoratore in ferie.

Per ragioni di servizio il datore di lavoro potrà chiamare il lavoratore prima del termine del periodo di ferie, fermi restando il diritto del lavoratore a completare detto periodo in epoca successiva e il diritto al rimborso delle spese sostenute sia per l'anticipato rientro, sia per tornare eventualmente al luogo dal quale il dipendente sia stato richiamato.



Art. 93
- Irrinunciabilità.

Le ferie sono irrinunciabili e pertanto nessuna indennità è dovuta al lavoratore che spontaneamente si presenti in servizio durante il turno di ferie assegnatogli.



Art. 94
- Registro ferie.

Per le ferie verrà istituito presso le aziende apposito registro con le stesse garanzie e modalità previste dal precedente art. 78, parte II, per il lavoro straordinario.

Il registro di cui al precedente capoverso può essere sostituito da altra idonea documentazione nelle aziende che abbiano la contabilità meccanizzata autorizzata.



Titolo XI
- CONGEDI
- DIRITTO ALLO STUDIO
- ASPETTATIVA

Art. 95
- Congedi retribuiti.

In casi speciali e giustificati il datore di lavoro potrà concedere in qualunque epoca dell'anno congedi retribuiti con facoltà di dedurli dai permessi individuali di cui all'art. 85, parte II ovvero, ove esauriti, dalle ferie.

In caso di decesso o di documentata grave infermità del coniuge o di un parente entro il 2° grado o del convivente, purché la stabile convivenza risulti da certificazione anagrafica, al lavoratore verrà concesso, ai sensi dell'art. 4, comma 1, legge n. 53/00 e con le modalità di cui al DI 21.7.00 n. 278, un permesso retribuito di 3 giorni lavorativi all'anno.

Ai lavoratori studenti, compresi quelli universitari, che devono sostenere prove d'esame e che, in base alla legge 20.5.70 n. 300, hanno diritto ad usufruire di permessi giornalieri retribuiti, le aziende concederanno altri 5 giorni retribuiti, pari a 40 ore lavorative all'anno, per la relativa preparazione.

I permessi di cui al precedente comma saranno retribuiti previa presentazione della documentazione ufficiale degli esami sostenuti (certificati, dichiarazioni, libretti e ogni altro idoneo mezzo di prova).



Art. 96
- Aspettativa non retribuita.

In presenza di gravi e comprovati motivi, il lavoratore ha diritto a un periodo di aspettativa non retribuita, non frazionabile e non ripetibile, con diritto alla conservazione del posto, di durata non inferiore a 1 mese e non superiore a 6 mesi. In tal caso, il datore di lavoro potrà procedere alla sostituzione del lavoratore in aspettativa con assunzione a tempo determinato da non computarsi ai fini del raggiungimento dei limiti previsti dall'art. 25, parte I.

Resta esclusa per tale periodo la maturazione della retribuzione, di tutti gli istituti contrattuali e di legge, ivi compresa l'anzianità di servizio.

In caso di contrasto sulla presenza dei gravi e comprovati motivi la parte che ne abbia interesse potrà far ricorso alla Commissione paritetica territoriale di conciliazione e al Collegio arbitrale di cui agli artt. 20 e 21, parte I.



Art. 97
- Congedo matrimoniale.

Al lavoratore che non sia in periodo di prova compete, per contrarre matrimonio, un congedo straordinario della durata di giorni 15 di calendario.

Compatibilmente con le esigenze dell'azienda, il datore di lavoro dovrà concedere il congedo straordinario con decorrenza dal 3° giorno antecedente alla celebrazione del matrimonio.

Il lavoratore ha l'obbligo di esibire al datore di lavoro, alla fine del congedo, regolare documentazione della celebrazione del matrimonio.

Durante il periodo di congedo straordinario per matrimonio, il lavoratore è considerato ad ogni effetto in attività di servizio, conservando il diritto alla retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II.



Art. 98
- Diritto allo studio.

Al fine di contribuire al miglioramento culturale e professionale dei lavoratori del settore commerciale, le aziende concederanno, nei casi e alle condizioni di cui ai successivi commi, permessi retribuiti ai lavoratori non in prova che intendono frequentare corsi di studio compresi nell'ordinamento scolastico, svolti presso istituti pubblici costituiti in base alla legge 31.12.62 n. 1859, o riconosciuti in base alla legge 19.1.42 n. 86, nonché corsi regolari di studio per il conseguimento del diploma di scuola secondaria superiore e per il conseguimento di diplomi universitari o di laurea.

I lavoratori potranno richiedere permessi retribuiti per un massimo di 150 ore 'pro capite' in un triennio e nei limiti di un monte ore globale per tutti i dipendenti dell'unità produttiva che sarà determinato all'inizio di ogni triennio
- a decorrere dall'1.10.76
- moltiplicando le 150 ore per un fattore pari al decimo del numero totale dei dipendenti occupati nella unità produttiva a tale data. Le ore di permesso, da utilizzare nell'arco del triennio, sono usufruibili anche in un solo anno.

I lavoratori che potranno assentarsi contemporaneamente dall'unità produttiva per frequentare i corsi di studio non dovranno superare il 2/% della forza occupata alla data di cui al precedente comma.

Nelle aziende che occupano da 30 a 49 dipendenti il diritto allo studio è comunque riconosciuto a 1 solo lavoratore nel corso dell'anno.

In ogni unità produttiva e nell'ambito di questa, per ogni singolo reparto, deve essere comunque garantito lo svolgimento della normale attività.

Il lavoratore che chiederà di assentarsi con permessi retribuiti ai sensi del presente articolo dovrà specificare il corso di studio al quale intende partecipare che dovrà comportare l'effettiva frequenza, anche in ore non coincidenti con l'orario di lavoro, a un numero di ore doppio di quelle chieste come permesso retribuito.

A tal fine il lavoratore interessato dovrà presentare a domanda scritta all'azienda nei termini e con le modalità che saranno concordate con il datore di lavoro. Tali termini, di norma, non saranno inferiori al trimestre.

Qualora il numero dei richiedenti sia tale da comportare il superamento della media annua del monte ore triennale e determini comunque l'insorgere di situazioni contrastanti con le condizioni di cui ai commi 3 e 5 del presente articolo, la Direzione aziendale, d'accordo con la rappresentanza sindacale ove esistente nell'azienda, e fermo restando quanto previsto ai precedenti commi 3 e 5, provvederà a ridurre proporzionalmente i diritti individuali sul monte ore complessivo in base ai criteri obiettivi (quali età, anzianità di servizio, caratteristiche dei corsi di studio) per l'identificazione dei beneficiari dei permessi e della relativa misura di ore assegnabili a ciascuno.

I lavoratori dovranno fornire all'azienda un certificato d'iscrizione al corso e successivamente certificati mensili di effettiva frequenza con identificazione delle ore relative.

Dei permessi di cui al comma 2 potranno altresì usufruire i lavoratori extracomunitari per la partecipazione a corsi di scolarizzazione dedicati, organizzati da istituti e/o enti pubblici, con i limiti e le modalità di cui ai commi precedenti.

È demandato alle Organizzazioni territoriali aderenti alle OONN contraenti di svolgere congiuntamente le azioni più opportune affinché dagli Organismi competenti siano predisposti corsi di studio che, garantendo le finalità di cui al comma 1, favoriscano l'acquisizione di più elevati valori professionali e siano appropriati alle caratteristiche dell'attività commerciale.

Eventuali condizioni di miglior favore istituite in relazione al precedente art. 95, parte II, s'intendono acquisite per i lavoratori interessati, fermo restando che esse non sono cumulabili con le ore di permesso accordate con il presente articolo.



Art. 99
- Aggiornamento professionale personale direzione esecutiva.

Al fine di agevolare l'esercizio delle attribuzioni proprie dei lavoratori con responsabilità di direzione esecutiva, verrà favorita la partecipazione degli stessi ad iniziative di aggiornamento professionale dirette al miglioramento delle competenze richieste dal ruolo.



Art. 100
- Aspettativa per tossicodipendenza.

I lavoratori di cui viene accertato lo stato di tossicodipendenza, i quali intendono accedere ai programmi terapeutici e di riabilitazione presso i Servizi sanitari delle USL o di altre strutture terapeutico
-riabilitative e socio
-assistenziali, se assunti a tempo indeterminato hanno diritto alla conservazione del posto di lavoro per il tempo in cui la sospensione delle prestazioni lavorative è dovuta all'esecuzione del trattamento riabilitativo e, comunque, per un periodo non superiore a 3 anni.

Tale periodo è considerato di aspettativa non retribuita.

I lavoratori familiari di un tossicodipendente possono essere posti, a domanda, in aspettativa non retribuita per concorrere al programma terapeutico e socio
-riabilitativo del tossicodipendente, qualora il servizio per le tossicodipendenze ne attesti la necessità per un periodo massimo di 3 mesi non frazionabile e non ripetibile.

Il periodo di aspettativa non retribuita previsto al comma precedente potrà essere frazionato esclusivamente nel caso in cui l'Autorità sanitaria competente (SERT) ne certifichi la necessità.

Le relative domande devono essere presentate al datore di lavoro in forma scritta dall'interessato corredate da idonea documentazione redatta dai servizi sanitari o dalle altre strutture sopra indicate.



Art. 101
- Congedi e permessi per handicap.

La lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre, anche adottivi, di persona con handicap in situazione di gravità accertata, possono usufruire delle agevolazioni previste dall'art. 33, legge 5.2.92 n. 104, così come modificato dagli artt. 19 e 20, legge n. 53/00 (*) e dall'art. 2, legge 27.10.93 n. 423, e cioè:

(a) il periodo di astensione facoltativa 'post partum' fruibile fino ai 3 anni d'età del bambino;

(b) in alternativa alla lett. a), 2 ore di permesso giornaliero retribuito fino ai 3 anni d'età del bambino, indennizzate a carico dell'INPS;

(c) dopo il 3° anno d'età del bambino, 3 giorni di permesso ogni mese, indennizzati a carico dell'INPS anche per colui che assiste una persona con handicap in situazione di gravità, parente o affine entro il 3° grado, convivente.

Le agevolazioni di cui ai punti a), b) e c), sono fruibili a condizione che il bambino o la persona con handicap non sia ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati.

Ai permessi di cui ai punti b) e c), che si cumulano con quelli previsti dall'art. 7, legge n. 1204/71, si applicano le disposizioni di cui all'ultimo comma del medesimo art. 7, legge n. 1204/71.

Il genitore o il familiare lavoratore che assista con continuità un parente o un affine entro il 3° grado handicappato, può scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina e non può essere trasferito senza il proprio consenso.

Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche agli affidatari di persone handicappate in situazioni di gravità.

La persona maggiorenne con handicap in situazione di gravità accertato può usufruire alternativamente dei permessi di cui alle lett. b) e c) e delle agevolazioni di cui al comma precedente.

Per tutte le agevolazioni previste nel presente articolo si fa espresso riferimento alle condizioni e alle modalità di cui alla legislazione in vigore.

(*) Ai sensi dell'art. 20, legge n. 53/00, le disposizioni previste dall'art. 33, legge n. 104/92, si applicano anche qualora l'altro genitore non ne abbia diritto, nonché ai genitori e ai familiari lavoratori che assistano con continuità e in via esclusiva un parente o un affine entro il 3° grado portatore di handicap, ancorché non convivente.



Titolo XII
- CHIAMATA E RICHIAMO ALLE ARMI E SERVIZIO CIVILE

Art. 102
- Chiamata alle armi.

La chiamata alle armi per adempiere agli obblighi di leva è disciplinata dal DLCPS 13.9.46 n. 303, a norma del quale il rapporto di lavoro non viene risolto, ma si considera sospeso per il periodo del servizio militare di leva, con diritto alla conservazione del posto.

Al termine del servizio militare di leva per congedo o per invio in licenza illimitata in attesa di congedo, il lavoratore entro 30 giorni dal congedo o dall'invio in licenza deve porsi a disposizione del datore di lavoro per riprendere servizio, in mancanza di che il rapporto di lavoro è risolto.

Il periodo trascorso in servizio militare va computato nell'anzianità di servizio ai soli effetti dell'indennità di anzianità, in vigore al 31.5.82, e del preavviso.

A decorrere dall'1.6.82, e fino al 31.3.87, il periodo trascorso in servizio militare è considerato utile per il TFR, ai soli fini dell'applicazione del tasso di rivalutazione di cui all'art. 2120 CC, come modificato dalla legge 29.5.82 n. 297.

Ai sensi e per gli effetti del comma 2, art. 2120 CC, come modificato dalla legge 29.5.82 n. 297, a decorrere dall'1.4.87, durante il periodo trascorso in servizio militare deve essere computato nella retribuzione utile ai fini del calcolo del TFR l'equivalente della normale retribuzione di cui all'art. 132, parte II, alla quale il lavoratore avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento del rapporto di lavoro.

Non saranno, invece, computati a nessun effetto i periodi di ferma volontaria eccedenti la durata normale del servizio di leva.

Nel caso di cessazione dell'attività dell'azienda, il periodo trascorso in servizio militare sarà computato nell'anzianità del lavoratore fino alla cessazione della stessa.

Le norme del presente articolo non si applicano nel caso di contratto a termine e di assunzione per lavoratori stagionali o saltuari.

Le norme di cui al presente articolo si applicano, per effetto dell'art. 7, legge 15.12.72 n. 772, sul riconoscimento dell'obiezione di coscienza, anche ai lavoratori che prestano servizio civile sostitutivo, nonché per effetto della legge 26.2.87 n. 49, sulla cooperazione dell'Italia con i Paesi in via di sviluppo, ai lavoratori ai quali sia riconosciuta la qualifica di volontari in servizio civile, ai sensi della legge stessa.



Art. 103
- Richiamo alle armi.

In caso di richiamo alle armi, il lavoratore ha diritto, per il periodo in cui rimane sotto le armi, alla conservazione del posto.

Tale periodo va computato nell'anzianità di servizio ai soli effetti dell'indennità di anzianità, in vigore fino al 31.5.82, nonché degli scatti d'anzianità e del preavviso.

A decorrere dall'1.6.82, fino al 31.3.87, il periodo di richiamo alle armi è considerato utile per il TFR, ai soli fini dell'applicazione del tasso di rivalutazione di cui all'art. 2120 CC, come modificato dalla legge 29.5.82 n. 297.

Ai sensi e per gli effetti del comma 2, art. 2120 CC, come modificato dalla legge 29.5.82 n. 297, a decorrere dall'1.4.87, durante il periodo di richiamo alle armi deve essere computato nella retribuzione utile ai fini del calcolo del TFR l'equivalente della normale retribuzione di cui all'art. 132, parte II, alla quale il lavoratore avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento del rapporto di lavoro.

Durante il periodo di richiamo alle armi il personale avrà diritto al trattamento previsto dalla legge 10.6.40 n. 653 (vedi Sentenza Corte Costituzionale 4.5.84 n. 136).

Il trattamento previsto dalle norme di legge e contrattuali a favore dei richiamati ha termine con la cessazione dell'attività dell'azienda. Alla fine del richiamo
- sia in caso di invio in congedo come in quello di invio in licenza illimitata in attesa di congedo
- il lavoratore deve porsi a disposizione del datore di lavoro per riprendere la sua occupazione entro il termine di 5 giorni se il richiamo ha avuto durata non superiore a 1 mese, di 8 giorni se ha avuto durata superiore a 1 mese ma non a 6 mesi, di 15 giorni se ha avuto durata superiore a 6 mesi. Nel caso che, senza giustificato impedimento, il lavoratore non si ponga a disposizione del datore di lavoro nei termini sopra indicati, sarà conside rato dimissionario.

Nei confronti del lavoratore richiamato alle armi:

(a) in caso di contratto a termine, la decorrenza del termine è sospesa;

(b) in caso di rapporto stagionale, il posto è conservato limitatamente alla durata del contratto;

(c) durante il periodo di prova, il rapporto di lavoro resta sospeso fino alla fine del richiamo, e il periodo trascorso in servizio militare non è computato agli effetti dell'anzianità di servizio;

(d) in caso di richiamo durante il periodo di preavviso di licenziamento, il posto è conservato fino al termine del richiamo alle armi e il relativo periodo è computato agli effetti dell'anzianità di servizio.



Titolo XIII
- MISSIONI E TRASFERIMENTI

Art. 104
- Missioni.

L'azienda ha facoltà di inviare il personale in missione temporanea fuori della propria residenza.

In tal caso al personale
- fatta eccezione per gli operatori di vendita
- compete:

(1) il rimborso delle spese effettive di viaggio; (2) il rimborso delle spese effettive per il trasporto del bagaglio; (3) il rimborso delle spese postali, telegrafiche e altre, sostenute in esecuzione del mandato nell'interesse dell'azienda; (4) una diaria non inferiore al doppio della quota giornaliera della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II; qualora non vi sia pernottamento fuori sede la diaria verrà ridotta di 1/3.

Per le missioni di durata superiore al mese verrà corrisposta una diaria ridotta del 10%. Analogamente si procederà quando le attribuzioni del lavoratore comportino viaggi abituali.

In luogo delle diarie di cui al n. 4), comma 2, nonché della diaria di cui al comma 3 del presente articolo, il datore di lavoro ha facoltà di corrispondere il rimborso a piè di lista delle spese di vitto e alloggio, con trattamento uniforme per tutto il personale.

Per brevi trasferte in località vicine verrà rimborsata la spesa effettiva del viaggio e quella di soggiorno.

Dichiarazione a verbale.

La disposizione di cui al comma 4, art. 104, parte II del presente contratto è stata convenuta in applicazione del principio della facoltà di adozione di convenzioni speciali, previste e ammesse dall'art. 57, CCNL 28.6.58 e dall'art. 57, CCNL 31.7.70.



Art. 105
- Trattamento retributivo trasporto merci.

Agli addetti al trasporto delle merci a mezzo autocarri e autotreni, comandati a prestare servizio extraurbano, sarà corrisposta, in sostituzione della diaria di cui al precedente art. 104, parte II, un'indennità di trasferta forfettariamente determinata nella seguente misura:

(a) 50% della quota giornaliera della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II, per le assenze da 9 a 11 ore;

(b) in luogo della precedente aliquota, l'80% della quota giornaliera della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II, per le assenze superiori a 11 e fino a 16 ore;

(c) in luogo delle precedenti aliquote, il 120% della quota giornaliera della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II, per le assenze superiori a 16 e fino a 24 ore.



Art. 106
- Trasferimenti.

I trasferimenti di residenza danno diritto alle seguenti indennità:

(a) al lavoratore che non sia capofamiglia:

(1) il rimborso della spesa effettiva di viaggio per la via più breve; (2) il rimborso della spesa effettiva per il trasporto del mobilio e del bagaglio; (3) il rimborso dell'eventuale perdita di pigione qualora non sia stato possibile sciogliere la locazione o far luogo al subaffitto; tale rimborso va corrisposto per un massimo di 6 mesi; (4) una diaria nella misura fissata per il personale in missione temporanea pari a quella prevista dall'art. 104, parte II, ovvero un rimborso a piè di lista con le modalità indicate nello stesso articolo;

(b) al lavoratore che sia capofamiglia e cioè abbia famiglia propria o conviva con parenti verso cui abbia obblighi di alimenti:

(1) il rimborso delle spese effettive di viaggio per la via più breve per sé e per le persone di famiglia; (2) il rimborso delle spese effettive per il trasporto del mobilio e del bagaglio; (3) il rimborso dell'eventuale perdita di pigione ove non sia stato possibile sciogliere la locazione o far luogo al subaffitto; tale rimborso va corrisposto per un massimo di 6 mesi; (4) una diaria nella misura fissata per il personale in missione temporanea, per sé e per ciascun convivente a carico; per i figli conviventi a carico la diaria è ridotta a 3/5. In luogo di detta diaria il datore di lavoro può corrispondere il rimborso a piè di lista delle spese di vitto e alloggio sostenute dal lavoratore per sé e per i familiari a carico componenti il nucleo familiare.

Le diarie o i rimborsi di cui al presente articolo saranno corrisposti per il tempo strettamente necessario al trasloco. Quando il trasferimento comporta anche il trasporto del mobilio, il lavoratore avrà diritto a percepire le diarie o i rimborsi di cui al presente articolo fino a 8 giorni dopo l'arrivo del mobilio.

Il trasferimento dei lavoratori con responsabilità di direzione esecutiva che determini il cambiamento di residenza verrà di norma comunicato per iscritto agli interessati con un preavviso di 45 giorni ovvero di 70 giorni per coloro che abbiano familiari a carico.

In tali ipotesi, ai lavoratori di cui al comma precedente sarà riconosciuto, per un periodo massimo di 9 mesi, il rimborso dell'eventuale differenza del canone effettivo di locazione per un alloggio dello stesso tipo di quello occupato nella località di provenienza.



Art. 107
- Disposizioni per i trasferimenti.

A norma dell'art. 13, legge 20.5.70 n. 300, il lavoratore non può essere trasferito da un'unità aziendale a un'altra se non per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive.

Il personale trasferito avrà diritto, in caso di successivo licenziamento, al rimborso delle spese per il ritorno suo e della sua famiglia nel luogo di provenienza, purché il rientro sia effettuato entro 6 mesi dal licenziamento, salvo i casi di forza maggiore.

Nota a verbale.

Le Parti convengono di costituire una Commissione di studio in materia di missioni e trasferte che dovrà elaborare proposte da sottoporre alle Parti stesse entro la scadenza del I biennio del presente CCNL, al fine di adeguare la normativa contrattuale vigente alle modificazioni settoriali e organizzative in corso.



Titolo XIV
- MALATTIE E INFORTUNI

Art. 108
- Malattia.

Nell'ambito della normativa del Servizio Sanitario Nazionale il datore di lavoro ha l'obbligo di rilasciare ai propri dipendenti, all'atto dell'assunzione, la certificazione eventualmente prescritta dalle vigenti disposizioni di legge o di regolamento ai fini dell'iscrizione del lavoratore stesso al SSN.



Art. 109
- Normativa.

Salvo il caso di giustificato e comprovato impedimento e fermi restando gli obblighi di cui al precedente art. 108, parte II, il lavoratore ha l'obbligo di dare immediata notizia della propria malattia al datore di lavoro; in caso di mancata comunicazione, trascorso 1 giorno dall'inizio dell'assenza, l'assenza stessa sarà considerata ingiustificata, con le conseguenze previste dagli artt. 170 e 173, parte II del presente contratto.

Il lavoratore ha l'obbligo di presentarsi in servizio alla data indicata dal certificato del medico curante ovvero, laddove siano esperiti i controlli sanitari previsti, alla data indicata dal certificato del medico di controllo; in caso di mancata presentazione o di ritardo ingiustificato, il rapporto di lavoro s'intenderà risolto di pieno diritto con la corresponsione di quanto previsto agli artt. 159 e 160, parte II del presente contratto.

Nell'ipotesi di continuazione della malattia, salvo il caso di giustificato e comprovato impedimento, il lavoratore ha l'obbligo di dare immediata notizia della continuazione stessa all'azienda da cui dipende; in caso di mancata comunicazione, trascorso 1 giorno dall'inizio dell'assenza, l'assenza stessa sarà considerata ingiustificata con le conseguenze previste dagli artt. 170 e 173, parte II del presente contratto.

Il lavoratore che presti servizio in aziende addette alla preparazione, manipolazione e vendita di sostanze alimentari di cui alla legge 30.4.62 n. 283, ha l'obbligo in caso di malattia di durata superiore a 5 giorni, di presentare al rientro in servizio al datore di lavoro il certificato medico dal quale risulti che il lavoratore non presenta pericolo di contagio dipendente dalla malattia medesima.

Ai sensi dell'art. 5, legge 20.5.70 n. 300, il datore di lavoro o chi ne fa le veci ha diritto di far effettuare il controllo delle assenze per infermità di malattia attraverso i servizi ispettivi degli Istituti competenti nonché dai medici dei Servizi sanitari indicati dalla Regione. Il datore di lavoro o chi ne fa le veci ha inoltre la facoltà di far controllare l'idoneità fisica del lavoratore da parte di enti pubblici e istituti specializzati di diritto pubblico.



Art. 110
- Obblighi del lavoratore.

Il lavoratore assente per malattia è tenuto a rispettare scrupolosamente le prescrizioni mediche inerenti la permanenza presso il proprio domicilio.

Il lavoratore è altresì tenuto a trovarsi nel proprio domicilio dalle ore 10 alle 12 e dalle ore 17 alle 19, al fine di consentire l'effettuazione delle visite di controllo, richieste dal datore di lavoro.

Nel caso in cui a livello nazionale o territoriale le visite di controllo siano effettuate a seguito di un provvedimento amministrativo o su decisione dell'Ente preposto ai controlli di malattia, in orari diversi da quelli indicati al comma 2 del presente articolo, questi ultimi saranno adeguati ai nuovi criteri organizzativi.

Salvo i casi di giustificata e comprovata necessità di assentarsi dal domicilio per le visite, le prestazioni, gli accertamenti specialistici e le visite ambulatoriali di controllo e salvo i casi di forza maggiore, dei quali ultimi il lavoratore ha l'obbligo di dare immediata notizia all'azienda da cui dipende, il mancato rispetto da parte del lavoratore dell'obbligo di cui al comma 2 del presente articolo comporta comunque l'applicazione delle sanzioni previste dall'art. 5, legge 11.11.83 n. 638, comma 14, nonché l'obbligo dell'immediato rientro in azienda.

In caso di mancato rientro, l'assenza sarà considerata ingiustificata, con le conseguenze previste agli artt. 170 e 173, parte II del presente contratto.



Art. 111
- Periodo di comporto.

Durante la malattia, il lavoratore non in prova ha diritto alla conservazione del posto per un periodo massimo di 180 giorni in un anno solare, trascorso il quale, perdurando la malattia, il datore di lavoro potrà procedere al licenziamento con la corresponsione di quanto previsto agli artt. 159 e 160, parte II del presente contratto, salvo quanto disposto dal successivo art. 117, parte II.

Il periodo di malattia è considerato utile ai fini del computo delle indennità di preavviso e di licenziamento.

Nei confronti dei lavoratori assunti con contratto a tempo determinato le norme relative alla conservazione del posto e al trattamento retributivo di cui al successivo articolo sono applicabili nei limiti di scadenza del contratto stesso.



Art. 112
- Trattamento economico di malattia.

Durante il periodo di malattia, previsto dall'articolo precedente, il lavoratore avrà diritto, alle normali scadenze dei periodi di paga:

(a) a un'indennità pari al 50% della retribuzione giornaliera per i giorni di malattia dal 4° al 20° e pari a 2/3 della retribuzione stessa per i giorni di malattia dal 21° in poi, posta a carico dell'INPS ai sensi dell'art. 74, legge 23.12.78 n. 833, secondo le modalità stabilite, e anticipata dal datore di lavoro ai sensi dell'art. 1, legge 29.2.80 n. 33. L'importo anticipato dal datore di lavoro è posto a conguaglio con i contributi dovuti all'INPS, secondo le modalità di cui agli artt. 1 e 2, legge 29.2.80 n. 33;

(b) a un'integrazione dell'indennità a carico dell'INPS da corrispondersi dal datore di lavoro, a suo carico, in modo da raggiungere complessivamente le seguenti misure:

(1) 100% per primi 3 giorni (periodo di carenza); (2) 75% per i giorni dal 4° al 20°; (3) 100% per i giorni dal 21° in poi della retribuzione giornaliera netta cui il lavoratore avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento del rapporto. Per retribuzione giornaliera s'intende la quota giornaliera della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II.

Al fine della percezione delle indennità economiche relative al periodo di malattia il lavoratore è tenuto
- ai sensi dell'art. 2, legge 29.2.80 n. 33
- a recapitare o a trasmettere a mezzo raccomandata a/r, entro 2 giorni dal rilascio da parte del medico curante, l'attestazione sull'inizio e la durata presunta della malattia, nonché i successivi certificati in caso di ricaduta o continuazione della malattia.

Al momento della risoluzione del rapporto, il datore di lavoro è obbligato a rilasciare una dichiarazione di responsabilità dalla quale risulti il numero di giornate di malattia indennizzate nel periodo, precedente alla data di risoluzione del rapporto, dell'anno di calendario in corso.

Le indennità a carico del datore di lavoro non sono dovute se l'INPS non corrisponde per qualsiasi motivo l'indennità di cui alla lett. a) del presente articolo; se l'indennità stessa è corrisposta dall'INPS in misura ridotta, il datore di lavoro non è tenuto ad integrare la parte d'indennità non corrisposta dall'istituto.

Le indennità a carico del datore di lavoro non sono dovute nei casi di cui ai successivi artt. 114 e 119, parte II.

A far data dall'1.1.00 la disciplina relativa alle indennità di malattia a carico del datore di lavoro in caso di contratto di apprendistato è regolata dal precedente art. 29, parte II.

Dichiarazione a verbale.

Il sistema di computo delle integrazioni a carico del datore di lavoro decorre da aprile 1987.



Art. 113
- Infortunio.

Le aziende sono tenute ad assicurare presso l'INAIL contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali il personale dipendente soggetto all'obbligo assicurativo secondo le vigenti norme legislative e regolamentari.

Il lavoratore deve dare immediata notizia di qualsiasi infortunio, anche di lieve entità, al proprio datore di lavoro; quando il lavoratore abbia trascurato di ottemperare all'obbligo predetto e il datore di lavoro, non essendo venuto altrimenti a conoscenza dell'infortunio, non abbia potuto inoltrare la prescritta denuncia all'INAIL, il datore di lavoro resta esonerato da ogni e qualsiasi responsabilità derivante dal ritardo stesso.

Per la conservazione del posto di lavoro e per la risoluzione del rapporto di lavoro valgono le stesse norme di cui agli artt. 62, 111, 117 e 118, parte II.

Dichiarazione a verbale.

A decorrere dall'1.1.95 i periodi di comporto per malattia e per infortunio agli effetti del raggiungimento del termine massimo di conservazione del posto sono distinti e hanno la durata di 180 giorni cadauno.



Art. 114
- Trattamento economico di infortunio.

Ai sensi dell'art. 73, DPR 30.6.65 n. 1124, il datore di lavoro è tenuto a corrispondere un'intera quota giornaliera della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II, per la giornata in cui avviene l'infortunio.

A decorrere dal 1° giorno successivo a quello dell'infortunio verrà corrisposta dal datore di lavoro al lavoratore non apprendista, assente per inabilità temporanea assoluta derivante da infortunio sul lavoro, un'integrazione dell'indennità corrisposta dall'INAIL fino a raggiungere complessivamente le seguenti misure:

(1) 60% per i primi 3 giorni (periodo di carenza); (2) 90% per i giorni dal 5° al 20°; (3) 100% per i giorni dal 21° in poi della retribuzione giornaliera netta cui il lavoratore avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento del rapporto. Per retribuzione giornaliera s'intende la quota giornaliera della retribuzione di fatto di cui all'art.134, parte II.

Per gli apprendisti le misure previste dai punti 2) e 3) del precedente comma sono fissate rispettivamente nell'80% e nel 90%.

L'indennità a carico del datore di lavoro non è dovuta se l'INAIL non corrisponde per qualsiasi motivo l'indennità prevista dalla legge.

Dichiarazione a verbale.

Il sistema di computo delle integrazioni a carico del datore di lavoro decorre dall'1.4.87.



Art. 115
- Quota giornaliera per malattia e infortunio.

Durante i periodi di malattia e infortunio la quota giornaliera della retribuzione di fatto di cui all'art.134, parte II, stante la sua natura integrativa, si ottiene applicando i criteri adottati da INPS e INAIL.



Art. 116
- Festività.

Ai sensi della legge 31.3.54 n. 90, per le festività cadenti nel periodo di malattia o infortunio, il lavoratore ha diritto a un'indennità integrativa di quella a carico rispettivamente di INPS e INAIL, da corrispondersi a carico del datore di lavoro, in modo da raggiungere complessivamente il 100% della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II.



Art. 117
- Aspettativa non retribuita per malattia.

Nei confronti dei lavoratori ammalati la conservazione del posto, fissata nel periodo massimo di giorni 180 dall'art. 111, parte II del presente contratto, sarà prolungata, a richiesta del lavoratore, per un ulteriore periodo di aspettativa non retribuita e non superiore a 120 giorni alla condizione che siano esibiti dal lavoratore regolari certificati medici.

I lavoratori che intendano beneficiare del periodo di aspettativa di cui al precedente comma dovranno presentare richiesta a mezzo raccomandata a/r prima della scadenza del 180° giorno di assenza per malattia e firmare espressa accettazione della suddetta condizione.

Il datore di lavoro darà riscontro alla richiesta di cui al precedente comma, comunicando per iscritto la scadenza del periodo di aspettativa.

Al termine del periodo di aspettativa il datore di lavoro potrà procedere al licenziamento ai sensi del precedente art. 111, parte II; il periodo stesso è considerato utile ai fini dell'anzianità di servizio in caso di prosecuzione del rapporto.



Art. 118
- Aspettativa non retribuita per infortunio.

Nei confronti dei lavoratori infortunati sul lavoro, assenti per invalidità temporanea assoluta, la conservazione del posto oltre il periodo massimo di 180 giorni fissato dagli artt. 111 e 113, parte II, sarà prolungata, a richiesta del lavoratore, per un periodo di aspettativa non retribuita, per tutta la durata dell'infortunio.

L'aspettativa spetta fino alla cessazione della corresponsione dell'indennità di inabilità temporanea da parte dell'INAIL, a condizione che siano esibiti regolari certificati medici e idonea documentazione comprovante il permanere dello stato di inabilità temporanea assoluta.

I lavoratori che intendano beneficiare del periodo di aspettativa di cui ai precedenti commi dovranno presentare richiesta a mezzo raccomandata a/r prima della scadenza del 180° giorno di assenza per infortunio e firmare espressa accettazione della suddetta condizione.

Il datore di lavoro darà riscontro alla richiesta di cui al precedente comma.

Al termine del periodo di aspettativa di cui al presente articolo, perdurando l'assenza, il datore di lavoro potrà procedere alla risoluzione del rapporto ai sensi del precedente art. 111, parte II; il periodo stesso è considerato utile ai soli fini dell'anzianità di servizio in caso di prosecuzione del rapporto limitatamente ai primi 120 giorni del periodo di aspettativa.



Art. 119
- Tubercolosi.

I lavoratori affetti da tubercolosi, che siano ricoverati in Istituti sanitari o Case di cura a carico dell'assicurazione obbligatoria Tbc o dello Stato, delle Province e dei Comuni, o a proprie spese, hanno diritto alla conservazione del posto fino a 18 mesi dalla data di sospensione del lavoro a causa della malattia tubercolare; nel caso di dimissione per dichiarata guarigione, prima della scadenza di 14 mesi dalla data di sospensione predetta, il diritto alla conservazione del posto sussiste fino a 4 mesi successivi alla dimissione stessa.

Per le aziende che impiegano più di 15 dipendenti, l'obbligo di conservazione del posto sussiste in ogni caso fino a 6 mesi dopo la data di dimissione dal luogo di cura per avvenuta stabilizzazione, ai sensi dell'art. 9, legge 14.12.70 n. 1088.

Il diritto alla conservazione del posto cessa comunque ove sia dichiarata l'inidoneità fisica permanente al posto occupato prima della malattia; in caso di contestazione in merito all'idoneità stessa decide in via definitiva il direttore del Presidio sanitario antitubercolare assistito, a richiesta, da sanitari indicati dalle parti interessate, ai sensi dell'ultimo comma, art. 10, legge 28.2.53 n. 86.

Tanto nei casi di ricovero in luogo di cura quanto negli altri casi, al lavoratore affetto da malattia tubercolare sarà riconosciuto nell'anzianità di servizio un periodo massimo di 180 giorni.



Art. 120
- Rinvio alle leggi.

Per quanto non previsto dal presente contratto in materia di malattia e infortuni, valgono le norme di legge e regolamentari vigenti.

Restano ferme le norme previste dagli ordinamenti speciali regionali.



Titolo XV
- GRAVIDANZA E PUERPERIO

Art. 121
- Astensione dal lavoro.

Durante lo stato di gravidanza e puerperio la lavoratrice ha diritto di astenersi dal lavoro:

(a) per i 2 mesi precedenti la data presunta del parto indicata nel certificato medico di gravidanza; (b) per il periodo intercorrente tra la data presunta del parto e il parto stesso; (c) per i 3 mesi dopo il parto; (d) per un ulteriore periodo di 6 mesi dopo il periodo di cui alla lett. c).

In applicazione e alle condizioni previste dalla Sentenza della Corte Costituzionale n. 972 dell'11.10.88, per le lavoratrici madri addette a lavori pericolosi, faticosi e insalubri, il periodo di astensione obbligatoria 'post partum' è fissato in 7 mesi.

Il diritto di cui alla lett. c) è riconosciuto anche al padre lavoratore ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 7, legge 9.12.77 n. 903, alle condizioni previste nello stesso articolo, nonché in applicazione della Sentenza della Corte Costituzionale n. 1 del 19.1.87, ove l'assistenza della madre al minore sia divenuta impossibile per decesso o grave infermità.

Il diritto di cui alla lett. d) è riconosciuto, in alternativa alla madre, al padre lavoratore ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 7, legge 9.12.77 n. 903, alle condizioni previste nello stesso articolo.

La lavoratrice ha diritto alla conservazione del posto per tutto il periodo di gestazione, attestato da regolare certificato medico, e fino al compimento di 1 anno d'età del bambino, salvo eccezioni previste dalla legge (licenziamento per giusta causa, cessazione dell'attività dell'azienda, ultimazione della prestazione per la quale la lavoratrice era stata assunta, cessazione del rapporto di lavoro per scadenza del termine per il quale era stato stipulato, esito negativo della prova).

Il divieto di licenziamento opera in connessione con lo stato oggettivo di gravidanza e puerperio e la lavoratrice licenziata nel corso del periodo in cui opera il divieto ha diritto di ottenere il ripristino del rapporto di lavoro mediante presentazione, entro 90 giorni dal licenziamento, di idonea certificazione dalla quale risulti l'esistenza, all'epoca del licenziamento, delle condizioni che lo vietavano.

Ai sensi dell'art. 4, DPR 25.11.76 n. 1026, la mancata prestazione di lavo ro durante il periodo di tempo intercorrente tra la data della cessazione effettiva del rapporto di lavoro e la presentazione della certificazione non dà luogo a retribuzione. Il periodo stesso è tuttavia computato nell'anzianità di servizio, esclusi gli effetti relativi alle ferie, alle mensilità supplementari e al TFR.

In caso di malattia prodotta dallo stato di gravidanza nei mesi precedenti il periodo di divieto di licenziamento, il datore di lavoro è obbligato a conservare il posto alla lavoratrice alla quale è applicabile il divieto stesso.

I periodi di astensione obbligatoria dal lavoro indicati alle lett. a), b), c), devono essere computati nell'anzianità di servizio a tutti gli effetti contrattualmente previsti, compresi quelli relativi alla 13a mensilità, 14a mensilità, alle ferie e al TFR.

Il periodo di assenza facoltativa di cui alla lett. d) è computato nell'anzianità di servizio esclusi gli effetti relativi alle ferie e alle mensilità supplementari.

Durante il periodo di assenza obbligatoria e facoltativa la lavoratrice ha diritto a un'indennità pari rispettivamente all'80% e al 30% della retribuzione, posta a carico dell'INPS dall'art. 74, legge 23.12.78 n. 833, secondo le modalità stabilite, e anticipata dal datore di lavoro ai sensi dell'art. 1, legge 29.2.80 n. 33 (vedi Sentenza Corte Costituzionale 18.3.91 n. 132, per il lavoro a tempo parziale).

Per i soli periodi indicati nei punti a), b) e c), comma 1 del presente articolo, l'indennità di cui al comma precedente verrà integrata dal datore di lavoro in modo da raggiungere il 90% della retribuzione mensile netta cui la lavoratrice avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento del rapporto, salvo che l'indennità economica dell'INPS non raggiunga un importo superiore, a decorrere dall'1.1.00 e il 100% della retribuzione mensile netta cui la lavoratrice avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento del rapporto, salvo che l'indennità economica dell'INPS non raggiunga un importo superiore, a decorrere dall'1.1.01, ferma restando l'indennità pari all'80% della retribuzione per tutto il periodo di astensione obbligatoria anticipata di cui all'art. 5, legge n. 1204/71.

L'importo anticipato dal datore di lavoro è posto a conguaglio con i contributi dovuti all'INPS, secondo le modalità di cui agli artt. 1 e 2, legge 29.2.80 n. 33.



Chiarimento a verbale all'art. 102, parte II.

Le parti si danno atto che, ferma restando la corresponsione integrale della 13a mensilità, le disposizioni del presente articolo si applicano anche alla 14a mensilità. Sono pertanto abrogati l'ultimo comma, art. 150, parte II, e l'ultimo comma, art. 151, parte II.



Art. 122
- Permessi per assistenza al bambino.

Il datore di lavoro deve consentire alle lavoratrici madri, durante il 1° anno di vita del bambino, 2 periodi di riposo, anche cumulabili, durante la giornata. Il riposo è 1 solo quando l'orario giornaliero di lavoro è inferiore a 6 ore. Il diritto di cui al comma precedente è riconosciuto in alternativa alla madre, al padre lavoratore, in applicazione della Sentenza della Corte Costituzionale n. 179 del 21.2.93.

La concessione dei riposi giornalieri al padre lavoratore è subordinata in ogni caso all'esplicito consenso scritto della madre. Inoltre, il diritto ai riposi giornalieri retribuiti non può esercitarsi durante i periodi in cui il padre lavoratore o la madre lavoratrice godano già dei periodi di astensione obbligatoria o di assenza facoltativa o quando, per altre cause, l'obbligo della prestazione lavorativa sia interamente sospeso.

I periodi di riposo di cui al precedente comma hanno la durata di 1 ora ciascuno e sono considerati ore lavorative agli effetti della durata del lavoro, essi comportano il diritto della lavoratrice ad uscire dall'azienda.

Per detti riposi è dovuta dall'INPS un'indennità pari all'intero ammontare della retribuzione relativa ai riposi medesimi (*).

L'indennità è anticipata dal datore ed è portata a conguaglio con gli importi contributivi dovuti all'ente assicuratore, ai sensi dell'art. 8, legge 9.12.77 n. 903.

I riposi di cui ai precedenti commi sono indipendenti da quelli previsti dagli artt. 18 e 19, legge 26.4.34 n. 635, sulla tutela del lavoro delle donne.

La lavoratrice ha diritto, altresì, ad assentarsi dal lavoro durante le malattie del bambino d'età inferiore a 3 anni, dietro presentazione di certificato medico.

Il diritto di cui al comma precedente è riconosciuto, in alternativa alla madre, al padre lavoratore, ferme restando le condizioni e le modalità di godimento di cui all'art. 7, legge 9.12.77 n. 903.

I periodi di assenza di cui al penultimo e terzultimo comma sono computati nell'anzianità di servizio, esclusi gli effetti relativi alle ferie e alle mensilità supplementari, ai sensi dell'art. 7, ultimo comma, legge 30.12.71 n. 1204, e al TFR.

(*) Tale indennità è posta a carico dell'INPS dall'1.1.80, mentre con effetto dall'1.1.78 era dovuta dall'Ente assicuratore di malattia presso la quale la lavoratrice era assicurata, ai sensi dell'art. 8, legge 9.12.77 n. 903.



Art. 123
- Normativa.

La lavoratrice in stato di gravidanza è tenuta ad esibire al datore di lavoro il certificato rilasciato da un ufficiale sanitario o da un medico del SSN e il datore di lavoro è tenuto a darne ricevuta.

Per usufruire dei benefici connessi con il parto e il puerperio la lavoratrice è tenuta ad inviare al datore di lavoro, entro il 30° giorno successivo al parto, il certificato di nascita del bambino rilasciato dall'Ufficio di Stato civile oppure il certificato di assistenza al parto, vidimato dal sindaco, previsto dal RDL 15.10.36 n. 2128.

Nel caso di dimissioni presentate durante il periodo per cui è previsto il divieto di licenziamento la lavoratrice ha diritto al TFR e ad un'indennità pari a quella spettante in caso di preavviso secondo le modalità previste dall'art. 159, parte II.

Ai sensi della legge 31.3.54 n. 90, per le festività cadenti nel periodo di assenza obbligatoria e facoltativa, la lavoratrice ha diritto a un'indennità integrativa di quella a carico dell'INPS, da corrispondersi a carico del datore di lavoro in modo da raggiungere complessivamente il 100% della quota giornaliera della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II.

Per quanto non previsto dal presente contratto in materia di gravidanza e puerperio valgono le norme di legge e regolamentari vigenti.



Titolo XVI
- SOSPENSIONE DEL LAVORO

Art. 124
- Sospensione.

In caso di sospensione del lavoro per fatto dipendente dal datore di lavoro e indipendente dalla volontà del lavoratore, questi ha diritto alla retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II, per tutto il periodo della sospensione.

La norma di cui al precedente comma non si applica nel caso di pubbliche calamità, eventi atmosferici straordinari e altri casi di forza maggiore.



Titolo XVII
- ANZIANITÀ DI SERVIZIO

Art. 125
- Decorrenza anzianità di servizio.

L'anzianità di servizio decorre dal giorno in cui il lavoratore è entrato a far parte dell'azienda, quali che siano le mansioni ad esso affidate.

Sono fatti salvi criteri diversi di decorrenza dell'anzianità espressamente previsti per singoli istituti contrattuali, ai fini della maturazione dei relativi diritti.

Chiarimento a verbale.

Tutte le norme contrattuali relative all'anzianità di servizio non si riferiscono comunque al TFR che trova regolamentazione specifica nell'art. 160, parte II del presente contratto e nelle disposizioni della legge 29.5.82 n. 297.



Art. 126
- Computo anzianità frazione annua.

Ad eccezione degli effetti derivanti dalla normativa sugli scatti d'anzianità, le frazioni di anno saranno computate, a tutti gli effetti contrattuali, per 12simi, computandosi come mese intero le frazioni di mese superiori o uguali a 15 giorni.

Per mesi s'intendono quelli del calendario civile (gennaio, febbraio, marzo, ecc.).



Titolo XVIII
- ANZIANITÀ CONVENZIONALE

Art. 127
- Anzianità convenzionale.

Ai lavoratori che si trovino nelle condizioni appresso indicate verrà riconosciuta, agli effetti del preavviso o della relativa indennità sostitutiva, una maggiore anzianità convenzionale commisurata come segue:

(a) mutilati e invalidi di guerra: 1 anno;

(b) decorati al valore e insigniti di ordini militari, promossi per meriti di guerra e feriti di guerra: 6 mesi per ogni titolo di benemerenza;

(c) ex combattenti e ad essi equiparati a norma di legge, che abbiano prestato servizio presso reparti mobilitati in zona di operazione: 6 mesi per ogni anno di campagna e 3 mesi per le frazioni di anno superiori ad almeno 6 mesi.

Le predette anzianità sono cumulabili fino al limite di 36 mesi.

L'anzianità convenzionale non può essere fatta valere che una sola volta nella carriera del lavoratore, anche nel caso di prestazioni presso aziende ed enti diversi, comprese le pubbliche amministrazioni; il datore di lavoro ha pertanto il diritto di assumere informazioni ed esperire indagini al riguardo.

Il lavoratore di nuova assunzione dovrà comunicare, a pena di decadenza, al datore di lavoro i propri titoli validi ad ottenere il diritto alle predette anzianità all'atto dell'assunzione stessa, impegnandosi a fornire la relativa documentazione entro 6 mesi dal termine del periodo di prova.

Per i lavoratori in servizio all'atto dell'entrata in vigore del presente contratto restano ferme le norme di cui all'art. 76 del precedente CCNL 23.10.50 in base alle quali i lavoratori stessi, per ottenere il riconoscimento dell'anzianità convenzionale, dovevano esibire la documentazione entro 6 mesi, se in servizio al 23.10.50 e denunciare all'atto dell'assunzione i titoli validi, con riserva di presentare i documenti entro 6 mesi, se assunti dopo tale data; l'entrata in vigore del presente contratto non riapre i suddetti termini.

Il datore di lavoro, ricevuta la comunicazione e la documentazione dei titoli, dovrà computare a favore del lavoratore il periodo d'anzianità convenzionale cui egli ha diritto.

Chiarimento a verbale.

Le parti si danno atto che, per i lavoratori in forza al 31.5.82 che abbiano presentato le necessarie documentazioni, l'anzianità convenzionale è riconosciuta anche agli effetti dell'indennità di anzianità calcolata secondo la disciplina vigente sino alla predetta data.



Titolo XIX
- PASSAGGI DI QUALIFICA

Art. 128
- Mansioni del lavoratore.

Il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti al livello superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte, senza alcuna diminuzione della retribuzione. Nel caso di assegnazione a mansioni superiori, il prestatore ha diritto al trattamento corrispondente all'attività svolta e l'assegnazione stessa diviene definitiva, ove la medesima non abbia avuto luogo per sostituzione di lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto, dopo un periodo non superiore a 3 mesi.



Art. 129
- Mansioni promiscue.

Ad eccezione delle mansioni relative alla qualifica di addetto a mansioni d'ordine di segreteria (livello 4, punto 14), di addetto alle operazioni ausiliare alla vendita nelle aziende ad integrale libero servizio (livello 4, punto 8 e livello 5, punto 23) e di addetto all'insieme delle operazioni nei magazzini di smistamento, centri di distribuzione e/o depositi nelle aziende ad integrale libero servizio (grandi magazzini, magazzini a prezzo unico, supermercati ed esercizi similari) (livelli 4 e 5), in caso di mansioni promiscue si farà riferimento all'attività prevalente.

Per attività prevalente s'intende quella di maggiore valore professionale, sempre che venga abitualmente prestata, non si tratti di un normale periodo di addestramento e non abbia carattere accessorio o complementare.

In tal caso, ferme restando le mansioni di fatto espletate, al lavoratore compete l'inquadramento al livello superiore.



Art. 130
- Passaggi di livello.

Il lavoratore promosso a livello superiore ha diritto alla retribuzione contrattuale del nuovo livello; qualora il lavoratore percepisca, all'atto della promozione, una retribuzione superiore al minimo tabellare del nuovo livello, manterrà la relativa eccedenza come assegno 'ad personam' avente lo stesso titolo e caratteristiche originarie. In ogni caso, tale eccedenza non potrà essere assorbita dagli scatti d'anzianità e dall'indennità di contingenza.

Il lavoratore appartenente a qualifica non impiegatizia ai sensi di legge, in caso di passaggio a categoria impiegatizia, conserva l'anzianità maturata nelle rispettive qualifiche di impiegato e di lavoratore con mansioni non impiegatizie.



Titolo XX
- SCATTI DI ANZIANITÀ

Art. 131
- Scatti di anzianità.

Per l'anzianità di servizio maturata presso la stessa azienda o gruppo aziendale (intendendosi per tale il complesso commerciale facente capo alla stessa società) il personale ha diritto a 10 scatti triennali. Ai fini della maturazione degli scatti, l'anzianità di servizio decorre:

(a) dalla data di assunzione per tutto il personale assunto a partire dalla data d'entrata in vigore del CCNL 28.3.87;

(b) dalla data d'entrata in vigore del CCNL 28.3.87 per tutto il personale assunto antecedentemente e che a tale data non abbia ancora raggiunto il 21° anno d'età;

(c) dal 21° anno d'età per tutto il personale assunto antecedentemente alla data d'entrata in vigore del CCNL 28.3.87 e che a tale data abbia già compiuto il 21° anno d'età.

Gli importi degli scatti in cifra fissa sono determinati, per ciascun livello d'inquadramento, nelle seguenti misure e con decorrenza 1.1.90:

£ E Quadri 49.300 25,46 1 48.100 24,84 2 44.200 22,83 3 42.500 21,95 4 40.000 20,66 5 39.300 20,30 6 38.200 19,73 7 37.700 19,47

In occasione del nuovo scatto, l'importo degli scatti maturati successivamente all'1.7.73 è calcolato in base ai valori indicati nella tabella di cui al presente articolo senza liquidazione di arretrati per gli scatti maturati per il periodo pregresso.

L'importo degli scatti determinati secondo i criteri di cui ai commi precedenti viene corrisposto con decorrenza dal 1° giorno del mese immediatamente successivo a quello in cui si compie il triennio d'anzianità.

Gli scatti d'anzianità non possono essere assorbiti da precedenti e successivi aumenti di merito, né eventuali aumenti di merito possono essere assorbiti dagli scatti maturati o da maturare.

Nota a verbale.

Le parti confermano che l'importo degli scatti maturati a tutto l'1.7.73 rimane congelato in cifra e deve essere erogato senza rivalutazione in occasione dei nuovi scatti e fermo restando il numero massimo degli scatti indicati al comma 1 del presente articolo.

Interpretazione autentica delle parti sulla disciplina degli scatti di anzianità.

La decorrenza convenzionale degli aumenti periodici d'anzianità (denominati successivamente, scatti d'anzianità), a partire dal compimento del 21° anno d'età trova la sua origine nel 1° accordo normativo post
- corporativo settore Commercio del 10.8.46.

La decorrenza di cui sopra deve considerarsi svincolata da qualunque riferimento alla maggiore età del prestatore d'opera, in quanto diretta, al momento della sua introduzione, a concretizzare un sistema d'incremento automatico della retribuzione, finalizzato a consolidare il rapporto tra impresa e lavoratore. Detto sistema, quindi, si è posto, fin dall'origine, come supplementare rispetto al naturale rapporto di scambio tra prestazione lavorativa e retribuzione; si tratta in sostanza, di un sistema meramente convenzionale
- dove tra l'altro la prima (eventuale) differenza retributiva viene a riscontrarsi tra i lavoratori ventiquattrenni
- che, in modo parimenti convenzionale, le parti hanno inteso disciplinare nei suoi aspetti oggettivi (ad esempio: valore degli scatti, anche differenziati per livelli, periodicità triennale, ecc.) e soggettivi allo scopo principale di conseguire la suddetta finalità generale contenendo, nel contempo, l'onere economico.

Si deve, infine, sottolineare che il sistema contrattuale non ha, comunque, inteso determinare una coincidenza tra maturazione dell'anzianità di servizio e maturazione degli scatti, e ciò anche in momenti non iniziali del rapporto di lavoro, com'è dimostrato dall'apposizione di un limite al numero degli scatti stessi, numero variato nel tempo ma pur sempre sussistente.

Nel quadro convenzionale sopra evidenziato si inserisce pure l'esplicita previsione della possibilità di introdurre deroghe espressamente previste per singoli istituti contrattuali al principio della decorrenza dell'anzianità dal giorno dell'assunzione (art. 75, CCNL 18.3.83).

Per tutto quanto sopra indicato, le parti riconfermano in particolare la natura convenzionale del riferimento al 21° anno d'età, che deve intendersi, pertanto, sin dall'origine in nessun modo collegabile al concetto del compimento della maggiore età.

Riaffermano, quindi, anche alla luce dei principi costituzionali, la piena validità di tutte le intese contrattuali intercorse.



Titolo XXI
- TRATTAMENTO ECONOMICO

Art. 132
- Normale retribuzione.

La normale retribuzione del lavoratore è costituita dalle seguenti voci:

(a) paga base nazionale conglobata; (b) indennità di contingenza; (c) terzi elementi nazionali o provinciali ove esistenti; (d) eventuali scatti d'anzianità per gli aventi diritto ai sensi del precedente art. 131, parte II; (e) altri elementi derivanti dalla contrattazione collettiva.

Gli importi dell'indennità di cui alla lett. b), comprensiva dell'elemento di cui al successivo art. 133, parte II, determinata in sede nazionale con appositi accordi, sono riportati nella sottostante tabella:

£ E Quadri 1.046.308 540,37 1 1.040.778 537,52 2 1.031.140 532,54 3 1.022.162 527,90 4 1.015.026 524,22 5 1.010.619 521,94 6 1.006.395 519,76 7 1.002.045 517,51

L'importo giornaliero dell'indennità di contingenza si ottiene dividendo per 26 l'importo mensile.



Art. 133
- Conglobamento Elemento Distinto della Retribuzione (EDR).

A decorrere dall'1.1.95, l'importo di £ 20.000 corrisposto a titolo di EDR ai sensi dell'Accordo interconfederale 31.7.92 è conglobato nell'indennità di contingenza di cui alla legge 26.2.86 n. 38, così come modificata dalla legge 13.7.90 n. 91.

Conseguentemente, all'1.1.95, l'importo dell'indennità di contingenza spettante al personale qualificato all'1.11.91 sarà aumentato di £ 20.000 per tutti i livelli. Contestualmente, le aziende cesseranno di corrispondere il predetto EDR.



Art. 134
- Retribuzione di fatto.

La retribuzione di fatto è costituita dalle voci di cui al precedente art. 132, parte II, nonché da tutti gli altri elementi retributivi aventi carattere continuativo ad esclusione dei rimborsi di spese, dei compensi per lavoro straordinario, delle gratificazioni straordinarie o 'una tantum', e di ogni elemento espressamente escluso dalle parti dal calcolo di singoli istituti contrattuali ovvero esclusi dall'imponibile contributivo a norma di legge.



Art. 135
- Retribuzione mensile.

Eccettuate le prestazioni occasionali o saltuarie, la retribuzione mensile, sia normale che di fatto, è in misura fissa e cioè non variabile in relazione alle festività, ai permessi retribuiti, alle giornate di riposo settimanale di legge cadenti nel periodo di paga e, fatte salve le condizioni di miglior favore, alla distribuzione dell'orario settimanale. Essa si riferisce pertanto a tutte le giornate del mese di calendario.



Art. 136
- Quota giornaliera.

La quota giornaliera della retribuzione, sia normale che di fatto, si ottiene, in tutti i casi, dividendo l'importo mensile per il divisore convenzionale 26, fatto salvo quanto previsto dall'art. 115, parte II.

Chiarimento a verbale.

Le parti si danno atto che con l'adozione del divisore convenzionale di cui al presente articolo hanno inteso stabilire l'equivalenza di trattamento sia per le trattenute sia per il pagamento delle giornate lavorative.



Art. 137
- Quota oraria.

La quota oraria della retribuzione, sia normale che di fatto, si ottiene dividendo l'importo mensile per i seguenti divisori convenzionali:

(a) 168, per il personale la cui durata normale di lavoro è di 40 ore settimanali; (b) 182, per il personale la cui durata normale di lavoro è di 42 ore settimanali; (c) 195, per il personale la cui durata normale di lavoro è di 45 ore settimanali.



Art. 138
- Paga base nazionale conglobata.

Agli 8 livelli previsti dalla classificazione del personale delle aziende commerciali di cui al titolo I e II, parte II del presente contratto, corrisponde una paga base nazionale conglobata nelle misure indicate di seguito:

TRATTAMENTO ECONOMICO

dal dal liv. 1.1.99 1.7.00 £ E £ E Quadri 1.884.064 973,0 1.946.564 1.005,3 4 2 1 1.697.164 876,5 1.753.464 1 905,59 2 1.468.063 758,1 1.516.763 9 783,34 3 1.254.786 684,0 1.296.411 4 669,54 4 1.085.221 560,4 1.121.221 7 579,06 5 980.467 506,3 1.012.992 7 523,17 6 880.237 454,6 909.437 0 469,69 7* 753.625 389,2 778.625 1 402,13

(*) (+ £ 10.000/E 5,16)

La paga base nazionale conglobata di cui al precedente comma si raggiunge con le modalità e le decorrenze indicate nell'art. 140, parte II, sommando alla paga base nazionale conglobata in atto al 31.8.99 (allegato 16) gli aumenti di cui al successivo art. 140, parte II.

Nei confronti del personale assunto successivamente al 31.8.99 verrà appli cata la tabella in vigore alla data di assunzione risultante dall'applicazione dei criteri di cui al comma 2 del presente articolo.



Art. 139
- Paga base nazionale conglobata 2° biennio economico.

A decorrere dalla scadenza sotto indicata, a tutto il personale qualificato verranno applicate le tabelle della paga base conglobata stabilita dall'Accordo di rinnovo 3.7.01.

liv. 1.7.01 1.1.02 1.7.02 1.1.03 £ E £ E £ E £ E Quadr 198128 1023,2 205507 1061,3 212451 1097,2 217312 1122,3 i 6 5 1 6 5 2 6 3 1 178474 185120 191376 195755 1010,9 2 921,74 7 956,07 3 988,38 1 9 2 154381 160131 165542 169330 9 797,32 2 827,01 3 854,95 1 874,52 3 131953 136867 141492 144730 6 681,48 7 706,86 7 730,75 2 747,47 4 114122 118372 122372 125172 1 589,39 1 611,34 1 632,00 1 646,46 5 103106 106945 110559 113089 1 532,48 9 552,33 8 570,99 5 584,06 6 101528 925659 478,06 960131 495,87 992576 512,62 7 524,35 7 802514 414,46 832028 429,71 859806 444,05 879250 454,09



Art. 140
- Aumenti retributivi mensili.

A decorrere dalle scadenze di seguito indicate, a tutto il personale qualificato verranno erogati i seguenti aumenti salariali non assorbibili:

dal 1.9.99 dal 1.7.00 totale £ E £ E £ E Quadr 69.44 35,87 62.500 32,28 131.944 68,1 i 4 4 1 62.55 32,31 56.300 29,08 118.856 61,3 6 8 2 54.11 27,95 48.700 25,15 102.811 53,1 1 0 3 46.25 23,89 41.625 21,50 87.875 45,3 0 8 4 40.00 20,66 36.000 18,59 76.000 39,2 0 5 5 36.13 18,66 32.525 16,80 68.664 35,4 9 6 6 32.44 16,76 29.200 15,08 61.645 31,8 5 4 7 27.77 14,35 25.000 12,91 52.778 27,2 8 6

Con le stesse decorrenze pertanto le paghe base nazionali conglobate sono quelle indicate nella tabella di cui al precedente art. 138, parte II.

Gli aumenti salariali di cui al presente articolo verranno corrisposti agli apprendisti nelle misure percentuali previste dall'art. 28, parte II.

Resta inteso che a decorrere da settembre 1999, la IVC cessa di essere corrisposta.



Art. 141
- Aumenti retributivi mensili
- 2° biennio economico.

A decorrere dalle scadenze appresso indicate, a tutto il personale qualificato, in base all'Accordo di rinnovo del 2° biennio economico 3.7.01, verranno erogati i seguenti aumenti salariali non assorbibili:

1.7.01 1.1.02 1.7.02 1.1.03 totale liv. £ E £ E £ E £ E £ E Quadr 3472 17,9 7378 38,1 69444 35,8 48611 25,1 226563 117,00 i 2 3 5 0 6 0 1 3127 16,1 6646 34,3 62556 32,3 43789 22,6 204087 105,40 8 5 5 2 0 1 2 2705 13,9 5749 29,6 54111 27,9 37878 19,5 176538 91,17 6 7 3 9 4 6 3 2312 11,9 4914 25,3 46250 23,8 32375 16,7 150891 77,93 5 4 1 7 8 2 4 2000 10,3 4250 21,9 40000 20,6 28000 14,4 130500 67,93 0 3 0 5 5 6 5 1806 3839 19,9 36139 18,6 25297 13,0 117903 60,89 9 9,33 8 3 6 6 6 1622 3447 17,8 32445 16,7 22711 11,7 105850 54,66 2 8,37 2 0 5 3 7 1388 2951 15,2 27778 14,3 19444 10,0 90675 46,80 9 7,17 4 4 4 4

Gli aumenti salariali di cui al presente articolo verranno corrisposti agli apprendisti nelle misure percentuali previste dall'art. 28, parte II.

Resta inteso che, a decorrere da luglio 2001, la IVC cessa di essere corrisposta.



Art. 142
- Una tantum.

A tutto il personale in forza all'1.9.99
- compresi i giovani assunti con CFL e gli operatori di vendita
- verrà erogato un importo 'una tantum'.

Tale importo, pari a £ 120.000 lorde per i lavoratori qualificati e a £ 90.000 lorde per gli apprendisti, spetta in relazione all'intero periodo di 8 mesi intercorrenti dall'1.1.99 al 31.8.99 ed è aggiuntivo a quanto dovuto fino al 31.8.99 a titolo di IVC.

Per i casi d'anzianità inferiore a 8 mesi gli importi di cui sopra verranno erogati 'pro quota' in rapporto ai mesi d'anzianità di servizio maturata durante il periodo indicato al comma precedente, secondo i criteri previsti dagli artt. 125 e 126, parte II del presente contratto. Analogamente si procederà per i casi in cui non sia dato luogo a retribuzione nello stesso periodo a norma di legge e di contratto ad eccezione dell'assenza obbligatoria per maternità.

Al personale con rapporto a tempo parziale l'erogazione avverrà con criteri di proporzionalità.

Con i medesimi criteri di cui al comma precedente la 'una tantum' verrà erogata al personale assunto con contratto a termine.

L'importo 'una tantum' sopra definito verrà erogato con il foglio paga di ottobre 1999.

L'importo 'una tantum' di cui sopra non è utile agli effetti del computo di alcun istituto contrattuale né del TFR.

Ai lavoratori che, in forza alla data di stipulazione del presente contratto, godano dei trattamenti di CIGS e di riduzione dell'orario di lavoro per contratti di solidarietà, le quote mensili di 'una tantum' o le sue frazioni saranno erogate dall'istituto competente secondo le disposizioni vigenti in materia.

In caso di risoluzione del rapporto intervenuta antecedentemente alla scadenza indicata al comma 6, l'importo 'una tantum' verrà erogato sulla base dei criteri di cui al comma 3.



Art. 143
- Una tantum.

A tutto il personale in forza alla data di stipula dell'Accordo di rinnovo del 2° biennio economico 3.7.01 o assunti successivamente a tale data, compresi i giovani assunti con CFL e gli operatori di vendita, verrà erogato un importo 'una tantum'.

Tale importo, pari a £ 320.000 lorde medie (livello 4) riparametrate per i lavoratori qualificati e per gli apprendisti secondo le percentuali di cui all'art. 28, parte II, CCNL 20.9.99, è aggiuntivo a quanto dovuto fino al 30.6.01 a titolo di IVC e spetta in relazione all'intero periodo di 12 mesi intercorrenti dall'1.1.01 al 31.12.01.

Per i casi d'anzianità inferiore ai 12 mesi e fermo restando quanto previsto nel comma 1 del presente articolo, gli importi di cui sopra verranno erogati 'pro quota' in rapporto ai mesi d'anzianità di servizio maturata durante il periodo indicato al comma precedente, secondo i criteri previsti dagli artt. 125 e 126, parte II del presente contratto. Analogamente si procederà per i casi in cui non sia dato luogo a retribuzione nello stesso periodo a norma di legge e di contratto ad eccezione dell'assenza obbligatoria per maternità.

Al personale con rapporto a tempo parziale, l'erogazione avverrà con criteri di proporzionalità.

Con i medesimi criteri di cui al comma precedente la 'una tantum' verrà erogata al personale assunto con contratto a termine.

L'importo 'una tantum' spettante verrà erogato con il foglio paga di settembre 2001.

In caso di risoluzione del rapporto intervenuta antecedentemente alla scadenza indicata al precedente comma 6, l'importo 'una tantum' verrà erogato sulla base dei criteri di cui al comma 3.

L'importo 'una tantum' di cui sopra non è utile agli effetti del computo di alcun istituto contrattuale né del TFR.

Ai lavoratori di cui al comma 1 del presente articolo, che godano dei trattamenti di CIGS e di riduzione dell'orario di lavoro per contratti di solidarietà, le quote mensili di 'una tantum' o le sue frazioni saranno erogate dall'istituto competente secondo le disposizioni vigenti in materia.



Art. 144
- Terzi elementi provinciali.

I terzi elementi provinciali in atto al 30.6.73, già congelati con il CCNL 21.11.73, rimangono ancora congelati, per tutta la durata del presente contratto, a titolo di elemento collettivo valido a tutti gli effetti stabiliti nei contratti integrativi.

I terzi elementi di cui al precedente comma dovranno essere riportati in aggiunta ai nuovi livelli retributivi di cui al precedente art. 138, parte II, e dovranno essere corrisposti anche ai lavoratori assunti in data successiva al 31.1.83.



Art. 145
- Terzi elementi nazionali.

In relazione all'impegno contenuto nell'ultimo comma della norma transitoria dell'art. 75, CCNL 21.11.73, le parti, in considerazione delle differenziazioni retributive esistenti, convengono che per i dipendenti di aziende operanti in province nelle quali non sono in atto terzi elementi retributivi provinciali comunque denominati, siano corrisposte a titolo di terzo elemento £ 4.000 mensili.



Art. 146
- Assorbimenti.

In caso di aumenti di tabelle, gli aumenti di merito concessi dalle aziende, nonché gli aumenti derivanti da scatti d'anzianità, non possono essere assorbiti.

Per aumenti di merito devono intendersi gli assegni corrisposti con riferimento alle attitudini e al rendimento del lavoratore.

Gli aumenti che non siano di merito e non derivino da scatti d'anzianità, erogati dalle aziende indipendentemente dai contratti collettivi stipulati in sede sindacale, possono essere assorbiti in tutto o in parte, in caso di aumento di tabella, solo se l'assorbimento sia stato previsto da eventuali accordi sindacali oppure espressamente stabilito all'atto della concessione.

Non possono essere assorbiti gli aumenti corrisposti collettivamente e unilateralmente dal datore di lavoro nel corso dei 6 mesi immediatamente precedenti la scadenza del presente contratto.



Art. 147
- Trattamento personale di vendita a provvigione.

Per il personale addetto alla vendita, retribuito in tutto o in parte a provvigione, la parte fissa della retribuzione e il tasso di provvigione dovranno essere determinati dal datore di lavoro caso per caso sulla base media annuale delle vendite e comunicati per iscritto.

Con tale sistema dovrà essere assicurata al personale una media mensile riferita al periodo non eccedente l'anno, che sia superiore almeno del 5% alla paga base nazionale conglobata di cui all'art. 138, parte II del presente contratto.

Dovrà essere, comunque, effettuato mensilmente il versamento di una somma pari al minimo come sopra stabilito, tutte le volte che tale minimo, tra stipendio e provvigione, non sia raggiunto, fermo restando il conguaglio alla fine del periodo di cui sopra (il sistema di computo di cui agli artt. 147 e 148, parte II, decorre dall'1.8.80).



Art. 148
- Indennità di cassa e maneggio denaro.

Senza pregiudizio di eventuali procedimenti penali e delle sanzioni disciplinari, al personale normalmente adibito ad operazioni di cassa con carattere di continuità, qualora abbia piena e completa responsabilità della gestione di cassa, con l'obbligo di accollarsi le eventuali differenze, compete un'indennità di cassa e di maneggio di denaro nella misura del 5% della paga base nazionale conglobata di cui all'art. 138, parte II del presente contratto (il sistema di computo di cui agli artt. 147 e 148, parte II, decorre dall'1.8.80).



Art. 149
- Prospetto paga.

La retribuzione corrisposta al lavoratore dovrà risultare da apposito prospetto paga nel quale dovrà essere specificato il periodo di lavoro a cui la retribuzione si riferisce, l'importo della retribuzione, la misura e l'importo dell'eventuale lavoro straordinario e di tutti gli altri elementi che concorrono a formare l'importo corrisposto, nonché tutte le ritenute effettuate.

Il prospetto paga deve recare la firma, sigla o timbro del datore di lavoro o di chi ne fa le veci.



Titolo XXII
- MENSILITÀ SUPPLEMENTARI (13a e 14a)

Art. 150
- Tredicesima mensilità.

In coincidenza con la vigilia di Natale di ogni anno le aziende dovranno corrispondere al personale dipendente un importo pari a 1 mensilità della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II (esclusi gli assegni familiari).

In caso di prestazione lavorativa ridotta, rispetto all'intero periodo di 12 mesi precedenti alla suddetta data, il lavoratore avrà diritto a tanti 12simi dell'ammontare della 13a mensilità quanti sono i mesi interi di servizio prestato (vedi art. 126, parte II).

Ai lavoratori retribuiti in tutto o in parte con provvigioni o percentuali, il calcolo dell'importo della 13a mensilità dovrà essere effettuato sulla base della media delle provvigioni o delle percentuali maturate nell'anno corrente o comunque nel periodo di minore servizio prestato presso l'azienda.

Dall'ammontare della 13a mensilità saranno detratti i ratei relativi ai periodi in cui non sia stata corrisposta dal datore di lavoro la retribuzione per una delle cause previste dal presente contratto.



Art. 151
- Quattordicesima mensilità.

Al personale compreso nella sfera di applicazione del presente contratto sarà corrisposto, il 1° luglio di ogni anno, un importo pari a 1 mensilità della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II, in atto al 30 giugno immediatamente precedente (14a mensilità), esclusi gli assegni familiari.

In caso di prestazione lavorativa ridotta, rispetto all'intero periodo di 2 mesi precedenti alla suddetta data, il lavoratore avrà diritto a tanti 12simi dell'ammontare della 14a mensilità quanti sono i mesi interi di servizio prestato (vedi art. 126, parte II).

Nei confronti dei lavoratori retribuiti in tutto o in parte con provvigioni o percentuali, il calcolo dell'importo della 14a mensilità sarà effettuato sulla base della media degli elementi fissi e variabili della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II, percepiti nei 12 mesi precedenti la maturazione del diritto o comunque nel periodo di minore servizio prestato presso l'azienda.

Non hanno diritto alla 14a mensilità tutti i lavoratori che alla data dell'entrata in vigore del presente contratto già percepiscono mensilità di retribuzione oltre la 13a mensilità; ove la parte di retribuzione eccedente la 13a non raggiunga l'intero importo di 1 mensilità, i lavoratori hanno diritto alla differenza tra l'ammontare della 14a mensilità e l'importo in atto percepito.

Non sono assorbiti nella 14a mensilità le gratifiche, indennità o premi erogati a titolo di merito individuale o collettivo.

Per quanto riguarda tutte le altre modalità di computo della 14a mensili tà, si fa riferimento alle analoghe norme del presente titolo riguardanti la 13a mensilità.

Nota a verbale.

Le parti si danno reciprocamente atto che nel corso delle trattative intervenute per la stipulazione del CCNL del 1976, 1979, 1983, 1987, 1990 e di quello sottoscritto in data odierna la retribuzione è stata concordemente determinata su base annua e che la suddivisione in 14 mensilità della retribuzione annua incide esclusivamente sulle modalità di pagamento. Pertanto, qualsiasi riduzione dell'importo anche di 1 soltanto delle 14 mensilità determinerebbe la rottura dell'equilibrio delle prestazioni corrispettive tra imprese e lavoratori ai quali si applicano i contratti sopraindicati. Tale risultato non muterebbe nemmeno qualora la ipotizzata riduzione fosse la conseguenza dell'applicazione di norme imperative di legge. Tutta la negoziazione, infatti, si è svolta nel presupposto che le contrapposte OOSS fossero pienamente libere di determinare un salario annuo rispondente ai parametri stabiliti dall'art. 36 della Costituzione.



Titolo XXIII
- RISOLUZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO

a) RECESSO

Art. 152
- Recesso ex art. 2118 CC.

Ai sensi dell'art. 2118 CC, ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro a tempo indeterminato dando preavviso scritto a mezzo di lettera raccomandata r/r o altro mezzo idoneo a certificare la data di ricevimento, nei termini stabiliti nel successivo art. 158, parte II.



Art. 153
- Recesso ex art. 2119 CC.

Ai sensi dell'art. 2119 CC, ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro, prima della scadenza del termine se il contratto e a tempo determinato, o senza preavviso se il contratto è a tempo indeterminato, qualora si verifichi una causa che non consenta la prosecuzione anche provvisoria del rapporto (giusta causa).

La comunicazione del recesso deve essere effettuata per iscritto, a mezzo di lettera raccomandata r/r o altro mezzo idoneo a certificare la data di ricevimento, contenente l'indicazione dei motivi.

A titolo esemplificativo, rientrano fra le cause di cui al comma 1 del presente articolo:


- il diverbio litigioso seguito da vie di fatto in servizio anche fra dipendenti, che comporti nocumento o turbativa al normale esercizio dell'attività aziendale; l'insubordinazione verso i superiori accompagnata da comportamento oltraggioso; l'irregolare dolosa scritturazione o timbratura di schede di controllo delle presenze al lavoro;
- l'appropriazione nel luogo di lavoro di beni aziendali o di terzi;
- il danneggiamento volontario di beni dell'azienda o di terzi;
- l'esecuzione, senza permesso, di lavoro nell'azienda per conto proprio o di terzi.

Se il contratto è a tempo indeterminato, al prestatore che recede per giusta causa compete l'indennità di cui al successivo art. 159, parte II.



Art. 154
- Normativa.

Nelle aziende comprese nella sfera di applicazione della legge 15.7.66 n. 604, dell'art. 35, legge 20.5.70 n. 300, e della legge 11.5.90 n. 108, nei confronti del personale cui si applica il presente contratto, il licenziamento può essere intimato per giusta causa (art. 2119 CC e art. 153, parte II del presente contratto) o per "giustificato motivo con preavviso", intendendosi per tale il licenziamento determinato da un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali del prestatore di lavoro, ovvero da ragioni inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa.

Il datore di lavoro deve comunicare il licenziamento per iscritto, a mezzo di lettera raccomandata r/r o altro mezzo idoneo a certificare la data di ricevimento.

In caso di licenziamento per "giustificato motivo con preavviso" il lavoratore può chiedere entro 15 giorni dalla comunicazione del licenziamento i motivi che lo hanno determinato; in tal caso il datore di lavoro è tenuto ad indicarli per iscritto entro 7 giorni dalla richiesta.

Il licenziamento intimato senza l'osservanza delle norme di cui ai commi 2 e 3 del presente articolo è inefficace.

Sono esclusi dalla sfera di applicazione del presente articolo i lavoratori in periodo di prova e quelli che siano in possesso dei requisiti di legge per avere diritto alla pensione di vecchiaia.



Art. 155
- Nullità del licenziamento.

Ai sensi delle leggi vigenti il licenziamento determinato da ragioni di sesso, credo politico o fede religiosa, dall'appartenenza a un sindacato e dalla partecipazione attiva ad attività sindacali è nulla, indipendentemente dalla motivazione adottata.



Art. 156
- Nullità del licenziamento per matrimonio.

Ai sensi dell'art. 1, legge 9.1.63 n. 7, è nullo il licenziamento della lavoratrice attuato a causa del matrimonio; a tali effetti si presume disposto per causa di matrimonio il licenziamento intimato alla lavoratrice nel periodo intercorrente fra il giorno della richiesta delle pubblicazioni di matrimonio, in quanto segua la celebrazione, e la scadenza di 1 anno dalla celebrazione stessa.

Il datore di lavoro ha facoltà di provare che il licenziamento della lavoratrice, verificatosi nel periodo indicato nel comma precedente, non è dovuto a causa di matrimonio, ma per una delle ipotesi previste dalle lett. a), b) e c), comma 3, art. 2, legge 30.12.71 n. 1204, e cioè: licenziamento per giusta causa, cessazione dell'attività dell'azienda, ultimazione della prestazione per la quale la lavoratrice è stata assunta o cessazione del rapporto di lavoro per scadenza del termine per il quale è stato stipulato.

Per quanto attiene alla disciplina delle dimissioni rassegnate dalla lavoratrice nel periodo specificato nel comma 1 del presente articolo, si rinvia al successivo art. 166, parte II.



Art. 157
- Licenziamento simulato.

Il licenziamento del lavoratore seguito da una nuova assunzione presso la stessa ditta deve considerarsi improduttivo di effetti giuridici quando sia rivolto alla violazione delle norme protettive dei diritti del lavoratore e sempre che sia provata la simulazione.

Il licenziamento si presume comunque simulato
- salvo prova del contrario
- se la nuova assunzione venga effettuata entro 1 mese dal licenziamento.



b) PREAVVISO

Art. 158
- Preavviso.

I termini di preavviso, a decorrere dal 1° o dal 16° giorno di ciascun mese, sono i seguenti:

a) fino a 5 anni di servizio compiuti:

Quadri e liv. 1 60 giorni di calendario 2 e 3 30 " " " 4 e 5 20 " " " 6 e 7 15 " " "

b) oltre i 5 anni e fino a 10 anni di servizio compiuti:

Quadri e 1 90 giorni di calendario 2 e 3 45 " " " 4 e 5 30 " " " 6 e 7 20 " " "

c) oltre i 10 anni di servizio compiuti:

Quadri e 1 120 giorni di calendario 2 e 3 60 " " " 4 e 5 45 " " " 6 e 7 20 " " "



Art. 159
- Indennità sostitutiva del preavviso.

Ai sensi del comma 2, art. 2118 CC, in caso di mancato preavviso al lavoratore sarà corrisposta un'indennità equivalente all'importo della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II, corrispondente al periodo di cui all'articolo precedente, comprensiva dei ratei di 13a e 14a mensilità.



c) TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO

Art. 160
- Trattamento di fine rapporto (TFR).

In ogni caso di risoluzione del rapporto di lavoro subordinato il prestatore di lavoro ha diritto a un TFR determinato secondo le norme della legge 29.5.82 n. 297, e secondo le norme del presente articolo.

Per i periodi di servizio prestato sino al 31.5.82 il TFR è calcolato con le modalità e con le misure previste dall'art. 97, CCNL 17.12.79 (allegato 9).

Ai sensi e per gli effetti del comma 2, art. 2120 CC, come modificato dalla legge 29.5.82 n. 297, sono escluse dalla quota annua della retribuzione utile ai fini del calcolo del TFR le seguenti somme:


- i rimborsi spese;


- le somme concesse occasionalmente a titolo di 'una tantum', gratificazioni straordinarie non contrattuali e simili;
- i compensi per lavoro straordinario e per lavoro festivo;
- l'indennità sostitutiva del preavviso, di cui agli artt. 123, 159, 162 e 163, parte II;
- l'indennità sostitutiva di ferie di cui all'art. 86, parte II;
- le indennità di trasferta e diarie non aventi carattere continuativo nonché, quando le stesse hanno carattere continuativo, una quota di esse pari all'ammontare esente dall'IRPEF;
- le prestazioni in natura, quando sia previsto un corrispettivo a carico del lavoratore;
- gli elementi espressamente esclusi dalla contrattazione collettiva integrativa.

Ai sensi del comma 3, art. 2120 CC, come modificato dalla legge 29.5.82 n. 297, in caso di sospensione della prestazione di lavoro nel corso dell'anno per una delle cause di cui all'art. 2110 CC, nonché in caso di sospensione totale o parziale per la quale sia prevista l'integrazione salariale, in luogo delle indennità economiche corrisposte dagli istituti assistenziali (INPS, INAIL), deve essere computato nella quota annua della retribuzione utile al calcolo del TFR l'equivalente della retribuzione a cui il lavoratore avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento del rapporto di lavoro.

Chiarimento a verbale.

Il TFR è costituito da quanto di competenza dei lavoratori ai sensi del presente articolo e dalle somme già percepite a titolo di anticipazione dell'indennità di anzianità dai lavoratori aventi diritto ai sensi dell'art. 74 quater, CCNL 25.9.76 e dell'art. 79, CCNL 17.12.79. Per le anticipazioni previste dalla legge n. 297/82 sul TFR, le priorità per la relativa concessione sono fissate nell'allegato 22 che fa parte integrante del presente contratto.



Art. 161
- Cessione o trasformazione dell'azienda.

In caso di cessione o trasformazione in qualsiasi modo della ditta e quando la ditta cedente non abbia dato ai lavoratori il preavviso e corrisposto l'indennità prevista nel presente contratto per il caso di licenziamento, la ditta cessionaria, ove non intenda mantenere in servizio il personale con tutti i diritti e oneri competenti per il periodo di lavoro precedentemente prestato, sarà tenuta all'osservanza integrale degli obblighi gravanti per effetto del presente contratto sulla precedente ditta, come se avvenisse il licenziamento.



Art. 162
- Fallimento dell'azienda.

In caso di fallimento dell'azienda, il dipendente ha diritto all'indennità di preavviso e al TFR stabiliti nel presente contratto, e il complessivo suo avere sarà considerato credito privilegiato ai sensi delle vigenti disposizioni di legge (vedi art. 2, legge n. 297/82).



Art. 163
- Decesso del dipendente.

In caso di decesso del dipendente, il TFR e l'indennità sostitutiva del preavviso saranno corrisposti agli aventi diritto secondo le disposizioni di legge vigenti in materia.



Art. 164
- Corresponsione del TFR.

Il TFR deve essere corrisposto all'atto della cessazione dal servizio, dedotto quanto eventualmente fosse dovuto dal dipendente, nei tempi tecnici necessari all'elaborazione del tasso di rivalutazione, di cui alla legge 29.5.82 n. 297 e comunque non oltre 45 (*) giorni dalla data di cessazione dei rapporto di lavoro.

In caso di ritardo dovuto a cause non imputabili al lavoratore, sarà corrisposto dalla scadenza di cui al precedente comma un interesse del 2% superiore al tasso ufficiale di sconto.

L'importo così determinato s'intende comprensivo della rivalutazione monetaria per crediti di lavoro, relativa al TFR.

(*) A causa della necessaria armonizzazione dei sistemi statistici europei, il dato ISTAT utile per il calcolo dell'indice di rivalutazione del TFR viene pubblicato nella 2a parte del mese successivo a quello di riferimento.

Norma transitoria.

Il sistema di computo degli interessi di cui al presente articolo decorre dall'1.1.01.



d) DIMISSIONI

Art. 165
- Dimissioni.

In caso di dimissioni, sarà corrisposto al lavoratore dimissionario il TFR di cui all'art. 160, parte II.

Le dimissioni devono essere rassegnate in ogni caso per iscritto con lettera raccomandata o altro mezzo idoneo a certificare la data di ricevimento e con rispetto dei termini di preavviso stabiliti dall'art. 158, parte II del presente contratto.

Ove il dipendente non abbia dato il preavviso, il datore di lavoro ha facoltà di ritenergli dalle competenze nette una somma pari all'importo di cui all'art. 159, parte II.

Su richiesta del dimissionario, il datore di lavoro può rinunciare al preavviso, facendo in tal caso cessare subito il rapporto di lavoro. Ove invece il datore di lavoro intenda di sua iniziativa far cessare il rapporto prima della scadenza del preavviso, ne avrà facoltà, ma dovrà corrispondere al lavoratore l'indennità sostitutiva per il periodo di anticipata risoluzione del rapporto di lavoro.



Art. 166
- Dimissioni per matrimonio.

In conformità della norma contenuta nel comma 4, art. 1, legge 9.1.63 n. 7, le dimissioni presentate dalla lavoratrice nel periodo intercorrente fra il giorno della richiesta delle pubblicazioni di matrimonio in quanto segua la celebrazione, e la scadenza di 1 anno dalla celebrazione stessa, sono nulle se non risultino confermate entro 1 mese all'Ufficio del lavoro.

La lavoratrice che rassegni le dimissioni per contrarre matrimonio ha diritto al TFR previsto dall'art. 160, parte II, con esclusione dell'indennità sostitutiva del preavviso.

Anche in questo caso le dimissioni devono essere rassegnate per iscritto con l'osservanza dei termini di preavviso di cui all'art. 158, parte II, e confermate, a pena di nullità, all'Ufficio del lavoro entro il termine di 1 mese.



Art. 167
- Dimissioni per maternità.

Per il trattamento spettante alla lavoratrice che rassegna le dimissioni in occasione della maternità valgono le norme di cui all'art. 123, parte II del presente contratto.



Titolo XXIV
- DOVERI DEL PERSONALE E NORME DISCIPLINARI

Art. 168
- Obbligo del prestatore di lavoro.

Il lavoratore ha l'obbligo di osservare nel modo più scrupoloso i doveri e il segreto di ufficio, di usare modi cortesi col pubblico e di tenere una condotta conforme ai civici doveri.

Il lavoratore ha l'obbligo di conservare diligentemente le merci e i materiali, di cooperare alla prosperità dell'impresa.



Art. 169
- Divieti.

È vietato al personale ritornare nei locali dell'azienda e trattenersi oltre l'orario prescritto, se non per ragioni di servizio e con l'autorizzazione dell'azienda, salvo quanto previsto dall'art. 39, parte I del presente contratto. Non è consentito al personale di allontanarsi dal servizio durante l'orario se non per ragioni di lavoro e con permesso esplicito.

Il datore di lavoro, a sua volta, non potrà trattenere il proprio personale oltre l'orario normale, salvo nel caso di prestazione di lavoro straordinario.

Il lavoratore, previa espressa autorizzazione, può allontanarsi dal lavoro anche per ragioni estranee al servizio. In tal caso è in facoltà del datore di lavoro richiedere il recupero delle ore di assenza con altrettante ore di lavoro normale nella misura massima di 1 ora al giorno senza diritto ad alcuna maggiorazione.

Al termine dell'orario di lavoro, prima che sia dato il segnale di uscita, è assolutamente vietato abbandonare il proprio posto.



Art. 170
- Giustificazione delle assenze.

Salvo i casi di legittimo impedimento, di cui sempre incombe al lavoratore l'onere della prova, e fermo restando l'obbligo di dare immediata notizia dell'assenza al datore di lavoro, le assenze devono essere giustificate per iscritto presso l'azienda entro 48 ore, per gli eventuali accertamenti.

Nel caso di assenze non giustificate, sarà operata la trattenuta di tante quote giornaliere della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II, quante sono le giornate di assenza, fatta salva l'applicazione della sanzione prevista dal successivo art. 173, parte II.



Art. 171
- Rispetto orario di lavoro.

I lavoratori hanno l'obbligo di rispettare l'orario di lavoro. Nei confronti dei ritardatari sarà operata una trattenuta, che dovrà figurare sul prospetto paga, di importo pari alle spettanze corrispondenti al ritardo, fatta salva l'applicazione della sanzione prevista dal successivo art. 173, parte II.



Art. 172
- Comunicazione mutamento di domicilio.

È dovere del personale di comunicare immediatamente all'azienda ogni mutamento della propria dimora sia durante il servizio che durante i congedi.

Il personale ha altresì l'obbligo di rispettare ogni altra disposizione emanata dall'azienda per regolare il servizio interno, in quanto non contrasti con le norme del presente contratto e con le leggi vigenti, e rientri nelle normali attribuzioni del datore di lavoro.

Tali norme dovranno essere rese note al personale con comunicazione scritta o mediante affissione nell'interno dell'azienda.



Art. 173
- Provvedimenti disciplinari.

L'inosservanza dei doveri da parte del personale dipendente comporta i seguenti provvedimenti, che saranno presi dal datore di lavoro in relazione all'entità delle mancanze e alle circostanze che le accompagnano:

(1) biasimo inflitto verbalmente per le mancanze lievi; (2) biasimo inflitto per iscritto nei casi di recidiva delle infrazioni di cui al precedente punto 1; (3) multa in misura non eccedente l'importo di 4 ore della normale retribuzione di cui all'art. 132, parte II; (4) sospensione dalla retribuzione e dal servizio per un massimo di giorni 10; (5) licenziamento disciplinare senza preavviso e con le altre conseguenze di ragione e di legge.

Il provvedimento della multa si applica nei confronti del lavoratore che:


- ritardi nell'inizio del lavoro senza giustificazione, per un importo pari all'ammontare della trattenuta;
- esegua con negligenza il lavoro affidatogli;
- si assenti dal lavoro fino a 3 giorni nell'anno solare senza comprovata giustificazione;
- non dia immediata notizia all'azienda di ogni mutamento della propria dimora, sia durante il servizio che durante i congedi.

Il provvedimento della sospensione dalla retribuzione e dal servizio si applica nei confronti del lavoratore che:


- arrechi danno alle cose ricevute in dotazione e uso, con dimostrata responsabilità;
- si presenti in servizio in stato di manifesta ubriachezza;
- commetta recidiva, oltre la 3a volta nell'anno solare, in qualunque delle mancanze che prevedono la multa, salvo il caso dell'assenza ingiustificata.

Salva ogni altra azione legale, il provvedimento di cui al punto 5 (licenziamento disciplinare) si applica esclusivamente per le seguenti mancanze:


- assenza ingiustificata oltre 3 giorni nell'anno solare;
- recidiva nei ritardi ingiustificati oltre la 5a volta nell'anno solare, dopo formale diffida per iscritto;
- grave violazione degli obblighi di cui all'art. 168, commi 1 e 2, parte II;
- infrazione alle norme di legge circa la sicurezza per la lavorazione, deposito, vendita e trasporto;
- abuso di fiducia, concorrenza, violazione del segreto d'ufficio;
- esecuzione, in concorrenza con l'attività dell'azienda, di lavoro per conto proprio o di terzi, fuori dell'orario di lavoro;
- recidiva, oltre la 3a volta nell'anno solare, in qualunque delle mancanze che prevedono la sospensione, fatto salvo quanto previsto per la recidiva nei ritardi.

L'importo delle multe sarà destinato al Fondo pensioni dei lavoratori dipendenti. Il lavoratore ha facoltà di prendere visione della documentazione relativa al versamento.



Art. 174
- Codice disciplinare.

Ai sensi e per gli effetti dell'art. 7, legge 20.5.70 n. 300, le disposizioni contenute negli articoli di cui al presente titolo XXIV, nonché quelle contenute nei regolamenti o accordi aziendali in materia di sanzioni disciplinari devono essere portate a conoscenza dei lavoratori mediante affissione in luogo accessibile a tutti.

Il lavoratore colpito da provvedimento disciplinare, il quale intenda impugnare la legittimità del provvedimento stesso, può avvalersi delle procedure di conciliazione previste dall'art. 7, legge 20.5.70 n. 300 o di quelle previste dal titolo IV, parte I del presente contratto.



Art. 175
- Normativa provvedimenti disciplinari.

L'eventuale adozione del provvedimento disciplinare dovrà essere comunicata al lavoratore con lettera raccomandata entro 15 giorni dalla scadenza del termine assegnato al lavoratore stesso per presentare le sue controdeduzioni.

Per esigenze dovute a difficoltà nella fase di valutazione delle controdeduzioni e di decisione nel merito, il termine di cui sopra può essere prorogato di 30 giorni, purché l'azienda ne dia preventiva comunicazione scritta al lavoratore interessato.



Titolo XXV
- CAUZIONI

Art. 176
- Cauzioni.

Per le mansioni che la giustifichino, il datore di lavoro stabilirà per iscritto di volta in volta l'ammontare della cauzione che dovrà essere prestata dai lavoratori.

La cauzione sarà costituita da titoli dello Stato, depositati presso un istituto bancario e vincolati dal datore di lavoro, oppure potrà essere versata in libretto di risparmio parimenti vincolato dal datore di lavoro, il quale rilascerà regolare ricevuta con gli estremi dei titoli o del libretto che gli vengono consegnati. Gli interessi e gli eventuali premi maturati restano a disposizione del lavoratore, il quale ha sempre diritto di prelevarli senza alcuna formalità.

La cauzione potrà anche essere prestata, con il consenso del datore di lavoro, mediante polizza di garanzia costituita presso un istituto assicuratore o con fideiussione bancaria.

In tal caso il datore di lavoro avrà facoltà di provvedere al pagamento dei relativi premi, rivalendosi sulla retribuzione del prestatore d'opera.

La cauzione rimane di proprietà del lavoratore o dei suoi aventi diritto, e non può comunque confondersi con i beni dell'azienda.



Art. 177
- Diritto di rivalsa.

Il datore di lavoro ha diritto di rivalersi sulla cauzione per gli eventuali danni subiti, previa contestazione al prestatore d'opera.

In caso di disaccordo, dovrà essere esperito un tentativo di componimento attraverso le associazioni sindacali competenti.



Art. 178
- Ritiro cauzioni per cessazione rapporto.

All'atto della cessazione del rapporto di lavoro, ove non esistano valide ragioni di contestazione da parte del datore di lavoro, il prestatore d'opera dovrà essere posto in condizione di poter ritirare la cauzione entro il termine di 15 giorni dalla data di cessazione dal servizio.



Titolo XXVI
- CALO MERCI E INVENTARI

Art. 179
- Calo merci.

Le merci affidate ai gestori di negozi e spacci di generi alimentari devono essere poste a loro carico al netto dei cali, delle tare e delle perdite di cottura a cui le merci stesse siano soggette rispetto all'effettivo peso di consegna.

Le merci stesse saranno poste a carico dei gestori al prezzo fissato dal datore di lavoro per la vendita al pubblico e segnato negli appositi bollettini di carico.

La carta dovrà essere regolarmente fornita dal datore di lavoro e il prezzo relativo è fissato nei contratti integrativi o, in mancanza, dagli usi e consuetudini locali. Dove con precedenti consuetudini locali la carta veniva fornita a prezzo di costo, si terrà conto di tale circostanza.

I gestori hanno diritto di controllare il peso, il calo, la tara, il valore e la qualità delle merci assunte in carico.

In considerazione della variabilità dei cali, delle tare e delle perdite di cottura, in rapporto alle condizioni di ambiente, di clima, di trasporto, di manipolazione e preparazione delle merci, la determinazione di detti cali, tare e perdite di cottura, è fissata da contratti integrativi provinciali in riferimento a generi di maggior consumo, o in mancanza, dagli usi e consuetudini locali.



Art. 180
- Inventari.

Gli inventari dei negozi o spacci affidati ai gestori potranno essere effettuati dal datore di lavoro o da chi per esso, in qualsiasi momento; in ogni caso dovranno essere effettuati almeno 2 inventari per ogni esercizio annuale.

Copia di ogni inventario, controfirmata dalle due parti, dovrà essere rilasciata al prestatore d'opera.

Ogni eventuale deficienza emergente dalle risultanze contabili dovrà, entro il mese successivo alla effettuazione dell'inventario, essere contestata all'interessato, il quale entro 8 giorni dovrà comunicare per iscritto al datore di lavoro le eventuali eccezioni.

Il datore di lavoro dovrà tener conto delle contestazioni formulate dal gestore, specie quando queste si riferiscono a cali, tare, perdite di cottura, deterioramento di merce, ecc., comuni all'esercizio del negozio o spaccio. Le deficienze non giustificate emergenti dopo tale controllo saranno comunicate per iscritto all'interessato, che avrà l'obbligo di rifonderle al datore di lavoro nel termine massimo di 8 giorni dal ricevimento della comunicazione.

Il lavoratore ha facoltà, entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione, di adire la Commissione di conciliazione di cui all'art. 20, parte I.

In caso di attivazione della procedura di conciliazione, l'obbligo di cui al comma 4 posto a carico del lavoratore resta sospeso.

La mancata verifica inventariale nei termini sopra specificati esonera il gestore dalla responsabilità per eventuali differenze riscontrate tardivamente, salvo i casi perseguibili per legge.



Titolo XXVII
- RESPONSABILITÀ CIVILI E PENALI

Art. 181
- Assistenza legale.

Ai lavoratori con responsabilità di direzione esecutiva, nei casi in cui le norme di legge o di regolamento attribuiscano loro specifiche responsabilità civili o penali, anche in presenza di apposite deleghe nei rapporti con i terzi, è riconosciuta l'assistenza legale e la copertura di eventuali spese connesse, in caso di procedimenti civili o penali per cause non dipendenti da colpa grave o dolo e relative a fatti direttamente connessi con l'esercizio delle funzioni svolte.



Art. 182
- Normativa sui procedimenti penali.

Ove il dipendente sia privato della libertà personale in conseguenza di procedimento penale, il datore di lavoro lo sospenderà dal servizio e dallo stipendio o salario e ogni altro emolumento e compenso fino al giudicato definitivo.

In caso di procedimento penale per reato non colposo, ove il lavoratore abbia ottenuto la libertà provvisoria, il datore di lavoro ha facoltà di sospenderlo dal servizio e dallo stipendio o salario e ogni altro emolumento o compenso.

Salva l'ipotesi di cui al successivo comma, dopo il giudicato definitivo, il datore di lavoro deciderà sull'eventuale riammissione in servizio, fermo restando che comunque il periodo di sospensione non sarà computato agli effetti dell'anzianità del lavoratore.

Nell'ipotesi di sentenza definitiva di assoluzione con formula piena, il lavoratore ha diritto in ogni caso alla riammissione in servizio.

In caso di condanna per delitto non colposo commesso fuori dell'azienda, al lavoratore che non sia riammesso in servizio spetterà il trattamento previsto dal presente contratto per il caso di dimissioni.

Il rapporto di lavoro s'intenderà, invece, risolto di pieno diritto e con gli effetti del licenziamento in tronco, qualora la condanna risulti motivata da reato commesso nei riguardi del datore di lavoro o in servizio.



Titolo XXVIII
- COABITAZIONE, VITTO E ALLOGGIO

Art. 183
- Coabitazione, vitto e alloggio.

La disciplina della coabitazione, vitto e alloggio prevista dai contratti integrativi provinciali in vigore al 30.6.73, rimane in vigore fino alla scadenza del presente contratto.

In caso di carenza di norme locali, il valore del vitto e dell'alloggio è stabilito nelle seguenti misure:

(a) vitto e alloggio: metà della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II; (b) vitto (2 pasti): 1/3 della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II; (c) vitto (1 pasto): 1/4 della retribuzione di cui all'art. 134, parte II; (d) alloggio: 1/5 della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II.



Titolo XXIX
- DIVISE E ATTREZZI

Art. 184
- Divise e attrezzi.

Quando viene fatto obbligo al personale di indossare speciali divise, la spesa relativa è a carico del datore di lavoro.

È parimenti a carico del datore di lavoro la spesa relativa agli indumenti che i lavoratori siano tenuti ad usare per ragioni di carattere igienico
- sanitario.

Il datore di lavoro è inoltre tenuto a fornire gli attrezzi e strumenti necessari per l'esecuzione del lavoro.

In caso di risoluzione del rapporto di lavoro, gli indumenti, divise, attrezzi e strumenti in dotazione dovranno essere restituiti al datore di lavoro, mentre in caso di smarrimento, il prestatore d'opera è tenuto alla sostituzione o al rimborso.



Titolo XXX
- APPALTI

Art. 185
- Appalti.

Le parti si danno atto che la materia relativa agli appalti è disciplinata dalla legge 23.10.60 n. 1369, che dispone norme in materia di intermediazione e interposizione nelle prestazioni di lavoro, in base alle quali sono esclusi dagli appalti i lavori che sono strettamente pertinenti all'attività propria dell'azienda.

Le aziende appaltanti devono esigere dalle aziende appaltatrici il rispetto delle norme contrattuali del settore merceologico cui appartengono le aziende appaltatrici stesse e quello di tutte le norme previdenziali e antinfortunistiche. A tal fine sarà inserita apposita clausola nel capitolato d'appalto.

Qualora l'introduzione di appalti per lavori che non sono strettamente pertinenti all'attività propria dell'azienda e comunque autonomamente ritenuti necessari dall'imprenditore dovesse comportare riduzione di personale dell'azienda appaltante, questa è tenuta a darne informazione alle OOSS provinciali stipulanti il presente contratto.

La norma di cui al precedente capoverso trova applicazione per le aziende previste dall'art. 14, parte I.



Titolo XXXI
- DECORRENZA E DURATA

Art. 186
- Decorrenza e durata del contratto.

In applicazione di quanto previsto dal Protocollo 23.7.93, il CCNL ha durata quadriennale per la parte normativa e biennale per la parte retributiva e pertanto avrà vigore fino a tutto il 31 dicembre 2002; per la parte economica il 1° biennio avrà vigore fino a tutto il 31 dicembre 2000.

Salve le decorrenze particolari previste per singoli istituti, le modifiche apportate con il presente accordo di rinnovo decorrono dall'1.9.99.

Il contratto s'intenderà rinnovato secondo la durata di cui al comma 1 se non disdetto, 3 mesi prima della scadenza, con raccomandata a/r. In caso di disdetta, il presente contratto resterà in vigore fino a che non sia stato sostituito dal successivo CCNL.



PROTOCOLLO AGGIUNTIVO PER OPERATORI DI VENDITA (EX VIAGGIATORI E PIAZZISTI)

Il giorno 14 marzo 1996

Verbale d'intesa.

La Commissione paritetica nazionale per i Viaggiatori e Piazzisti del Terziario, cui la "Norma Transitoria" post art. 157, Ipotesi di accordo 8.11.94, aveva affidato il compito di procedere affinché la disciplina contrattuale dei viaggiatori e piazzisti dipendenti da aziende del terziario confluisse in quella per i dipendenti da aziende del terziario, della distribuzione e dei servizi, ha terminato i propri lavori.

È stato pertanto concordato il presente "Verbale d'intesa" che contiene, da un lato, l'elencazione dei titoli degli articoli riguardanti la disciplina comune ai due CCNL e, dall'altro, alcune norme specifiche destinate a regolare gli aspetti peculiari della prestazione lavorativa tipica dei viaggiatori e piazzisti ora operatori di vendita.

La Commissione ritiene quindi di poter presentare alle parti stipulanti il risultato finale del proprio lavoro.

Operatori di vendita.

Premessa.

Le Parti contrattuali, premesso che:

la Commissione paritetica nazionale, a conclusione dei suoi lavori, ha ritenuto possibile l'accorpamento del CCNL per i viaggiatori e piazzisti nell'ambito del CCNL Terziario, salvaguardando in apposito protocollo aggiuntivo gli aspetti peculiari e specifici di tale figura professionale;

convengono sulla necessità che alcuni istituti contrattuali, per essere aderenti alle specificità della prestazione e del trattamento dei viaggiatori e piazzisti siano regolamentati con criteri e formulazioni diversi da quelli della generalità dei dipendenti.

Le parti ritengono quindi di considerare applicabile al rapporto di lavoro dei viaggiatori e piazzisti, con decorrenza 1.1.95 le norme contrattuali del CCNL per i dipendenti da aziende del terziario della distribuzione e servizi 14.12.90, come modificato dall'Accordo di rinnovo 8.11.94, qui di seguito tassativamente indicate, fatto salvo quanto espressamente disposto in deroga.

Art. 1
- Classificazione del personale.

Agli effetti del presente contratto si considera:

(a) operatore di vendita di 1a categoria l'impiegato di concetto, comunque denominato, assunto stabilmente da un'azienda con l'incarico di viaggiare per la trattazione con la clientela e la ricerca della stessa, per il collocamento degli articoli per i quali ha avuto incarico;

(b) operatore di vendita di 2a categoria l'impiegato d'ordine, comunque denominato, assunto stabilmente dall'azienda con l'incarico di collocare gli articoli trattati dalla medesima, anche quando provveda contemporaneamente alla loro diretta consegna.

All'operatore di vendita potranno essere assegnati compiti alternativi e/o complementari all'attività diretta di vendita, quali la promozione, la propaganda, l'assistenza al punto di vendita.

L'eventuale assegnazione dei compiti anzidetti non comporterà aggravi alle preesistenti situazioni lavorative individuali e dovrà essere motivata da reali esigenze tecniche della distribuzione.

Chiarimento a verbale.

Le parti si danno atto che l'eventuale assegnazione dei compiti alternativi all'attività di vendita non dovrà modificare il profilo professionale dell'operatore di vendita sopra indicato. Il distributore, che contemporaneamente alla consegna è incaricato dall'azienda in via continuativa anche del collocamento dei prodotti, viene inquadrato nella categoria di cui al punto b). Le parti si danno atto che con la presente formulazione hanno inteso superare, ai fini dell'attribuzione delle qualifiche, il criterio della territorialità implicito nella precedente pattuizione, tenuto conto dell'evoluzione intervenuta nei mezzi di comunicazione.

Sviluppo professionale.

Le parti riconoscono il comune interesse alla valorizzazione delle capacità professionali dei lavoratori.

Le aziende, pertanto, nell'intento di perseguire la predetta comune finalità, ove se ne presentino le condizioni di realizzabilità, promuoveranno specifiche iniziative di addestramento volte a far acquisire all'operatore di vendita le conoscenze professionali necessarie allo svolgimento dei compiti alternativi e/o complementari all'attività di vendita (promozione, propaganda, assistenza al punto di vendita).



Art. 2
- Assunzione.

L'assunzione del personale sarà effettuata secondo le norme di legge in vigore sulla disciplina della domanda e dell'offerta di lavoro.

L'assunzione dovrà risultare da atto scritto, contenente le seguenti indicazioni:

(a) data di assunzione; (b) durata del periodo di prova; (c) qualifica del lavoratore; (d) trattamento economico.


- il periodo di tempo minimo annuale per cui l'azienda s'impegna a tenere in viaggio l'operatore di vendita;


- eventuali compiti dell'operatore di vendita durante il periodo in cui non viaggia e tenuto presente che non devono essere affidate allo stesso mansioni incompatibili con la sua qualifica;


- i rapporti derivanti dall'eventuale uso di automezzi.



Art. 3
- Quote di riserva.

Ad integrazione di quanto previsto dall'art. 17, parte II del presente CCNL (esclusione dalle quote di riserva) per i dipendenti da aziende del terziario della distribuzione e dei servizi, le parti concordano che ai sensi del comma 2, art. 25, legge n. 223/91, non sono computabili, ai fini della determinazione della riserva le assunzioni dei lavoratori con qualifica di operatore di vendita di 1a e 2a categoria.



Art. 4
- Documentazione.

Per l'assunzione sono richiesti i seguenti documenti:

(a) certificato di nascita; (b) certificato o diploma degli studi compiuti, oppure diploma o attestato dei corsi di addestramento frequentati; (c) attestato di conoscenza di una o più lingue estere per le mansioni che implichino tale requisito; (d) certificato di servizio eventualmente prestato presso altre aziende; (e) libretto di lavoro o tesserino di disoccupazione; (f) documenti relativi alle assicurazioni sociali per i lavoratori che ne siano sprovvisti; (g) libretto di "idoneità sanitaria" per il personale da adibire alla preparazione, manipolazione e vendita di sostanze alimentari, di cui all'art. 14, legge 30.4.62 n. 283 e all'art. 37, DPR 26.3.80 n. 327, concernente il regolamento di esecuzione della legge stessa; (h) documentazioni e dichiarazioni necessarie per l'applicazione delle leggi previdenziali e fiscali; (i) dichiarazione di responsabilità dalla quale risulti il numero dei giorni di malattia indennizzati nel periodo che precede la data di assunzione, dell'anno di calendario in corso; (l) dichiarazione di responsabilità per i lavoratori assunti con contratto a termine dalla quale risulti il numero delle giornate lavorate nei 12 mesi immediatamente precedenti la data di assunzione; ciò ai fini di quanto previsto dall'art. 5, legge 11.11.83 n. 638; (m) eventuali altri documenti e certificati.

Il datore di lavoro è tenuto a rilasciare ricevuta dei documenti e a restituirli all'atto della cessazione del rapporto di lavoro.



Art. 5
- Periodo di prova.

La durata massima del periodo di prova non potrà superare i 60 giorni.

I giorni indicati nel precedente comma devono intendersi di lavoro effettivo. Durante il periodo di prova il fisso mensile del lavoratore non potrà essere inferiore a quello contrattuale stabilito per la categoria attribuita al lavoratore stesso.

Nel corso del periodo di prova il rapporto di lavoro potrà essere risolto in qualsiasi momento da una parte o dall'altra, senza preavviso e con diritto al TFR e ai ratei delle mensilità supplementari e delle ferie.

Trascorso il periodo di prova senza che nessuna delle parti abbia dato regolare disdetta, l'assunzione del lavoratore s'intenderà confermata e il periodo stesso sarà computato nell'anzianità di servizio.



Art. 6
- Prestazione lavorativa settimanale.

La prestazione lavorativa del singolo operatore di vendita si svolgerà su 5 giornate alla settimana ovvero su 4 giornate intere e 2 mezze giornate.

La determinazione dei riposi relativi alle 2 mezze giornate sarà concordata in sede aziendale tenuto conto delle situazioni locali di fatto.

Nelle attività che presentano esigenze di carattere stagionale o connesse al lancio pubblicitario dei prodotti, il godimento della giornata o delle 2 mezze giornate in cui non viene effettuata la prestazione lavorativa avverrà nei periodi dell'anno in cui saranno cessate le anzidette esigenze.

Chiarimenti a verbale.

(a) Resta inteso tra le parti che della diversa distribuzione delle presenze in servizio si terrà conto in modo da non alterare il significato della normativa nel senso che le ipotesi previste nel comma 1 devono essere tra loro equivalenti.

(b) Le festività coincidenti con un giorno di parziale o totale prestazione lavorativa concorrono al raggiungimento delle presenze in servizio di cui al comma 1. Le festività coincidenti con un giorno di parziale o totale non prestazione lavorativa non daranno luogo a riposi sostitutivi.



Art. 7
- Part
-time.

La disciplina sul part
-time, come regolata dalla legge 19.12.84 n. 863 e successive modifiche, nonché dal titolo VII, parte II del presente CCNL, si applica agli operatori di vendita in quanto compatibile con la disciplina della loro prestazione lavorativa settimanale.



Art. 8
- Riposo settimanale.

Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale nei modi previsti dalle vigenti disposizioni di legge, alle quali il presente contratto fa esplicito riferimento.

Si richiamano in maniera particolare le norme riguardanti: le attività stagionali e quelle per le quali il funzionamento domenicale corrisponda ad esigenze tecniche o a ragioni di pubblica utilità; le aziende esercenti la vendita al minuto o in genere attività rivolte a soddisfare direttamente bisogni del pubblico; i lavori di manutenzione, pulizia e riparazione degli impianti; la vigilanza delle aziende e degli impianti, la compilazione dell'inventario e del bilancio annuale.

L'operatore di vendita, che per ragioni di dislocazione non possa, per oltre 1 mese, recarsi in famiglia, avrà diritto di ottenere in sostituzione del riposo, una licenza corrispondente ai giorni di riposo non fruiti, con facoltà di trasferirsi in famiglia a spese della ditta.

L'operatore di vendita per l'estero usufruirà del trattamento di cui sopra compatibilmente con la dislocazione e in seguito a specifici accordi con la ditta.



Art. 9
- Festività.

Le festività che dovranno essere retribuite sono quelle sotto indicate:

festività nazionali:

(1) 25 aprile
- ricorrenza della Liberazione; (2) 1° maggio
- festa del Lavoro; (3) 2 giugno
- festa della Repubblica;

festività infrasettimanali:

(1) 1° giorno dell'anno; (2) Epifania; (3) lunedì dopo Pasqua; (4) 15 agosto
- festa dall'Assunzione; (5) 1° novembre
- Ognissanti; (6) 8 dicembre
- Immacolata concezione; (7) 25 dicembre
- Natale; (8) 26 dicembre
- S. Stefano; (9) la solennità del S. Patrono del luogo ove si svolge il lavoro.

In relazione alla norma di cui al comma 1 del presente articolo, nessuna riduzione o trattenuta sarà operata sulla retribuzione di fatto ai lavoratori in conseguenza della mancata prestazione di lavoro nei giorni sopra indicati, sempreché non si tratti di prestazioni saltuarie e occasionali senza carattere di continuità.

Nulla è dovuto ad alcun titolo al prestatore d'opera, qualunque sia la misura e il sistema di retribuzione, nel caso che la festività ricorra in un periodo di sospensione dalla retribuzione e dal servizio in conseguenza di provvedimenti disciplinari o di assenza ingiustificata e comunque derivante da ogni altra causa imputabile al lavoratore stesso.

In caso di coincidenza di una delle festività sopra elencate con una domenica, in aggiunta alla retribuzione mensile sarà corrisposto ai lavoratori un ulteriore importo pari alla quota giornaliera della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II.

Per le 2 festività civili la cui celebrazione e stata spostata alla 1a domenica del mese, ai sensi dell'art. 1, comma 2, legge 5.3.77 n. 54 (2 giugno e 4 novembre), il lavoratore beneficerà del trattamento previsto per le festività che coincidono con la domenica.



Art. 10
- Permessi retribuiti.

In sostituzione delle 4 festività abolite dal combinato disposto della legge n. 54/77 e del DPR n. 792/85, verranno fruiti dai lavoratori altrettanti giorni ovvero mezze giornate di permesso individuale retribuito. I permessi saranno fruiti individualmente, in periodi di minore attività anche con riferimento all'orario settimanale praticato dall'utenza in relazione alle disposizioni di legge in materia e mediante rotazione dei lavoratori che non implichi assenze tali da ostacolare il normale svolgimento dell'attività produttiva.

Con le stesse modalità saranno fruiti ulteriori permessi per complessive 9 giornate all'anno, con le seguenti decorrenze:


- 2 giornate in ragione d'anno dall'1.7.84
- 2 giornate in ragione d'anno dall'1.7.85
- 2 giornate in ragione d'anno dall'1.7.86
- 3 giornate in ragione d'anno dall'1.7.92

salvo restando l'assorbimento, fino a concorrenza, di eventuali trattamenti non previsti dal presente contratto, in materia di riduzione, di permessi e ferie.

I permessi non fruiti entro l'anno di maturazione decadranno e saranno pagati con la retribuzione in atto al momento della scadenza, oppure potranno essere fruiti in epoca successiva e comunque non oltre il 30 giugno dell'anno successivo.

In caso di prestazione lavorativa ridotta, nel corso dell'anno di calendario, al lavoratore verrà corrisposto 1/12 dei permessi di cui al presente articolo per ogni mese intero di servizio prestato, non computandosi a tal fine i periodi in cui non è dovuta, a carico del datore di lavoro, retribuzione secondo norma di legge e di contratto.

Chiarimento a verbale.

Le parti si danno atto che la presente regolamentazione sostituisce a tutti gli effetti quella prevista dall'Accordo interconfederale 16.5.77, sulle festività abolite e che per quanto riguarda le due festività civili la cui celebrazione è stata spostata alla domenica successiva, ai sensi dell'art. 1, comma 2, legge 5.3.77 n. 54 (2 giugno e 4 novembre), il lavoratore beneficerà del trattamento previsto per le festività che coincidono con la domenica.



Art. 11
- Ferie.

Il personale di cui al presente contratto ha diritto a un periodo di ferie annuali nella misura di 26 giorni lavorativi, fermo restando che la settimana lavorativa, quale che sia la distribuzione dell'orario di lavoro settimanale, è comunque considerata di 6 giorni lavorativi dal lunedì al sabato agli effetti del computo delle ferie.

Dal computo del predetto periodo di ferie vanno escluse le domeniche e le festività nazionali e infrasettimanali cadenti nel periodo stesso, e pertanto il periodo di ferie sarà prolungato di tanti giorni quante sono le domeniche e le festività nazionali e infrasettimanali in esso comprese.

Dichiarazione a verbale.

Le parti si danno atto reciprocamente che la disciplina della misura e del computo delle ferie di cui al presente articolo costituisce un complesso normativo inscindibile migliorativo della precedente disciplina in materia. Nei confronti dei lavoratori che al 30.6.73 già usufruivano di un periodo di ferie di 30 giorni lavorativi (anzianità di servizio oltre 20 anni) verranno mantenute le condizioni di miglior favore.

Chiarimento a verbale.

Nella ipotesi di risoluzione del rapporto di lavoro, l'indennità sostitutiva delle ferie si calcola dividendo per 26 la retribuzione mensile di fatto di cui all'art. 134, parte II.



Art. 12
- Determinazione periodo di ferie.

Compatibilmente con le esigenze dell'azienda, e tenuto conto di quelle dei lavoratori, è in facoltà del datore di lavoro stabilire il periodo delle ferie da maggio a ottobre, eccettuate le aziende fornitrici di apparecchiature frigorifere e di birra, acque minerali, bevande gassate, gelati e ghiaccio, nonché le aziende di raccolta e salatura di pelli grezze fresche che potranno fissare i turni di ferie in qualsiasi periodo dell'anno. Ferme restando le eccezioni sopra indicate, in deroga a quanto sopra, la determinazione dei turni feriali potrà avvenire anche in periodi diversi dell'anno in accordo tra le parti e mediante programmazione.

Le ferie potranno essere frazionate in non più di 2 periodi.

I turni di ferie non potranno avere inizio di domenica, né di giorno festivo e neppure nel giorno antecedente alla domenica o a quello festivo ad eccezione dei turni aventi inizio il 1° o il 16° giorno del mese.

Il decorso delle ferie resta interrotto nel caso di sopravvenienza, durante il periodo stesso, di malattia regolarmente denunciata e riconosciuta dalle strutture sanitarie pubbliche competenti per territorio.

Dichiarazione a verbale.

Le parti si danno atto che, anche con riferimento alla normativa di cui al presente articolo, restano fermi gli obblighi di cui ai successivi art. 109, comma 1, e art. 172 , comma 1, parte II.



Art. 13
- Normativa retribuzione ferie.

Durante il periodo di ferie decorre a favore del lavoratore la retribuzione di fatto, di cui all'art. 134, parte II.

Al lavoratore retribuito in tutto o in parte a provvigione il datore di lavoro corrisponderà, durante il periodo di ferie, una quota pari alla media delle provvigioni percepite dagli altri colleghi del negozio o del reparto.

Nelle aziende con un solo dipendente o quando tutto il personale sia in ferie spetterà al singolo dipendente, durante il periodo di ferie, la media mensile delle provvigioni dallo stesso percepita negli ultimi 12 mesi o nel minor periodo di servizio prestato.

Se il dipendente retribuito a provvigione è in ferie e viene sostituito da altro dipendente estraneo al reparto, il lavoratore in ferie avrà diritto a una. quota di provvigioni, a carico del datore di lavoro, pari a quella spettante al suo sostituto.



Art. 14
- Richiamo lavoratore in ferie.

Per ragioni di servizio il datore di lavoro potrà richiamare in servizio il lavoratore prima del termine del periodo di ferie, fermi restando il diritto del lavoratore a completare detto periodo in epoca successiva e il diritto al rimborso delle spese sostenute sia per l'anticipato rientro, sia per tornare, eventualmente, al luogo dal quale il dipendente sia stato richiamato.



Art. 15
- Irrinunciabilità.

Le ferie sono irrinunciabili e pertanto nessuna indennità è dovuta al lavoratore che spontaneamente si presenti in servizio durante il turno di ferie assegnatogli.



Art. 16
- Registro ferie.

Per le ferie verrà istituito presso le aziende apposito registro con le stesse garanzie e modalità previste dal precedente art. 78, parte II, per il lavoro straordinario.

Il registro di cui al precedente capoverso può essere sostituito da altra idonea documentazione nelle aziende che abbiano la contabilità meccanizzata autorizzata.



Art. 17
- Funzioni pubbliche elettive.

In conformità alla vigente legge 21.3.90 n. 53, in occasione di tutte le consultazioni elettorali disciplinate da leggi della Repubblica o delle Regioni, coloro che adempiono a funzioni presso gli Uffici elettorali, ivi compresi i rappresentanti di lista o di gruppo di candidati nonché, in occasione di referendum, i rappresentanti dei partiti o gruppi politici e dei promotori del referendum, hanno diritto di assentarsi dal lavoro per tutto il periodo corrispondente alla durata delle relative operazioni.

I giorni di assenza dal lavoro compresi nel periodo di cui al precedente comma sono considerati, a tutti gli effetti, giorni di attività lavorativa.



Art. 18
- Giustificazione delle assenze.

Salvo i casi di legittimo impedimento, di cui sempre incombe al lavoratore l'onere della prova, le assenze devono essere giustificate presso l'azienda entro le 24 ore, per gli eventuali accertamenti.

Nel caso di assenze non giustificate saranno applicate le seguenti sanzioni:

(a) trattenuta della retribuzione giornaliera di fatto e multa non eccedente un importo pari al 10% della retribuzione stessa, nel caso di assenza fino a 3 giorni;

(b) licenziamento senza preavviso nel caso di assenza oltre 3 giorni o in caso di recidiva oltre la 3a volta nell'anno solare.



Art. 19
- Mutamento di domicilio.

È dovere del personale di comunicare immediatamente all'azienda ogni mutamento della propria dimora sia durante il servizio che durante i congedi.

Il personale ha altresì l'obbligo di rispettare ogni altra disposizione emanata dall'azienda per regolare il servizio interno, in quanto non contrasti con le norme del presente contratto e con le leggi vigenti, e rientri nelle normali attribuzioni del datore di lavoro.

Tali norme dovranno essere rese note al personale con comunicazione scritta o mediante affissione nell'interno dell'azienda.



Art. 20
- Congedi retribuiti.

In casi speciali e giustificati il datore di lavoro potrà concedere in qualunque epoca dell'anno congedi retribuiti con facoltà di dedurli dai permessi individuali di cui all'art. 85, parte II, ovvero, ove esauriti, dalle ferie.

Ai lavoratori studenti, compresi quelli universitari, che devono sostenere prove d'esame, e che, in base alla legge 20.5.70 n. 300 hanno diritto ad usufruire di permessi giornalieri retribuiti, le aziende concederanno altri 5 giorni retribuiti, pari a 40 ore lavorative all'anno, per la relativa preparazione.

I permessi di cui al precedente comma saranno retribuiti previa presentazione della documentazione ufficiale degli esami sostenuti (certificati, dichiarazioni, libretti e ogni altro idoneo mezzo di prova).



Art. 21
- Aspettativa non retribuita.

In presenza di gravi e comprovati motivi, potrà essere concesso al lavoratore un periodo di aspettativa non retribuita, non frazionabile e non ripetibile, con diritto alla conservazione del posto, di durata non inferiore a 1 mese e non superiore a 6 mesi.

In tal caso, il datore di lavoro potrà procedere alla sostituzione del lavoratore in aspettativa con assunzione a tempo determinato da non computarsi ai fini del raggiungimento dei limiti previsti dall'art. 25 A), parte I.

Resta esclusa per tale periodo la maturazione della retribuzione di tutti gli istituti contrattuali e di legge, ivi compresa l'anzianità di servizio.



Art. 22
- Congedo matrimoniale.

Al lavoratore che non sia in periodo di prova compete, per contrarre matrimonio, un congedo straordinario della durata di 15 giorni di calendario.

Compatibilmente con le esigenze dell'azienda, il datore di lavoro dovrà concedere il congedo straordinario con decorrenza dal 3° giorno antecedente alla celebrazione del matrimonio.

Il lavoratore ha l'obbligo di esibire al datore di lavoro, alla fine del congedo, regolare documentazione della celebrazione del matrimonio.

Durante il periodo di congedo straordinario per matrimonio, il lavoratore è considerato ad ogni effetto in attività di servizio, conservando il diritto alla retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II.



Art. 23
- Aspettativa per tossicodipendenza.

I lavoratori di cui viene accertato lo stato di tossicodipendenza, i quali intendono accedere ai programmi terapeutici e di riabilitazione presso i Servizi sanitari delle USL o di altre strutture terapeutico
-riabilitative e socio
-assistenziali, se assunti a tempo indeterminato hanno diritto alla conservazione del posto di lavoro per il tempo in cui la sospensione delle prestazioni lavorative è dovuta all'esecuzione del trattamento riabilitativo e, comunque, per un periodo non superiore a 3 anni.

Tale periodo è considerato di aspettativa non retribuita.

I lavoratori, familiari di un tossicodipendente, possono essere posti, a domanda, in aspettativa non retribuita per concorrere al programma terapeutico e socio
-riabilitativo del tossicodipendente, qualora il servizio per le tossicodipendenze ne attesti la necessità, per un periodo massimo di 3 mesi non frazionabile e non ripetibile.

Il periodo di aspettativa non retribuita previsto al comma precedente potrà essere frazionato esclusivamente nel caso in cui l'autorità sanitaria competente (SERT) ne certifichi la necessità.

Le relative domande devono essere presentate al datore di lavoro in forma scritta dall'interessato corredate da idonea documentazione redatta dai servizi sanitari o dalle altre strutture sopra indicate.



Art. 24
- Congedi e permessi per handicap.

La lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre, anche adottivi, di persona con handicap in situazione di gravità accertata possono usufruire delle agevolazioni previste dall'art. 33, legge 5.2.92 n. 104, e dall'art. 2, legge 27.10.93 n. 423, e cioè:

(a) il periodo di astensione facoltativa 'post partum' fruibile fino ai 3 anni d'età del bambino;

(b) in alternativa alla lett. a), 2 ore di permesso giornaliero retribuito fino ai 3 anni d'età del bambino, indennizzate a carico dell'INPS;

(c) dopo il 3° anno d'età del bambino, 3 giorni di permesso ogni mese, indennizzati a carico dell'INPS anche per colui che assiste una persona con handicap in situazione di gravità, parente o affine entro il 3° grado, convivente.

Le agevolazioni di cui ai punti a), b), e c), sono fruibili a condizione che il bambino o la persona con handicap non sia ricoverato a tempo pieno presso istituti specializzati.

Ai permessi di cui ai punti b) e c), che si cumulano con quelli previsti all'art. 7, legge n. 1204/71, si applicano le disposizioni di cui all'ultimo comma del medesimo art. 7, legge n. 1204/71.

Il genitore, parente o affine entro il 3° grado, convivente di handicappato, può scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina e non può essere trasferito senza il proprio consenso.

Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche agli affidatari di persone handicappate in situazioni di gravità.

La persona maggiorenne con handicap in situazione di gravità accertata, può usufruire dei permessi di cui alle lett. b) e c) e delle agevolazioni di cui al comma precedente.

Per tutte le agevolazioni previste nel presente articolo si fa espresso riferimento alle condizioni e alle modalità di cui alla legislazione in vigore.



Art. 25
- Chiamata alle armi.

La chiamata alle armi per adempiere agli obblighi di leva è disciplinata dal DLCPS 13.9.46 n. 303, a norma del quale il rapporto di lavoro non viene risolto, ma si considera sospeso per il periodo del servizio militare di leva, con diritto alla conservazione del posto.

Al termine del servizio militare di leva per congedamento o per invio in licenza illimitata in attesa di congedo, il lavoratore entro 30 giorni dal congedamento o dall'invio in licenza deve porsi a disposizione del datore di lavoro per riprendere servizio, in mancanza di che il rapporto di lavoro è risolto.

Il periodo trascorso in servizio militare va computato nell'anzianità di servizio ai soli effetti dell'indennità d'anzianità, in vigore al 31.5.82, e del preavviso.

A decorrere dall'1.6.82 e fino al 31.3.87 il periodo trascorso in servizio militare è considerato utile per il TFR, ai soli fini dell'applicazione del tasso di rivalutazione di cui all'art. 2120 CC, come modificato dalla legge 29.5.82 n. 297.

Ai sensi e per gli effetti del comma 2, art. 2110 CC, come modificato dalla legge 29.5.82 n. 297, a decorrere dal 14.3.96, durante il periodo trascorso in servizio militare deve essere computato nella retribuzione utile ai fini del calcolo del TFR, l'equivalente di quanto l'operatore di vendita avrebbe percepito, in caso di normale svolgimento del rapporto di lavoro, a titolo di:


- fisso mensile;
- indennità di contingenza;
- eventuali scatti d'anzianità agli aventi diritto ai sensi dell'art. 14 del presente protocollo aggiuntivo;

Non saranno, invece, computati a nessun effetto i periodi di ferma volontaria eccedenti la durata normale del servizio di leva.

Nel caso di cessazione dell'attività dell'azienda, il periodo trascorso in servizio militare sarà computato nell'anzianità del lavoratore fino alla cessazione della stessa.

Le norme del presente articolo non si applicano nel caso di contratto a termine e di assunzione per lavoratori stagionali o saltuari.

Le norme di cui al presente articolo si applicano, per effetto dell'art. 7, legge 15.12.72 n. 772, sul riconoscimento dell'obiezione di coscienza, anche ai lavoratori che prestano servizio civile sostitutivo, nonché per effetto della legge 26.2.87 n. 49, sulla cooperazione dell'Italia con i Paesi in via di sviluppo, ai lavoratori ai quali sia riconosciuta la qualifica di volontari in servizio civile, ai sensi della legge stessa.



Art. 26
- Richiamo alle armi.

In caso di richiamo alle armi, il lavoratore ha diritto, per il periodo in cui rimane sotto le armi, alla conservazione del posto.

Tale periodo va computato nell'anzianità di servizio ai soli effetti dell'indennità di anzianità, in vigore fino al 31.5.82, nonché degli scatti d'anzianità e del preavviso.

A decorrere dall'1.6.82 e fino al 31.3.87, il periodo di richiamo alle armi è considerato utile per il TFR, ai soli fini dell'applicazione del tasso di rivalutazione di cui all'art. 2120 CC, come modificato dalla legge 29.5.82 n. 297.

Ai sensi e per gli effetti del comma 2, art. 2120 CC, come modificato dalla legge 29.5.82 n. 297, a decorrere dall'1.4.87, durante il periodo di richiamo alle armi deve essere computato nella retribuzione utile ai fini del calcolo del TFR l'equivalente della normale retribuzione di cui all'art. 132, parte II, alla quale il lavoratore avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento del rapporto di lavoro.

Durante il periodo di richiamo alle armi il personale avrà diritto al trattamento previsto dalla legge 10.6.40 n. 653. Il trattamento previsto dalle norme di legge e contrattuali a favore dei richiamati ha termine con la cessazione dell'attività dell'azienda.

Al fine del richiamo, sia in caso di invio in congedo come in quello di invio in licenza illimitata in attesa di congedo, il lavoratore deve porsi a disposizione del datore di lavoro per riprendere la sua occupazione entro il termine di 5 giorni se il richiamo ha avuto durata non superiore a 1 mese, di 8 giorni se ha avuto durata superiore a 1 mese ma non a 6 mesi, di 15 giorni se ha avuto durata superiore a 6 mesi. Nel caso che, senza giustificato impedimento, il lavoratore non si ponga a disposizione del datore di lavoro nei termini sopra indicati, sarà considerato dimissionario. Nei confronti del lavoratore richiamato alle armi:

(a) in caso di contratto a termine, la decorrenza del termine è sospesa;

(b) in caso di rapporto stagionale, il posto è conservato limitatamente alla durata del contratto;

(c) durante il periodo di prova, il rapporto di lavoro resta sospeso fino alla fine del richiamo, e il periodo trascorso in servizio militare non è computato agli effetti dell'anzianità di servizio;

(d) in caso di richiamo durante il periodo di preavviso di licenziamento, il posto è conservato fino al termine del richiamo alle armi e il relativo periodo è computato agli effetti dell'anzianità di servizio.



Art. 27
- Malattia.

Nell'ambito della normativa del SSN il datore di lavoro ha l'obbligo di rilasciare ai propri dipendenti, all'atto dell'assunzione, la certificazione eventualmente prescritta dalle vigenti disposizioni di legge o di regolamento ai fini dell'iscrizione del lavoratore stesso al SSN.



Art. 28
- Normativa.

Salvo il caso di giustificato e comprovato impedimento e fermi restando gli obblighi di cui al precedente art. 108, parte II, il lavoratore ha l'obbligo di dare immediata notizia della propria malattia al datore di lavoro; in caso di mancata comunicazione, trascorso 1 giorno dall'inizio dell'assenza, l'assenza stessa sarà considerata ingiustificata, con le conseguenze previste dagli artt. 170 e 173, parte II del presente contratto.

Il lavoratore ha l'obbligo di presentarsi in servizio alla data indicata dal certificato del medico curante ovvero, laddove siano esperiti i controlli sanitari previsti, alla data indicata dal certificato del medico di controllo. In caso di mancata presentazione o di ritardo ingiustificato, il rapporto di lavoro s'intenderà risolto di pieno diritto con la corresponsione di quanto previsto agli artt. 159 e 160, parte II del presente contratto.

Nell'ipotesi di continuazione della malattia, salvo il caso di giustificato e comprovato impedimento, il lavoratore ha l'obbligo di dare immediata notizia della continuazione stessa all'azienda da cui dipende; in caso di mancata comunicazione, trascorso 1 giorno dall'inizio dell'assenza, l'assenza stessa sarà considerata ingiustificata con le conseguenze previste dagli artt. 170 e 173, parte II del presente contratto.

Il lavoratore che presti servizio in aziende addette alla preparazione, manipolazione e vendita di sostanze alimentari di cui alla legge 30.4.62 n. 283, ha l'obbligo, in caso di malattia di durata superiore a 5 giorni, di presentare al rientro in servizio al datore di lavoro il certificato medico dal quale risulti che il lavoratore non presenta pericolo di contagio dipendente dalla malattia medesima.

Ai sensi dell'art. 5, legge 20.5.70 n. 300, il datore di lavoro o chi ne fa le veci ha diritto di far effettuare il controllo delle assenze per infermità di malattia attraverso i servizi ispettivi degli Istituti competenti, nonché dai medici dei Servizi sanitari indicati dalla Regione. Il datore di lavoro o chi ne fa le veci ha inoltre la facoltà di far controllare l'idoneità fisica del lavoratore da parte di enti pubblici e istituti specializzati di diritto pubblico.



Art. 29
- Obblighi del lavoratore.

Il lavoratore assente per malattia è tenuto a rispettare scrupolosamente le prescrizioni mediche inerenti la permanenza presso il proprio domicilio.

Il lavoratore è altresì tenuto a trovarsi nel proprio domicilio dalle ore 10 alle 12 e dalle ore 17 alle 19, al fine di consentire l'effettuazione delle visite di controllo, richieste dal datore di lavoro.

Nel caso in cui a livello nazionale o territoriale le visite di controllo siano effettuate a seguito di un provvedimento amministrativo o su decisione dell'Ente preposto ai controlli di malattia, in orari diversi da quelli indicati al comma 2 del presente articolo, questi ultimi saranno adeguati ai nuovi criteri organizzativi.

Salvo i casi di giustificata e comprovata necessità di assentarsi dal domicilio per le visite, le prestazioni, gli accertamenti specialistici e le visite ambulatoriali di controllo, e salvo i casi di forza maggiore, dei quali ultimi il lavoratore ha l'obbligo di dare immediata notizia all'azienda da cui dipende, il mancato rispetto da parte del lavoratore dell'obbligo di cui al comma 2 del precedente articolo comporta comunque l'applicazione delle sanzioni previste dall'art. 5, legge 11.11.83 n. 638, comma 14, nonché l'obbligo dell'immediato rientro in azienda.

In caso di mancato rientro, l'assenza sarà considerata ingiustificata, con le conseguenze previste agli artt. 170 e 173, parte II del presente contratto.



Art. 30
- Trattamento economico di malattia e infortunio.

Al lavoratore non in prova che debba interrompere il servizio a causa d'infortunio o malattia sarà riservato il seguente trattamento:

anni conservazione corresp. corresp. di ininterrotta del posto della retrib. di mezza intera anzianità (in mesi) mensile retribuzione presso fino a mesi mensile l'azienda per altri mesi a) fino a 6 8 5 3 anni b) oltre 6 anni 12 8 4

Per il trattamento economico durante il periodo di malattia o d'infortunio si fa riferimento alla retribuzione di fatto.

Il lavoratore che, posto in preavviso di licenziamento, cada ammalato o si infortuni, usufruirà del trattamento sopra indicato per tutto il periodo di comporto. Il lavoratore dimissionario che cada ammalato o subisca un Infortunio non professionale usufruirà del trattamento stesso fino alla scadenza del preavviso.

Nel caso invece d'infortunio per causa di lavoro, il lavoratore dimissionario usufruirà del trattamento previsto al comma 1 del presente articolo per tutto il periodo di comporto.

Cesseranno per l'azienda gli obblighi di cui alla precedente tabella, qualora il lavoratore raggiunga, in complesso, durante 12 mesi consecutivi, i limiti massimi previsti alla lett. a), e durante 18 mesi consecutivi i limiti previsti alla lett. b), anche in caso di diverse malattie.

Alla scadenza dei termini sopra indicati, l'azienda, ove proceda al licenziamento dell'operatore di vendita, gli corrisponderà il TFR, ivi com presa l'indennità sostitutiva del preavviso.

Qualora la prosecuzione della malattia oltre i termini suddetti non consenta all'operatore di vendita di riprendere servizio, l'operatore di vendita stesso potrà risolvere il rapporto con il diritto al solo TFR. Ove ciò non avvenga e l'azienda non proceda al licenziamento, il rapporto rimane sospeso salva la decorrenza dell'anzianità agli effetti del preavviso e del tasso di rivalutazione del TFR di cui all'art. 2120 CC.

Per gli infortuni sul lavoro il posto sarà conservato fino a cessazione dell'indennità temporanea da parte dell'INAIL. A decorrere dal 14.3.96 per tali infortuni, purché riconosciuti dall'INAIL, le aziende garantiranno con polizze assicurative o forme equivalenti la corresponsione aggiuntiva dei seguenti capitali:


- £ 35.000.000 per morte;
- £ 46.000.000 per invalidità permanente totale.

Nei confronti dei lavoratori assunti con contratto a tempo determinato le norme relative alla conservazione del posto e al trattamento retributivo sono applicabili nei limiti di scadenza del contratto stesso.

Chiarimento a verbale.

Le parti si danno reciprocamente atto che il trattamento economico per infortunio di cui al comma 1, art. 30, è comprensivo dell'indennità a carico dell'INAIL.



Art. 31
- Tutela del posto di lavoro.

Nell'ipotesi di cessazione del rapporto di lavoro, conseguente alla perdita dell'idoneità a svolgere mansioni di operatore di vendita per infortunio sul lavoro l'azienda, qualora proceda entro 1 anno a nuove assunzioni, riserverà priorità alla domanda di assunzione, eventualmente prodotta, compatibilmente con le norme sul collocamento e sempreché il posto disponibile possa essere ricoperto in relazione alla diminuita capacità lavorativa e alle attitudini personali dell'interessato.

Le aziende con più di 80 dipendenti, sempre che non debbano attuare provvedimenti di ristrutturazione con riflessi occupazionali, a richiesta dell'interessato, assumeranno 'ex novo', entro 90 giorni dalla data di cessazione del rapporto, l'infortunato adibendolo alle mansioni ritenute più opportune in relazione alle esigenze tecnico
-organizzative e produttive, anche per quanto concerne il luogo di prestazione del lavoro.

Qualora il lavoratore abbia riportato dall'infortunio un'invalidità superiore al terzo, dovrà iscriversi nell'elenco degli invalidi del lavoro presso gli Uffici provinciali del lavoro e l'azienda presenterà richiesta di avviamento all'Ufficio anzidetto ai sensi delle norme sul collocamento obbligatorio.

Qualora invece l'invalidità non raggiunga il terzo, il lavoratore dovrà iscriversi nelle liste di collocamento di cui alla legge 29.4.49 n. 264.

Le parti convengono che, in ambedue i casi suddetti, la richiesta di avviamento presentata dall'azienda sarà nominativa, ai sensi dell'art. 33, comma 7, legge n. 300/70. Il rifiuto dell'interessato ad espletare le mansioni di nuova assunzione comporta per l'azienda il venir meno dell'impegno cui ai primi 2 commi.

Nei casi in cui all'operatore di vendita cui sia richiesto espressamente l'uso dell'automezzo sia sospesa la patente per infrazioni commesse
- dopo l'entrata in vigore del contratto
- durante lo svolgimento dell'attività lavorativa, allo stesso è data facoltà di richiedere, per un periodo massimo di 6 mesi, aspettativa non retribuita né computabile ad alcun effetto contrattuale o di legge.



Art. 32
- Tubercolosi.

I lavoratori affetti da tubercolosi, che siano ricoverati in Istituti sanitari o Case di cura a carico dell'assicurazione obbligatoria Tbc o dello Stato, delle Province e dei Comuni, o a proprie spese, hanno diritto alla conservazione del posto fino a 18 mesi dalla data di sospensione del lavoro a causa della malattia tubercolare; nel caso di dimissione per dichiarata guarigione, prima della scadenza di 14 mesi dalla data di sospensione predetta, il diritto alla conservazione del posto sussiste fino a 4 mesi successivi alla dimissione stessa.

Per le aziende che impiegano più di 15 dipendenti l'obbligo di conservazione del posto sussiste in ogni caso fino a 6 mesi dopo la data di dimissione dal luogo di cura per avvenuta stabilizzazione, ai sensi dell'art. 9, legge 14.12.70 n. 1088.

Il diritto alla conservazione del posto cessa comunque ove sia dichiarata l'inidoneità fisica permanente al posto occupato prima della malattia; in caso di contestazione in merito all'idoneità stessa decide in via definitiva il direttore del Presidio sanitario antitubercolare assistito, a richiesta, da sanitari indicati dalle parti interessate, ai sensi dell'ultimo comma, art. 10, legge 28.2.53 n. 86.

Tanto nei casi di ricovero in luogo di cura quanto negli altri casi, al lavoratore affetto da malattia tubercolare sarà riconosciuto nell'anzianità di servizio un periodo massimo di 180 giorni.



Art. 33
- Rinvio alle leggi.

Per quanto non previsto dal presente contratto in materia di malattia e infortuni, valgono le norme di legge e regolamentari vigenti.

Restano ferme le norme previste dagli ordinamenti speciali regionali.



Art. 34
- Astensione dal lavoro.

Durante lo stato di gravidanza e puerperio la lavoratrice ha diritto di astenersi dal lavoro:

(a) per i 2 mesi precedenti la data presunta del parto indicata nel certificato medico di gravidanza; (b) per il periodo intercorrente tra la data presunta del parto e il parto stesso; (c) per i 3 mesi successivi al parto; (d) per un ulteriore periodo di 6 mesi dopo il periodo di cui alla lett. c).

In applicazione e alle condizioni previste dalla Sentenza della Corte Costituzionale n. 972 dell'11.10.88, per le lavoratrici madri addette a lavori pericolosi, faticosi e insalubri, il periodo di astensione obbligatoria 'post partum' è fissato in 7 mesi.

Il diritto di cui alla lett. e) è riconosciuto anche al padre lavoratore ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 7, legge 9.12.77 n. 903, alle condizioni previste nello stesso articolo, nonché in applicazione della Sentenza della Corte Costituzionale n. 1 del 19.1.87, ove l'assistenza della madre al minore sia divenuta impossibile per decesso o grave infermità.

Il diritto di cui alla lett. d) è riconosciuto, in alternativa alla madre, al padre lavoratore ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 7, legge 9.12.77 n. 903, alle condizioni previste nello stesso articolo.

La lavoratrice ha diritto alla conservazione del posto per tutto il periodo di gestazione, attestato da regolare certificato medico, e fino al compimento di 1 anno d'età del bambino, salvo eccezioni previste dalla legge (licenziamento per giusta causa, cessazione dell'attività dell'azienda, ultimazione della prestazione per la quale la lavoratrice era stata assunta, cessazione del rapporto di lavoro per scadenza del termine per il quale era stato stipulato, esito negativo della prova).

Il divieto di licenziamento opera in connessione con lo stato oggettivo di gravidanza e puerperio e la lavoratrice licenziata nel corso del periodo in cui opera il divieto ha diritto di ottenere il ripristino del rapporto di lavoro mediante presentazione, entro 90 giorni dal licenziamento, di idonea certificazione dalla quale risulti l'esistenza, all'epoca del licenziamento, delle condizioni che lo vietavano.

Ai sensi dell'art. 4, DPR 25.11.76 n. 1026, la mancata prestazione di lavoro durante il periodo di tempo intercorrente tra la data della cessazione effettiva del rapporto di lavoro e la presentazione della certificazione non dà luogo a retribuzione. Il periodo stesso è tuttavia computato nell'anzianità di servizio, esclusi gli effetti relativi alle ferie, alle mensilità supplementari e al TFR.

In caso di malattia prodotta dallo stato di gravidanza nei mesi precedenti il periodo di divieto di licenziamento, il datore di lavoro è obbligato a conservare il posto alla lavoratrice alla quale è applicabile il divieto stesso.

I periodi di astensione obbligatoria dal lavoro indicati alle lett. a), b), c), devono essere computati nell'anzianità di servizio a tutti gli effetti contrattualmente previsti, compresi quelli relativi alla 13a mensilità, alle ferie e al TFR.

Il periodo di assenza facoltativa di cui alla lett. d) è computato nell'anzianità di servizio esclusi gli effetti relativi alle ferie e alle mensilità supplementari.

Durante il periodo di assenza obbligatoria e facoltativa la lavoratrice ha diritto a un'indennità pari rispettivamente all'80% e al 30% della retribuzione posta a carico dell'INPS dall'art. 74, legge 23.12.78 n. 833, secondo le modalità stabilite, è anticipata dal datore di lavoro ai sensi dell'art. 1, legge 29.2.80 n. 33. L'importo anticipato dal datore di lavoro è posto a conguaglio con i contributi dovuti all'INPS, secondo le modalità di cui agli artt. 1 e 2, legge 29.2.80 n. 33.

Nei confronti delle lavoratrici assunte a tempo determinato per i lavori stagionali, l'INPS provvede direttamente al pagamento delle prestazioni di maternità agli aventi diritto, ai sensi del comma 6, art. 1, legge 29.2.80 n. 33.

Nei confronti delle lavoratrici che abbiano adottato bambini o che li abbiano ottenuti in affidamento preadottivo si applica l'art. 6, legge 9.12.77 n. 903.



Art. 35
- Permessi per assistenza al bambino.

Il datore di lavoro deve consentire alle lavoratrici madri, durante il 1° anno di vita del bambino, 2 periodi di riposo, anche cumulabili, durante la giornata. Il riposo è 1 solo quando l'orario giornaliero di lavoro è inferiore a 6 ore.

Il diritto di cui al comma precedente è riconosciuto in alternativa alla madre, al padre lavoratore, in applicazione della Sentenza della Corte Costituzionale n. 179 del 21.2.93.

La concessione dei riposi giornalieri al padre lavoratore è subordinata in ogni caso all'esplicito consenso scritto della madre. Inoltre, il diritto ai riposi giornalieri retribuiti non può esercitarsi durante i periodi in cui il padre lavoratore o la madre lavoratrice godano già dei periodi di astensione obbligatoria o di assenza facoltativa o quando, per altre cause, l'obbligo della prestazione lavorativa sia interamente sospeso.

I periodi di riposo di cui al precedente comma hanno la durata di 1 ora ciascuno e sono considerati ore lavorative agli effetti della durata del lavoro, essi comportano il diritto della lavoratrice ad uscire dall'azienda.

Per detti riposi è dovuta dall'INPS un'indennità pari all'intero ammontare della retribuzione relativa ai riposi medesimi.

L'indennità è anticipata dal datore ed è portata a conguaglio con gli importi contributivi dovuti all'ente assicuratore, ai sensi dell'art. 8, legge 9.12.77 n. 903.

I riposi di cui ai precedenti commi sono indipendenti da quelli previsti dagli artt. 18 e 19, legge 26.4.34 n. 635, sulla tutela del lavoro delle donne.

La lavoratrice ha diritto, altresì, ad assentarsi dal lavoro durante le malattie del bambino d'età inferiore a 3 anni, dietro presentazione di certificato medico.

Il diritto di cui al comma precedente è riconosciuto, in alternativa alla madre, al padre lavoratore, ferme restando le condizioni e le modalità di godimento di cui all'art. 7, legge 9.12.77 n. 903.



Art. 36
- Normativa.

La lavoratrice in stato di gravidanza è tenuta ad esibire al datore di lavoro il certificato rilasciato da un ufficiale sanitario o da un medico del SSN e il datore di lavoro è tenuto a darne ricevuta.

Per usufruire dei benefici connessi con il parto e il puerperio la lavoratrice è tenuta ad inviare al datore di lavoro, entro il 15° giorno successivo al parto, il certificato di nascita del bambino rilasciato dall'Ufficio di stato civile oppure il certificato di assistenza al parto, vidimato dal sindaco, previsto dal RDL 15.10.36 n. 2128.

Nel caso di dimissioni presentate durante il periodo per cui è previsto il divieto di licenziamento, la lavoratrice ha diritto al TFR e ad un'inden nità pari a quella spettante in caso di preavviso secondo le modalità previste dall'art. 159, parte II.

I periodi di assenza di cui al penultimo e terzultimo comma sono computati nell'anzianità di servizio, esclusi gli effetti relativi alle ferie e alle mensilità supplementari, ai sensi dell'art. 7, ultimo comma, legge 30.12.71 n. 1204, e al TFR.

Ai sensi della legge 31.3.54 n. 90, per le festività cadenti nel periodo di assenza obbligatoria e facoltativa, la lavoratrice ha diritto a un'indennità integrativa di quella a carico dell'INPS, da corrispondersi a carico del datore di lavoro in modo da raggiungere complessivamente il 100% della quota giornaliera della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II.

Per quanto non previsto dal presente contratto in materia di gravidanza e puerperio, valgono le norme di legge e regolamentari vigenti.



Art. 37
- Sospensione.

In caso di sospensione del lavoro per fatto dipendente dal datore di lavoro e indipendente dalla volontà del lavoratore, questi ha diritto alla retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II, per tutto il periodo della sospensione.

La norma di cui al precedente comma non si applica nel caso di pubbliche calamità, eventi atmosferici straordinari e altri casi di forza maggiore.



Art. 38
- Decorrenza dell'anzianità di servizio.

L'anzianità di servizio decorre dal giorno in cui il lavoratore è entrato a far parte dell'azienda, quali che siano le mansioni ad esso affidate.

Sono fatti salvi criteri diversi di decorrenza dell'anzianità espressamente previsti per singoli istituti contrattuali, ai fini della maturazione dei relativi diritti.

Chiarimento a verbale.

Tutte le norme contrattuali relative all'anzianità di servizio non si riferiscono comunque al TFR che trova regolamentazione specifica nell'art. 138, parte II del presente contratto e nelle disposizioni della legge 29.5.82 n. 297.



Art. 39
- Computo anzianità frazione annua.

Ad eccezione degli effetti derivanti dalla normativa sugli scatti d'anzianità, le frazioni di anno saranno computate, a tutti gli effetti contrattuali, per 12simi, computandosi come mese intero le frazioni di mese superiori o uguali a 15 giorni.

Per mesi s'intendono quelli del calendario civile (gennaio, febbraio, marzo, ecc.).



Art. 40
- Anzianità convenzionale.

Ai lavoratori che si trovino nelle condizioni appresso indicate verrà riconosciuta, agli effetti del preavviso o della relativa indennità sostitutiva, una maggiore anzianità convenzionale commisurata come segue:

(a) mutilati e invalidi di guerra: 1 anno; (b) decorati al valore e insigniti di ordini militari, promossi per meriti di guerra e feriti di guerra: 6 mesi per ogni titolo di benemerenza; (c) ex combattenti e ad essi equiparati a norma di legge, che abbiano prestato servizio presso reparti mobilitati in zona di operazione: 6 mesi per ogni anno di campagna e 3 mesi per le frazioni di anno superiori ad almeno 6 mesi.

Le predette anzianità sono cumulabili fino al limite di 36 mesi.

L'anzianità convenzionale non può essere fatta valere che 1 sola volta nella carriera del lavoratore, anche nel caso di prestazioni presso aziende ed enti diversi, comprese le pubbliche amministrazioni; il datore di lavoro ha pertanto il diritto di assumere informazioni ed esperire indagini al riguardo.

Il lavoratore di nuova assunzione dovrà comunicare, a pena di decadenza, al datore di lavoro i propri titoli validi ad ottenere il diritto alle predette anzianità all'atto dell'assunzione stessa, impegnandosi a fornire la relativa documentazione entro 6 mesi dal termine del periodo di prova.

Per i lavoratori in servizio all'atto dell'entrata in vigore del presente contratto, restano ferme le norme di cui all'art. 76 del precedente CCNL 23.10.50, in base alle quali i lavoratori stessi, per ottenere il riconoscimento dell'anzianità convenzionale, dovevano esibire la documentazione entro 6 mesi, se in servizio al 23.10.50 e denunciare all'atto dell'assunzione i titoli validi, con riserva di presentare i documenti entro 6 mesi, se assunti dopo tale data; l'entrata in vigore del presente contratto non riapre i suddetti termini.

Il datore di lavoro, ricevuta la comunicazione e la documentazione dei titoli, dovrà computare a favore del lavoratore il periodo d'anzianità convenzionale cui egli ha diritto.

Chiarimento a verbale.

Le parti si danno atto che, per i lavoratori in forza al 31.5.82 che abbiano presentato le necessarie documentazioni, l'anzianità convenzionale è riconosciuta anche agli effetti dell'indennità di anzianità calcolata secondo la disciplina vigente sino alla predetta data.



Art. 41
- Mansioni del lavoratore.

Il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti al livello superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte, senza alcuna diminuzione della retribuzione. Nel caso di assegnazione a mansioni superiori, il prestatore ha diritto al trattamento corrispondente all'attività svolta e l'assegnazione stessa diviene definitiva, ove la medesima non abbia avuto luogo per sostituzione di lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto, dopo un periodo non superiore a 3 mesi.



Art. 42
- Mansioni promiscue.

Ad eccezione delle mansioni relative alla qualifica di addetto a mansioni d'ordine di segreteria (livello 4, punto 14), di addetto alle operazioni ausiliare alla vendita nelle aziende ad integrale libero servizio (livello 4, punto 8 e livello 5, punto 23) e di addetto all'insieme delle operazioni nei magazzini di smistamento, centri di distribuzione e/o depositi nelle aziende ad integrale libero servizio (grandi magazzini, magazzini a prezzo unico, supermercati ed esercizi similari) (livelli 4 e 5), in caso di mansioni promiscue si farà riferimento all'attività prevalente.

Per attività prevalente s'intende quella di maggiore valore professionale, sempre che venga abitualmente prestata, non si tratti di un normale periodo di addestramento e non abbia carattere accessorio o complementare.

In tal caso, ferme restando le mansioni di fatto espletate, al lavoratore compete l'inquadramento al livello superiore.



Art. 43
- Passaggi di livello.

Il lavoratore promosso al livello superiore ha diritto alla retribuzione contrattuale del nuovo livello. Qualora il lavoratore percepisca, all'atto della promozione, una retribuzione superiore al minimo tabellare del nuovo livello, manterrà la relativa eccedenza come assegno 'ad personam' avente lo stesso titolo e caratteristiche originarie.

In ogni caso, tale eccedenza non potrà essere assorbita dagli scatti d'anzianità e dall'indennità di contingenza.

Il lavoratore appartenente a qualifica non impiegatizia ai sensi di legge, in caso di passaggio a categoria impiegatizia, conserva l'anzianità maturata nelle rispettive qualifiche di impiegato e di lavoratore con mansioni non impiegatizie.



Art. 44
- Scatti di anzianità.

Per l'anzianità di servizio maturata presso la stessa azienda o gruppo aziendale (intendendosi per tale il complesso commerciale facente capo alla stessa società) il personale ha diritto a 10 scatti triennali. Ai fini della maturazione degli scatti, l'anzianità di servizio decorre:

(a) dalla data di assunzione per tutto il personale assunto a partire dalla data d'entrata in vigore del CCNL 28.3.87;

(b) dalla data d'entrata in vigore del CCNL 28.3.87 per tutto il personale assunto antecedentemente e che a tale data non abbia ancora raggiunto il 21° anno d'età;

(c) dal 21° anno d'età per tutto il personale assunto antecedentemente alla data d'entrata in vigore del CCNL 28.3.87 e che a tale data abbia già compiuto il 21° anno d'età. Gli importi degli scatti in cifra fissa sono determinati per ciascun livello d'inquadramento nelle seguenti misure e con le seguenti decorrenze:

livelli importi dal 1.1.90 Quadri 49.300 1 48.100 2 44.200 3 42.500 4 40.000 5 39.300 6 38.200 7 37.700

In occasione del nuovo scatto, l'importo degli scatti maturati successivamente all'1.7.73 è calcolato in base ai valori indicati nella tabella di cui al presente articolo senza liquidazione di arretrati per gli scatti maturati per il periodo pregresso.

L'importo degli scatti determinati secondo i criteri di cui ai commi precedenti viene corrisposto con decorrenza dal 1° giorno del mese immediatamente successivo a quello in cui si compie il triennio d'anzianità.

Gli scatti d'anzianità non possono essere assorbiti da precedenti e successivi aumenti di merito, né eventuali aumenti di merito possono essere assorbiti dagli scatti maturati o da maturare.

Nota a verbale.

Le parti confermano che l'importo degli scatti maturati a tutto l'1.7.73 rimane congelato in cifra e deve essere erogato senza rivalutazione in occasione dei nuovi scatti e fermo restando il numero massimo degli scatti indicati al comma 1 del presente articolo.

Interpretazione autentica delle parti sulla disciplina degli scatti di anzianità.

La decorrenza convenzionale degli aumenti periodici d'anzianità (denominati, successivamente, scatti d'anzianità), a partire dal compimento del 21° anno d'età trova la sua origine nel 1° accordo normativo post
-corporativo settore Commercio del 10.8.46.



Art. 45
- Retribuzione mensile

Eccettuate le prestazioni occasionali o saltuarie, la retribuzione mensile, sia normale che di fatto, è in misura fissa e cioè non variabile in relazione alle festività, ai permessi retribuiti, alle giornate di riposo settimanale di legge cadenti nel periodo di paga e, fatte salve le condizioni di miglior favore, alla distribuzione dell'orario di lavoro settimanale. Essa si riferisce pertanto a tutte le giornate del mese di calendario.



Art. 46
- Conglobamento dell'elemento distinto della retribuzione.

A decorrere dall'1.1.95 l'importo di £ 20.000 corrisposto a titolo di EDR ai sensi dell'Accordo interconfederale 31.7.92 è conglobato nell'indennità di contingenza di cui alla legge 26.2.86 n. 38, così come modificata dalla legge 13.7.90 n. 91.

Conseguentemente, all'1.1.95, l'importo dell'indennità di contingenza spettante al personale qualificato all'1.11.91 sarà aumentato di £ 20.000 per tutti i livelli. Contestualmente, le aziende cesseranno di corrispondere il predetto EDR.



Art. 47
- Quota giornaliera.

La quota giornaliera della retribuzione, sia normale che di fatto, si ottiene, in tutti i casi, dividendo l'importo mensile per il divisore convenzionale 26, fatto salvo quanto previsto dall'art. 115, parte II.

Chiarimento a verbale.

Le parti si danno atto che con l'adozione dei divisore convenzionale di cui al presente articolo hanno inteso stabilire l'equivalenza di trattamento sia per le trattenute sia per il pagamento delle giornate lavorative.



Art. 48
- Trattamento economico.

A decorrere dalle scadenze appresso indicate agli operatori di vendita verrà erogato il seguente aumento salariale.

decorrenze 1a 2a categoria categoria 1.1.95 55.000 50.000 1.1.96 50.000 40.000

L'aumento salariale di cui al presente articolo può essere assorbito, fino a concorrenza, da eventuali elementi retributivi concessi con clausole espresse di assorbimento ovvero a titolo di acconto o di anticipazione sul presente contratto. A decorrere dalla scadenza appresso indicata il fisso mensile degli operatori di vendita sarà, pertanto, il seguente:

decorrenze 1a categoria 2a categoria 1.1.96 854.636 729.736

Per l'operatore di vendita retribuito anche con provvigione, o con altre forme di incentivo, per retribuzione s'intende la media mensile dei guadagni globali percepiti nei 12 mesi precedenti la data di scadenza dell'ultima liquidazione periodica. Nel caso in cui il rapporto abbia una durata inferiore a 1 anno, la media è computata con riferimento al periodo di servizio prestato.

Le parti, nel darsi atto che il sistema retributivo previsto dal presente articolo sostituisce ogni altro sistema precedentemente in atto, riconoscono che restano ferme le condizioni di miglior favore derivanti da contratti provinciali stipulati con riferimento a tale categoria anteriormente all'entrata in vigore del presente contratto.

Dichiarazione a verbale.

Le Organizzazioni stipulanti dichiarano che, in coerenza con la politica sindacale in atto, nel corso della vigenza del presente contratto non saranno stipulati accordi provinciali o settoriali relativi al trattamento economico e/o normative degli operatori di vendita.



Art. 48 bis
- Paga base e aumenti salariali ex Accordo di rinnovo del 2° biennio economico 3 luglio 2001

liv. 1.7.01 1.1.02 1.7.02 op. £ E £ E £ E vendita 1 107725 556,35 1117373 577,07 115513 596,57 5 1 2 474,52 953023 492,19 508,82 918806 985227 aumenti 1 9,75 40118 20,72 19,50 18879 37758 2 8,31 34217 17,67 16,63 16102 32204

liv. 1.1.03 totale op. £ E £ E vendita 1 118156 610,22 2 2 100777 520,46 0 aumenti 1 13,65 123185 63,5 26431 7 2 11,64 105067 54,2 22543 6



Art. 49
- Provvigioni.

Qualora l'operatore di vendita sia retribuito anche con provvigione sugli affari, questa gli sarà corrisposta solo sugli affari andati a buon fine.

Nel caso di fallimento o di provata insolvenza del cliente, non sarà dovuta all'operatore di vendita alcuna provvigione sulla percentuale di reparto o di concordato, se questa sia inferiore al 65%.

All'operatore di vendita spetterà però integralmente la provvigione nel caso di contratti che, essendo stati già approvati, siano successivamente stornati dalla ditta senza giustificato motivo e non giungano a buon fine per colpa di essa.

Le provvigioni maturate saranno attribuite e liquidate, salve le condizioni di miglior favore, ogni mese successivo a quello in cui l'affare è andato a buon fine, esibendo ove occorra copia delle fatture.

La liquidazione dovrà farsi in base all'importo netto delle fatture, dedotti vuoti, diritti fiscali, eventuali porti e imballi.

Non si dovranno dedurre quegli sconti extra o abbuoni o resi derivanti tutti da colpa della ditta, non sono altresì deducibili sconti extra o abbuoni concordati dalla ditta dopo la conclusione dell'affare, all'atto o dopo l'emissione della fattura e che siano dovuti ad iniziativa esclusiva della ditta medesima.

All'operatore di vendita retribuito anche con provvigione, spetterà la provvigione anche sugli affari fatti dalla ditta senza il suo tramite (affari indiretti) con la clientela da esso regolarmente visitata nella zona normalmente affidatagli oppure, ove non esista una zona determinata, con la clientela abitualmente e regolarmente da esso visitata.

La provvigione è dovuta anche sugli affari conclusi prima della risoluzione o cessazione del rapporto e la cui esecuzione deve avvenire dopo la fine del rapporto stesso.

Eventuali deroghe dovranno essere preventivamente concordate fra la ditta e il dipendente operatore di vendita.



Art. 50
- Diarie.

La diaria fissa costituirà ad ogni effetto per il 50% parte integrante della retribuzione. Nessuna diaria è dovuta all'operatore di vendita quando è in sede a disposizione dell'azienda, nella città ove egli risiede abitualmente.

Qualora, però, durante l'anno non sia stato mandato in viaggio per tutto il periodo convenuto contrattualmente, gli sarà corrisposta un'indennità per i giorni di mancato viaggio nella misura seguente:

(a) se ha residenza nella stessa sede dell'azienda, avrà un'indennità nella misura di 2/5 della diaria;

(b) se invece l'operatore di vendita, con consenso dell'azienda, ha la sua residenza in luogo diverso da quello ove ha sede l'azienda stessa, avrà diritto, oltre al trattamento di cui sopra, al riconoscimento delle maggiori spese sostenute per l'eventuale permanenza nella città ove ha sede l'azienda, per l'esplicazione dei compiti di cui alla lett. e), art. 2).

Qualora l'azienda non corrisponda la diaria, le spese sostenute e documentate dall'operatore di vendita per vitto e alloggio nell'espletamento della propria attività fuori della città sede di deposito, di filiale o di residenza contrattuale, sempre che lo stesso non possa per la distribuzione del suo lavoro rientrare nella propria abitazio ne, saranno rimborsati nei limiti della normalità da individuarsi in sede aziendale tra la Direzione aziendale e la RSA di cui al titolo VII, parte I del presente CCNL.

Lo stesso criterio si applica a tutte le altre spese autorizzate dall'azienda.



Art. 51
- Assorbimenti.

In caso di aumenti di tabelle retributive, gli aumenti di merito concessi dalle aziende, nonché quelli derivanti da scatti d'anzianità, non possono essere assorbiti. Per aumenti di merito devono intendersi gli assegni corrisposti con riferimento alle attitudini e al rendimento del lavoratore.

Gli aumenti che non siano di merito e non derivino da scatti d'anzianità, erogati dalle aziende indipendentemente dai contratti collettivi stipulati in sede sindacale, possono essere assorbiti in tutto o in parte, in caso di aumento di tabella, solo se l'assorbimento sia stato previsto da eventuali accordi sindacali oppure espressamente stabilito all'atto della concessione.

Non possono essere assorbiti gli aumenti corrisposti collettivamente e unilateralmente dal datore di lavoro nel corso dei 6 mesi immediatamente precedenti la scadenza del presente contratto.



Art. 52
- Indennità di cassa e maneggio denaro.

Senza pregiudizio di eventuali procedimenti penali e delle sanzioni disciplinari, al personale normalmente adibito ad operazioni di cassa con carattere di continuità, qualora abbia piena e completa responsabilità della gestione di cassa, con l'obbligo di accollarsi le eventuali differenze, compete un'indennità di cassa e di maneggio di denaro nella misura del 5% della paga base nazionale conglobata di cui all'art. 138, parte II del presente contratto.



Art. 53
- Rischio macchina.

Con decorrenza dal 14.3.96, fermo restando l'accollo all'operatore di vendita della franchigia di £ 200.000 per ogni sinistro, le spese di riparazione dell'automezzo per incidenti passivi provocati
- senza dolo
- dagli operatori di vendita durante lo svolgimento delle prestazioni lavorative saranno sostenute dalle aziende nella misura dell'80% e comunque con un massimale di £ 4.200.000 anche con forme assicurative o altre equivalenti convenzionalmente pattuite tra le parti interessate, fermo il diritto di controllo sulla effettività del danno e sulla corrispondenza della fattura. L'uso dell'automezzo deve essere comunque preventivamente autorizzato dall'azienda.



Art. 54
- Trasferimenti.

L'operatore di vendita trasferito conserva il trattamento economico goduto precedentemente, escluse quelle indennità e competenze che siano inerenti alle condizioni locali o alle particolari prestazioni presso la sede di origine e che non ricorrono nella nuova destinazione.

L'operatore di vendita che non accetti il trasferimento determinato da comprovate esigenze tecniche, organizzative e/o produttive, sarà considerato dimissionario e avrà diritto al TFR e al preavviso.

All'operatore di vendita che venga trasferito sarà corrisposto il rimborso delle spese di viaggio e trasporto per sé, per le persone di famiglia e per gli effetti familiari (mobilio, bagagli. ecc.) previi opportuni accordi da prendersi con l'azienda.

È dovuta inoltre la diaria per giorni 10 all'operatore di vendita celibe o senza congiunti conviventi a carico e per giorni 20
- oltre 1 giorno per ogni figlio a carico
- all'operatore di vendita con famiglia.

Qualora, per effetto del trasferimento, l'operatore di vendita debba corrispondere un indennizzo per anticipata risoluzione del contratto di affitto, avrà diritto al rimborso di tale indennizzo fino alla concorrenza di un massimo di 6 mesi di pigione. Detto rimborso sarà dovuto a condizione che il contratto di affitto sia stato, precedentemente alla comunicazione del trasferimento, regolarmente registrato o denunciato al datore di lavoro. Il provvedimento di trasferimento dovrà essere comunicato per iscritto all'operatore di vendita con un preavviso non inferiore ai 30 giorni.

All'operatore di vendita che chiede il suo trasferimento non competono le indennità di cui sopra.



Art. 55
- Prospetto paga.

La retribuzione corrisposta al lavoratore dovrà risultare da apposito prospetto paga nel quale dovrà essere specificato il periodo di lavoro a cui la retribuzione si riferisce, l'importo della retribuzione, la misura e l'importo dell'eventuale lavoro straordinario e di tutti gli altri elementi che concorrono a formare l'importo corrisposto, nonché tutte le ritenute effettuate.

Il prospetto paga deve recare la firma, sigla o timbro del datore di lavoro o di chi ne fa le veci.



Art. 56
- Tredicesima mensilità.

In coincidenza con la vigilia di Natale di ogni anno le aziende dovranno corrispondere al personale dipendente un importo pari a 1 mensilità della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II (esclusi gli assegni familiari).

In caso di prestazione lavorativa ridotta, rispetto all'intero periodo di 12 mesi precedenti alla suddetta data, il lavoratore avrà diritto a tanti 12simi dell'ammontare della 13a mensilità quanti sono i mesi interi di servizio prestato.

Ai lavoratori retribuiti in tutto o in parte con provvigioni o percentuali, il calcolo dell'importo della 13a mensilità dovrà essere effettuato sulla base della media delle provvigioni o delle percentuali maturate nell'anno corrente o comunque nel periodo di minore servizio prestato presso l'azienda.

Dall'ammontare della 13a mensilità saranno detratti i ratei relativi ai periodi in cui non sia stata corrisposta dal datore di lavoro la retribuzione per una delle cause previste dal presente contratto.

Per i periodi di assenza obbligatoria per gravidanza e puerperio di cui al precedente art. 121, parte II, la lavoratrice ha diritto a percepire dal datore di lavoro la 13a mensilità limitatamente all'aliquota corrispondente al 20% della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II.



Art. 57
- Quattordicesima mensilità.

Al personale compreso nella sfera di applicazione del presente contratto sarà corrisposto, il 1° luglio di ogni anno, un importo pari a 1 mensilità della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II, in atto al 30 giugno immediatamente precedente (14a mensilità), esclusi gli assegni familiari.

In caso di prestazione lavorativa ridotta, rispetto all'intero periodo di 12 mesi precedenti alla suddetta data, il lavoratore avrà diritto a tanti 12simi dell'ammontare della 14a mensilità quanti sono i mesi interi di servizio prestato.

Nei confronti dei lavoratori retribuiti in tutto o in parte con provvigioni o percentuali, il calcolo dell'importo della 14a mensilità sarà effettuato sulla base della media degli elementi fissi e variabili della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II, percepiti nei 12 mesi precedenti la maturazione del diritto o comunque nel periodo di minore servizio prestato presso l'azienda.

Non hanno diritto alla 14a mensilità i lavoratori che alla data d'entrata in vigore del presente contratto già percepiscono mensilità di retribuzione oltre la 13a mensilità; ove la parte di retribuzione eccedente la 13a non raggiunga l'intero importo di 1 mensilità, i lavoratori hanno diritto alla differenza tra l'ammontare della 14a mensilità e l'importo in atto percepito.

Non sono assorbiti nella 14a mensilità le gratifiche, indennità o premi erogati a titolo di merito individuale o collettivo.

Per quanto riguarda tutte le altre modalità di computo della 14a mensili tà, si fa riferimento alle analoghe norme del presente Titolo riguardanti la 13a mensilità.

Nessun obbligo incombe al datore di lavoro per il caso previsto dall'ultimo comma del precedente art. 150, parte II.



Art. 58
- Mensilità supplementare.

Fermo restando quanto previsto agli artt. 150 e 151, parte II del presente CCNL, nel caso di assenza dovuta a malattia o infortunio, oltre ai 12simi relativi ai mesi di servizio effettivamente prestati, competeranno anche i 12simi relativi alle assenze anzidette, limitatamente al periodo di obbligatoria conservazione del posto.



Art. 59
- Una tantum.

A tutto il personale avente la qualifica di operatore di vendita, in forza al 14.3.96
- compresi i giovani assunti con CFL
- verrà erogato un importo 'una tantum' pari a £ 200.000 lorde in relazione all'intero periodo di 9 mesi intercorrenti dall'1.4.94 al 31.12.94.

Tale importo sarà erogato con il foglio paga di marzo 1996.

Per i casi d'anzianità inferiore ai 9 mesi, l'importo di cui sopra sarà erogato 'pro quota' in rapporto ai mesi d'anzianità di servizio maturata durante il periodo indicato al comma precedente, secondo i criteri previsti dagli artt. 125 e 126, parte II del presente CCNL.

Analogamente si procederà per i casi in cui non sia dato luogo a retribuzione nello stesso periodo a norma di legge e di contratto ad eccezione dell'assenza obbligatoria per maternità.

Al personale con rapporto a tempo parziale l'erogazione avverrà con criteri di proporzionalità.

Con i medesimi criteri di cui al comma precedente la 'una tantum' verrà erogata al personale assunto con contratto a termine.

L'importo 'una tantum' di cui sopra non è utile agli effetti del computo di alcun istituto contrattuale né del TFR.

Con la corresponsione di tale importo s'intende assolto, fino al 31.12.94, ogni onere contrattualmente connesso al periodo di carenza contrattuale.

In caso di risoluzione del rapporto intervenuto antecedentemente alla scadenza indicata al comma 2, tale importo verrà erogato sulla base dei criteri di cui al successivo comma 3.

A seguito dell'accordo di rinnovo del 2° biennio economico del CCNL, spetta agli operatori di vendita 'una tantum' in base ai criteri e nelle quantità stabilite dal precedente art. 143.



Art. 60
- Scatti di anzianità.

Per l'anzianità di servizio maturata, a datare dall'1.4.72, presso la stessa azienda o gruppo aziendale (intendendosi per tale il complesso commerciale facente capo alla stessa società), il personale con qualifica di operatore di vendita ha diritto a 10 scatti triennali.

Ai fini della maturazione degli scatti, l'anzianità di servizio decorre:

(a) dalla data di assunzione, per tutto il personale assunto a partire dall'1.6.95; (b) all'1.6.95, per tutto il personale assunto antecedentemente e che a tale data non abbia ancora raggiunto il 21° anno d'età; (c) dal 21° anno d'età, per tutto il personale assunto antecedentemente all'1.6.95 e che a tale data abbia già compiuto il 21° anno d'età.

Gli importi degli scatti sono determinati in cifra fissa per ciascuna categoria, nelle seguenti misure e con le seguenti decorrenze:

decorrenze 1a 2a categoria categoria 1.4.83 25.000 23.000 1.4.84 26.000 24.000 1.4.85 27.000 25.000 1.4.86 28.000 26.000 1.10.86 30.000 28.000

In occasione del nuovo scatto, l'importo degli scatti maturati successivamente al 31.3.83 è calcolato in base ai valori indicati nella tabella di cui al presente articolo senza liquidazione di arretrati per gli scatti maturati per il periodo pregresso.

L'importo degli scatti, determinati secondo i criteri di cui ai commi precedenti, viene corrisposto con decorrenza dal 1° giorno del mese immediatamente successivo a quello in cui si compie il triennio d'anzianità. Gli scatti d'anzianità non possono essere assorbiti da precedenti e successivi aumenti di merito, né eventuali aumenti di merito possono essere assorbiti dagli scatti maturati o da maturare.

Nota a verbale.

Le parti si danno atto che l'importo degli scatti maturati a tutto il 31.3.83 rimane congelato in cifra e deve essere erogato senza rivalutazione in occasione dei nuovi scatti e fermo restando il numero massimo degli scatti indicati al comma 1 del presente articolo. Le parti convengono, altresì, che la presente disciplina degli scatti non esclude
- in occasione dei rinnovi contrattuali
- adeguamenti della loro misura in funzione della prevedibile dinamica della retribuzione base.

Interpretazione autentica delle parti.

Le parti si danno atto che, per quanto riguarda la decorrenza degli aumenti periodici d'anzianità, la quale deve considerarsi svincolata da qualunque riferimento alla maggiore età del prestatore d'opera, la contrattazione collettiva per i viaggiatori e piazzisti dipendenti da aziende commerciali (ora denominati operatori di vendita) ha subito la medesima evoluzione di quella per i dipendenti da aziende della distribuzione e dei servizi (settore Commercio) e pertanto ne riconfermano pienamente la natura convenzionale, nonché tutto quanto altro sottolineato con la "Interpretazione autentica delle parti sulla disciplina degli scatti di anzianità" in calce all'art. 131, parte II del presente CCNL.



Art. 61
- Recesso ex art. 2118 CC.

Ai sensi dell'art. 2218 CC, ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro a tempo indeterminato dando preavviso scritto a mezzo di lettera raccomandata r/r o altro mezzo idoneo a certificare la data di ricevimento, nei termini stabiliti nel successivo art. 158, parte II.



Art. 62
- Recesso ex art. 2119 CC.

Ai sensi dell'art. 2119 CC, ciascuno dei contraenti può recedere dal contratto di lavoro, prima della scadenza del termine se il contratto è a tempo determinato, o senza preavviso se il contratto è a tempo indeterminato, qualora si verifichi una causa che non consenta la prosecuzione anche provvisoria del rapporto.

La comunicazione del recesso deve essere effettuata per iscritto, a mezzo di lettera raccomandata r/r o altro mezzo idoneo a certificare la data di ricevimento, contenente l'indicazione dei motivi.

A titolo esemplificativo, rientrano fra le cause di cui al comma 1 del presente articolo:


- diverbio litigioso seguito da vie di fatto in servizio anche fra dipendenti, che comporti nocumento o turbativa al normale esercizio dell'attività aziendale;
- insubordinazione verso i superiori accompagnata da comportamento oltraggioso;
- irregolare dolosa scritturazione o timbratura di schede di controllo delle presenze al lavoro;
- appropriazione nel luogo di lavoro di beni aziendali o di terzi;
- danneggiamento volontario di beni dell'azienda o di terzi;
- esecuzione, senza permesso, di lavoro nell'azienda per conto proprio o di terzi.

Se il contratto è a tempo indeterminato, al prestatore che recede per giusta causa compete l'indennità di cui al successivo art. 159, parte II.



Art. 63
- Normativa.

Nelle aziende comprese nella sfera di applicazione delle leggi: 15.7.66 n. 604; 20.5.70 n. 300, art. 35; 11.5.90 n. 108, nei confronti del personale cui si applica il presente contratto, il licenziamento può essere intimato per giusta causa (art. 2119 CC e art. 153, parte II del presente contratto) o per "giustificato motivo con preavviso", intendendosi per tale il licenziamento determinato da un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali del prestatore di lavoro, ovvero da ragioni inerenti all'attività produttiva, all'organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa.

Il datore di lavoro deve comunicare il licenziamento per iscritto, a mezzo di lettera raccomandata r/r o altro mezzo idoneo a certificare la data di ricevimento.

In caso di licenziamento per "giustificato motivo con preavviso", il lavoratore può chiedere entro 15 giorni dalla comunicazione del licenziamento i motivi che lo hanno determinato; in tal caso il datore di lavoro è tenuto ad indicarli per iscritto entro 7 giorni dalla richiesta.

Il licenziamento intimato senza l'osservanza delle norme di cui ai commi 2 e 3 del presente articolo è inefficace.

Sono esclusi dalla sfera di applicazione del presente articolo i lavoratori in periodo di prova e quelli che siano in possesso dei requisiti di legge per avere diritto alla pensione di vecchiaia.



Art. 64
- Nullità del licenziamento.

Ai sensi delle leggi vigenti, il licenziamento determinato da ragioni di sesso, credo politico o fede religiosa, dall'appartenenza a un sindacato e dalla partecipazione attiva ad attività sindacali è nullo, indipendentemente dalla motivazione adotta.



Art. 65
- Nullità del licenziamento per matrimonio.

Ai sensi dell'art. 1, legge 9.1.63 n. 7, è nullo il licenziamento della lavoratrice attuato a causa di matrimonio; a tali effetti si presume disposto per causa di matrimonio il licenziamento intimato alla lavoratrice nel periodo intercorrente fra il giorno della richiesta delle pubblicazioni di matrimonio, in quanto segua la celebrazione, e la scadenza di 1 anno dalla celebrazione stessa.

Il datore di lavoro ha facoltà di provare che il licenziamento della lavoratrice, verificatosi nel periodo indicato nel comma precedente, non è dovuto a causa di matrimonio, ma per una delle ipotesi previste dalle lett. a), b), e c), comma 3, art. 2, legge 30.12.71 n. 1204, e cioè: licenziamento per giusta causa, cessazione dell'attività dell'azienda, ultimazione della prestazione per la quale la lavoratrice è stata assunta o cessazione del rapporto di lavoro per scadenza del termine per il quale è stato stipulato.

Per quanto attiene alla disciplina delle dimissioni rassegnate dalla lavoratrice nel periodo specificato nel comma 1 del presente articolo, si rinvia al successivo art. 166, parte II.



Art. 66
- Licenziamento simulato.

Il licenziamento del lavoratore seguito da una nuova assunzione presso la stessa ditta deve considerarsi improduttivo di effetti giuridici quando sia rivolto alla violazione delle norme protettive dei diritti del lavoratore e sempre che sia provata la simulazione.

Il licenziamento si presume comunque simulato, salvo prova del contrario, se la nuova assunzione venga effettuata entro 1 mese dal licenziamento.



Art. 67
- Trattenimento in sede.

Qualora l'operatore di vendita retribuito anche con provvigione fosse trattenuto in sede per oltre 1/3 del tempo in cui dovrebbe rimanere in viaggio in base al suo contratto individuale, il rapporto d'impiego si intenderà risolto, su richiesta del viaggiatore stesso, con diritto, da parte di questi, a considerarsi licenziato a tutti gli effetti e a percepire le relative indennità, compresa quella di mancato preavviso.



Art. 68
- Preavviso.

I termini di preavviso sono i seguenti:

(a) fino a 5 anni di servizio compiuti: 30 giorni; (b) oltre 5 anni e fino a 10 anni di servizio compiuti: 45 giorni; (c) oltre 10 anni di servizio compiuti: 60 giorni.

I termini di preavviso di cui sopra decorrono dalla fine o dalla metà di ciascun mese.



Art. 69
- Indennità sostitutiva del preavviso.

Ai sensi del comma 2, art. 2118 CC, in caso di mancato preavviso al lavoratore sarà corrisposta un'indennità equivalente all'importo della retribuzione di fatto di cui all'art. 134, parte II, corrispondente al periodo di cui all'articolo precedente, comprensiva dei ratei di 13a e 14a mensilità.



Art. 70
- Trattamento di fine rapporto (TFR).

In ogni caso di risoluzione del rapporto di lavoro subordinato il prestatore di lavoro ha diritto a un TFR determinato secondo le norme della legge 29.5.82 n. 297, e secondo le norme del presente articolo. Per i periodi di servizio prestato sino al 31.5.82 il TFR è calcolato con le modalità e con le misure previste dall'art. 97, CCNL 17.12.79 (allegato 9).

Ai sensi e per gli effetti del comma 2, art. 2120 CC, come modificato dalla legge 29.5.82 n. 297, sono escluse dalla quota annua della retribuzione utile ai fini del calcolo del TFR le seguenti somme:


- i rimborsi spese;
- le somme concesse occasionalmente a titolo di 'una tantum', gratificazioni straordinarie non contrattuali e simili;
- i compensi per lavoro straordinario e per lavoro festivo;
- l'indennità sostitutiva del preavviso, di cui agli artt. 123, 159, 162 e 163, parte II;
- l'indennità sostitutiva delle ferie di cui all'art. 86, parte II;
- le indennità di trasferta e diarie non aventi carattere continuativo nonché, quando le stesse hanno carattere continuativo, una quota di esse pari all'ammontare esente dall'IRPEF;
- le prestazioni in natura, quando sia previsto un corrispettivo a carico del lavoratore;
- gli elementi espressamente esclusi dalla contrattazione collettiva integrativa.

Ai sensi del comma 3, art. 2120 CC, come modificato dalla legge 29.5.82 n. 297, in caso di sospensione della prestazione di lavoro nel corso dell'anno per una delle cause di cui all'art. 2110 CC, nonché in caso di sospensione totale o parziale per la quale sia prevista l'integrazione salariale, in luogo delle indennità economiche corrisposte dagli istituti assistenziali (INPS, INAIL), deve essere computato nella quota annua della retribuzione utile al calcolo del TFR l'equivalente della retribuzione a cui il lavoratore avrebbe avuto diritto in caso di normale svolgimento del rapporto di lavoro. È facoltà dell'azienda, salvo espresso patto contrario, dedurre dal TFR quanto l'operatore di vendita percepisca, in conseguenza del licenziamento, per eventuali atti di previdenza (casse pensioni, previdenza, assicurazioni varie) compiuti dall'azienda.



Art. 71
- Cessione o trasformazione dell'azienda.

In caso di cessione o trasformazione in qualsiasi modo della ditta e quando la ditta cedente non abbia dato ai lavoratori il preavviso e corrisposto l'indennità prevista nel presente contratto per il caso di licenziamento, la ditta cessionaria, ove non intenda mantenere in servizio il personale con tutti i diritti e oneri competenti per il periodo di lavoro precedentemente prestato, sarà tenuta all'osservanza integrale degli obblighi gravanti per effetto del presente contratto sulla precedente ditta, come se avvenisse il licenziamento.



Art. 72
- Fallimento dell'azienda.

In caso di fallimento dell'azienda, il dipendente ha diritto all'indennità di preavviso e al TFR stabiliti nel presente contratto e il complessivo suo avere sarà considerato credito privilegiato ai sensi delle vigenti disposizioni di legge.



Art. 73
- Decesso del dipendente.

In caso di decesso del dipendente, il TFR e l'indennità sostitutiva dei preavviso saranno corrisposti agli aventi diritto secondo le disposizioni di legge vigenti in materia.



Art. 74
- Corresponsione del TFR.

Il TFR deve essere corrisposto all'atto della cessazione del servizio, dedotto quanto eventualmente fosse dovuto dal dipendente, nei tempi tecnici necessari alla elaborazione del tasso di rivalutazione, di cui alla legge 29.5.82 n. 297 e comunque non oltre 30 giorni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.

In caso di ritardo dovuto a cause non imputabili al lavoratore, sarà corrisposto dalla scadenza di cui al precedente comma un interesse del 2% superiore al tasso ufficiale di sconto.

L'importo così determinato s'intende comprensivo della rivalutazione monetaria per crediti di lavoro, relativa al TFR.

Norma transitoria.

Il sistema di computo degli interessi di cui al presente articolo decorre dall'1.4.87.



Art. 75
- Dimissioni.

In caso di dimissioni, sarà corrisposto al lavoratore dimissionario il TFR di cui all'art. 160, parte II.

Le dimissioni devono essere rassegnate in ogni caso per iscritto con lettera raccomandata o altro mezzo idoneo a certificare la data di ricevimento e con rispetto dei termini di preavviso stabiliti dall'art. 158, parte II del presente contratto.

Ove il dipendente non abbia dato il preavviso, il datore di lavoro ha facoltà di ritenergli dalle competenze nette una somma pari all'importo di cui all'art. 159, parte II.

Su richiesta del dimissionario, il datore di lavoro può rinunciare al preavviso, facendo in tal caso cessare subito il rapporto di lavoro. Ove invece il datore di lavoro intenda di sua iniziativa far cessare il rapporto prima della scadenza del preavviso, ne avrà facoltà, ma dovrà corrispondere al lavoratore l'indennità sostitutiva per il periodo di anticipata risoluzione del rapporto di lavoro.



Art. 76
- Dimissioni per matrimonio.

In conformità della norma contenuta nel comma 4, art. 1, legge 9.1.63, n. 7, le dimissioni presentate dalla lavoratrice nel periodo intercorrente fra il giorno della richiesta delle pubblicazioni di matrimonio, in quanto segua la celebrazione e la scadenza di 1 anno dalla celebrazione stessa, sono nulle se non risultano confermate entro 1 mese all'Ufficio del lavoro.

La lavoratrice che rassegni le dimissioni per contrarre matrimonio ha diritto al TFR previsto dall'art. 160, parte II, con esclusione dell'indennità sostitutiva del preavviso.

Anche in questo caso le dimissioni devono essere rassegnate per iscritto con l'osservanza dei termini di preavviso di cui all'art. 158, parte II, e confermate, a pena di nullità, all'Ufficio provinciale del lavoro entro il termine di 1 mese.



Art. 77
- Dimissioni per maternità.

Per il trattamento spettante alla lavoratrice che rassegna le dimissioni in occasione della maternità, valgono le norme di cui all'art. 123, parte II del presente contratto.



Art. 78
- Obblighi del prestatore di lavoro.

Il lavoratore ha l'obbligo di osservare nel modo più scrupoloso i doveri e il segreto di ufficio, di usare modi cortesi col pubblico e di tenere una condotta conforme ai civici doveri.

Il lavoratore ha l'obbligo di conservare diligentemente le merci e i materiali, di cooperare alla prosperità dell'impresa.



Art. 79
- Provvedimenti disciplinari.

Fermo restando quanto previsto dal precedente art. 18 per le assenze ingiustificate, la inosservanza dei doveri da parte del personale comporta i seguenti provvedimenti, che saranno presi dal datore di lavoro in relazione all'entità delle mancanze e alle circostanze che li accompagnano:

(1) biasimo inflitto verbalmente per le mancanze più lievi; (2) biasimo inflitto per iscritto nei casi di recidiva; (3) multa in misura non eccedente l'importo di mezza giornata di retribuzione; (4) sospensione dalla retribuzione e dal servizio per un massimo di giorni 10; (5) licenziamento disciplinare, senza preavviso e con altre conseguenze di ragione e di legge (licenziamento in tronco).

Salvo ogni altra azione legale, il provvedimento di cui al punto 5 (licenziamento in tronco) si applica alle mancanze più gravi per ragioni di moralità e di infedeltà verso la ditta in armonia con le norme di cui all'art. 2105 CC e cioè l'abuso di fiducia, la concorrenza, la violazione del segreto d'ufficio, nonché nel casi previsti dall'art. 59 del presente Protocollo aggiuntivo e in quelli di cui all'art. 2119 CC.

L'importo delle multe sarà destinato al Fondo pensioni dei lavoratori dipendenti. Il lavoratore ha facoltà di prendere visione della documentazione relativa al versamento.



Art. 80
- Codice disciplinare.

Ai sensi e per gli effetti dell'art. 7, legge 20.5.70 n. 300, le disposizioni contenute negli articoli di cui al presente titolo XXIV, nonché quelle contenute nei regolamenti o accordi aziendali in materia di sanzioni disciplinari devono essere portate a conoscenza dei lavoratori mediante affissione in luogo accessibile a tutti.

Il lavoratore colpito da provvedimento disciplinare, il quale intenda impugnare la legittimità del provvedimento stesso, può avvalersi delle procedure di conciliazione previste dall'art. 7, legge 20.5.70 n. 300 o di quelle previste dal titolo IV, parte I del presente contratto.



Art. 81
- Normativa provvedimenti disciplinari.

L'eventuale adozione del provvedimento disciplinare dovrà essere comunicata al lavoratore con lettera raccomandata entro 15 giorni dalla scadenza del termine assegnato al lavoratore stesso per presentare le sue controdeduzioni.

Per esigenze dovute a difficoltà nella fase di valutazione delle controdeduzioni e di decisione nel merito, il termine di cui sopra può essere prorogato di 30 giorni, purché l'azienda ne dia preventiva comunicazione scritta al lavoratore interessato.



Art. 82
- Cauzioni.

Per le mansioni che la giustificano, il datore di lavoro stabilirà per iscritto di volta in volta l'ammontare della cauzione che dovrà essere prestata dai lavoratori.

La cauzione sarà costituita da titoli dello Stato, depositati presso un istituto bancario e vincolati dal datore di lavoro, oppure potrà essere versata in libretto di risparmio parimenti vincolato al datore di lavoro, il quale rilascerà regolare ricevuta con gli estremi dei titoli o del libretto che gli vengono consegnati. Gli interessi e gli eventuali premi restano a disposizione del lavoratore, il quale ha sempre diritto di prele varli senza alcuna formalità.

La cauzione potrà anche essere prestata, con il consenso del datore di lavoro, mediante polizza di garanzia costituita presso un istituto assicuratore o con fideiussione bancaria.

In tal caso il datore di lavoro avrà facoltà di provvedere al pagamento dei relativi premi, rivalendosi sulla retribuzione del prestatore d'opera.

La cauzione rimane di proprietà del lavoratore o dei suoi aventi diritto, e non può comunque confondersi con i beni dell'azienda.



Art. 83
- Diritto di rivalsa.

Il datore di lavoro ha diritto di rivalersi sulla cauzione per gli eventuali danni subiti, previa contestazione al prestatore d'opera.

In caso di disaccordo, dovrà essere esperito un tentativo di componimento attraverso le Associazioni sindacali competenti.



Art. 84
- Ritiro cauzioni per cessazione rapporto.

All'atto della cessazione del rapporto di lavoro, ove non esistano valide ragioni di contestazione da parte del datore di lavoro, il prestatore d'opera dovrà essere posto in condizioni di poter ritirare la cauzione entro il termine di 15 giorni dalla data di cessazione del servizio.



Art. 85
- Normativa sui procedimenti penali.

Ove il dipendente sia privato della libertà personale in conseguenza di procedimento penale, il datore di lavoro lo sospenderà dal servizio e dallo stipendio o salario e ogni altro emolumento e compenso fino al giudicato definitivo.

In caso di procedimento penale per reato non colposo, ove il lavoratore abbia ottenuto la libertà provvisoria, il datore di lavoro ha facoltà di sospenderlo dal servizio e dallo stipendio o salario e ogni altro emolumento o compenso.

Salvo l'ipotesi di cui al successivo comma, dopo il giudicato definitivo il datore di lavoro deciderà sull'eventuale riammissione in servizio, fermo restando che comunque il periodo di sospensione non sarà computato agli effetti dell'anzianità del lavoratore.

Nell'ipotesi di sentenza definitiva di assoluzione con formula piena il lavoratore ha diritto in ogni caso alla riammissione in servizio.

In caso di condanna per delitto non colposo commesso fuori dell'azienda, al lavoratore che non sia riammesso in servizio spetterà il trattamento previsto dal presente contratto per il caso di dimissioni.

Il rapporto di lavoro s'intenderà, invece, risolto di pieno diritto e con gli effetti del licenziamento in tronco, qualora la condanna risulti motivata da reato commesso nei riguardi del datore di lavoro o in servizio.



Art. 86
- Divise e attrezzi.

Quando viene fatto obbligo al personale di indossare speciali divise, la spesa relativa è a carico del datore di lavoro.

È parimenti a carico del datore di lavoro la spesa relativa agli indumenti che i lavoratori siano tenuti ad usare per ragioni di carattere igienico
- sanitario.

Il datore di lavoro è inoltre tenuto a fornire gli attrezzi e strumenti necessari per l'esecuzione del lavoro.

In caso di risoluzione del rapporto di lavoro, gli indumenti, divise, attrezzi e strumenti in dotazione dovranno essere restituiti al datore di lavoro, mentre in caso di smarrimento, il prestatore d'opera è tenuto alla sostituzione o al rimborso.



Art. 87
- Appalti.

Le parti si danno atto che la materia relativa agli appalti è disciplinata dalla legge 23.10.60 n. 1369, che dispone norme in materia di intermediazione e interposizione nelle prestazioni di lavoro, in base alle quali sono esclusi dagli appalti i lavori che sono strettamente pertinenti all'attività propria dell'azienda.

Le aziende appaltanti devono esigere dalle aziende appaltatrici il rispetto delle norme contrattuali del settore merceologico cui appartengono le aziende appaltatrici stesse e quello di tutte le norme previdenziali e antinfortunistiche. A tal fine sarà inserita apposita clausola nel capitolato d'appalto.

Qualora l'introduzione di appalti per lavori che non sono strettamente pertinenti all'attività propria dell'azienda e comunque autonomamente ritenuti necessari dall'imprenditore dovesse comportare riduzione di personale dell'azienda appaltante questa è tenuta a darne informazione alle OOSS provinciali stipulanti il presente contratto.

La norma di cui al precedente capoverso trova applicazione per le aziende previste dall'art. 14, parte I.



Art. 88
- Diritti sindacali.

Fermo restando quanto previsto nell'Accordo interconfederale 8.6.95, che le parti riconfermano integralmente, la disciplina relativa al diritti sindacali dell'operatore di vendita viene transitoriamente riconfermata nelle seguenti disposizioni del presente articolo.

Con decorrenza dall'1.7.92, nelle unità produttive che occupano più di 15 operatori di vendita, le OOSS firmatarie del presente contratto possono designare, singolarmente o unitariamente, i dirigenti delle rappresentanze sindacali da scegliersi tra gli operatori di vendita dell'unità produttiva stessa, secondo le misure previste nel comma 2, art. 23, legge 20.5.70 n. 300.

In relazione alle peculiari caratteristiche dell'attività degli operatori di vendita, potrà essere unitariamente designato un rappresentante sindacale aziendale anche presso imprese di minori dimensioni che non abbiano alle proprie dipendenze 15 operatori di vendita, sempreché il numero complessivo dei dipendenti dell'impresa sia superiore alle 15 unità e gli operatori di vendita siano più di 7.

Le parti concordano inoltre che, nel caso di imprese che non abbiano presso nessuna unità produttiva nell'ambito provinciale, regionale o nazionale un numero di operatori di vendita di almeno 15 unità, le OOSS firmatarie potranno costituire una rappresentanza sindacale degli operatori di vendita presso una sede dell'impresa, rispettivamente ad ambito provinciale, regionale o nazionale
- purché in quell'ambito il numero degli operatori di vendita sia almeno di 15 unità
- designando i dirigenti nella misura indicata al comma 1, ovvero in ragione di un dirigente RSA ogni 50 operatori di vendita (o frazione superiore a 25), nella sola ipotesi che questi ultimi facciano direttamente capo alla sede centrale.

Ai suddetti dirigenti saranno concessi, per il disimpegno delle loro funzioni, permessi nella misura di 4 giorni all'anno. Nel caso che il dirigente svolga la sua attività di lavoro in una zona che disti oltre km. 250 dalla sede dell'azienda, egli potrà richiedere un ulteriore giorno di permesso ogni trimestre.

La disciplina del presente articolo si applica nei confronti dei dirigenti delle RSA i cui nominativi e le relative variazioni siano stati comunicati per iscritto dalle OOSS firmatarie all'azienda cui l'operatore di vendita appartiene, per il tramite della competente Associazione territoriale dei commercianti aderenti alla Confederazione Italiana Esercenti Attività Commerciali Turistiche dei Servizi. Il lavoratore che intenda esercitare il diritto di cui al comma 4 deve darne comunicazione scritta al datore di lavoro di regola 3 giorni prima.

Quanto riconosciuto in tema di RSA con il presente articolo non è cumulabile con quanto eventualmente già riconosciuto in sede aziendale o territoriale o con quanto dovesse derivare da disposizioni di legge successive. Nell'ambito di aziende con più unità produttive, presso le quali esistano RSA, possono essere istituiti Organi di coordinamento a livello centrale, nominati nell'ambito dei dirigenti RSA, per formare un esecutivo composto da:


- 3 dirigenti fino a 25 unità produttive;
- 6 dirigenti da 26 unità a 70;
- 9 dirigenti oltre 70 unità.

Ai dirigenti dell'esecutivo di cui sopra saranno concessi, in aggiunta ai permessi di cui sopra, ulteriori 5 giorni ogni anno solare per il disimpegno dei compiti attinenti al coordinamento dell'attività sindacale nell'ambito aziendale.

Agli effetti di quanto stabilito nel presente articolo sono da considerarsi, altresì, dirigenti sindacali i lavoratori che fanno parte di Consigli o Comitati direttivi nazionali e periferici delle OOSS degli operatori di vendita del commercio i quali risultino regolarmente eletti in base alle norme statutarie delle Organizzazioni stesse. L'elezione dei lavoratori a dirigenti sindacali deve essere comunicata per iscritto con lettera raccomandata alla ditta e alla rispettiva Organizzazione dei datori di lavoro. I componenti dei Consigli o Comitati suddetti hanno diritto ai necessari permessi o congedi retribuiti per partecipare alle riunioni degli Organi stessi, nella misura di 9 giorni annui. Qualora il dirigente sindacale di cui al presente articolo sia contemporaneamente componente di più Consigli o Comitati direttivi nazionali e periferici delle OOSS degli operatori di vendita del commercio, potrà usufruire di ulteriori 7 giorni annui. Nelle unità produttive con più di 15 operatori di vendita l'assemblea si svolgerà giusta la previsione dell'art. 20, legge n. 300 del 20.5.70.

Qualora gli operatori di vendita dipendano dalla sede centrale e abbiano una propria rappresentanza sindacale ai sensi del presente articolo, in considerazione delle peculiari caratteristiche della prestazione lavorativa, per lo svolgimento delle assemblee di cui all'art. 20, legge n. 300/70, i lavoratori interessati potranno assentarsi dal lavoro per un massimo di 2 giorni nel corso dell'anno di calendario, con decorrenza della retribuzione.



Art. 89
- Tentativo di conciliazione presso UPLMO.

Nel caso in cui il tentativo previsto dal titolo IV, parte I del presente CCNL abbia esito negativo, è prescritto un 2° tentativo da esperirsi presso l'Ufficio del lavoro competente per territorio, con l'intervento dei rappresentanti delle stesse OOSS che hanno assistito le parti nel corso del 1° esperimento. I relativi verbali di conciliazione o di mancato accordo, redatti in 5 copie, devono recare le firme delle parti interessate, dei rappresentanti delle rispettive Associazioni sindacali e del direttore dell'Ufficio del lavoro o di un suo delegato. Le parti interessate potranno adire il magistrato solo dopo avere esperito con esito negativo anche il 2° tentativo di composizione; le parti sono tuttavia libere di iniziare l'eventuale azione giudiziaria qualora l'intera procedura di conciliazione non sia esaurita alla scadenza del termine di 30 giorni dalla denuncia della controversia all'Associazione territoriale dei commercianti. Copia autentica del verbale di mancato accordo dovrà essere esibita in giudizio dalla parte attrice a richiesta della convenuta.



Art. 90
- Procedura 2° tentativo di conciliazione.

Nel caso di controversie relative a licenziamenti individuali di cui alla legge 15.7.66 n. 604 e alla legge 20.5.70 n. 300, come modificate dalla legge 11.5.90 n. 108, deve ugualmente essere esperito il tentativo di conciliazione di cui ai precedenti articoli del presente titolo.

In caso di conciliazione della controversia, ai sensi e per gli effetti dell'art. 7, legge 15.7.66 n. 604, il relativo verbale sarà autenticato dal direttore dell'Ufficio del lavoro competente per il territorio e acquisterà forza di titolo esecutivo con decreto del pretore.

Il termine di 60 giorni previsto dall'art. 6, legge 15.7.66 n. 604, per l'impugnativa di licenziamento, resta sospeso fino all'esaurimento della procedura conciliativa di cui ai precedenti capoversi.

In caso di esito negativo del tentativo di conciliazione presso gli Uffici del lavoro, le parti possono definire consensualmente la controversia mediante arbitrato irrituale, in armonia con la norma di cui all'ultimo comma, art. 7, legge 15.7.66 n. 604, con le procedure e le modalità del seguente articolo.



Art. 91
- Collegio arbitrale.

L'accordo circa il deferimento al Collegio arbitrale di cui al precedente articolo deve essere comunicato dalle parti interessate alle rispettive OOSS entro 10 giorni dall'esaurimento del tentativo di conciliazione in sede di Ufficio del lavoro, e le Organizzazioni sono tenute a procedere immediatamente alla costituzione del Collegio arbitrale.

Il Collegio arbitrale è composto da 1 rappresentante del datore di lavoro e da 1 rappresentante del lavoratore, rispettivamente nominati dalle competenti OOSS, e da un presidente nominato consensualmente dalle predette Organizzazioni.

In caso di mancato accordo sulla scelta del presidente del Collegio arbitrale, si procederà al sorteggio tra i nominativi compresi in una lista precedentemente compilata d'intesa tra le Associazioni provinciali dei commercianti e gli Organismi sindacali locali delle Associazioni nazionali dei lavoratori firmatarie del presente contratto.



Art. 92
- Contrattazione integrativa a livello aziendale.

Nelle aziende che occupano oltre 7 operatori di vendita è istituito un premio aziendale nella misura del 10% dei minimi garantiti previsti dall'art. 39, CCNL 5.3.75.

Con tale premio s'intendono assolti tutti gli adempimenti derivanti per la parte economica della contrattazione aziendale.

Il premio aziendale è inoltre assorbito da anticipi concessi in conto di futuri miglioramenti e da altri elementi retributivi dichiarati assorbibili.

Qualora in sede aziendale insorgano problemi applicativi della norma, le parti s'impegnano ad incontrarsi per la loro soluzione.



Art. 93
- Contratti di formazione e lavoro (CFL).

Ad integrazione di quanto previsto dall'art. 23 C, parte I del presente contratto, per quanto riguarda gli operatori di vendita le parti confermano che è possibile stipulare CFL secondo le seguenti modalità:

CFL di tipo A.1) destinati all'acquisizione di professionalità intermedie: 1a e 2a categoria, con una durata di 24 mesi.

CFL di tipo B) destinati all'inserimento professionale mediante l'esperienza lavorativa che consenta un adeguamento delle capacità professionali al contesto produttivo e organizzativo delle imprese: 1a e 2a categoria con una durata di 12 mesi.

Il contenuto dei progetti formativi, considerato l'aspetto specifico della prestazione dell'operatore di vendita e tenuto conto che l'attività lavorativa si svolge, di norma, all'esterno della sede, dovrà in ogni caso prevedere congrui periodi di formazione nella zona e/o nel punto di vendita.



Art. 94
- Decorrenza e durata del contratto.

In applicazione di quanto previsto dal Protocollo 23.7.93, il CCNL ha durata quadriennale per la parte normativa e biennale per la parte retributiva.

Salve le decorrenze particolari previste per i singoli istituti, il presente contratto decorre dal 1° gennaio 1995 e avrà vigore fino a tutto il 31 dicembre 1998; per la parte economica il 1° biennio avrà vigore fino a tutto il 31 dicembre 1996.

Il contratto s'intenderà rinnovato secondo la durata di cui al comma 1 se non disdetto, 3 mesi prima della scadenza, con raccomandata a/r. In caso di disdetta, il presente contratto resterà in vigore fino a che non sia stato sostituito dal successivo CCNL.

Dichiarazione delle parti.

Le parti si danno atto che le regolamentazioni che saranno concordate con riferimento alle materie della contrattazione di 2° livello, della previdenza integrativa, della sicurezza sul lavoro, costituiranno parte integrante del presente contratto. In ogni caso le parti convengono sulla necessità che tali questioni trovino rapida soluzione.



.OMISSIS. da pag. 219 a pag. 318. Sono riportati i seguenti allegati:

Allegato 1. Progetto standard di formazione e lavoro.

Allegato 2. Relazioni sindacali a livello nazionale. Insediamento dell'Osservatorio nazionale.

Allegato 3. Schema di riferimento per l'attività dell'Osservatorio nazionale.

Allegato 4. Statuto Ente Bilaterale Nazionale.

Allegato 5. Statuto Ente Bilaterale Territoriale.

Allegato 6. Trattamento di malattia nelle province di Trieste e Gorizia.

Allegato 7. Fondo di solidarietà.

Allegato 8. Priorità per la concessione di anticipazioni sul TFR.

Allegato 9. CCNL 17 dicembre 1979.

Allegato 10. Accordo interconfederale per la costituzione delle RSU.

Allegato 11. Accordo sul telelavoro subordinato.

Allegato 12. Ipotesi di accordo interconfederale applicativo del D.lgs. n. 626/94.

Allegato 13. Protocollo in materia di previdenza complementare.

Allegato 14. Moduli di formazione degli apprendisti.

Allegato 15. Richiesta di parere di conformità.

Allegato 16. Tabelle di paga base dal 31.12.96 all'1.7.98.

Allegato 17. Accordo istitutivo del Fondo di Previdenza integrativa Marco Polo.

Allegato 18. Ipotesi di accordo nazionale per la disciplina dei lavoratori dipendenti dalle agenzie di scommesse.

Allegato 19. Legge 20.5.70 n. 300. Statuto dei lavoratori.

Allegato 20. Legge 15.7.66 n. 604. Norme sui licenziamenti individuali.

Allegato 21. Legge 11.5.90 n. 108. Disciplina dei licenziamenti individuali.

Allegato 22. Legge 29.5.82. Disciplina del trattamento di fine rapporto.

Allegato 23. D.lgs. 25.2.00 n. 61. Attuazione delle direttiva 97/81/CE relativa all'Accordo
-quadro sul lavoro a tempo parziale concluso da UNICE, CEEP e CES (GU 20.3.00 n. 66).

Allegato 24. D.lgs. 2.2.01 n. 18. Attuazione della Direttiva 98150/CE relativa al mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di trasferimento di imprese, di stabilimenti o di parti di stabilimenti (GU 21.2.01 n. 43).

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